martedì 4 ottobre 2011

Il babà, la ciclista e leggi inique

Manifestiamo tutta la nostra solidarietà alla signora di Caserta a cui è stata ritirata la patente, perché andava in bici dopo aver mangiato alcuni babà al battesimo del nipotino.
Fa un po' sorridere l'idea di controllare il tasso alcolemico di una ciclista, davanti alla catastrofe quotidiana delle nostre strade.
La signora, fra l'altro, è astemia e ha fatto subito ricorso al giudice di pace. Questa norma del Codice della strada non è giusta, perché la legge è uguale per tutti. Se io non ho la patente di guida e vado in bici ubriaco, non mi ritirano nulla, se ce l'ho me la ritirano. Allora la legge non è uguale per tutti.
E poi non vi è alcun legame tra la guida in bici e la guida in auto: ancora una volta i nodi vengono al pettine.
Viva la bici e viva i babà. La notizia è qui.

2 commenti:

ha detto...

Archi docet. In tempi di crisi, è quasi meglio non avere niente, o poco. Ma non fare finta per non pagare le tasse.

Saverio

ha detto...

Probabilmente si tratta di una bufala:

Fonte: http://lnx.casertasette.com/modules.php?name=News&file=article&sid=20641

«Non conosco i retroscena dell’episodio – spiega il professore avvocato Ciro Centore, amministrativista – ma per arrivare ad usare l’etilometro o prelevare sangue ci sono tre condizioni: coinvolgimento in un incidente, atteggiamenti che sospettino ubriachezza o risultare positivo a un test preliminare. Ovviamente – prosegue il professore Centore – la vicenda assume contorni paradossali ma va detto che se anche, in alcuni contesti, il Codice prevede una multa per chi guida una bici, l’unica cosa che non si può fare è ritirare, revocare o sospendere la patente in quanto la riforma ha abrogato questa disposizione incostituzionale per il periodo in cui era stato possibile, ovvero 2009-2010». Sulla vicenda si legge anche un commento, visibile su un blog, di Francesco Apperti, responsabile dell’associazione Fiab-CasertaInBici, che si sta muovendo per chiarire come realmente sono andati i fatti in quanto la «notizia rilanciata da un’agenzia è lacunosa e priva di particolari». L’associazione riferisce che in passato c’è stato qualche caso simile, con sanzione annullata dal giudice di pace.