venerdì 2 maggio 2008

Lettera aperta ad Alfredo Milioni

Alfredo Milioni è il nuovo presidente del Municipio XIX di Roma


Caro Alfredo Milioni,

benvenuto alla guida del Municipio 19. Come saprà, il problema principale del nostro quartiere è il traffico. Si potrebbe dire che il consenso e la stima degli abitanti di Primavalle e Monte Mario si guadagnano attenuando il più possibile questo problema. Si tratta del problema principale di Roma, non facciamo eccezione. Per quanto riguarda il nostro municipio, basta ricordare il caso del senso unico su via di Torrevecchia, su cui esistono pareri discordi, ma che comunque non ha risolto il problema del traffico in quella zona. Molto si deve ancora fare.

Il primo problema riguarda le ore di punta e la coesistenza di traffico automobilistico e sosta in seconda fila di camion e furgoni su via Maffi e via Torrevecchia. Questo problema potrebbe essere risolto con orari precisi di carico e scarico merci, perché non è certo possibile impedire ai commercianti di ricevere le merci, le stesse merci che i cittadini del quartiere acquisteranno.

Qui, però, vorrei focalizzare il discorso sulla mobilità alternativa al traffico automobilistico, in particolare alla promozione dell’uso della bicicletta nel territorio del Municipio XIX. Le persone che oggi utilizzano la bici potrebbero crescere in futuro a livello esponenziale, se si creassero le condizioni per una maggiore facilità di spostamenti a pedali. Non so neanche se il Municipio XIX è dotato di un biciplan; sul web è facilmente rintracciabile quello di altri municipi di Roma, per il nostro nulla.

Ho letto pure le recenti osservazioni di Alberto Maltagliati (su www.torresina.net), riguardanti la pista ciclabile, e le condivido. Oltre ad aprire la ciclabile collocata sulla linea FM3, molto di più potrebbe essere fatto nelle sedi stradali normali per favorire l’uso della bici nel quartiere, con benefiche ricadute anche sui non ciclisti; penso soprattutto alle mamme con bambini piccoli, agli studenti che vanno a scuola a piedi, a chi vuole fare una passeggiata per strada, ai parchi giochi, ecc.

È innegabile che a Primavalle e a Monte Mario ci siano strade più adatte alle automobili e ai mezzi pesanti, che a chi va in bicicletta; è il caso di via Mattia Battistini, via di Torrevecchia, via Maffia, via Trionfale. Altre strade sono decisamente scomode per questi mezzi, anche per la presenza di auto in sosta. In queste strade secondarie si potrebbe realizzare un percorso consigliato per biciclette, come ho già proposto al Municipio XIX in passate riunioni. Non si tratta di creare piste ciclabili; la soluzione è molto meno dispendiosa. Il percorso consigliato, infatti, si crea limitando la velocità di tutti i veicoli a 30 Km/h e apponendo appositi cartelli con il disegno di una bici; al limite si possono installare dei dossi artificiali. Si tratta di un’operazione a basso costo: per farlo, ci vuole soltanto la volontà politica. Le ricadute sul quartiere saranno positive anche per chi non va in bici. Un percorso di questo tipo passa per strade in cui spesso il limite dei 30 Km/h è già presente e nelle quali, peraltro, a causa del traffico si va spesso a 5 Km/h!

Bisogna instaurare una logica alternativa all’uso dell’automobile. A livello di quartiere, gli spostamenti in bici sono più rapidi, non ci si deve preoccupare del parcheggio, non si inquina, non si ingombra, l’umore migliora, ecc.

Il Comune di Roma e il Municipio XIX devono assumersi soltanto l’onere di apporre la segnaletica recante impresso il disegno di una bicicletta, per ufficializzare la presenza di questo veicolo nel quartiere e incentivarne l’uso. Ufficializzare un percorso preferenziale per i mezzi a pedale vuol dire stabilire una nuova logica negli spostamenti del quartiere; inoltre i percorsi consigliati fungerebbero da progetto pilota per analoghi percorsi in altri municipi della Capitale.

I Vigili Urbani sono chiamati a favorire questo sistema a due velocità, reprimendo i comportamenti scorretti degli automobilisti, in particolare nelle zone a 30 Km/h dove transiteranno bambini, ragazzi, anziani, persone che in bici possono spostarsi nel quartiere e contribuire alla riduzione del traffico generato dai mezzi a motore.

Lo stadio della Roma, a Torrevecchia?

Avviso che si parla di Roma, Monte Mario, campanilismo puro. Sul Corriere della Sera, 1° maggio, sport, p. 11: a Torrevecchia, la famiglia Sensi possiede alcuni terreni. Dovrebbe, o potrebbe, nascere lì il nuovo stadio della Roma promesso da Alemanno in campagna elettorale. Un’altra sede probabile, forse per la Lazio, è la Bufalotta, una zona molto più vicina di Torrevecchia al GRA. Torrevecchia non regge al traffico attuale, nemmeno con il senso unico. Si dice che lì dovrebbe sorgere la Cittadella dello sport della Roma. È un’ipotesi improponibile. Ma, poi, perché i nuovi stadi non potrebbero sorgere fuori del GRA? I tifosi fanno troppa fatica a raggiungerli?

Domande post-elettorali

1) Ieri è apparsa un'intervista a Chicco Testa, alla guida di Roma Metropolitana, sul Corriere della Sera, Cronaca di Roma, p. 2. Titolo: "Io, solo garante della transizione, ho altri progetti per il futuro". Non saranno mica delle metropolitane mosse da reattori nucleari, visto il suo ultimo libro? La metropolitana di Roma è una delle poche al mondo in cui le bici non possono entrare mai.

2) Si insiste molto sul trovare una collocazione ai campi rom: è questa la scusa per tirare su una decina di grattacieli nella periferia di Roma? ("Grattacieli belli" invoca lo stesso Testa: sarà difficile, viste le splendide palazzine costruite a Roma da geometri che hanno preso il diploma per corrispondenza sull'Intrepido o il Monello).

3) Il 6 maggio la Commissione Europea deciderà sul Lazio, che non ha ancora inviato il Piano sulla gestione dei rifiuti. C'è rischio di pesanti multe. Chi le pagherà?

4) Che fine ha fatto il bike sharing? Partirà astutamente a fine novembre per incoraggiare anche i più pavidi all'uso della bicicletta? O a ferragosto, quando tutti sono in ferie? La campagna pubblicitaria è in mano alla Saatchi & Saatchi o a Oliviero Toscani?

giovedì 1 maggio 2008

Lista controllo bicicletta

PEZZO

SI (osservazioni)

NO (osservazioni)

Copertone anteriore: battistrada non consumato, non indurito e senza spaccature, gonfiato correttamente

Ruota anteriore: centrata, raggi integri e tesi correttamente, cerchione in buono stato

Mozzo anteriore: gira fluidamente, ruota fissata in modo corretto

Pattini freno anteriore: allineati correttamente, non consumati, gomma non indurita

Leva freno anteriore: comoda da raggiungere, fissata fermamente, non troppo gioco, cavo non danneggiato

Serie sterzo: non traballante, ruota correttamente

Manubrio: fissato bene e non distorto

Forcella anteriore: integra

Telaio: integro e non danneggiato

Freno anteriore: allineato correttamente, non consumato, gomma non indurita, cavo non consumato

Pattini freno posteriore: allineati correttamente, non consumati, gomma non indurita

Copertone posteriore: battistrada non consumato, non indurito e senza spaccature, gonfiato correttamente

Ruota posteriore: centrata, raggi integri e tesi correttamente, cerchione in buono stato

Mozzo posteriore: gira fluidamente, ruota fissata in modo corretto

Movimento centrale: non traballante, gira dolcemente, ghiere avvitate correttamente, ingrassato a sufficienza

Pedali: completi, girano liberamente, non piegati, avvitati bene

Corone: non piegate, denti non consumati

Deragliatore anteriore e posteriore: fissati correttamente, non piegati, oliati, cambio registrato

Catena: non consumata, non lenta, non arrugginita, oliata appropriatamente

Sella: fissata saldamente, il tubo nel telaio è sufficientemente lungo

Parafanghi: fissati bene; portapacchi: fissato correttamente; luci e catarifrangenti: integri e funzionanti

mercoledì 30 aprile 2008

Il nostro 25 aprile

12 ore a piedi e a pedali, che cominciano con una lenta planata di un gruppetto di amici, fino a Porta S. Paolo. Quando arriviamo è in pieno svolgimento il Trofeo Liberazione, di cui vediamo l'uomo al comando.


Poi il corteo, a piedi.



Qui sotto la preparazione della partenza della "staffetta partigiana", su itinerario Colosseo-via del Tritone-Pigneto, irto di sampietrini e rotaie del tram. Arrivo 5° col numero 43. A correre sul serio erano, credo, 7 o 8, comunque non 5, ci tengo a precisarlo.



Si cambia scenario e ci troviamo, nel tardo pomeriggio, tra sagome inossidabili, arrugginite e le ombre mobili dei ciclisti, pronti a partire per la Critical Mass di aprile. Raggiungendo Piramide ho appreso una straordinaria tecnica per fermare le automobili: non posso divulgare ulteriori particolari, perché è una tecnica segreta e in mano a persone inesperte potrebbe produrre dei danni.




La piazza si gremisce...




E si va (è uno spezzone quasi insignificante):






L'appuntamento per la Critical Mass interplanetaria è il 30 maggio alle 18 a Piramide. Verranno ciclisti da altri pianeti, forme di vita straordinarie, dotate di cento piedi e altrettanti pedali. Invitati tutti coloro che pedalano in mezzo al traffico, anche due volte all'anno.

Per chi suona la campana?

«C'è un'autopreservazione del ceto politico che riguarda anche la Sinistra l'Arcobaleno e che prende il sopravvento sulla necessaria riflessione che tutti dobbiamo fare. È necessario a questo punto un rimescolamento delle identità, delle appartenenze e degli schieramenti. Mi sembra un fatto necessario per ricominciare puntando sulle persone che meno sono state coinvolte in tutte queste vicende».
Din, don!
Sandro Portelli, oggi su Liberazione, intervista di Vittorio Bonanni, pp. 2-3.

martedì 29 aprile 2008

Le colpe del PD

Forse quelli del Pd avevano apparecchiato per un ballottaggio chic, invece è stato uno choc. Chi perde va a casa, nelle democrazie. Rutelli e Pecoraro Scanio dovrebbero farlo con la modestia di un rappresentante del popolo. In queste elezioni a Roma c’è stato tutto meno che il buonsenso popolare. Per Rutelli andava bene un posto da europarlamentare.

Quali menti raffinate governano oggi il Pd? Guicciardini, Spinoza, Vico? Il concetto di decozione, di ammuffimento non tocca questi fini analisti della politica italiana, al pari delle mummie egiziane. Infatti hanno perso. La geniale idea di ricandidare Rutelli dopo due mandati, invece di Zingaretti, era dettata da fine prudenza politica. Potevano candidare Forlani. Per dare una patina giovanile erano sufficienti l’economista Madia, in odore di Nobel, il self made man Colaninno Jr., la precaria dei call center, ancora più precaria in Parlamento. Per il posto di sindaco, no. Rutelli ieri si è arrabbiato: ha preso 55 mila voti in meno di Zingaretti, che ha conquistato la provincia di Roma. Intanto il sottobosco capitolino deve fare fagotto.

Oltre a essere nero, Alemanno è un po’ verde. Anni fa contribuì a salvare il parco del Pineto, alla Balduina, dalla speculazione edilizia. Scommettiamo che da nero-verde, diventa nero-grigio cemento?

Eia Eia, trallallà trallallà

Fatti non foste...

lunedì 28 aprile 2008

Sogno al crepuscolo di un ciclista urbano

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È importante

«È importante festeggiare la Liberazione. Per quelli che l'hanno vissuta ma anche per noi che ne godiamo i frutti».
Damiano Tommasi

giovedì 24 aprile 2008

In bici...

...il traffico non esiste.

mercoledì 23 aprile 2008

Altre annotazioni più discorsive sui suv

Siccome un amico, ciclista e possessore di suv, mi ha fatto notare che la mia critica a questo tipo di automezzi potrebbe essere estesa anche agli altri e che il pericolo delle quattro ruote dipende dall'uso che se ne fa, cerco di argomentare meglio il mio pensiero, estrapolando alcuni passaggi da un'email già inviata all'amico in questione.

1) I miei attacchi ai suv hanno l'intento di scoraggiare altre persone a comprarne di nuovi e a scegliere auto meno ingombranti. Vorrei sottolineare le conseguenze negative che riguardano l'uso di questa auto in città, senza che il guidatore ne tragga alcun beneficio.

2) Un suv in mano a uno che ha bevuto o s'è drogato, o non ha la patente (come nel caso di Enna) è molto peggio di una bianchina in mano alla stessa persona.

3) C'è un fenomeno generale di aumento della cilindrata e della potenza che investe anche le due ruote; è il caso degli scooteroni a 600-800 cc., oggetti orripilanti sotto tutti i punti di vista, anche questi legati a a questioni di status symbol e competitività, derivanti dai dannosi modelli sociali offerti dalla pubblicità. Se poi il guidatore dello scooterone ha un testa un casco mimetico, non ci vuole Freud per inquadrare a grandi linee la psiche di queste persone.

4) La pericolosità (statistica, non individuale) dei suv è evidente: non mi dite che non avete mai visto un suv sfrecciare a 80-90 all'ora sul Lungotevere, la Cristoforo Colombo, ecc. Tempo fa, sulla via Pontina sono stato sorpassato da due Cayenne che andavano, credo, a 160-70!

5) Il fatto che il suv sia al centro dell'attenzione di chi va in bici non è una sorpresa. Questo tipo di automezzo è l'apoteosi dello strapotere delle quattro ruote. Uno se la potrebbe prendere anche con le centinaia di furgoni bianchi delle piccole ditte, che ogni giorno intossicano Roma. Il suv però non è funzionale a qualche lavoro: ha la struttura da fuoristrada, ma ha la carrozzeria tirata a lucido e al massimo metterà le ruote in una pozzanghera. A Milano, è stato osservato di recente su ciclistica.it, i carri attrezzi non ce la fanno a caricare i suv in divieto di sosta.

6) Il suv è diventato un oggetto di culto e in città non ha nessuna utilità pratica. Per inciso, se vedo una vecchia Land Rover Defender, mi fermo a guardarla, perché ha una sua funzionalità.

7) Un marciapiede o un dosso artificiale pensato per le auto normali non hanno lo stesso effetto su un suv, che diventa un oggetto molto pericoloso.

Molte delle cose dette per i suv valgono per tutte le automobili. Io vorrei che la gente usasse l'auto quando è necessario, per la spesa o perché ha male alle gambe, e si sedesse davanti al volante con la serietà e la concentrazione di un pilota, non guidando con un mano e scrivendo sms con l'altra.

martedì 22 aprile 2008

Suv: una macchina da stronzi

Un Suv travolge una 126 su una strada di campagna. Un morto.
La vittima è Michele Favella di 80 anni. Guidava una vecchia 126 sulle strade di campagna di Barrafranca, in provincia di Enna. Il Suv ha colpito l'auto in pieno e ha ucciso l'uomo sul colpo. Il giovane automobilista lo ha abbandonato sulla strada ed è corso dai carabinieri per tentare di costruirsi un alibi: "Mi hanno rubato il Suv".

Non perdere tempo...

...Muoviti in bici

lunedì 21 aprile 2008

Vittoria!

Sulla Repubblica di oggi, nascosto fra i trafiletti: «Pordenone. Viene multato a 9 anni per un incidente mentre guidava la sua bicicletta, ma la sua famiglia fa ricorso e lo vince dimostrando che la segnaletica non era chiara. La vicenda risale al febbraio 2007 quando il bambino, andando a scuola in bicicletta per una via del centro di Pordenone, si era scontrato con un'auto che si stava immettendo in un parcheggio. Un mese e mezzo dopo la famiglia aveva ricevuto la multa perché con la bici aveva circolato fuori dalla carreggiata.

venerdì 18 aprile 2008

Istruzioni per l'uso

Mezzo di locomozione classe Euro 1999, motore bio, 5 anni a tasso zero, la finanziaria se la prende in quel posto e tu ridi di gusto. Carburante gratis, niente traffico, nessuna patente, nessuna targa, nessun colesterolo o glicemia alta. Basta una discreta consuetudine con la rotazione, che si acquisisce pedalando. Se sei stanco di pedalare scendi e cammini. Presso tutti i concessionari, che sono discariche, cantine, ciclofficine, soffitte, cassonetti. Rinasce l'abitudine al movimento.

giovedì 17 aprile 2008

Incidenti e dementi

Sto riacquistando lentamente la voglia di scrivere, dopo la sorpresa per questi risultati elettorali. Anche perché, sui giornali Berlusconi ha annunciato “misure impopolari”. Ah, ah, ah, si ricomincia a ridere: credete ancora alla befana, cari libertini?

Dopo 3 giorni felicemente “no oil”, stamattina alle 6.40 ho caricato due bici sull’inquinante per portarle dal dottore. Una in realtà non è una bici, ma lo sarà (e forse la mostrerò). Al ritorno, su via Mattia Battistini, saranno state le 7.20, il traffico era completamente bloccato. Procedo lentamente, fino a scoprire che il blocco è dovuto a un incidente tra un autobus e un’auto. Un’ambulanza è sul posto, con i lampeggianti accesi e due infermieri in abito fosforescente – una cosa da far svenire un daltonico – si trovano in mezzo alla strada, con sulla schiena una enorme scritta INFERMIERE, che anche l’analfabetismo medio degli italiani dovrebbe riuscire a comprendere. L’auto è abbastanza rotta, ma all’altezza del posto di guida tutto sembra quasi intatto. Una signora in evidente stato di choc cammina lentamente, ma parla, e viene accompagnata sottobraccio verso l’ambulanza. Ora, sapete che cosa facevano almeno 6-7 automobilisti nella coda? Si erano attaccati al clacson. Erano a cinque-otto metri dall’ambulanza.

Qui c’è davvero qualcosa che non va.

Superato l’ingorgo, mi dirigo verso via Pineta Sacchetti e cento metri più avanti vedo un auto seriamente danneggiata in mezzo alla strada con un furgone dei vigili urbani a stendere il verbale. Un altro incidente. Poi sono andato a casa, ho lasciato l’auto e ho preso la bici da corsa, quella che adesso monta degli stupendi copertoni da 28 mm, con cui sembra di andare su un hovercraft. E mi sono fatto 18 Km in santa pace, in mezzo alle auto, alla campagna, al vento, al cielo plumbeo e alla stronzaggine umana.

mercoledì 16 aprile 2008

Troppo stile

Sull'Espresso in edicola oggi si riferisce che Mario Draghi, Governatore della Banca d'Italia, spesso arriverebbe al lavoro in bici. Questo è stile: una cosa normale in Svezia o nei Paesi Bassi. Incomprensibile, temo, per le mandrie paesane.

martedì 15 aprile 2008

Nel buio

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lunedì 14 aprile 2008

Classifica destinazioni

Dunque, il risultato elettorale:

1) Barcellona
2) Valencia
3) Lisbona
4) Atene
5) Digione

venerdì 11 aprile 2008

Questioni e questionari

Dopo un periodo di silenzio totale, ho ricevuto ieri un invito a partecipare a un questionario sulla mobilità su scala cittadina, in vista di una conferenza dei cittadini intitolata "Muoversi insieme verso una nuova cultura della mobilità urbana nella Città di Roma". A parte che questi titoli lunghi sono insopportabili; bastava "Muoversi a Roma", o "Muoversi", ma queste sono mie idiosincrasie. Il testo completo della lettera si trova qui:

http://www.comune.roma.it/was/repository/ContentManagement/information
/P84385938/invito%20cittadini.pdf


Riporto un passo del testo: «Obiettivo del progetto è aumentare la consapevolezza dei cittadini e il loro apprezzamento della ricerca Europea sul trasporto urbano sostenibile. In altri termini, far conoscere ai cittadini coinvolti quanto la Comunità Europea sta contribuendo a fare mediante i progetti di ricerca finanziati».


Si chiede poi di compilare un questionario che permetterà di selezionare «
un panel di 25 cittadini residenti nel comune di Roma o pendolari dai comuni limitrofi verrà selezionato fra coloro che manifesteranno l’interesse a partecipare».

Testuali parole: «Vi invitiamo quindi ad inviare i questionari per partecipare alla selezione del panel di cittadini al più tardi entro il prossimo 5 Maggio, scaricando sin d’ora il questionario da compilare disponibile sul sito del progetto Move Together: www.movetogether.net».
Vado al sito: non esiste.
Quello vero è: http://www.move-together.net .
Adesso me lo studio. Guardando i marciapiedi, il traffico, le invisibili striscie pedonali, le buche, le auto e i camion in sosta su via Torrevecchia, finora di Unione Europea da queste parti se ne è vista poca.

La seduta plenaria del PI si chiude

Ho capito, va bene, basta: voterò per la maggiore coazione, giuro è un refuso, coalizione dicevo di centrocentrocentrosinistra, perché diversi miei amici credono che l'altra mia ipotesi di voto sia determinante per far vincere il signor B. Quindi passerò il tempo fino alle elezioni buonissimo, fermo, con i tappi alle orecchie, occhiali scuri, per evitare di cambiare idea. Non sarà il Rinascimento, ma proviamo a evitare un nuovo periodo di oscurantismo medievale.

giovedì 10 aprile 2008

Martino Gamper, artista del riciclo

Compulsando il magazine del Corriere della sera, 10 aprile 2008, apprendo dell'esistenza di tale Martino Gamper, evidentemente un fratello. Chiamato al cellulare risponde: «Qui a Londra sta diluviando e sto tornando a casa in bicicletta, sentiamoci tra mezz'ora». Glossa dell'articolista, Fabrizio Sclavi: "Chissà se nel tragitto ha scovato qualche sedia abbandonata sul marciapiede o tra i rifiuti". L'artista meranese, 35 anni, raccoglie vecchi mobili, perché ognuno ha la sua storia. Ha smontato e rimontato in altro modo alcuni mobili di Gio Ponti. Mi viene in mente la geniale operazione di Simon Starling della sedia d'alluminio trasformata in bicicletta e della bicicletta trasformata in sedia. Detto questo, non è tanto la qualità delle realizzazioni di Gamper e di altri che mi colpisce, quanto piuttosto la ricorrenza - nella storia dell'arte novecentesca - dell'artista che raccoglie scarti e li riutilizza, vuoi per il costo zero dei materiali, vuoi per la loro qualità vissuta, che supera in qualche modo la materia di cui sono fatti.

Come raggiungere Monte Mario

Sperando che possiate venire in massa all’appuntamento di sabato per l’inaugurazione della ciclofficina exlavanderia, a partire dalle ore 15, vi elenco le varie strade possibili con qualche annotazione. Sono tutte in salita.

La ciclofficina è situata nel parco di Santa Maria della Pietà (l’ex-manicomio di Roma), nel padiglione 31. Al parco ci si arriva dalla via Trionfale, svoltando al semaforo situato all’altezza del civico 8920, o giù di lì. Se si va verso fuori Roma si deve svoltare a sinistra.

Ecco le principali strade possibili per chi vuole raggiungere il parco in bicicletta.

1) Da San Pietro: mura vaticane – Ospedale San Carlo di Nancy – Largo Boccea – via Pineta Sacchetti. Abbastanza facile, il tratto iniziale è un po’ faticoso, ma si può fare, nonostante lo smog.

2) Da Trastevere: via Dandolo, Gianicolo, via Aurelia Antica, Largo Boccea, via Pineta Sacchetti. Un po’ ripida la salita al Gianicolo, poi tranquilla, a parte il traffico dall’Aurelia in poi.

3) Da Prati: Piazzale degli Eroi, Viale Medaglie d’oro, via Trionfale. La strada meno ripida, ma un po’ più lunga e affumicata.

4) Da Prati: via Trionfale (bella, non molto trafficata, ma un po’ ripida: al limite, i meno allenati si faranno un pezzo a piedi) – via Igea – via Trionfale.

5) Da Piazzale Clodio, viale Falcone e Borsellino, detta anche la “panoramica”: sconsigliabile, ripida e trafficata. Nessuno si aspetta ciclisti su questa strada, in cui il limite è comunque di 30 Km/h.

6) Dallo Stadio Olimpico: via Edmondo De Amicis (il cosiddetto “K2”): la più ripida di tutte e difficile da raggiungere. Poco traffico, ma praticamente impossibile.

7) Da Ponte Milvio (la mia preferita): via Colli della Farnesina (attenzione: ‘Colli’, non ‘Orti’, che è un’altra via). Si imbocca a destra del ministero degli Esteri. Poche auto (alcune del Corpo Diplomatico, occhio) e zero traffico pesante. Giunti alla fine della via, si svolta a sinistra su via della Camilluccia, poi a destra per via Stresa (con le ultime due salitelle), da cui si imbocca via Trionfale.

8) Da Ponte Milvio: via della Camilluccia-Via Stresa-Via Trionfale. Salita piuttosto consistente, ma non impossibile. Poco traffico, ma le macchine corrono, alla faccia dei limiti di velocità.

9) Da via Flaminia, Corso Francia, Piazza dei Giochi Delfici, e dintoni, percorrendo un tratto di via Cassia, si può prendere via Cortina d’Ampezzo. Ci si arriva da via Cassia La mia seconda in classifica. Meno trafficata di altre: è una bella salita, ma meno ripida di via Trionfale. Strada con limite a 30 Km/h (molto teorico, cè bisogno di dirlo?). Il primo tratto rettilineo si può fare sul marciapiede destro (perennemente deserto), in modo da evitare le auto.

Ovviamente ci sono anche altre soluzioni.

Per coloro che prenderanno il treno, la linea è la Fr3, direzione Viterbo (o Cesano) per chi viene dal centro. La stazione a cui si deve scendere si chiama Monte Mario.

Potrei installare un segnale inequivocabile su via Trionfale, ma questa è una sorpresa.

mercoledì 9 aprile 2008

Nuova ciclofficina a Monte Mario

Finalmente a Roma anche la gente dell'Altopiano - Monte Mario, Primavalle, Balduina, ecc. - avrà la sua ciclofficina. Sabato 12 aprile alle 15 si inaugura con una festa la ciclofficina Exlavanderia, situata nel parco di Santa Maria della Pietà. Maggiori dettagli al sito della Critical Mass di Roma.

martedì 8 aprile 2008

La statistica non è un'opinione

Girando in bici ci si può guardare meglio intorno; infatti l'attenzione è l'unica alleata. Si possono notare più facilmente certe cose. Impressionano certe ricorrenze. Quindi propongo di decurtare, direttamente dal concessionario, 5 punti dalla patente per guida con il cellulare a tutti coloro che acquistano una Smart. Gingillino e gingilletto sembrano un binomio indissolubile per aspiranti vallette, avvocati di grido e di urlo (il nostro). Le forze di terra, d'aria, di fiume e motorizzate della polizia municipale buttino un occhio.

Usando la bici tutti i giorni

Un fisico più efficiente, colesterolo azzerato, zuccheri bassi, donne con glutei da favola, umore eccellente, sonni tranquilli, risparmio economico, niente multe, niente parcheggi a pagamento e nemmeno "non trovo un posto", niente taxi, niente trapanamento di scroto in mezzo al traffico.

Riflessioni di aprile

Qualche riflessione dopo otto giorni senza motori a scoppio e l'equivalente di due mie buste paga consegnato all'officina autorizzata che ha riparato l'inquinante (che altrimenti non avrebbe superato la revisione). Vorrei che tutto questo non mi riguardasse direttamente.
In città, l'uso dell'auto si manifesta in tre forme dannose o letali: missile, ciminiera e gabbia. L'aspetto positivo è che si possono spostare carichi discreti in un certo tempo, sempre maggiore a causa del traffico e sempre più a caro prezzo. Il problema dell'auto-missile si risolve soltanto con la repressione, non c'è un altro sistema. Se tutti coloro che superano i limiti di velocità, passano con il rosso, compiono le inversioni più assurde avessero diciamo un 30% di possibilità di essere multati, si starebbe tutti più tranquilli
L'auto-ciminiera verrebbe ridimensionata con l'uso di mezzi alternativi, in primis la bici, ma anche con l'uso di auto elettriche, per le quali i Comuni dovrebbero investire, garantendo ricariche gratuite per un certo numero di tempo e con incentivi per l'acquisto.
L'auto-gabbia è una vera jattura, ma ah ah ah, è anche un'alleata, perché forse potrebbe scuotere la passività di chi trascorre ore in coda, magari con il colesterolo alto.

lunedì 7 aprile 2008

Promesse del candidato sindaco

La fonte è il Corriere della Sera, Cronaca di Roma, p. 4, 7 aprile 2008. Sollecitato a proposito dell'impegno a favore della bici, nel corso di una visita al Quadraro, Rutelli ha dichiarato: «Se sarò eletto ci vediamo subito dopo per un piano per le piste ciclabili, le trasversalità per i quartieri e per un riassetto da costruire insieme con le associazioni dei cicloamatori». Poi aggiunge: «La strada va vissuta come momento di aggregazione: la spinta ad uscire di casa e a ritrovarsi ha reso Roma unica in questi 10 anni di governo di centrosinistra». Al nostro candidato sindaco non fa difetto l'ottimismo. È noto che Roma (dati Eurostat) è la capitale europea dei morti per incidenti stradali. La strada è quasi sempre un Far West, in particolare per quanto riguarda l'eccessiva velocità. Si poteva alludere ai dopolavoro, ai negozi, ai centri commerciali, insomma ad altri luoghi di incrocio, non vorrei dire di incontro. Ma per citare le strade come caso virtuoso a Roma, bisogna pedalare ancora parecchio. Speriamo anche che la consultazione delle associazioni ciclistiche non diventi il solito giochino con persone che vanno poco in bici. Un'ultima annotazione riguarda l'uso della bici in città: non importa quanti ci vanno adesso, ma quanti ce ne potrebbero andare. Già se si riuscisse a far uscire tutti i giorni i ciclisti della domenica, sarebbe un bel passo in avanti.

L'esempio di Berlino

Megalopoli di importanza europea, Berlino fa una vera e propria politica ambientale, non basata sul fumo verde negli occhi, ma su investimenti sostanziosi e svolte drastiche. ora sono 317 le automobili per 1000 abitanti (a Berlino abitano 3 milioni 400 mila persone). Un vero e proprio rilancio della bicicletta, già tradizionalmente diffusissima, è uno degli ingredienti fondamentali: rispetto al 2001 l'incremento di ciclisti urbani è del 18%. In quartieri centrali come Mitte e Prenzlauer Berg, l'aumento di ciclisti ha raggiunto punte del +40%.
Noi a Roma stiamo aspettando ancora il mirabolante lancio del bike-sharing. Se il Vaticano pagasse l'Ici si potrebbero costruire treni sopraelevati di titanio.

Una sessione infinita

Nella seduta plenaria del Comitato Centrale del PI (Partito Interiore) sembra stia prevalendo l'ipotesi di un voto ideologico, tutto SA, con qualche tentazione di astensionismo al municipio. Stavo quasi pensando di annullare la scheda, infarcendola con una fetta di pista ciclabile, viste le promesse non mantenute con il progetto di Agenda XXI. Ma la seduta continua fino a giovedì. Potrebbero esserci altre sorprese.

venerdì 4 aprile 2008

Comitato centrale del PI

È attualmente in seduta plenaria il Comitato Centrale del Partito Interiore. Gli argomenti all'ordine del giorno sono come sempre disparati, ma soprattutto urge la questione del voto di aprile. Se dalla regione in giù le cose sono chiare, fermo restando che sulla questione della viabilità nel Municipio XIX s'è fatto poco e non si capisce che cosa si farà, il problema resta a chi indirizzare il proprio voto per Camera e Senato. Al PI, ben conscio e anche un po' demoralizzato per l'uniformità dei due maggiori schieramenti, la priorità appare quella di NON RIVEDERE AL GOVERNO QUELLE 2 FACCE DA SCAMORZA RINSECCHITA, non per motivi estetici, ma per più concrete preoccupazioni morali e materiali. Dalla seduta plenaria, come sempre, trapela poco, ma sembra che il Comitato Centrale sia orientato ad appoggiare gli unici che potrebbero farcela: non sono comunque momenti sereni.

giovedì 3 aprile 2008

G & L bike workshop

Propongo alcune realizzazione del workshop G&L in materia di progettazione e reinvenzione ciclistica.







mercoledì 2 aprile 2008

Senza rotelle

Dopo essermi chiesto come avevo fatto, come aveva fatto mia madre all'epoca, se mi aveva lanciato o lasciato andare, se con una mano sul collo, se fai da solo, dopo tutti questi dubbi è arrivato il mio turno. Non mi ricordavo e non sapevo assolutamente come si facesse a insegnare ai propri figli ad andare in bici senza rotelle. Dopo aver cercato invano sul web qualche consiglio, e averne trovato di vaghi e conflittuali, ho provato da solo. I figli hanno ormai sei anni, era ora. L'estate scorsa ci sono stati alcuni tentativi, che alla fine non avevano dato risultati. Stavolta ho riprovato con maggior convinzione, dopo aver visto in Abruzzo un bambino di cinque anni che pedalava su una ruota, derapava e faceva i testa-coda. Stavolta i due ciclisti si sono comportati bene e dopo una mezz'ora di tentativi sono andati da soli (cadendo qualche volta, ma bisogna imparare pure a cadere, mi raccomando il casco).
Gli elementi cruciali sono tre: 1) equilibrio (infondere calma nel neofita, anche specificando che qualsiasi problema si risolve con il punto 2); 2), insegnare a frenare e a mettere il piede per terra; 3) pedalata d'avvio (un piede e poi l'altro). Vale a dire: 1) percorso, 2) arrivo e 3) partenza.
So che non sono stato chiaro, ma ce la potete fare anche voi, questo è il succo del discorso. I neociclisti hanno prodotto diversi materiali interessanti sulla bicicletta, che prossimamente metterò online.

martedì 1 aprile 2008

Notizie dalla ciclabile

Su Viale Angelico, a Roma, un tratto di ciclabile (vicino alla pista di pattinaggio) è costeggiato da un periglioso gradino in travertino basso basso, completamente inutile, che un geometra poco ispirato ha disposto per selezionare i ciclisti più abili e togliere di mezzo quelli distratti. Si può ovviare con uno scalpello, una mazza da 1.5 Kg e un po' di cemento.


Procedendo verso Ponte Milvio, un grazioso animale mi comunica che il tratto di strada che costeggia la ciclabile per un Km ca. viene utilizzato da numerosi motoveicoli come piccola autostrada personale.




Le velocità sono ragguardevoli, si arriva anche a 70-80 Km/h; si tratta di mezzi potenti, anche scooteroni da 400 cc. Alla fine del percorso ci sono dei cordoli che i motociclisti aggirano tranquillamente. Incontro anche due vigili a cui comunico le osservazioni del volatile. Le violazioni del Codice della Strada sono quotidiane, da parte di persone che usano questa "autostrada" tutti i giorni. Mi si dice che loro sono addetti al semaforo, quindi "a terra", e che informeranno la pattuglia. Faccio presente che la ciclabile non ha alcuna protezione rispetto alla strada e ribadisco che si supera costantemente e abbondantemente i limiti di velocità. Tutti i giorni, a tutte le ore.

lunedì 31 marzo 2008

Le merci su gomma

Italia. L’88% delle merci viaggia su gomma (fonte: Quinto rapporto sui costi ambientali e sociali della mobilità in italia, Amici della Terra e Ferrovie dello Stato). Per un totale di 13 milioni di euro all’anno, il 34% dei costi totali dei trasporti su strada. Non è possibile contabilizzare le conseguenze ambientali sul lungo termine di queste spese.

La maggior parte dei camion sono gestiti da piccole imprese, che non riescono a ottimizzare il sistema di trasporto: così, la metà dei camion viaggia vuota.

Il 51 % trasporta merci su tratte fino a 50 Km e il 68 % all’interno della stessa regione.

I Tir sono 950 mila; 3 milioni i furgoni. Amen.

venerdì 28 marzo 2008

Restauro 1


Dopo aver trovato e cominciato a smontare la sottostante Atala da donna, Massimo (ciclomassimo.blogspot.com) si è stufato (lo capisco) e me l'ha girata, dato che ero alla ricerca di una bici su richiesta di mia suocera (non fate commenti).

Con interventi minimi, l'ho rimessa in sesto; è inutile che ve la faccia vedere, perché è come prima, solo che ha meno ruggine. In sintesi, ho comprato due copertoni nuovi; due pedali me li ha regalati un altro Massimo. Altri ingredienti: molta carta vetrata media sul telaio, fina (anche con olio) e pasta abrasiva sulle parti cromate, turpiloquio a ruota libera nello smontaggio di varie parti, olio, grasso e una bella verniciata di smalto-antiruggine. Non è eccessivamente leziosa, per evitare di attrarre sguardi golosi...Ho quasi finito ormai, manca solo la catena.

giovedì 27 marzo 2008

La multi-bike movable platform ®

Dopo attenti studi ergonomici, meccanici e statici, siamo in grado di presentare al pubblico italiano la Multi-Bike Movable Platform ®, un accessorio indispensabile alla vita moderna, sempre più frenetica, che permette di stipare più bici nella propria abitazione, spostandole a piacimento. Se fosse venduto, costerebbe sui 200, cromato anche 300. Potete comunque trovarlo dove l'ho trovato io, gratis, davanti a un cassonetto dei rifiuti: si trattava in origine di un supporto per un pesante condizionatore d'aria, quindi è piuttosto robusto.


L'unico intervento è costituito da un paio di tavole fissate al mbbp ®, che attutiscono il peso ed evitano graffi ai telai.


Un'annotazione storica: in passato, la mbmp ® è stata impiegata per attività musicali, come loudspeaker stand e mixer stand. In servizio da più di vent'anni, senza deludere la vostra fiducia. Mbmp ® è indispensabile al tuo benessere e ai ritmi vivaci delle tue giornate. Portatene a casa uno oggi stesso, guarda bene intorno ai cassonetti; ci sono molti prodotti simili che vengono buttati ogni giorno. Ricordati, Mbmp ® è utile, e sei subito protagonista della società che cambia, un oggetto prestigioso che ti distingue dagli altri e crea un'atmosfera per le tue serate e nel flusso urbano, interurbano e intercontinentale.

mercoledì 26 marzo 2008

Buche

Comunicazione di servizio: oggi Roma è un colabrodo. State attenti con ogni mezzo rotante a dove mettete le ruote. Mentre pedalavo pacificamente ho visto due operai che svuotavano con un secchio una vera e propria piscina, prima di incatramare. Non dubito della loro serietà, ma mi lascia perplesso questo continuo riparar buche. Sulle strade scandinave o islandesi, dove il ghiaccio sfonda tutto, tappano le buche? E, soprattutto, le buche ci sono? Possibile che ogni pioggia intensa spacchi tutto? Facciamo così: se anche a Stoccolma e a Olso è pieno di buche, non mi lamento più.
La mia cronaca si fa ora localissima, campanilismo puro. Ho visto che a Primavalle e su via Torrevecchia hanno appena ridipinto un po' di strisce pedonali; meglio che niente. Ho notato anche nuovi lavori sulla ciclabile, anzi non capisco bene se siano lavori o esperimenti, comunque ho scattato una foto. Sembra meglio di quella specie di intonaco di qualche tempo fa (post 18/2/08).

martedì 25 marzo 2008

Sacchetti di plastica

Modbury, un paesino del Devon – a cui oggi Liberazione dedica un servizio (a firma di Francesca Marretta) –, è il primo paese libero dai sacchetti di plastica in Gran Bretagna (una nazione che consuma annualmente 13 miliardi di sacchetti). La popolazione ha fatto un piccolo sforzo mentale senza aspettare le leggi nazionali, mentre gli animali continuano a morire e l’ambiente patisce gli effetti di questa piaga evitabilissima.

Un esempio di democrazia dal basso, a cui fa da controaltare il decreto dall’alto emanato nella molto problematica Cina. Anche lì hanno detto basta ai sacchetti: la data fissata è giugno 2008.

In Italia si dovrà attendere la normativa che entrerà in vigore il 1° gennaio 2010. A partire da quella data, sarà vietato distribuire i sacchetti. Mancano però le sanzioni per chi continuerà a diffondere il polietilene. Così rischia tutti di finire a tarallucci e vino. Fino a quella data, si continueranno a produrre e a disperdere nell’ambiente 300mila tonnellate di buste in plastica all’anno, per un giro d’affari di mezzo milione di euro (dati Legambiente 2007), ma con conseguenze ambientali gravissime. La plastica deriva dal petrolio, non è un mistero. La plastica va usata molto e in modo inopportuno, fino a quando si continuerà a raffinare benzina. La plastica nuova ha un aspetto attraente, poi si graffia, si rompe e tutti la buttano.

Per ora, basterebbe che i supermercati facessero pagare di più i sacchetti.

lunedì 24 marzo 2008

È primavera

Questi giorni di pioggia invalicabile hanno dato una tregua all'inquinamento e agli scorrazzamenti di una particolare sottospecie di ciclista: il ciclista primaverile. Come le violette, a primavera fioriscono infatti anche i ciclisti occasionali. La loro caratteristica principale è sorpassarti in modo bruciante, per crollare dopo un paio di Km tossicchiando o fingendo di controllare il cambio. Avete ingrassato a dovere il movimento centrale? I copertoni e i pattini dei freni non saranno mineralizzati?

venerdì 21 marzo 2008

Patacche e limiti di velocità

Sul Corriere della sera, Cromaca di Roma, di oggi, a pag. 1, c'è la foto di una bici attaccata a un divieto di sosta, con la spiegazione che il suo proprietario, in barba ai divieto di fermata esposto dal cartello, l'avrebbe deliberatamente appesa al palo. Si specifica che sotto al cartello, non visibili, si stanno effettuando dei lavori stradali. Nessuno parcheggerebbe la bici senza catena, appendendola al palo.
Altra notizia, molto più seria. Il Codacons ha misurato la velocità delle auto su Viale delle Milizie: l'88% non rispetta i limiti. Il limite è 30 Km/h e si va anche a 70. Nessun controllo, c'è continuamente il rischio di nuovi omicidi stradali: e le stelle stanno a guardare.

venerdì 14 marzo 2008

Impacchettare la bici

Con questo sistema è possibile raggiungere la stazione ferroviaria di partenza in bicicletta, impacchettare la bici al binario corrispondente, prendere il treno senza pagare alcun costo aggiuntivo e, una volta giunti a destinazione, rimontare la bici e ripartire.

Questo sistema è particolarmente indicato per bici leggere, da corsa o mtb con ruote sottili, da città, e per viaggi rapidi in cui siamo accompagnati da un bagaglio minimo, contenuto in uno zainetto. È caldamente consigliato lo sgancio rapido per entrambe le ruote. Il metodo funziona meglio con le bici che hanno la forcella filettata. Occorre solo la chiave a brugola per svitare il manubrio, ma è meglio portarsi appresso un multitool di buona qualità (non quelle ciofeghe di ferro che spanano e si spanano). Ovviamente, oltre a questo attrezzo porteremo con noi almeno una camera d’aria d’emergenza e la pompa.

Per impacchettare la bici occorrono un paio di sacchetti grandi di nylon grigio, quelli comunemente usati per la spazzatura, un rotolo di nastro adesivo spesso 5 cm, qualche pezzetto di cartone e quattro-cinque pezzi di corda sottile e robusta. Potete riporre tutto questo materiale nello zainetto da viaggio e raggiungere la stazione ferroviaria in bicicletta. Ecco la bici montata.



Svitate la brugola che tiene il manubrio alla forcella e legatelo al telaio con una delle cordicelle.

Smontate entrambe le ruote, che appoggerete ai pedali sui due lati opposti del telaio e assicurerete con le cordicelle al telaio. In questo modo, l’ingombro è minimo.



Mettete i pezzi di cartone sulle corone e sui pignoni, fissandoli con un po’ di nastro. Impacchettate il tutto, senza esagerare con il nastro, altrimenti quando arriverete, dovreste strappare i sacchetti e non potreste riciclarli per il ritorno. Il sacchetto funziona anche da rudimentale antipiogga durante il transito. La bici smontata non è una bici al seguito; pertanto, non si deve pagare alcun costo aggiuntivo. L’unico problema è costituito dall’ingombro. Su questo, dovete informarvi presso le Ferrovie dello Stato e le altre compagnie di trasporto.

Si diceva ieri della scultura a forma di gigantesco stronzo di cocker dorato, situata nel mio quartiere, Monte Mario, a Roma. L’opera sovrasta numerosi stronzi di cane autentici. Ma c’è un’altra opera che merita la nostra attenzione. Prima di passare a post più ciclistici, vorrei soffermarmi un momento su questo lavoro, situato a poca distanza dall’altro. Anch’esso fa parte della struttura collegata alla Galleria Giovanni XXIII. Eccolo:

Come uno slancio verso il cielo, metafora della ricerca insaziabile dell’uomo, verso nuove sfide, e (opzionale) con la certezza della fede, (altra opzione) il dubbio, ecc.

Francesco Bonami, nel suo libro Lo potevo fare anch’io se la prende con le innumerevoli sfere di Pomodoro (a Roma ne abbiamo una alla Farnesina) e, in genere, con l’arte pubblica, monumentale o come vogliamo chiamarla. Su Pomodoro sarei un po’ meno drastico, come pure sarei meno entusiasta dei cuori di Koons, esaltati invece da Bonami. Ma credo che questo pezzo di ferro arruginito possa mettere tutti d’accordo, in quanto supera ogni più fantasiosa immaginazione: farebbe gola solo a uno sfasciacarrozze. L’unica consolazione è che con l’andar del tempo, la ruggine lo corroderà: ne potrebbe uscire qualcosa di meglio.

giovedì 13 marzo 2008

Cominciano i lavori per il raddoppio di via Trionfale

Cominciano i lavori per il raddoppio di via Trionfale da via Stresa a via Vincenzo Chiarugi.
Tempo previsto: 20 mesi. Lunghezza dichiarata del tracciato (fonte Corriere della Sera, 10 marzo, Cronaca di Roma, p. 3): un kilometro. Lunghezza verificata sul sito viamichelin: 2.5 Km. Evidentemente, entrambe imprecise. Nell’articolo viene riportata una dichiarazione dell’ex assessore ai lavori pubblici, Giancarlo D’Alessandro: «È un’opera fondamentale per il quadrante nord ovest perché completa le infrastrutture già avviate con la realizzazione della galleria Giovanni XXIII». Completa mica tanto. L’impressione è che, dal punto di vista automobilistico, i lavori non risolveranno niente fino a quando non verrà completato il tratto della Trionfale, da via Chiarugi, situata nei pressi di Santa Maria della Pietà, fino al GRA. Prosegue D’Alessandro: «Sono stati avviati in questi giorni anche gli scavi archeologici per il progetto definitivo dell’ultimo tratto di raddoppio, che va da via Chiarugi fino al raccordo». Un modo elegante per dire che per quei lavori siamo ancora in alto mare.

Non voglio qui impostare un discorso generale sulla viabilità di Monte Mario e le sue pecche. Vorrei far notare incidentalmente che i lavori per la galleria Giovanni XXIII non hanno fluidificato il traffico, ma solo spostato le zone in cui si verificano le code. La cosa che mi interessa sottolineare è che dal punto ciclistico la situazione è molto seria. L’inaugurazione del tunnel ha prodotto per la circolazione delle bici un effetto diga: strade e corsie di entrata e uscita costringono i ciclisti a passare sui marciapiedi o a scendere dalla bici e proseguire a piedi.

Per esempio, andare da via Trionfale (direzione centro) a via Cortina d’Ampezzo è impossibile. Le auto possono entrare nella galleria, le bici no. Per loro non è prevista alcuna alternativa. Se volesse rispettare rigorosamente il Codice della Strada, il ciclista che partisse da Santa Maria della Pietà, per imboccare via Cortina d’Ampezzo dovrebbe oltrepassare il Forte Trionfale e la scuola elementare Nazario Sauro, svoltare al semaforo per via Maria Montessori e di nuovo a sinistra per via Sangemini, fino a girare per via Stresa, un tragitto di circa 4 Km! Tutto questo è assurdo. Nessuno ha trovato o fatto balenare una soluzione e i pedalatori continuano ad arrangiarsi come possono.

Ecco una foto della ”barriera ciclistica”: uno spunto di riflessione per tutti i mobility manager e i discorsi sull’inquinamento in città!



Una barriera invalicabile. Prendiamo mestamente la nostra strada obbligatoria, rinfrancati soltanto dalla vista di una delle più commoventi opere di scultura urbana del mondo, situata proprio in corrispondenza della "diga":



Una visione che ci lascia senza fiato, quasi come l'inquinamento. Un gigantesco stronzo di cane cocker dorato, sul nostro inizio di giornata.

mercoledì 12 marzo 2008

Elezioni: impressioni di marzo

A me PD e PdL sembrano la sigla di due bestemmie, una un po’ più ornata dell’altra, ma in sostanza la stessa. Tanto per non cambiare argomento e per essere un po’ più felpati, la CEI ha affermato: in queste elezioni “la Chiesa non si schiera”. È vero, infatti è ovunque, che bisogno c’è di schierarsi? I vescovi hanno poi invitato a votare chi rispetta vita e famiglia, tanto per non restare in disparte neanche un nanosecondo. Ciarrapico si è dichiarato fascista, poi ha rettificato: come se fosse l’unico. Allora io faccio la stessa cosa: non mi schiero e mi dichiaro trotzkista e taoista, ma poi ritratto e dico che non ho mai detto una cosa del genere e, per sicurezza, che sono stato frainteso; ossia che è stato frainteso il mio silenzio. Siamo in pieno balletto di slogan e manifesti elettorali. Strati di carta vengono rimossi ogni due giorni dagli appositi spazi di affissione, per lasciare il posto ad analoghi croste. Gli unici che ci guadagnano sono le tipografie e gli attacchini. Neanche Mimmo Rotella avrebbe saputo che farsene: per le sue opere cercava cose più intriganti. Tutti gli slogan fanno scattare battute esilaranti.

Vogliamo dire che l’ingrediente fondamentale di questa campagna elettorale è la finzione? Tutti vogliono abbassare le tasse, migliorare la sicurezza. Nessuno parla di limitare la circolazione ai veicoli, di abbassare i limiti di velocità a 30 Km/h nelle strade urbane secondarie, di abolire o tassare pesantemente i Suv nelle città italiane, di condannare penalmente chi guida parlando al telefono. Tutti questi sono argomento poco popolari, troppo periferici, ma che a me stanno molto a cuore.

martedì 11 marzo 2008

Ripararsi la bici 13. Pedali 1

Dirò una cosa banale: ci sono vari tipi di pedali. Lasciamo perdere quelli a sgancio rapido, che nel traffico urbano sono problematici, se non fosse per il fatto che richiedono scarpe speciali, non adatte per camminare. I pedali con gabbietta possono incontrare un certo favore, soprattutto se si devono percorrere tratte meno trafficate. In un imminente discorso sul camouflage, diremo che i pedali troppo appariscenti attirano l’attenzione anche dei ladri e, siccome il pedale non è un pezzo così vitale, almeno non come un copertone, sarebbe meglio sceglierne un modello economico. Per quel che ci interessa, ci sono pedali plastificati e pedali d’alluminio. I primi non dànno problemi. Su alcuni tipi del secondo un mio ginocchio avrebbe qualcosa da raccontare. Ve li mostro:

Si potrebbe chiamare modello Dracula, viste le punte. Francamente, non capisco il motivo di queste sporgenze; forse qualcuno può spiegarmelo.

A un altro paio di pedali, meno appuntiti dei primi, ho già dato una limata. Eccoli:

Le filettatute dei pedali sono diverse tra pedale destro e sinistro per evitare che si allentino con la pedalata.

lunedì 10 marzo 2008

Contro i sampietrini a via Nazionale 2

A febbraio ho scritto un post sul progetto di togliere i sampietrini a via Nazionale, affermando che il fatto avrebbe avuto una ricaduta positiva per i ciclisti, con meno cadute, anche se avrebbe favorito l'alta velocità degli automobilisti. Sono stato gentilmente invitato ad approfondire l'argomento dal comitato che difende i sampietrini: ho pensato che si potrebbe pensare a misure meno drastiche, tipo sigillanti, ecc., ma credo che non se ne farà nulla a causa del costo eccessivo di questo genere di lavori. È in atto una raccolta firme contro l'asfalto. Oggi leggo sul Corriere della sera, Cronaca di Roma, p. 3 che si toglieranno tutti i sampietrini, meno tre o quattro file alle estremità. Dice l'articolo: «Dei sampietrini resterà un ricordo ai due lati, un po' come è avvenuto in via Tomacelli. Saranno una fila di circa tre o quattro mattoncini in entrambi i lati». Bene, quella è proprio la zona in cui transitano i ciclisti: ma che lo fate apposta?

Rifiuti elettronici 2

Venerdì scorso, 7 marzo 2008, mi sono recato all’isola ecologica per depositare due buste piene di schede elettroniche, vecchi telecomandi, ecc. A Roma questi depositi dell’Ama sono pochi, sono aperti solo in alcune ore, peraltro scomode per chi lavora. Tutto materiale, che come sapete, è illegale gettare nel cassonetto dei rifiuti comuni per l’alto tasso inquinante di alcuni componenti, oltre che della plastica. Ho conservato gelosamente i due sacchetti in cantina e poi nel bagagliaio dell’auto. Un’attesa che non mi ha divertito.

Mi reco in automobile all’isola ecologica dell’Acqua Acetosa. Dista da casa mia almeno 5 Km, ed è la più vicina. Giunto lì, chiedo a un operatore dove posso depositare le due buste: mi comunica che posso gettarle nel camion che sta triturando l’immondizia comune, perché il container dei rifiuti elettronici è pieno e da due settimane non vengono a prenderselo.

giovedì 6 marzo 2008

Me ne andavo per la mia strada


Stamattina, vestito come un palombaro, me ne sono andato al lavoro tra pozzanghere e un po' di pioggia, alla faccia del traffico e dello stress.

mercoledì 5 marzo 2008

Ripararsi la bici 12. il cannotto sella, questo sconosciuto

I diametri del cannotto sella – o tubo piantone, o reggisella – scalano di 0.2 mm. Ne esistono quindi da 2.58, 2,60, 262, ecc. fino a 31.6. Se dovete cambiare il cannotto, sappiate che se mettete un tubo più piccolo di 0.2 magari al momento tiene, ma quando ci salite, implacabilmente il tubo scenderà nel telaio. Per cui è bene misurare con precisione il diametro del cannotto da sostituire attraverso il calibro a nonio all’atto dell’acquisto. Un’occhiata dentro è sempre bene darla. Ho comprato tempo fa una bici usata. Dopo un po’ di giri, ho visto che in cannotto si era leggermente piegato. Ebbene, il diametro era di un cannotto da anoressici. Ve lo mostro, è molto sottile.


Risultato:


Adesso si trovano cannotti più robusti e alti, fino a 35-40 cm, che permettono di alzare il cannotto di parecchio. Senza esagerare: un eccessivo innalzamento dà qualche problema di bilanciamento. Se il telaio è davvero troppo piccolo, non sarà il solo cannotto a risolvere la questione. C’è infatti da tenere in conto la distanza tra la punta della sella e l’attacco del manubrio.



martedì 4 marzo 2008

Ripararsi la bici 11. La bici dello scemo (parentesi)

Questo è un mea culpa. Elenco qui tutti i pezzi e gli errori che ho fatto, o che ho intuito senza farli, che concorrono a realizzare la perfetta bici dello scemo. Gli elementi basilari sono:

- Ruote: mozzi pressofusi, nipple e raggi di ferro, copertoni cinesi;

- Sella scomoda (a cui qualcuno tenta di rimediare con rivestimento gelatinoso, pesante e scivoloso);

- Cannotto sella di ferro o, peggio, di alluminio troppo sottile;

- Freni: cavi di ferro da cambio, pattini di plasticaccia o induriti, ganasce scadenti di plastica e ferro.

-Telaio troppo piccolo per percorsi lunghi;

-sella troppo bassa;

Ora mi sento meglio: ho ammesso i miei errori, smarrita pecorella sulle chine scoscese della vita.

lunedì 3 marzo 2008

Avviso

Da ieri, domenica 2 marzo, in via Montanari, a Fiumicino, il limite di velocità è di 30 Km/h. Martedì scorso nella strada sono morte 5 persone. I giornali riferiscono che il tachimetro della Stilo che ha provocato la strage segnava 220 Km/h.

Goditi il meglio della città, ah ah ah

Nessuno che io conosca possiede un Suv. Sicché mi rimane difficile sondare la psiche di queste persone. Dal modo di guidare della maggior parte di loro ho capito che hanno avuto problemi nell’infanzia e che ce l’hanno piccolo, ma mi è impossibile disporre di maggiori informazioni. Ecco, quindi, che ho accolto con sollievo l’annuncio pubblicitario della Ford Fusion – definito Urban Activity Vehicle, tanto per variare – il cui slogan è inequivocabile sulle aspirazioni dei potenziali clienti: “La città nelle tue mani”. Sull’altro lato c’è l’immagine dell’automezzo con sotto la didascalia: “Goditi il meglio della città [Ih, ih, ih!]: posizione di guida elevata e look possente per farsi rispettare come un SUV”. Segue qualche altra menata, ma non ci sarebbe bisogno di aggiungere nulla. Amen.