mercoledì 15 settembre 2010

Umberto Bossi è rimasto commosso dall'arrivo a Venezia dei ciclisti leghisti, che hanno impiegato tre giorni per arrivare dal Monviso alla Laguna (circa 300 Km, un po' fiacchetti). Il Senatur ha detto: «Perché il ciclismo è uno sport popolare, più ancora che il calcio». Magari, forse una volta; questo a parte le inclinazioni personali e di gruppi localizzati (personalmente, non so neanche quali squadre giochino in serie A).
Dice il leader della Lega che bisogna fare il Giro della Padania. Ma le maggiori gare in linea si sono sempre fatte al Nord - perché quella zona d'Italia ha già un nome - e i costruttori di bici e componenti stanno in massima parte in Lombardia e Veneto (e Romagna); moltissimi corridori sono nati al Nord. Storicamente è una cosa naturale, perché da tempo accertata, non c'è bisogno di ulteriori dimostrazioni o denominazioni. Campagnolo, Gipiemme, Pinarello, Miche, Passoni, ecc. stanno al Nord. La Milano-Sanremo, il Giro di Lombardia, l'arrivo del Giro d'Italia a Milano, le Sei giorni, eccetera eccetera.

E adesso arriva questa cazzata demagogica del Giro della Padania.

Però, come spesso accade, dice anche cose buone e vere: «Un tempo tutti andavamo in bicicletta. Chi era povero si muoveva con quella. E non era solo per spostarsi. Nei paesi una delle feste era la gara di bicicletta». Il Senatur usava la bici per andare a scuola, una ventina di chilometri. Si sente il bisogno di una seconda parte, tipo. "Ricominciamo a usare la bici, tassiamo la circolazione delle auto nelle città, creiamo ztl pedonali, miglioriamo il clima delle nostre città". Ma la seconda parte, invece, è il solito melodrammone padano, sul filone delle ampolle d'acqua, Federico Barbarossa, Miss Padania. Non si riesce proprio a ragionare.

Sul Corriere della Sera di oggi (p. 8), Marco Cremonesi commenta una vecchia foto di Bossi in sella, specificando che, sebbene non si veda, «il capo leghista ha anche il pantalone della gamba destra sollevato, come usava un tempo, per evitare il contatto con la catena».
Perché adesso come si fa a evitare il contatto con la catena?
Stamattina avevo il pantalone sollevato.


La bici padana (chissà dove l'hanno fatta). Scusate, ma io mi tengo stretta la bici italiana

1 commento:

luca ha detto...

Manco a farlo apposta, alla festa di Venezia un gruppo di manifestanti è sopraggiunto con il tricolore italiano ed è stato allontanato dalla Digos, in quanto la presenza della bandiera italiana avrebbe costituito una provocazione in quel contesto. I portatori di tricolore sono comunque stati spintonati dai leghisti e denunciati dalla polizia. Cfr. Ansa:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/09/08/visualizza_new.html_1785294383.html