mercoledì 26 gennaio 2011

Rainer Ganahl /2

Rainer Ganahl, Use a bicycle, 2006


Dopodomani sarò a Bologna, ad Artefiera, ad Art Talks (Hall 18, ore 17.30-18.30) per partecipare a una tavola rotonda voluta dall'artista Rainer Ganahl, che da alcuni anni interseca la sua riflessione creativa con la bicicletta e la mobilità debole. Il recentissimo manifesto "ciclistico" di Ganahl, che ho pubblicato ieri anche sul mio blog, è un indizio di schiettezza e affetto per un oggetto troppo spesso manipolato per gli interessi più strani e lontani dal cuore del discorso: pedalare!
L'artista, nato in Austria e residente negli Stati Uniti, concepisce le tavole rotonde come una forma d'arte. Per questo m'ha chiamato e ci ritroveremo in una fiera d'arte contemporanea. Ganahl lavora con vari media e ha dedicato alla bicicletta film, installazioni e performance. Un lavoro lungo diversi anni, che denota un interesse non superficiale per l'argomento. I ciclisti urbani con qualche interesse per l'arte potranno proficuamente navigare nel sito dell'artista e ne rimarranno certamente sorpresi.

Ovviamente, mi sto dotando di una due ruote adeguata a una fiera dell'arte contemporanea. Anche il vestiario sarà all'altezza delle aspettative. La bici sarà inevitabilmente piccola perché la bici, sul treno modernissimo e velocissimo, non si può portare, al contrario dei Paesi sviluppati e anche di molti Paesi in via di sviluppo: le vecchie terminologie sono ormai inservibili, ci scherziamo su, ma tra poco - comandati da queste teste di cazzo - saranno guai seri. Evidentemente, in un Paese in piena decadenza come l'Italia e in preda all'oscurantismo più bieco, alla perdita totale di prospettive, investimenti, rilancio, creatività, felicità, ecc. in Italia, dicevo, non è possibile prendere il supertreno con la bici. (Però il cellulare prende, con l'inevitabile stillicidio delle telefonate inutili di chi sta in treno e si atteggia a grande manager.) A meno di non ricorrere alla DB, le benemerite ferrovie tedesche, i cui treni transitano anche nel nostro Paese, per fortuna. Da noi prima hanno tolto i treni espresso e intercity, poi hanno messo solo quelli ad alta velocità, su cui hanno proibito di portare le bici. Si sa, l'italiano è un imbecille che va solo in automobile (parlando al cellulare), perché non assecondarlo? Ma ho già messo a punto un'idea che permette di fottersene di queste assurde limitazioni della libertà del ciclista urbano. Agganciare la bici dietro al treno? Noooo. Vestire una bici a forma di cappotto? Nooooo. Truccare una bici da cane nella gabbia? Nooooo. Da fidanzata addormentata un po' metallica? Noooooo. Non ve lo dirò mai, anzi lo dirò a cose fatte.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

perdonami ma , se non hanno cambiato regolamento stanotte, smontata e nella sacca la bici te la puoi portare anche sui treni AV gratis
mad max

luca ha detto...

La sacca, hai detto bene. Ma costa, pesa, quando sali in sella non sai dove metterla (anche se c'è un servizio sacche in alcune stazioni, ma dubito che sia una cosa facile). Quindi nasce l'idea della sacca alternativa. L'ho comprata ieri, ci sto lavorando, ne saprai tra qualche giorno.

Bikediablo ha detto...

Su cicloappuntamenti trovi le istruzioni per autocostruire una sacca portabici.

Mammifero Bipede ha detto...

Brompton, Brompton, Brompton...

luca ha detto...

Caro Bikediablo, l'avevo vista la sacca, molto interessante, ma volevo fare qualcosa di diverso. A presto le immagini.
Caro Mammifero bipede: con Brompton, Dahon, ecc. il tutto mi sembra troooppo facile, molto funzionale, è vero, ma vorrei portare con me la mitica Sabrina.