Alcuni lo sanno dalle mailing list, altri dal comunicato dell'Associazione ExLavanderia. Non ho dormito molto e la rabbia e lo sdegno sono in me ai massimi livelli. Il nostro amico César, ciclista urbano e uno degli attivisti della ciclofficina popolare ExLavanderia, è una delle persone ferite la settimana scorsa dai pacchi bomba recapitati in due ambasciate di Roma. Da chi, non mi interessa neanche saperlo. Invece quello che voglio raccontare è il fatto che César da anni si muove per Roma soltanto in bicicletta e presta buona parte del suo tempo libero, come altri di noi, a risistemare biciclette vecchie e ad aiutare gli altri a farlo. Adesso è all'ospedale, ha una mano ridotta male (gli sono state amputate due dita), ma non gli manca il carattere per affrontare anche questo problema. Sono davvero molto incazzato.
Pedalate.
lunedì 27 dicembre 2010
venerdì 24 dicembre 2010
Iran: la prima pattuglia di polizia in bici
Potete vedere altre foto qui.
Anche in Iran lo hanno capito, in Italia no.
giovedì 23 dicembre 2010
«Era il 1951. Avevo ventun'anni. Studiavo l'arte. Logico quindi che volessi venire in Italia. Ho fatto un viaggio in bicicletta: avevo pochi marchi in tasca. L'Italia era un altro mondo, non solo rispetto alla mia "Germania anno zero". [...] L'Italia è diventata il contrario di quella che ho girato in bici mezzo secolo fa. È un Paese ricco, sorretto da una sostanza etica molto fragile. Non saprei cosa un giovane tedesco possa imparare girando in bici per l'Italia di oggi».
"Wagenbach l'italiano", L'Espresso, 29 dicembre 2010, p. 91, [colloquio con Kurt Wagenbach di Stefano Vastano].
"Wagenbach l'italiano", L'Espresso, 29 dicembre 2010, p. 91, [colloquio con Kurt Wagenbach di Stefano Vastano].
Finalmente una buona notizia dal Consiglio dei ministri: ha confermato lo stop all'utilizzato dei sacchetti di plastica dal 1 gennaio 2011, senza proroghe. Archiviati 20 miliardi di buste di plastica all'anno, ora tocca ai 12 miliardi di bottiglie di plastica gettati annualmente in Italia: un'offesa all'intelligenza e alla dignità dell'essere umano.
Idea regalo per i vostri figli a Natale: il piccolo ingegnere nucleare. La scatola contiene fra l'altro un pezzo di uranio (attenzione: lavarsi le mani dopo averlo toccato), un modellino di reattore di cemento, un piccolo fusto per le scorie. Impara anche tu a produrre a casa tua l'energia pulita che rispetta l'ambiente. Per sicurezza, è meglio giocare con il reattorino nucleare all'aperto o in locali areati. Alimentate i vostri elettrodomestici con l'energia birichina dell'atomo. Fate amicizia con i nuclei radioattivi. E anche tu sei più attivo.
mercoledì 22 dicembre 2010
Nel numero del 17 dicembre 2010, l'egregia rivista Internazionale - che ci fa vedere le cose italiane da lontano e da prospettive più indipendenti, quindi meglio, e ci fa scoprire il mondo - pubblica un articolo dedicato alla bicicletta in città. È uscito non su La Nuova Ferrara (linko a un articolo sui ciclisti ferraresi indisciplinati) o la Gazzetta di Mantova, ma sul New York Times. La città in questione non è Lodi, né Bolzano, né l'immancabile Copenhagen, ma Los Angeles. Questo per dire che non siamo esattamente alla periferia del mondo, in isole felici dove la gente si rompe un po' le palle, la qualità della vita è buona e la sera non c'è nessuno in giro, ma in una delle principali metropoli del pianeta. La città delle star del cinema, da Bugs Bunny a Ed Wood. Va anche chiarito che l'articolo non è uscito nella rubrica "Science Fiction", ma in quella dei viaggi. La fantascienza, casomai, è la bici a Roma, Milano, Torino, Napoli, Palermo, Genova: lì sì che si potrebbe vedere il capitano James Tiberius Kirk a bordo di una bici con telaio di fotoni e ruote di antimateria, alle prese con gli automobilisti alieni dalla pelle verde, che ascoltano Gigi D'Alessio e si danno fare con le mani nel naso in una lunga, interminabile coda.
Seth Kugel, l'autore dell'articolo sul NYT-Internazionale, si è preso la briga di girare in bici a Los Angeles per una settimana. La famosa città stereotipata in tanti "se non hai un automobile muori di fame", "dove tutti girano in auto", "non ci sono i marciapiedi, tanto non servono, perché i pedoni non esistono", e via di questo passo. La città a cui si adattano meglio questi stereotipi non è Los Angeles, ma Roma.
Infatti nei 6400 chilometri quadrati della metropoli statunitense stanno messi molto meglio che da noi. Ci sono lunghissime piste ciclabili, le bici possono salire sugli autobus e sui treni.
«Cartelli sparsi in tutta la città invitano gli automobilisti a "dividere la strada" con i ciclisti e a lasciare almeno un metro di spazio alle bici».
L'autore fa begli incontri e scopre angoli meravigliosi della città, proprio perché si sposta pedalando. Leggetevi l'articolo intero, se potete.
Vi ricopio il finale: «Sono questi i momenti veri di Los Angeles, momenti che molti turisti, bloccati nel traffico delle tangenziali al volante delle loro auto a noleggio, non possono godersi. Se sono fortunati, ne hanno solo un assaggio quando si fermano per comprare un taco o un bahn mi dal camioncino di un venditore ambulante».
Il mondo che ci circonda sta cambiando molto rapidamente, le grandi città italiane no. Nel frattempo la benzina sale e nessuno può far nulla. Per favore, a Natale non regalate automobiline, evitate di crescervi in casa delle scimmie ammaestrate. Anche perché quando i vostri figli saranno grandi il petrolio sarà finito.
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| Forse è l'auto del promotore della Formula 1 a Roma |
Infatti nei 6400 chilometri quadrati della metropoli statunitense stanno messi molto meglio che da noi. Ci sono lunghissime piste ciclabili, le bici possono salire sugli autobus e sui treni.
«Cartelli sparsi in tutta la città invitano gli automobilisti a "dividere la strada" con i ciclisti e a lasciare almeno un metro di spazio alle bici».
L'autore fa begli incontri e scopre angoli meravigliosi della città, proprio perché si sposta pedalando. Leggetevi l'articolo intero, se potete.
Vi ricopio il finale: «Sono questi i momenti veri di Los Angeles, momenti che molti turisti, bloccati nel traffico delle tangenziali al volante delle loro auto a noleggio, non possono godersi. Se sono fortunati, ne hanno solo un assaggio quando si fermano per comprare un taco o un bahn mi dal camioncino di un venditore ambulante».
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| Los Angeles Bicycle Club, 1887 |
martedì 21 dicembre 2010
«Il paese è a tal punto decaduto che il commercio non esiste praticamente più. Solo il cambio degli NZ con i dollari permette di procurarsi merci in Uganda. Esistono centinaia di khadahuiles che assicurano il rifornimento di olio nel nordest del Congo per un pezzo di pane. Trasportano così poco più di cento chili di olio di palma, di cherosene o di zucchero per 600 chilometri! Il carico è bloccato con delle camere d'aria ai portabagagli delle loro bici indiane o cinesi, senza velocità».
Claude Marthaler, Il canto delle ruote, Ediciclo, 2008, p. 234.
Claude Marthaler, Il canto delle ruote, Ediciclo, 2008, p. 234.
Fuga di cervelli, anche con buone gambe
Dopo l'invio del proprio curriculum, c'è voluta una quindicina di minuti perché i titolari di un'agenzia di bike-messenger di Parigi chiamassero Riccardo al telefono e gli dicessero che era assunto. Così anche Riccardo ha lasciato l'Italia. D'altra parte, non ci voleva molto a capire che uno che aveva corso in bicicletta la Parigi-Brest-Parigi, la Londra-Edimburgo-Londra, la 1001 miglia, poteva essere in grado di consegnare lettere e pacchetti con una discreta efficienza, e anche con un certo tornaconto economico per la ditta. In Francia, come in molti altri Paesi civilizzati, il bike-messenger è una figura diffusissima. In Italia, a Milano, ci sono gli Urban Bike Messenger, a Roma Eadessopedala, e pochi altri casi. Ma da noi il servizio di messaggeria sembra ancora una stranezza, come lo sembra l'uso della bici in città, del resto. Eppure, consegnare senza inquinare e facendo prima si può. Ditelo anche ai commendatori del motore a scoppio, che si ostinano a utilizzare motorini e automobili per consegne che arrivano sempre più tardi o mai.
Il posto di Riccardino è stato preso da Er Fabri, a cui facciamo i nostri migliori auguri. Incombenza gravosa, ma sembra che i quadricipiti e i polpacci del giovane stiano rispondendo bene.
Il posto di Riccardino è stato preso da Er Fabri, a cui facciamo i nostri migliori auguri. Incombenza gravosa, ma sembra che i quadricipiti e i polpacci del giovane stiano rispondendo bene.
Bonelli (Verdi); “Con tagli a Tpl stato-regione biglietto a 1,5 euro e 10% di servizio in meno”
lunedì 20 dicembre 2010
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| Ore 16.15 ca: la ruota anteriore della graziella all'inizio del viaggio pomeridiano |
Concludendo: montare un copertone un po' scolpito, anche 1.35-1.40. Portarsi i pantaloni impermeabili e forse perfino gli ingombrantissimi sovrascarpe del Tucano. La scarpa per il ciclista sotto l'acqua è davvero una nota dolente. Avevo messo due sacchetti, che si sono distrutti e poi, posando il piede, si rischia di scivolare.
giovedì 16 dicembre 2010
Queste sono soddisfazioni vere
Ciao, dopo anni di bici e piedi, con qualche scivolone tardogiovanile per le moto ora fortunosamente superato, mi sono ritrovato nuovamente gettato in città per lavoro! Pochi giorni fa sono andato in libreria a prendere un libro della Montessori e, mentre aspetto al banco vedo il tuo. E' dal '95 che ho fatto la scelta di non avere l'auto e di muovermi a piedi, con il treno, i pullman pubblici e , naturalmente, la bici. Ho preso il tuo testo in mano e mi sono sorpreso nel constatare che lo sfogliavo con la sufficienza di chi pensa di saperla lunga. L'ho, allora, acquistato e l'ho letto tutto d'un fiato! Mi è piaciuto molto, moltissimo la parentesi che dedichi alla solitudine di chi si sposta in bici.
Grazie per averlo scritto.
AZ
Grazie per averlo scritto.
AZ
LIBERARE RISORSE PER LA MOBILITA' DEBOLE, ORA!!!
Non lo ha detto Greenpeace o qualche oscuro professore, lo dice l'AIE, il massimo organismo mondiale che si occupa di energia. Oggi sul Sole-24 ore (giornale della Confindustria), supplemento Nova, si legge:
«La produzione di petrolio convenzionale ha già raggiunto il picco». Nobuo Tanaka, direttore del l'Aie, l'Agenzia Internazionale per l'energia, ammette che l'output mondiale di greggio ha già toccato il limite massimo raggiungibile: da oggi non potrà che scendere. In altre parole, in questo decennio e nei prossimi, sarà progressivamente più difficile e costoso soddisfare una domanda di energia in crescita. «Un motivo in più per firmare un accordo internazionale sul clima, che apra la strada alle rinnovabili e all'efficienza energetica», sentenzia Tanaka. E dipendere meno dal greggio.
L'articolo completo si trova qui.
Non lo ha detto Greenpeace o qualche oscuro professore, lo dice l'AIE, il massimo organismo mondiale che si occupa di energia. Oggi sul Sole-24 ore (giornale della Confindustria), supplemento Nova, si legge:
«La produzione di petrolio convenzionale ha già raggiunto il picco». Nobuo Tanaka, direttore del l'Aie, l'Agenzia Internazionale per l'energia, ammette che l'output mondiale di greggio ha già toccato il limite massimo raggiungibile: da oggi non potrà che scendere. In altre parole, in questo decennio e nei prossimi, sarà progressivamente più difficile e costoso soddisfare una domanda di energia in crescita. «Un motivo in più per firmare un accordo internazionale sul clima, che apra la strada alle rinnovabili e all'efficienza energetica», sentenzia Tanaka. E dipendere meno dal greggio.
L'articolo completo si trova qui.
Giovedì 16 dicembre alle ore 17.30 presso la Provincia di Roma - Sala Impastato
Palazzo Valentini, Via IV novembre 119/a, si terrà la presentazione della
“Indagine sulle Piste Ciclabili a Roma”. Un progetto a cui hanno lavorato, a titolo volontario e gratuito, i Ciclomobilisti, per l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma.
Secondo un recente rapporto di Legambiente, fra le città italiane Roma sta messa molto male. Il rapporto calcola l'indice di ciclabilità, non solo tenendo conto delle piste ciclabili, ma anche in base all'estensione delle aree pedonali e delle zone 30 e alle zone a traffico limitato. A livello comunale, si prospettano molte promesse per il futuro (il 2020), sempre insistendo troppo sulle ciclabili, come se fossero l'unico parametro. Ciclabili che sono costose da costruire e da mantenere.
Ma se paragonata a grandi città come New York, Berlino, Parigi, Londra, la ciclabilità di Roma sta messa ancora peggio.
Speriamo che l'incontro di oggi sia un punto di partenza per ridefinire la mobilità debole nella Capitale.
Stasera il frutto della ricerca dei volenterosi Ciclomobilisti sarà disponibile al sito www.agenzia.roma.it
Il nuovo sito dei Ciclomobilisti è invece www.ciclomobilisti.it
Palazzo Valentini, Via IV novembre 119/a, si terrà la presentazione della
“Indagine sulle Piste Ciclabili a Roma”. Un progetto a cui hanno lavorato, a titolo volontario e gratuito, i Ciclomobilisti, per l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma.
Secondo un recente rapporto di Legambiente, fra le città italiane Roma sta messa molto male. Il rapporto calcola l'indice di ciclabilità, non solo tenendo conto delle piste ciclabili, ma anche in base all'estensione delle aree pedonali e delle zone 30 e alle zone a traffico limitato. A livello comunale, si prospettano molte promesse per il futuro (il 2020), sempre insistendo troppo sulle ciclabili, come se fossero l'unico parametro. Ciclabili che sono costose da costruire e da mantenere.
Ma se paragonata a grandi città come New York, Berlino, Parigi, Londra, la ciclabilità di Roma sta messa ancora peggio.
Speriamo che l'incontro di oggi sia un punto di partenza per ridefinire la mobilità debole nella Capitale.
Stasera il frutto della ricerca dei volenterosi Ciclomobilisti sarà disponibile al sito www.agenzia.roma.it
Il nuovo sito dei Ciclomobilisti è invece www.ciclomobilisti.it
mercoledì 15 dicembre 2010
ASTA DI NATALE
sabato 18 h 16:30
Ex Lavanderia
sabato 18 h 16:30
Ex Lavanderia
QUESTO NATALE
regala un fluidificante per la tua intasata città,
regala la libertà di muoversi senza inquinare,
regala il diritto ad una mobilità gratuita,
regala spazio libero dalle macchine,
regala tempo libero dal traffico,
REGALA UNA BICICLETTA!
regala un fluidificante per la tua intasata città,
regala la libertà di muoversi senza inquinare,
regala il diritto ad una mobilità gratuita,
regala spazio libero dalle macchine,
regala tempo libero dal traffico,
REGALA UNA BICICLETTA!
La soluzione al problema della mobilità
muore all'interno della tua cantina
sotto forma di rottame accantonato.
Le Ciclofficine ti insegnano a salvarti dal consumismo
imposto dall'industria dei trasporti.
IMPARA COME RIPARARE LA TUA BICI!
muore all'interno della tua cantina
sotto forma di rottame accantonato.
Le Ciclofficine ti insegnano a salvarti dal consumismo
imposto dall'industria dei trasporti.
IMPARA COME RIPARARE LA TUA BICI!
PROGRAMMA:
h 16:30 - Bimbo Bike !!! Tombola per bambini
h 18:00 - Incontro: "Se la mobilità fosse dolce", presentazione del libro "Manuale di resistenza del ciclista urbano" con l'autore Luca Conti, Marcello Aranci (presidente della Consulta per la sicurezza stradale della Provincia di Roma), Vito De Russis (presidente dell'Associazione dei Diritti del Pedone)
h 19:30 - Cicloasta
h 20:30 - Cena
h 21:30 - Concerto ed estrazione Riffa:
Mescolanza (jazz sperimentale)
First Valley Blue Band (blues e world music)
Criansa (intermezzo di percussioni brasiliane)
h 16:30 - Bimbo Bike !!! Tombola per bambini
h 18:00 - Incontro: "Se la mobilità fosse dolce", presentazione del libro "Manuale di resistenza del ciclista urbano" con l'autore Luca Conti, Marcello Aranci (presidente della Consulta per la sicurezza stradale della Provincia di Roma), Vito De Russis (presidente dell'Associazione dei Diritti del Pedone)
h 19:30 - Cicloasta
h 20:30 - Cena
h 21:30 - Concerto ed estrazione Riffa:
Mescolanza (jazz sperimentale)
First Valley Blue Band (blues e world music)
Criansa (intermezzo di percussioni brasiliane)
Venerdì 17 alle ore 18, da Bike, via Ettore Giovenale, 16 si presenta il libro di Cecilia Gentile, Segui le donne, Ediciclo editore. Con degustazione di tè alla salvia.Altre informazioni qui.
giovedì 9 dicembre 2010
A Napoli, arrestati ieri due ciclisti della Critical Mass, Ana e Alfonso. Bici rotte e processo per direttissima. Aggressione del tutto immotivata delle forze dell'ordine. Il video è qui. Dettagli dal resoconto di clambfr sul blog di ciclistica.it.
.
Aggiornamento ore 15.33: i due ciclisti sono stati scarcerati.
Dal sito del manifesto:
«Più lontano un gruppetto di universitari e una ventina di ragazzi della Ciclofficina "Massimo Troisi": erano nella discesa di calata Trinità Maggiore, a due passi dalla piazza, a cambiarsi gli abiti al centro sociale Ska. Sono gli attivisti della Critical mass, si battono per una mobilità sostenibile. Ieri si preparavano al flash mob «Il presepe morente», biciclette colorate e abiti da pulcinella. Sono stati loro a finire sotto i manganelli della polizia, buttati giù dalle bici e picchiati.
Alfonso Borelli, 28 anni, e Ana Paula Barbosa Rezende, una venticinquenne brasiliana, sono stati portati via dalle forze dell'ordine. L'accusa è di resistenza e violenza a pubblico ufficiale e di inottemperanza all'ordine di sciogliere la manifestazione. Quando gli amici, increduli, hanno cercato di seguirli è partita la seconda carica. «Eravamo con il nostro striscione - racconta Roberta, studentessa dell'Orientale - "Anche l'obelisco è precario", accanto ai ragazzi in bici, defilati rispetto alla piazza. La polizia è arrivata già con i manganelli in mano, nessuno si aspettava la carica, soprattutto i compagni della Critical mass che semplicemente volevano andare in giro per il centro storico». La violenza gratuita ha innescato la risposta, con cassonetti rovesciati e dati alle fiamme.
«I ragazzi sono stati picchiati brutalmente», racconta Paola del progetto Bros, 48 anni e 25 di inutile iscrizione al collocamento: «Le forze dell'ordine ormai fanno solo disordine, hanno creato il panico tra i turisti per picchiare dei ragazzi che chiedono le piste ciclabili! Noi siamo abituati a questo: quando ci presentiamo, le istituzioni si nascondono dietro la polizia, la loro strategia è intimidirci. Ma qui nessuno si fa spaventare».
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Aggiornamento ore 15.33: i due ciclisti sono stati scarcerati.
Dal sito del manifesto:
«Più lontano un gruppetto di universitari e una ventina di ragazzi della Ciclofficina "Massimo Troisi": erano nella discesa di calata Trinità Maggiore, a due passi dalla piazza, a cambiarsi gli abiti al centro sociale Ska. Sono gli attivisti della Critical mass, si battono per una mobilità sostenibile. Ieri si preparavano al flash mob «Il presepe morente», biciclette colorate e abiti da pulcinella. Sono stati loro a finire sotto i manganelli della polizia, buttati giù dalle bici e picchiati.
Alfonso Borelli, 28 anni, e Ana Paula Barbosa Rezende, una venticinquenne brasiliana, sono stati portati via dalle forze dell'ordine. L'accusa è di resistenza e violenza a pubblico ufficiale e di inottemperanza all'ordine di sciogliere la manifestazione. Quando gli amici, increduli, hanno cercato di seguirli è partita la seconda carica. «Eravamo con il nostro striscione - racconta Roberta, studentessa dell'Orientale - "Anche l'obelisco è precario", accanto ai ragazzi in bici, defilati rispetto alla piazza. La polizia è arrivata già con i manganelli in mano, nessuno si aspettava la carica, soprattutto i compagni della Critical mass che semplicemente volevano andare in giro per il centro storico». La violenza gratuita ha innescato la risposta, con cassonetti rovesciati e dati alle fiamme.
«I ragazzi sono stati picchiati brutalmente», racconta Paola del progetto Bros, 48 anni e 25 di inutile iscrizione al collocamento: «Le forze dell'ordine ormai fanno solo disordine, hanno creato il panico tra i turisti per picchiare dei ragazzi che chiedono le piste ciclabili! Noi siamo abituati a questo: quando ci presentiamo, le istituzioni si nascondono dietro la polizia, la loro strategia è intimidirci. Ma qui nessuno si fa spaventare».
Stamattina sono intervenuto a Radio24, nel programma in diretta Moebius 2.0. Stasera va in onda la replica, mi pare dalle 22 alle 23, e poi si trova in podcast. Abbastanza autocentrica, la puntata. Non si riesce a capire come viene in mente a certe persone di girare in bici per la città, il ciclista è un problema, ecc.
Il mio incipit, grossomodo:
«Fin qui sembra che il ciclista costituisca un grave pericolo per la carrozzeria delle automobili e per l'innalzamento delle statistiche sulla mortalità».
Il mio incipit, grossomodo:
«Fin qui sembra che il ciclista costituisca un grave pericolo per la carrozzeria delle automobili e per l'innalzamento delle statistiche sulla mortalità».
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