martedì 25 maggio 2010

Elio Germano, premiato come miglior attore al Festival di Cannes (fonte: Corriere della Sera)
«In tanti mi hanno detto di essersi riconosciuti. Io sono un attore, ma prima ancora sono un lavoratore dello spettacolo e un cittadino. E come tale mi identifico in tanti altri che, come me, credono in un impegno nella collettività. Gli italiani che ogni giorno senza proclami si rimboccano le maniche per cercare di intervenire là dove lo stato latita. Gruppi di volontariato cattolici o laici, che si occupano di centri sociali, di accoglienza, di cultura. E spesso, proprio per questo, vengono bollati come nemici, violenti, eversivi. Ogni attività "esterna" viene guardata con sospetto dallo stato e dai partiti».
«Ci fosse stata al governo la sinistra avrei detto le stesse parole. Perché anche la sinistra, anche i sindacati, si sono allontanati dalla gente comune. La distanza cittadini-istituzioni ormai si è fatta enorme».
L'altra sera, inaugurazione informale a Roma, Monte Mario, della Curva di via Trionfale, con tanto di marciapiedi inclinati illegali. Il traffico, come si vede, è bloccato. L'allargamento non serve a niente, perché poi la strada si riduce da entrambe le parti

lunedì 24 maggio 2010

Ecco cosa succede a dare retta ai signori del petrolio.
Il ministro degli Interni Usa Ken Salazar, in visita nel Golfo del Messico, per valutare di persona i gravissimi e irreversibili danni ambientali che la perdita di petrolio sta causando, ha parlato di "rabbia e frustrazione" che crescono alla Casa Bianca e ha detto di "essere molto arrabbiato" con il gruppo petrolifero britannico, perché "di scadenza mancata in scadenza mancata continua a non onorare le promesse fatte". I tecnici della BP hanno dichiarato che martedì, al massimo mercoledì, proveranno ancora a chiudere la falla.

mercoledì 19 maggio 2010

Una semplice idea per dotare le bici di parafango posteriore (soprattutto se la ruota passa molto vicino all'attacco dei freni), con grande facilità di montaggio e smontaggio. Sulla mia graziella era l'unico sistema possibile. Si taglia il parafango all'altezza dell'attacco, si monta l'attacco metallico al contrario.


 Non ci sarebbe spazio per il parafango intero. Quindi si taglia e si monta (in un secondo).

martedì 18 maggio 2010

Edoardo Sanguineti (1930-2010)


Ballata delle donne

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.
Sentenza pilota per le città italiane. D'ora in avanti sarà molto difficile tutelare la qualità dell'aria delle città, neutralizzando così le normative europee in materia.
Dopo quasi due anni di dibattimento, il tribunale di Firenze ha emesso una sentenza assolutoria. L'accusa aveva chiesto pene dai 5 agli 8 mesi. Il giudice ha assolto l'ex-sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, e l'ex-governatore della Toscana, Claudio Martini. Il fatto non sussiste. L'accusa sosteneva che gli amministratori pubblici avrebbero sottovalutato l'allarme inquinamento da polveri sottili e da biossido di azoto. E di aver violato le normative europee in materia, senza adottare "misure per la tutela della salute dei cittadini".
Secondo i giudici di Firenze, l'inquinamento ha dimensioni mondiali, e siccome le polveri sottili sono prodotte anche da vulcani e altri fattori naturali, il superamento delle soglie da solo non significa nulla. Anche perché, sempre secondo i giudici, le particelle sottili potrebbero arrivare da paesi esteri e quindi non è possibile stabilire il livello d'inquinamento locale.

lunedì 17 maggio 2010

Capitale
«Roma cade a pezzi. Rutelli e Veltroni, che pure l’hanno governata per quindici anni, non hanno saputo pensare al futuro. Avevano i numeri e il consenso per farlo, per innovare lasciando il segno, per sperimentare, per rischiare, perfino per permettersi di sbagliare, ma si sono limitati ad amministrare. Che non è poco, ma neanche abbastanza. Hanno consegnato la città a un centrodestra impreparato e inadeguato. Chi vive a Roma osserva giorno dopo giorno il suo progressivo disfacimento, l’invasione dei pullman turistici, la sporcizia che si accumula, l’abbandono dei parchi, la moltiplicazione dei cartelloni pubblicitari. Per la prima volta nella sua storia, a metà anno il comune è ancora senza un bilancio di previsione: può solo gestire l’ordinaria amministrazione. Le casse sono vuote, si tagliano i servizi per gli anziani, non si aprono nuove scuole. Il degrado materiale della città ha cominciato a intaccare il tessuto sociale. Roma cade a pezzi, specchio fedele del paese di cui è capitale». Giovanni De Mauro, Internazionale, 14-20 maggio 2010.

venerdì 14 maggio 2010

Mettetevi a dieta, abbronzatevi, allenatevi, mettete a punto il vostro mezzo, iniziate a pensare al menù, qualche attrezzo, la camera d'aria di riserva, l'amica o l'amico, le toppe, le bevande, la preghiera di Santa Graziella, la maglietta con la scritta giusta, fiorellini e ricordi, musica, il fischietto.

giovedì 13 maggio 2010

«Ad Hannover e a Malmo c'hanno pensato 40 anni fa a pianificare urbanizzazione e trasporti, e non perché loro sono più fricchettoni, è perché devi sapere a che ora parti e a che ora arrivi, e non è una bella vita avere permanentemente sotto le finestre di casa un tubo di scappamento». Report, Rai-Tre, 9 maggio 2010.
Oggi a Roma il collettivo dei Ciclomobilisti organizza il Bike to Work Day. Per saperne di più, vedete qui.
L'idea è di incentivare i percorsi casa-scuola e casa-lavoro in bicicletta. Penso che sia molto importante fare il primo tentativo, poi ci si prende gusto. Nonostante le incertezze meteorologiche, è tutta questione di fare la prima pedalata, non per diporto, non la domenica, non in un parco.
Se non l'avete fatto oggi, potete farlo domani. L'importante è iniziare e farlo spesso. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, Bartali, sfollato a Pescara, andò a Milano in bicicletta a comprare i tubolari, che erano finiti. Non siete Bartali, ma non dovete neanche fare Pescara-Milano-Pescara con svariati tubolari in spalla.

mercoledì 12 maggio 2010

«La realizzazione di zone pedonali nel cuore delle grandi città contribuisce sostanzialmente a migliorare l'ambiente fisico notoriamente soggetto a numerosi inconvenienti (scarsità di spazio, di acqua ed aria pura, di luce; isolamento della natura; inquinamento; rumore, tensione nervosa). nella stessa direzione sono diretti i programmi per l'espansione e la diffusione dei servizi sociali e ricreativi, nonché per la dotazione di parchi urbani, nei confronti dei quali si è avuto un cospicuo dilatarsi della domanda pubblica».
Gabriele Scimeni, Enciclopedia Treccani, 1979.

martedì 11 maggio 2010

A Roma, in questo istante, stanno asfaltando la pista ciclabile tra Castel Sant'Angelo e Ponte Garibaldi. Spiragli di concretezza e cauto ottimismo.
A margine della Pacchianata Nazionale della Bicicletta, un indovinello.
«A monte di questa emergenza c'è una situazione di crisi che va risolta e subito. "È passata l'epoca della bicicletta come 'pallino ecologista' di pochi irriducibili, dichiara Squiteri a Leonardo Gorra del Messaggero (27 maggio), la bici è sempre considerata (e da sempre più gente) come un mezzo di trasporto ordinario. Da tutti meno che dalla legge. Ecco perché il coordinamento nazionale di tutte le associazioni di amici delle due ruote, sorte in questi ultimi anni in Italia, ha preparato una serie di emendamenti e di correzioni al Codice della Strada sia per proteggere i ciclisti sia per definire con maggiore chiarezza lo 'status' giuridico del veicolo-bici».

A quale anno risale la citazione dell'articolo?

venerdì 7 maggio 2010

Prima che la Giornata Nazionale della Bicicletta ci cada addosso in tutta la sua vacuità istituzionale, vorrei proporre ai ciclisti una sana e divertente alternativa, per una delle poche giornate che abbiano davvero un senso e un riscontro immediato.
La bici è importante nella vita di molti, ma essere presi in giro non va bene.
Vorrei ricordare che il 21 dicembre, solstizio d'inverno, si celebra la Giornata Mondiale dell'Orgasmo Collettivo Sincronizzato per la Pace. Manca ancora un po’ al Global Orgasm, escogitato da una coppia di simpatici statunitensi. Preferisco però ricordarlo ora, in modo che tutti possano prepararsi con calma e in modo adeguato a questo importante avvenimento, facendo molta pratica prima di quella scadenza. Vi terremo informati su iniziative legate al Global Orgasm sul territorio della Repubblica Italiana.

Dal blog “rotazioni” buoni orgasmi a tutti!

giovedì 6 maggio 2010

Il sorriso di un Piero Chiambretti elegantissimo risplende oggi sulla copertina di Sette, settimanale del Corriere della Sera (quasi illeggibile e ingovernabile da quando hanno ampliato il formato, ma almeno la carta adesso si può riciclare e non riflette fastidiosamente la luce artificiale). Piero sta per montare in sella alla sua bici in Piazzale Giulio Cesare a Milano.
Con grande trepidazione apriamo le pagine di Sette e ci disponiamo a nutrirci delle informazioni che Gianni Santucci e Stefano Landi hanno raccolto in quella che in copertina viene definita generosamente "inchiesta", un termine che a me fa pensare a Marco Nozza, ma anche a Jacona, a Ranucci, alla Gabanelli, al defunto Diario. Qui forse è fuori luogo, perché quando apro le pagine in questione mi si riversano addosso Fini, la Prestigiacomo, Formigoni, la Santanchè, Madonna, Mentana, Muccino e altri che mi fa fatica solo nominare (e di fatica già ne ho fatta parecchia, anzi troppa).
La cosiddetta 'inchiesta' sorvola nella vaghezza più assoluta il tema della ciclabilità urbana.
Mi concentro su Roma, perché la quantità di scempiaggini contenute nell'articolo è considerevole. Cito testualmente: «Anche nelle grandi città qualcosa è stato fatto». La prima risposta che mi viene in mente è: andate a cagare.
«A Roma, storicamente avversa all'uso di biciclette [vaniloquio: storicamente quando? Gli anni Trenta, i Cinquanta?], da quando per dimensioni e morfologia di territorio più adatta a scalatori da Giro d'Italia [la solita minchiata dei 7 colli, che non esistono più]».
Piuttosto, Roma è uno storico serbatoio di acquirenti d'auto, i ministeriali, ecc. da cui anche la mostruosa arretratezza del trasporto su rotaia. Se la metro funziona, non compri l'auto.
Poi la parte dedicata a Roma si occupa del bike-sharing. Se fossero andati a vedere la ciclabile interrotta davanti a una scalinata a Capoprati, con rischio di morte per i ciclisti, avrebbero reso un servizio. Il tutto condito dalla stupidaggine che la ciclabile sull'argine del Tevere avrebbe il problema degli allagamenti, quando anche le nutrie sanno che il problema sono semmai i sampietrini. Come autori di inchieste al Corriere stanno messi male. Invece di spargere incenso, andate a vedere col taccuino in mano.

mercoledì 5 maggio 2010

Grandissima trepidazione per l'uscita del settimanale Sette del Corriere della Sera, in edicola domani, con copertina e "inchiesta" dedicata alle piste ciclabili italiane e alla ciclabilità. Grande occasione per approfondire l'argomento bicicletta. In sintonia con la Giornata Nazionale della Bicicletta, che verrà celebrata il 9 maggio in tutta Italia con manifestazioni interessantissime e soprattutto risolutive.
«Stiamo lavorando sulla mobilità cittadina dove abbiamo 3 miliardi di investimenti già stanziati e 13 a lunga scadenza», ha detto ieri a Bruxelles il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno (fonte Corriere della Sera di oggi, Cronaca di Roma, p. 4).

martedì 4 maggio 2010

"Chiodo fisso", programma mattutino di Radio3-Rai, questo mese è dedicato alla bicicletta. Venti puntate dal lunedì al venerdì, alle 10.50 su Radio3. Le frequenze sono qui.
A Teramo, il sindaco ha avuto un'idea semplice: i membri dell'amministrazione comunale non potranno più prendere l'auto. Maurizio Brucchi ha annunciato anche un progetto di mountain bike condivise. Nel capoluogo abruzzese le scuole pubbliche sono dotate già di impianti fotovoltaici (fonte La Repubblica).
Finito l'effetto dei bonus, ad aprile crolla il mercato dell'automobile: -15,6%. la Fiat a -26%. Gli industriali del motore a scoppio dovrebbero riflettere sull'opportunità di riconvertire settori delle loro aziende in attività non legate al petrolio. Frattanto, i carburanti stanno salendo: la benzina verde è a 1,44 euro al litro.
Caro Dario,
credo che il 9 maggio, Giornata Nazionale della Bicicletta, più che una giornata laboratorio sia una giornata passerella per il Ministero dell'ambiente, l'ANCI e l'ANCMA.
Se il problema è trovare un giorno per provare ad andare in bici in città, le giornate non mancano: 25 aprile, 1° maggio, tutte le domeniche, tutti i giorni nei parchi, il 1° gennaio di mattina presto, a Pasqua, a Natale, nel mese d'agosto, se resti in città, di mattina con quell'aria fresca o nel tardo pomeriggio, ecc. Il problema è che si va al lavoro nei giorni feriali, in mezzo al traffico, e le persone hanno paura, soprattutto all'inizio, quando non sanno come muoversi.  Se non sperimenti, non capisci che ci sono strade più sicure, cose da fare e cose da non fare. Ma è tutto affidato ai singoli.
I Comuni, le Province, le Regioni e lo Stato non fanno nulla per la bicicletta e hanno delle responsabilità. Oltre al danno ambientale dell'inquinamento, c'è la beffa. Lo sforamento dei tetti di CO2 è punito con sanzioni dall'Unione Europea. Sanzioni che alla fine paghiamo noi cittadini. Non finanziano neanche le leggi esistenti, per dirne una. Sarebbe bello se la Giornata Nazionale della Bicicletta fosse un momento per prendere atto di questa situazione. Purtroppo, nel migliore dei casi si faranno le biciclettate.

lunedì 3 maggio 2010

Vorrei riflettere sulla Giornata Nazionale della Bicicletta (9 maggio), che dicono organizzata - ma di organizzato non c'è nulla - io piuttosto direi indetta da Ministero dell'Ambiente, ANCI e ANCMA. Anche il Comune di Roma aderisce. Il programma è qui. Cioè il programma non c'è. La giornata è indetta, e basta. Il ministero però ha fatto il logo, carino, con le girandole sulle ruote, ha aperto un gruppo Facebook e girato un video promozionale. Un lavorone.
È la solita storia. Indire non costa niente, promettere neanche. Questa è la strategia promossa dal ministero e dagli Enti locali delle metropoli italiane. Zero spese e sui giornali ci si fa belli lo stesso.
Le associazioni di ciclisti dovrebbero essere molto attente ad associarsi ad eventi del genere, che ledono la loro immagine e non portano reali benefici ai loro obiettivi.
La vacuità non attira più nessuno.
No, mi correggo. Guardando il sito del ministero dell'ambiente scopro che a Roma c'è qualcosa di concreto: un presidio slow food della famiglia De Juliis che offre lo sconto del 20% sulla vendita del caciofiore a chi si recherà in bici al caseificio. Grazie, fabbricanti di formaggio, per aver reso concreta anche nella Capitale la prima edizione della ormai già mitica Giornata Nazionale della Bicicletta.
Cerchiamo di esserci tutti, monociclisti, pattinatori, camminatori, reclinati, monopattinatori, triciclisti, ecc.
Come alle Olimpiadi nell'antica Grecia, scendete a Roma per uno, due, tre giorni. Per una settimana abbandonate i percorsi casa-lavoro o le gite fuori porta e planate sulla Capitale, per pedalare, mangiare e bere.

venerdì 30 aprile 2010

"Ci uccidiamo come mosche. serve il coraggio di cambiare", titola oggi il Messaggero (p. 5) l'intervista a Carla Mariani, vicepresidente dell'Associazione europea familiari e vittime della strada. Ha perso un figlio di 19 anni nel 1998. "La legge sulla sicurezza stradale non deve guardare agli interessi degli industriali, ma solo alla salute e all'integrità dei cittadini". Parole sacrosante, che ci fanno capire quanto siamo lontani da una tutela della salute e dell'incolumità delle persone. Perché i Suv, perché veicoli a motore in grado di raggiungere velocità doppie di quelle massime consentite? perché non vengono applicati dei limitatori elettronici di velocità? Perché, perché.
Sul casco in bici, la signora mariani ricorda che c'è chi minaccia di non andare più in bici: "Bene, vorrà dire che prenderà l'autobus o andrà a piedi". Personalmente, il casco in bici lo metto. Ma concentrarsi sul casco in una situazione terrificante come quella delle metropoli italiane mi sembra un modo per distrarsi dai problemi principali. La signora Mariani non crede molto nell'intensificazione dei controlli. Dice che si tratta di essere serie e severi. Come la revisione dell'automobile fatta da un privato alla Motorizzazione. Ti rivoltano l'auto come un pedalino. Va benissimo la severità. Peccato, poi, che quando fuori schiacci il pedalino, nessuno ti multa.  
Oggi alle 18, a Roma, c'è la Critical Mass. A un mese dalla esaltante Ciemmona, che si svolgerà il 28, 29 e 30 maggio, appuntamento a via dei Fori Imperiali, palo 27, per provare i velocipedi e pedalare insieme. Facendo un giretto per il web ho notato che hanno sputtanato il termine. Al sito www.criticalmass.com si trova pubblicità della birra. Difficile essere no logo in un mondo di logo.

giovedì 29 aprile 2010

9 maggio, bici-day. Ministro Prestigiacomo: "C'è adesione di 1200 Comuni".
Siamo a cavallo.
Avrete letto che il nuovo Codice della Strada prescrive l'obbligo di casco (a norma UE) per i ciclisti. Come obbligare un malato terminale a mettere una lozione per la forfora.

mercoledì 28 aprile 2010

Centrali nucleari da costruire a rotta di collo con l'aiuto dei russi in un paese sismico. Proprio quello che ci voleva.

martedì 27 aprile 2010

9 maggio: giornata della bicicletta

a me le giornate di qualcosa non sono mai piaciute. Ma quella della bicicletta è infiocchettata di cazzate, in città sempre meno vivibili.

lunedì 26 aprile 2010

Momenti di saggezza in un uno slum di Roma. Inoltre, la strada è sterrata e piena di buche: vanno tutti molto piano con i mezzi a motore, sennò si rompono.

venerdì 23 aprile 2010

«Nel maggio 1940 l'esercito tedesco, penetrato in Olanda e in Belgio, avanzava verso Parigi senza incontrare resistenza. Il 14 giugno raggiungeva la città. Da giorni e giorni gli abitanti abbandonavano in massa la capitale, in treno, in automobile, su carri e altri mezzi di fortuna. […] Partii anch'io in bicicletta, quella sera stessa. Per un paio di giorni riuscii di stretta misura a sopravanzare le truppe tedesche. Fui il bersaglio, per fortuna mancato, dei mitragliamenti aerei, una volta mentre ero in bicicletta, un'altra su un vagone merci. Il viaggio da Parigi verso la Francia meridionale mi portò a Limoges, Bodeaux, Tolosa».
Salvador E. Luria, Storia di geni e di me, Boringhieri, Torino, 1984, pp. 36-37.

giovedì 22 aprile 2010

Ricevo un'email dall'ottima FIAB Ciclobby di Milano. Si segnala un articolo di Renzo Piano (che non penso nessuno possa tacciare di inesperienza o arido teorizzare. È apparso oggi sul Corriere della Sera. Riguarda la città di Milano. E gli alberi. Che il direttore d'orchestra Claudio Abbado aveva invitato a piantare per trasformare la città e il benessere dei cittadini. progetto troppo costoso, hanno detto al Comune di Milano. Trovate qui l'articolo, ma io riporto qualche punto qua sotto, a uso e consumo dei ciclisti urbani e, soprattutto degli amministratori comunali troppo frettolosi.

1) «La città ha bisogno di alberi anche per una ragione molto più pratica e concreta. C’è un effetto termico detto effetto città per cui la pietra, i mattoni e l’asfalto si infuocano d’estate elevando la temperatura media di 4/5 gradi».L'effetto è mitigato dagli alberi.

2) Gli alberi prendono inevitabilmente il posto dei parcheggi e del traffico automobilistico.

3) Le città vanno salvate dal traffico e «dall’enorme quantità di parcheggi che le stanno soffocando. Più parcheggi si fanno e più traffico si attira, come la fisica insegna».

Cari Sindaci, l'ha detto Renzo, non la casalinga di Voghera: più parcheggi si fanno e più traffico si attira.

Negli Stati Uniti hanno anche accertato che più le strade sono larghe, maggiore è il traffico.

Tutto questo ha un costo sulla collettività (per fare i parcheggi e allargare le strade), ripagata poi con smog, malesseri, cancri e malattie cardio-polmonari. Il costo di queste infrastrutture è molto alto. Non so quanto costa piantare alberi, ma non credo che sia più alto di un parcheggio sotterraneo.

Le metropoli, fatalmente, cominciano ad assomigliarsi tutte, con due tipologie, sempre più radicalmente opposte: la zona residenziale (ricco, stanziale) e le zone di passaggio, dove alla fine non rimane niente, solo il traffico. Puoi cambiare zona, semplicemente svoltando in una strada laterale. Lo smog se lo tengono tutti. ma i commercianti sulle strade di passaggio chiudono, la sosta è infatti impossibile.  

Compleanno della ciclofficina ExLavanderia

Un'occasione per concoscerci, fare festa e promuovere la ciclabilità urbana. Sul colle di Monte Mario a Roma ci si prepara a festeggiare, sabato 24 aprile, il secondo anno di vita della ciclofficina ExLavanderia. Due anni di bici raccolte, restaurate, riparate e rimesse in strada a costo zero. Due anni di socializzazione, riunioni, scambio di saperi, sviluppo della competenze manuali e meccaniche. Due anni di manifestazioni e anche di feste.


Se vuoi pedalare e non hai soldi, puoi trovare una bici in ciclofficina e imparare a ripararla. Vuoi imparare a saldare ad arco a cannello? C'è l'iniziativa "Saldobrasatura niente paura".
Sabato 24 aprile, dentro e davanti al Padiglione 31 del Parco(e purtroppo ancora parcheggio) di Santa Maria della Pietà si svolgerà la festa della ciclofficina. Tutte le informazioni su chi, come, dove, quando, perché, si trovano qui.
Prima della festa si svolgerà, alle 14, la riunione del Coordinamento “Di traffico si muore”.

PROGRAMMA:
Gara/staffetta di mini bikes - h 17:00
Ciclo-Asta-Aperitivo - h 18:30
Cena sociale  - h 20:00
Estrazione numero Ciclo-Riffa - h 20:00
I Bantha presentano "The Big Lebowsky Show" - h 21:30
Dj set con Dj-ROOT - h 22:30

GARA/STAFFETTA

Le regole sono semplici:
1 - si partecipa in coppia (bambino più adulto)
2 - si gareggia su bici da bambino
Tutti vincono: chi arriva primo sceglie per primo quale bici portarsi a casa, tra quelle in gara.








mercoledì 21 aprile 2010

martedì 20 aprile 2010

Il 22 aprile, Earth Day, fra le altre cose si inaugura a Denver, Colorado il servizio di bike-sharing. È il primo piano nazionale su scala cittadina. La prefigurazione di una drastico cambiamento che nei prossimi anni coinvolgerà gli Stati Uniti d'America, le sue abitudini radicate nell'uso dell'automobile anche per piccoli spostamenti. (In Italia, il giorno in cui finirà il petrolio e saremo avvolti da nere nuvole, ci sarà la fila davanti al concessionario.)
A Denver, il 22 aprile, interverrà il sindaco della città e ci sarà una festa. Altrimenti che differenza c'è tra una giornata qualunque di ciclisti urbani e l'Earth Day? Il sindaco guiderà la parata di biciclette, segno che l'esperienza della Critical Mass, almeno negli Stati Uniti, è servita a sensibilizzare le istituzioni, che partecipano direttamente alle iniziative, non "aprono tavoli", il "dialogo con le associazioni" per cominciare a vedere quali sono le loro esigenze, il biciplan - accuratamente diviso per Municipio, per renderlo più efficace, e tutte le altre stronzate, peraltro neanche realizzate. Parlo di Roma, dove "smog gets in your eyes...".
Vediamo come funziona il bike-sharing di Denver. Sono 500 le biciclette in servizio. L'abbonamento ha un costo (24 ore con 5 dollari, 30 giorni costano 30 dollari, 7 giorni 20 dollari e un anno 65 dollari), ma come in tutto il mondo meno che a Roma, la prima mezz'ora è gratis; la seconda mezz'ora costa un dollaro e 10 e poi il prezzo sale per scoraggiare l'suo prolungato. Il bike-sharing di Denver è pure sponsorizzato da una compagnia assicuratrice: l'uso della bici migliora la qualità della vita e la salute dei cittadini, per questo vale la pena di investirci, avranno pensato. E poi il verde tira da pazzi, pure il verde taroccato, purtroppo. Per l'abbonamento, sono previsti sconti per studenti (40 dollari l'anno), seniores e aziende che si iscrivano al progetto (55 dollari).

lunedì 19 aprile 2010

Vorrei tornare su una mia vecchia idea, perché stranamente nessuno ha dato segni di interesse. È una cosa semplice che potrebbe risolvere molti problemi e ridurre drasticamente il numero di morti violente a Roma. Il costo è molto basso. Si tratta di affidare i compiti di polizia municipale della Capitale a Hezbollah, il gruppo libanese, sì, proprio quello. Potrebbe essere un modo per avvicinare le sponde del Mediterraneo incentiverebbe il dialogo tra i popoli. Un accordo tra il Sindaco Alemanno e i leader del gruppo favorirebbe anche lo scambio culturale. E un'iniziativa del genere sarebbe in linea anche con la passione per le esternalizzazioni dei mega-manager.
I nuovi vigili urbani di Roma non dovranno assolutamente parlare italiano: si esprimeranno liberamente nella loro lingua. Gli attuali vigili urbani si dedicheranno esclusivamente a fare le multe ai mezzi fermi in sosta vietata, in quanto già ora sembra essere la loro attività preferita, almeno nel 90% dei casi. “Ferma, l'auto se vede mejo; nun te devi scapicolla'. Bboni bboni, famo cassa lo stesso”.
All'inizio, si potrebbe ipotizzare una pattuglia mista Hezbollah-vigile romano. Il pizzardone potrebbe far intendere che il clima a Roma è cambiato, che il Codice della Strada adesso si rispetta rigorosamente, come le procedure del traffico aereo. «A maschio, damme retta. Questo nun scherza», potrebbe avvisare il vigile, poco prima che il barbuto militante faccia scendere bruscamente il broker di Vigna Clara dalla Sorento grigia alla terza rata, strappando via la portiera con un interessante attrezzo metallico. Sì, perché andare a 90 Km/h su Corso Francia meriterebbe un processo serio. Come vogliamo chiamarlo, questo reato? Distrazione? Tentato omicidio? Non esageriamo, in Italia con Angelino e Niccolò oberati di lavoro, figurati se adesso ci mettiamo pure a pensare alle sviste del tachimetro. A Roma, con tutti i problemi della città più bella del mondo, dove se magna bene e se paga poco, c’è er Colosseo, i mezzi pubblici so 'na favola. Pochi giorni fa, in Parlamento, esponenti della destra si sono rinfacciati accuse sulla mancata riforma del Codice della Strada. Non vi affaticate col teatrino: a che serve riformare un Codice che nessuno applica?
«Avevo fretta», cerca di difendersi il giovane intermediario finanziario, mentre raccoglie la portiera e cerca di pulirla. «Poi, scusate, co sto traffico non si riesce a passa’, non se trova mai posto, mica me vorete addossa’ tutti i problemi». Il giovane guarda il vigile, che aggrotta la fronte e fa una bella espressione alla romana, poi con gli occhi guarda in direzione del militante barbuto che sta cominciando a staccare un'altra portiera. «Oddio, er Sorento, me lo state a distrugge. Fermatevi, per favore. Adesso per fortuna stanno costruendo questi parcheggi interrati di sette piani. Tutto cambierà, è solo questione di tempo: 'sta macchina è troppo grossa, me serve pe’ lavoro: io manco la volevo».
I pesanti limiti alla libertà individuale di spostamento dei possessori di Suv stanno per essere rimossi grazie a intelligenti soluzioni cementizie.
Al grido di “un parcheggio interrato per ogni romano”, chissà come sta andando la vendita dei posti auto sotterranei; mi sa che non va molto bene. Un posto costa come dieci utilitarie nuove. E se ci fossero danni ai palazzi circostanti durante i lavori? Sapete quanti anni ci mette il Comune di Roma a risarcire i danni a un palazzo causati dai lavori? Avete esperienze in tal senso?

giovedì 15 aprile 2010

Multare i Suv è cosa buona e giusta

EMERGENZA INQUINAMENTO: TERRA! “MULTA” I POSSESSORI DI SUV E LANCIA LA “NO SMOG PARADE”

La scorsa notte gli attivisti dell’associazione ambientalista Terra! hanno ironicamente “sanzionato” centinaia di SUV parcheggiati ovunque nelle vie fiorentine, apponendo sui parabrezza volantini rosa simili a una multa, con l’obiettivo di fornire ai proprietari informazioni dettagliate sull’impatto ambientale del loro veicolo. Un approccio semiserio dunque, per un problema serissimo, considerati anche gli elevati valori di inquinanti presenti a Firenze negli scorsi mesi invernali.

Cfr. il rapporto Suv in città di Terra!
Sempre dalle Dodici tesi, o proposte di Giacopini (cfr. post di ieri), trascrivo la quinta, che mi sembra molto interessante per l'organizzazione di un gruppo di pressione di ciclisti urbani:
«Finito il sogno incompiuto della democrazia, l'idea che la società sia solo un grande Complotto o una Congiura non è da scartare affatto, anzi è sensata. ma ancora una volta il presente è più complicato e qui le congiure e i complotti sono tanti, tutti molto meschini, particolari. Siamo circondati da combriccole, bande, consorterie e naturalmente dai poteri forti (che poi sono sempre e soltanto il Capitale). Niente di nuovo. L'arte, la critica, gli intellettuali non si sottraggono a questa tendenza. Marx e Benjamin volevano cambiare il mondo e la società, farle diverse e questo può darsi che sia impossibile. Intanto, bisogna creare piccole società dentro la società, isole sparse, e organizzare piccole e consapevoli congiure. È un problema di minoranze consapevoli».

mercoledì 14 aprile 2010

A Roma (dice) 45 postazioni di noleggio bici

Il 27 marzo 2010 sul Tempo, a pag, 50, nella Cronaca di Roma, è apparso un articolo di Alessandra Zavatta dedicato al bike-sharing alla romana (noleggio a mezzo euro ogni mezz'ora).
Sarà vero o farà la fine della riforma dei regolamenti condominiali di cui non s'è saputo più nulla?
Si annuncia la costruzione di 45 nuovi stalli per il noleggio delle bici. Uno è già stato inaugurato a Ostia, in Piazza An[c]o Marzio. Attorno al Vaticano, a Borgo Pio e a Prati verranno realizzati 21 stalli. Altri su via dei Fori Imperiali, la via dove le auto vanno impunemente a 100 Km/h e dove muoiono i ciclisti. L'ultimo è un fotografo giapponese di 39 anni, morto il 30 marzo. ne ha dato notizia il Coordinamento "Di traffico si muore". I morti per strada li fanno sparire in fretta, avete notato? poi però i parenti portano i fiori e gli amici le sciarpe. I pali di Roma sono pieni di fiori. La guerra continua. Chiusa la parentesi.
Altri stalli sono previsti a piazza del Colosseo, mercati di Traiano, San Giovanni in Laterano; su viale Trastevere ci saranno (forse) 80 bici per 8 postazioni.
Il ministero dell'Ambiente ha reso possibile questo progetto, stanziando 800 mila euro, dice Il Tempo.
Ora, mi chiedo, in che modo il Comune pensa di tutelare l'incolumità dei ciclisti, che sono ciclisti saltuari, turisti, ragazzi in gita, ecc.?
Prevede qualche misura di controllo aggiuntiva, limiti di velocità, dossi, autovelox? Oppure ognuno per sé?
Come è possibile soltanto ipotizzare nel terzo millennio di mettere delle bici su via dei Fori Imperiali, viale Trastevere, San Giovanni in Laterano e affittarle a persone mediamente poco esperte, senza porsi in alcun modo il problema di come circoleranno queste bici?
Ieri ho letto un testo interessante di Vittorio Giacopini, pubblicato sulla rivista Lo Straniero diretta da Goffredo Fofi. Si intitola Dodici tesi, o proposte (a. XIV, n. 118, aprile 2010, pp. 105-108).
Si parla di critica e credo sia un testo su cui riflettere. Ecco la seconda tesi: «Le forme tradizionali del linguaggio della protesta sono usurate. L'invettiva, la testimonianza civile, la denuncia, la grande raccolta di firme, anche il lamento: il più delle volte si tratta di scorciatoie furbette, consolatorie. Non c'è - non c'è più - un nemico da combattere. Davanti, anzi attorno a noi, esiste solo un Sistema definitivo e siamo tutti dentro la cornice. immaginarsi un'estraneità assoluta, la purezza, è semplicemente poco ragionevole. L'intuizione più felice di Marcuse resta il concetto-trappola di "tolleranza repressiva". Bisogna tenerlo a mente in ogni istante, anche se il rischio è quello della paralisi. prima di ogni gesto critico o artistico bisogna anticiparne l'effetto d'eco, o, detto in modo banale, le "conseguenze".

martedì 13 aprile 2010

A febbraio avevo azzardato un'ipotesi sull'arrivo della primavera. Smentita da piogge torrenziali. Avevo anche fatto il sapiente meteorologo con risultati disastrosi: le formiche che avevano iniziato a lavorare al formicaio saranno morte. Questo periodo di tempo incerto è per me davvero molto noioso, a parte le ipotesi di un gruppo di pressione di ciclisti a Roma. Credo che i gruppi di pressione debbano essere locali, anche facendo cose analoghe e scambiandosi consigli. Regioni, province e comuni sono troppo differenziati. Oggi ho scoperto che a Bergamo si può portare la bici sul tram: il regolamento è così lungo che viene voglia di non salire sul tram, ma i tram sono molto stretti e ci vogliono delle regole per convivere.
Oggi uno del ministero dei trasporti, siccome a Roma stanno morendo dei ragazzini in minicar, ha detto qualcosa sulle regole da rispettare, che si corre troppo, ecc. È la "risposta delle istituzioni", giusto un paio di cazzate da dire. Stamattina sono stato sorpassato da 6 suv di seguito, a circa 90 Km/h (su via Flaminia), di marche diverse (i colori sono sempre quelli mortaccini: blu, grigio, nero). Non è proprio una bella primavera.
No, oggi ho una buona notizia. Un signore con la barba e i capelli grigi su una bici verde arranca su una salita nella zona di via Nomentana. La sella è troppo inclinata, forse anche un po' bassa per la sua altezza. Vede una signora molto anziana che cerca di trascinare un pesante sacchetto della spazzatura. Il ciclista va avanti qualche metro, poi si ferma e molto lentamente, quasi cerimoniosamente, chiede se può aiutarla. Prende il sacchetto e lo getta nel cassonetto. Lei aspetta, mi guarda che guardo la bici. Quasi a dire "prova ad avvicinarti e te la dovrai vedere con me". Lui torna e riparte. Visto che Rotafixa ha parlato su ciclistica.it di leggerezza della bici, qui ci sono anche la lentezza e la pesantezza. Intorno è casino totale, ululati di iniettori che subito dopo inchiodano.

lunedì 12 aprile 2010

L’argomento di cui stiamo parlando, per fortuna, sta a cuore a tutti. Con Bikediablo ci siamo capiti: facciamo pressione = facciamo lobby. Lo sconforto di cui parla Rotafixa lo condivido: sulla qualità della pressione, ma non sulla quantità. Magari ci fosse a Roma un gruppo di 345 attivisti, non necessariamente gli stessi che hanno (abbiamo) votato Rotafixa: non sono affatto pochi.
A me va bene l’idea “anti-auto”: anti-auto è il pedone, la persona anziana che va a fare la spesa, il papà o la mamma con il passeggino, oltre ai ciclisti, ecc. Anti-auto è la ztl di Ferrara che è vietata ai motori. Io direi anche anti-scooter, forse il comune avversario è il motore a scoppio.
A parte questo, scoraggia il tentennare di molti e quelli che “stanno alla finestra”, magari leggono i post, ma non si sa neanche che esistono. Poi ci sono anche alcuni ciclisti urbani assidui che non partecipano affatto. E anche i “teorici” della bici: la bici è bella, ma senza fatica, che poi non è faticaccia brutta ma buone abitudini per il movimento. La gente è nervosa perché non si muove. Me lo sento addosso e li vedo in azione sui trabocchetti a scoppio.
Come in tutte le piccole categorie unite da affinità, c’è la questione dei sottogeneri, gusti, tendenze, personalità, che a volte crea fratture irreparabili.
Cosa deve fare un gruppo di persone di buona volontà e senza secondi fini, meno che mai economici, con una psiche abbastanza equilibrata, per ottenere qualcosa?
I due problemi sono: 1) convincere gli altri ad andare in bici; 2) compattare un gruppo di attivisti per fare pressione sulle istituzioni, stampa, ecc. e per rendere più ciclabili le grandi e medie città. Non è detto che l’attività del secondo gruppo favorisca l’ampliamento del primo.
Lasciando da parte esempi positivi di gente che finalmente prende la bici e cambia stile di vita, e lasciando da parte anche le solite litanie sul “vorrei ma non posso”, vorrei iniziare ad approfondire la questione.
Le biciclettate, in un’ottica di ciclismo urbano, potrebbero addirittura essere controproducenti, perché promuovono un’immagine ricreativa del mezzo. E anche l’ossessione per le piste ciclabili rischia di essere un problema: se non si riesce a farle, le istituzioni dicono “non abbiamo i soldi” e il discorso ciclabilità termina qui; se, viceversa, ci sono i soldi e si costruiscono ciclabili, magari anche bene, si rischia alla fine di creare una riserva indiana che dice al ciclista dove deve andare, come se fosse un’autostrada in miniatura.
Tutti, penso, crediamo alla possibilità che piccoli gruppi possano influenzare gli altri, con il loro comportamento e con forme di pressione, propaganda, ecc. Anche passare su una strada in bici è una forma di pubblicità, come spera Walter. Avevo pure pensato di cominciare a vestirmi elegante con la cravatta per far vedere che è facile pedalare, che è normale.
A volte le persone reagiscono anche male, nervosamente, alla “proposta” di andare in bici a scuola o al lavoro: tutti avrete avuto esperienza di queste reazioni. Qualcuno, però, con grande soddisfazione, l’ho convertito anch’io.
Malcom Gladwell, ex giornalista finanziario del “Washington Post”, ha scritto un libro intitolato The tipping point: how little things can make a big difference, Back Bay Books, London, 2002 (trad. it.: Il punto critico: i grandi effetti dei piccoli cambiamenti, Rizzoli, Milano, 2006). L'autore ha esaminato i processi che accomunano i consumi di particolari prodotti, le rivoluzioni, le grandi campagne di sensibilizzazione, la vendita di un certo tipo di scarpe da ginnastica, la diffusione di un'epidemia. Il concetto basilare è che il punto critico cessa di diffondersi gradualmente quando, raggiunta la massa critica, si diffonde in modo esponenziale. Esponenziale è la bici ad Amsterdam o a Ferrara.
Le regole individuate da Gladwell sono tre: legge dei pochi, fattore contagiante e potere del contesto. La legge dei pochi dimostra che basta un numero esiguo di persone per diffondere un'idea o un prodotto. L’autore divide i pochi in tre categorie: connettori, esperti e venditori. I connettori sono coloro che esercitano un potere aggregante, grazie alla loro fitta rete di contatti. Gli esperti raccolgono il maggior numero di informazioni su un determinato tema, fungono da serbatoio di idee, pur non esercitando un'azione connettiva. I venditori sono persuasori, hanno la capacità di convincere gli altri dell'importanza e utilità di una determinata azione o prodotto. Questo è il gruppo di pressione.
Il messaggio deve poter far presa sugli altri per innescare una determinata azione. Su fattore contagiante e potere del contesto mi devo ancora chiarire le idee (to be continued).

venerdì 9 aprile 2010

Riprendo il discorso dal post precedente, anche grazie alla risposta di Bikediablo, che invito a leggere. Riprendo da qui, perché penso sia il grande problema che un gruppo minoritario ed eterogeneo come quello dei ciclisti urbani, debba porsi nel momento in cui desidera fare qualcosa in più, oltre a usare la bici individualmente.
Posso sforzarmi di capire l'utilità di fare lobby come ciclisti urbani. Non ho molta fiducia in questo sistema, perché questa lobby mi pare perdente in termini numerici e/o economici, i due aspetti che nella logica capitalistica danno forza a una lobby. Più un paese è democratico, più conta il numero; più è dittatoriale più conta l’economia, credo.
Allora lasciamo stare la lobby per i ciclisti urbani, perché non mi pare che possa portare lontano (in questo stato di cose). In Italia, chi può fare un discorso del genere è solo la Fiab, che intavola un dialogo serrato con alcune realtà locali disposte ad ascoltarli. I risultati vengono in contesti limitati: mi pare che si sia fatto molto poco nelle metropoli, nonostante l’impegno di poche persone valide. Ma non è una lobby.
Mi sfuggono invece completamente i principi del "ciclismo urbano fatto di regole" a cui accenna Bikediablo. Quali regole? E stabilite da chi? L'unica regola che mi viene in mente è il Codice della Strada, che conterrebbe leggi buone, se qualcuno le applicasse.
L'incontro del 2008 con i candidati romani, devo dire che mi ha lasciato molto scettico. I candidati "generalisti" alle elezioni tendono a visitare anche i laghetti per la pesca sportiva promettendo esche vive per tutti. La politica delle promesse non costa nulla ed è attuata anche da chi è stato eletto a Roma. Come i loro predecessori. Vedi l'ipotesi di appianare la ridicola ciclabile di sampietrini che costeggia il Tevere. O il regolamento sui condomini per la sosta delle bici. Si diceva a febbraio, e febbraio è passato.
(to be continued)

giovedì 8 aprile 2010

In Gran Bretagna i ciclisti si organizzano


Dal sito della maggiore associazione britannica di ciclisti, CTC. Ecco come si fa pressione sui candidati e sull'opinione pubblica per le imminenti elezioni. Il Vote Bike Manifesto è qui.
«A quell'epoca i partigiani erano diventati sempre più riluttanti a guidare altri gruppi al di là delle montagne. Il nemico aveva piazzato nidi di mitragliatrici, mimetizzati nei punti strategici lungo le vie di più facile traversata. In più, io m'ero anche slogato una caviglia in un incidente ciclistico mentre pedalavo nella hall dell'hotel. Decisi di raggiungere la Francia per mare».

Paul Morton, Missione 'Inside'. Fra i partigiani del Nord Italia, L'Arciere, Cuneo, 1979.

mercoledì 7 aprile 2010

dalla Rete Romana di Mutuo Soccorso: archistar a Roma

Ai relatori della Conferenza cittadina dell’8 e 9 aprile 2010
Roma 2010-2020 – Nuovi modelli di trasformazione urbana

Richard Burdett;
Santiago Calatrava;
Peter Calthorpe;
Paolo Colarossi;
Stefano Cordeschi;
Roberto D’Agostino;
Livio De Santoli;
Bruno Dolcetta;
Massimiliano Fuksas;
Zaha Hadid;
Leon Krier;
Richard Meier;
Renzo Piano;
Paolo Portoghesi;
Amedeo Schiattarella;

E’ davvero una occasione straordinaria poter avere a Roma tante personalità della cultura architettonica mondiale. E proprio in base alla vostra conoscenza dello stato delle altre città capitali del mondo, ci permettiamo di porvi dieci brevi domande cui potrete –se lo ritenete utile- rispondere in sede di convegno.
Lo facciamo in forma scritta perché non è prevista alcuna partecipazione delle forze rappresentative della città come la nostra Rete Romana di Mutuo Soccorso, che coordina 80 comitati di quartiere dal centro storico fino alla più estrema periferia.
E proprio dal metodo della partecipazione vorremmo iniziare, ringraziandovi fin d’ora per le risposte che darete.

1. Nel mondo civile si ignora come a Roma la voce dei cittadini?
L’Art. 1 del “Regolamento di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana”, in vigore a Roma dal 2006, recita testualmente: “ Il Comune di Roma riconosce nella partecipazione popolare un metodo fondamentale per la formazione delle decisioni in materia di trasformazioni urbane e per la promozione dell’inclusione sociale”.
E’ condivisibile che il Sindaco di Roma abbia totalmente escluso la cittadinanza dai lavori di questa importante conferenza?

2. Tante belle architetture fanno una bella città?
Da due decenni nella città di Roma si è affermato il metodo di pensare alle trasformazioni urbane non in un quadro generale complessivo, quale è il piano regolatore, ma per singoli progetti giustapposti e spesso non coerenti tra loro. Attraverso l’opera di qualche valente architetto sono state realizzate alcune belle architetture: ma se esse sono slegate da un disegno urbano, sono in grado di delineare una città bella?

3. Anche in Europa le opere pubbliche si finanziano vendendo i beni pubblici?
Le grandi opere pubbliche vengono ormai finanziate mediante la cessione ai privati di aree dell’Agro Romano e di edifici demaniali con cambi di destinazione d’uso in deroga al Piano regolatore. Sulla base della vostra conoscenza di come vengono programmate le città dell’Europa civile, condividete questo insensato modo di fare che fa diventare più povera la città di tutti? 2

4. Nelle città del mondo si costruiscono ancora case pubbliche?
A Roma negli ultimi venti anni sono stati costruite soltanto alcune decine di alloggi pubblici. Tutta la restante enorme produzione edilizia è stata realizzata dal mercato privato. La mancanza di case accessibili ai redditi di una fascia consistente della popolazione sta producendo una enorme espulsione di abitanti e una continua cementificazione dell’Agro romano che produce case sfitte e invendute. Nelle altre città del mondo si perseguono politiche abitative pubbliche e si costruiscono ancora case popolari?

5. In quale altra città capitale del mondo circolano 800 automobili per ogni mille abitanti?
Anche senza contare i veicoli a due ruote e i mezzi commerciali, a Roma esistono 800 automobili ogni 1000 abitanti. Sulla base della vostra grande esperienza internazionale, esiste un’altra città del mondo che abbia questo devastante indice? E visto che il Piano strategico della mobilità sostenibile elaborato di recente dall’amministrazione comunale prevede di ridurre in 10 anni il trasporto privato a favore di quello pubblico solo del 2%, pensate che sia un traguardo ambizioso?

6. Esistono nel mondo linee ferroviarie metropolitane?
A Roma i luoghi di lavoro sono sempre concentrati nell’area centrale, mentre gli abitanti vanno a vivere nelle periferie più estreme o fuori dal comune di Roma. Negli ultimi quindici anni sono state espulse oltre 100.000 famiglie che per raggiungere il lavoro impiegano quotidianamente 3 o 4 ore. Ritenete prioritaria la realizzazione dei tratti centrali delle metropolitane C e D, con tutte le difficoltà connesse con un sottosuolo ricco di archeologia, o piuttosto i collegamenti con le aree extraurbane più densamente abitate?

7. Anche in Europa si distruggono le piazze storiche e si costruiscono parcheggi sotto i Licei pubblici?
I più importanti interventi pubblici nel centro e nella città storica consistono in una serie di parcheggi sotterranei multipiano che rischiano di alterare per sempre il volto della città. Negli anni scorsi si voleva costruire un parcheggio sotto la meravigliosa terrazza del Pincio. A piazza Cavour per ospitare le auto si è distrutto uno dei più bei giardini ottocenteschi. E’ iniziato un cantiere per realizzare un parcheggio addirittura sotto l’area di uno dei licei storici della città, il Virgilio di via Giulia! Anche nella civile Europa si distrugge la memoria storica delle città per costruire autorimesse sotterranee?

8. I centri storici vengono salvaguardati o si liberalizza il proliferare delle paninerie?
Il cuore della Roma rinascimentale e barocca è un tappeto di ristoranti, birrerie, negozi di chincaglierie varie con infiltrazioni finanziarie della malavita organizzata. Di recente l’amministrazione comunale ha approvato un regolamento commerciale che nella sostanza liberalizza ulteriormente questa insensata proliferazione commerciale di bassa qualità. Anche nelle altre meravigliose città che frequentate si è abbandonata ogni forma di programmazione e di civile convivenza?

9. Anche in Europa si spengono le periferie a favore dei centri commerciali e dei luoghi di divertimento?
La gigantesca periferia di Roma e la campagna romana sono costellate da più di trenta shopping center, si dice , tra i più grandi d’Europa, ad essi si dovrebbero aggiungere due 3
megastadi e alcuni parchi divertimento, di grandissima dimensione. L’associazione degli operatori del commercio, la Confcommercio, ha denunciato che in due anni sono state chiuse a Roma oltre 5000 botteghe di vicinato. Ritenete che il deserto urbano che ci è stato imposto sia utile alla sostenibilità e alla vivibilità della nostra città?

10. Dubai è più bella di Roma?
Uno dei progetti che stanno più a cuore del sindaco Alemanno è la realizzazione di cinque isole artificiali davanti ad Ostia per costruire nuovi edifici. Dopo il fallimento della gigantesca operazione immobiliare iniziata negli Emirati del Golfo attraverso la realizzazione delle isole artificiali, è ancora sensato perseguire nella ricerca di un modello urbano insostenibile e senza alcuna qualità sociale?

Associazione di Quartiere Casalottilibera, Associazione Ex Lavanderia, Associazione Diritti Pedoni del IV, Associazione Parco Archeologico di Centocelle, Associazione Rete Nuovo Municipio IV, Associazione Sportiva Culturale Danza.com, Associazione Uniti per il Decentramento, Associazione Viviamo Vitinia, CdQ Casal Fattoria Castel di Leva, CdQ Cinquina, CdQ Ottavia, CdQ S. Maria Mediatrice, CdQ Tor De Cenci Spinaceto, CdQ Torpignattara, Comitato Via Passo del Turchino, Comitato Acquedotto Alessandrino, Comitato Cittadino per XX Municipio, Comitato No-corridoio Roma-Latina, Comitato Piazza Gentile da Fabriano, Comitato Promotore Parco di Veio, Comitato Salviamo il Gerini, Comitato Strade Verdi, Comitato WWF Borghesiana, Comunità Territoriale X Municipio (1), Coordinamento Comitati Associazioni, Coordinamento Parco Tor Tre Teste-Acquedotto Alessandrino, Coordinamento Comitati Quinto (Municipio) - Co.Co.Qui., Coordinamento Residenti Città Storica (2), Coordinamento "Stop I-60" (3), Primavera Romana, Rete Partecipativa Municipio Roma XII, Spazio Sociale 100Celle Aperte.

(1) a cui aderiscono: Appio Claudio; Campo Romano; Cinecittà Est–Cinest; Don Bosco; Gregna S. Andrea; Morena; Nuova Tor Vergata; Osteria del Curato; Quarto Miglio-Appia Pignatelli; Torre di Mezzavia; Vermicino; Via dei Sulpici-Quadraro; e delle ASSOCIAZIONI: Consulta InaCasa-Quadraro; Comitato difesa beni comuni; Insieme Fidam CFR; L’Ellisse; Movimento Consumatori sez. Roma; Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS - Sezione Provinciale di Roma.

(2) a cui adersicono: Assemblea Roma Cittadinanzattiva, Associazione abitanti tutela e valorizzazione centro storico, Associazione Culturale Settima Corte, Associazione Piazza Navona e dintorni, Associazione residenti Campo Marzio, Borderland, Cittadini per i Cittadini, Comitato Cinema America, Comitato cittadini Testaccio, Comitato per la bellezza , Comitato residenti e commercianti di via del Pellegrino, Comitato residenti via Veneto e strade limitrofe , Comitato salute ambiente Eur, Consulta vivibilità centro storico, Progetto Celio, Progetto Trastevere.

(3) a cui aderiscono: Associazione Ottavo Colle, Comitato Ballarin, Comitato Ardeatino-Laurentino Vivo, Comitato Forte Ardeatino, Associazione Amici di Nerva.

martedì 6 aprile 2010

Consigli di lettura: David Willetts, The Pinch: How the Baby Boomers Stole Their Children's Future, Atlantic Book, London. You can read a review here.

mercoledì 31 marzo 2010

337 voti ha preso Paolo Bellino detto "Rotafixa", presentatosi come indipendente nei Verdi. Da qui vorrei partire, anche per chiarire le idee a coloro che leggendo questo blog a volte si imbattono in considerazioni “politiche” e forse le ritengono off topic, ma fuori tema non sono.
Si può dire tutto di queste elezioni, del deficit strutturale della sinistra – le dichiarazioni ridicole dei leader che ancora difendono il loro operato – e anche dei Verdi. Luigi Nieri (Sec), ex assessore alla Regione Lazio: “teniamo” (mi pare che si tratti del 3%). Bersani: “Il Pd tiene e accorcia le distanze”. Ormai siamo all'avanspettacolo. Venendo ai Verdi, sono ormai quasi spariti. Oggi l’onda verde è cavalcata astutamente dalla pubblicità, tutti i paesi europei hanno schieramenti ecologisti, ci sono gruppi come Greenpeace (che non fa attività politica) che hanno un impatto mediatico notevole. In Italia invece una rappresentanza ecologista è scarsissima: si limita ai Verdi e ora all'aggiunta di una 'e' di 'ecologia' nello schieramento di "Sinistra ecologia e libertà". I Verdi scontano anche una mostruosa galleria di portavoce inanellata negli anni, con qualche eccezione sporadica, fino al volenteroso Bonelli che si è trovato a raccogliere i cocci. (E che ha fatto uno sciopero della fame di un mese, quindi non un tipo "chiacchiere e distintivo", a cui purtroppo la compagine dei Verdi ci ha abituato.) Tutto questo per dire che candidarsi da indipendente nei Verdi, come ha fatto Paolo, non può assolutamente considerarsi una mossa “furba” per aggiudicarsi un posto nel consiglio regionale.
Detto questo, è interessante notare come i ciclisti urbani si siano disinteressati alla possibilità di mandare uno di loro alla Regione, pur con tutti i limiti che questa presenza isolata avrebbe significato nel marasma delle fameliche lobby che si contendono il territorio e le sue risorse. Qualcuno da solo, a fronteggiare le dinamiche a cui deve sottostare chi sposa la rappresentatività. Alcuni ciclisti abitualmente non votano, altri votano altri partiti, altri ancora si sono mostrati ostili a quel particolare candidato, o forse hanno temuto una strumentalizzazione del velocipede per scopi elettorali. Secondo me, valeva la pena provarci.
Fatto sta che la comunità eterogenea dei ciclisti cittadini non riesce a fare molto a livello politico-istituzionale. Probabilmente per molti è fatica sprecata. L’ho pensato spesso anch’io, ma non sempre. Alla fine, prevale l’associazionismo che promuove biciclettate, ma l’effetto sulle istituzioni è nullo. Esistono la Critical Mass e le ciclofficine (di cui qui non vorrei parlare perché, secondo me, funzionano). Per il resto l’immagine che emerge della bici in città è quella di un oggetto ricreativo, e non di un mezzo di trasporto. L’immagine che domina orienta le scelte degli amministratori che, per tornaconto e per senso della giustizia, danno spazio alle tendenze dominanti. Ma se i primi a non credere a un uso intensivo della bici come mezzo di trasporto sono i ciclisti, c'è poco da fare. I ciclisti urbani non sanno trovare una forma credibile e condivisa di rappresentanza. Ci sono i ciclisti “sportivi” che in larga parte si disinteressano della ciclabilità urbana, ci sono i ciclisti sporadici (giretti in primavera-estate) e ci sono anche molti ciclisti assidui che si disinteressano totalmente di qualsiasi forma, non dico di azione politica, ma anche di partecipazione a qualsivoglia iniziativa collettiva, foss’anche la famosa biciclettata. Ci sono gli operai stranieri che a volte ho visto alle 4 di mattina dirigersi pedalando al cantiere. C'è un signore che tutte le mattine alle 6 esatte con il giubbetto catatifrangente passa sotto casa mia con una cadenza lenta e incessante.
Quindi prevale l’isolamento individuale, che poi è l’isolamento che dobbiamo affrontare ogni giorno quando usciamo in strada con la bici. Salvo sbracciarci a salutare come un vecchio amico il primo ciclista che incontriamo. Non c'è l'Aci a rappresentarci, anche se non vogliamo e ce ne stiamo a casa, come accade per gli automobilisti.
L’unica novità recente a Roma è stato il coordinamento “Di traffico si muore”, di cui Paolo fa parte, che con il semplice acquisto di un misuratore di velocità laser ha ottenuto una consistente visibilità mediatica. Vediamo auto sfrecciare in città, ma nessuno ha mai detto che vanno a 80-90-100 Km/h (su via dei Fori imperiali dove Eva è stata uccisa in uno scontro). La mancata osservanza delle regole del Codice della Strada è la principale causa di scontri, morti e feriti. Eppure, ormai le regole sensate sui limiti di velocità e tutto il resto sembrano passate di moda.
Dopo la morte di Eva e la nascita del coordinamento, il Comune di Roma, nella persona dell’assessore De Lillo, ha invitato i ciclisti urbani a diversi incontri. I ciclisti hanno presentato un decalogo che era alla base anche del programma del candidato Bellino. Che queste iniziative portino a qualcosa di concreto da parte del Comune di Roma è difficile dirlo. A proposito, si diceva che entro febbraio il Comune di Roma avrebbe approvato nuove regole per le bici nei condomini; qualcuno sa se ci sono novità?
È inutile far finta di niente: le istituzioni si muovono quando i problemi diventano visibili. A rendere visibili i problemi devono essere le categorie interessate. Altrimenti i problemi semplicemente non esistono. Della morte di Eva, dopo la quale è nata l’idea del coordinamento “Di traffico si muore”, non si sarebbe neanche parlato se qualcuno non lo avesse fatto presente.
Il disgregamento dei ciclisti urbani non può che favorire il disinteresse delle istituzioni. Nel nostro microcosmo romano continuerà a dominare il modello imposto nei tipici articoli primaverili sulla bici: andate nei parchi, gonfiare le ruote, necessità di idratarsi, attenti alla prostata. E le solite noiose litanie sui sette colli, i sampietrini, come fai col sudore al lavoro, ecc. Di ciclabilità neanche l’ombra. Continueremo a cliccare sui siti danesi e a sognare di andare giro in bici a Copenhagen, oltre a segnalare sterilmente la psciopatologia di tanti conducenti romani di mezzi a motore.

martedì 30 marzo 2010

da Luigi Bairo, Tutti in bici fino all'isola delle anguille,
Intervista al maestro di scuola Gianni Milano. Il libro integrale trovasi qui.

LB. Cosa ne pensavano i genitori dei tuoi allievi di questa inusuale forma
di insegnamento ?

GM: Capirono che in questo modo venivano sfruttate le energie e le
abitudini dei loro figli in strada, trasformando le loro scorribande in
apprendimento. E dopo non molto iniziarono a collaborare. Ci insegnarono
a realizzare sacche in tela per metterci dentro gli attrezzi del pronto
soccorso per le bici, vennero in aula a darci dimostrazione pratica di come
si aggiusta una gomma forata, non fecero mai mancare una due ruote ai
loro figli. Di questo li ringrazio.

lunedì 29 marzo 2010

Baugé: oro nero in pista

Grégory Baugé (Fra) ha vinto il suo secondo titolo mondiale consecutivo nello sprint, ai mondiali di ciclismo su pista. "In Guadalupa ci sono corridori molto validi e se crescessero sarebbe un beneficio per tutto il ciclismo francese".
Non nasconde i problemi avuti con il razzismo: "Sono fiero di battere i ciclisti di pelle bianca". Volete una prova della sua abilità? Guardate questo.

venerdì 26 marzo 2010

Oggi sui giornali 2

La Russa: "Mangerò un asino vivo se ci sorpassano". L'imbarazzo della scelta.

Berlusconi: "Nel Pdl si decide a maggioranza". La sua.


"Il Pd vuole la riforma elettorale per rispondere al presidenzialismo. Bersani pensa al "mattarellum", D'Alema al sistema tedesco". Paleontologia allo sbaraglio.


Il ministro Brambilla vuole presentare un ddl per lo sviluppo del golf. E il curling?

giovedì 25 marzo 2010

Votiamo Paolo Bellino "Rotafixa" alla Regione Lazio

www.movimentofisso.it
 

L'Agenzia Roma Servizi per la Mobilità

Le politiche della mobilità a Roma verranno decise nella nuova sede dell'Agenzia Roma Servizi per la Mobilità. I nuovi assetti degli spostamenti nella Capitale riguardano autobus, treni, metropolitane, car sharing, car pooling, speriamo anche biciclette, e non soltanto con la solita, abusata formula del bike sharing alla romana ma con qualcosa di nuovo (almeno per Roma).
La sede si trova in via Mosca, a circa 10 Km dal centro. Se è bene decentrare, va sottolineato che i circa 300 esperti di mobilità saranno costretti ad andare al lavoro in automobile. Ci sono alcuni autobus periferici che passano ogni 25 minuti e impiegano fra i 30 minuti e un'ora per giungere a via Mosca. Non è affatto una lezione di coerenza.

mercoledì 24 marzo 2010

Oggi sui giornali

Berlusconi: “Io collante della sinistra”. Magari.

Enrico Letta: “Se perderà non chiederemo le dimissioni”. Alta diplomazia.

Il leghista: “Un test d’italiano per chi vuole aprire un bar”. Un test d’italiano per chi si vuole candidare.

Bossi: primo comizio per il figlio. «È in lista perché ha lavorato”. Lavorare candida.

“Liguria: la sfida bis tra Burlando e Biasotti”. Partito unico.

martedì 23 marzo 2010

L'aiuto per lo sviluppo

«L'aiuto allo sviluppo ha contribuito a distruggere l'agricoltura di base e a smantellare i sistemi di protezione sociale, causando indirettamente morti e malati che si sarebbero potuti evitare».




En finir avec la dépendance à l’aide, PUBLICETIM N°34, 224 pages, 2009

Manca l'acqua: più morti che in guerra

«Muoiono più persone per l'acqua non potabile che per le guerre». Lo ha detto il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon, in occasione della Giornata mondiale dell'acqua (22 marzo).
«L'acqua è fonte di vita e rappresenta il nesso che lega tutti gli esseri viventi su questo pianeta».

lunedì 22 marzo 2010

Proprio come in Italia

La socialista, la verde e la comunista, ecco le donne che fanno tremare l'Eliseo. Sono riuscite a unire la gauche in poco più di 24 ore. La sinistra che vince in Francia ha il volto di tre donne.

giovedì 18 marzo 2010

Vogliamo l'acqua pubblica. 20 marzo tutti a Roma



Manifestazione nazionale a Roma. Sabato 20 marzo, ore 14 a Piazza della Repubblica. L'acqua è un bene comune, è bene che resti tale.
Partecipa anche tu in bicicletta, con borraccia riempita alla fontanella.

Lo strano caso del ponte sulla ciclabile

 Il ponte sulla ciclabile Ponte Milvio-Castel Giubileo stamattina

Che strano. Oggi, mentre percorrevo la ciclabile, ripensavo alla storia del ponte interrotto da circa un anno e mezzo sulla Ponte Milvio-Castel Giubileo. Nel 2008, una serie di piogge insistenti fecero gonfiare il torrente Crèmera che scorre sotto i due ponti, quello ferroviario e quello della ciclabile, che sorgono affiancati a poca distanza, una quindicina di metri. Il torrente viene intubato e in seguito a queste piogge, il ponte della ciclabile viene chiuso. Quello ferroviario resta aperto: i treni, che pesano centinaia di tonnellate, rallentano in prossimità del ponte. Ma passano. O il ponte era pericolante e i treni sono passati lo stesso, con grande rischio per i passeggeri, oppure questi lavori di rinforzo non erano di immediata necessità.

I lavori al ponte ferroviario sono comunque iniziati rapidamente. Il ponte è stato rinforzato con gran copia di ferro e cemento; ora i lavori al ponte ferroviario appaiono conclusi.

Come mai, se era pericoloso – e quindi è stato giustamente rinforzato – il ponte ferroviario non è stato chiuso, mentre quello ciclabile sì? Come mai, dopo un anno e mezzo, del ponte della ciclabile nessuno si occupa? È davvero così pericoloso o qualcuno ha esagerato con l'allarmismo?

mercoledì 17 marzo 2010

Marciapiedi illegali a Monte Mario

Qualche tempo fa mi è capitato di camminare per le strade del mio quartiere, Monte Mario. Per essere più preciso, sono andato da via Maria Montessori a via Trionfale, all'altezza del parco-parcheggio di Santa Maria della Pietà. Di sera. Alcune falle del sistema viario le conoscevo bene anche prima, ma la passeggiata, se  così vogliamo chiamarla, mi ha aperto gli occhi sullo stato disastroso di queste strade. Credo che solo in alcune zone dell'Africa sub-sahariana si trovino situazioni analoghe; a questi Paesi, dotati di un Pil ben più basso dell'Italia va tutta la nostra solidarietà. Da qualche mese stanno facendo i lavori. Da mesi si stanno effettuando dei lavori, ma alcune cose stanno addirittura peggiorando.
La prima domanda scaturisce spontanea: invece di spendere denaro pubblico nella realizzazione dell'ampliamento della via Trionfale, all'altezza della scuola Nazario Sauro fino all'entrata del Gemelli, non si potevano sistemare i marciapiedi e tutelare meglio il transito pedonale? L'allargamento della Trionfale in quel punto è inutile per due motivi:
1) Non serve a nulla, perché su via Trionfale viene paralizzato dall'imbuto costituito dal nuovo assetto del ponte sul Grande Raccordo Anulare;
2) L'opera presenta evidenti problemi, primo fra tutti, l'incredibile decisione di realizzare un marciapiedi dotato di una pericolosissima pendenza, come ho già segnalato in altre occasioni sul mio blog “rotazioni”. C'è di più: l'opera è illegale e dovrà essere smantellata. Il marciapiedi è illegale. Infatti, l'inclinazione massima ammessa da normativa per un marciapiede è dell'1%. Il riferimento legislativo è il DM 236/89 art.8.2.1 Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche.

Il marciapiedi della Curva di via Trionfale è illegale. Nessuno finora ha detto nulla. Sono soldi pubblici, spesi inutilmente.

Di fronte a cotanto capolavoro, sono evidenti le difficoltà che incontrerebbero una mamma con il passeggino o a una persona anziana; immaginiamo una persona su una sedia a rotelle che debba passare di qui!
L'impossibilità di percorrere questo marciapiedi è aggravata dal fatto che sul lato opposto non ci sono alternative migliori. Il marciapiedi è strettissimo e dissestato.
In realtà tutto il percorso da me fatto da via Montessori a via Trionfale impedisce ai pedoni di camminare normalmente, non solo di condurre veicoli a ruote. Si deve ripetutamente invadere la sede stradale, e non per piccoli tratti, con rischiose conseguenze.
Inoltre segnalo il pericolo costituito dai tombini disposti lungo la curva. Sono sollevati dal livello stradale e formano delle montagnette, che saranno scomode ma innocue per le automobili e il traffico pesante (seppure con rischio di sbandamenti), ma sono assolutamente pericolosi per le biciclette e le moto. Creano un pericoloso saliscendi, tipo montagne russe: e in una curva, vicino a un marciapiedi, tallonati dalle automobili, ciò costituisce un serio problema di sicurezza.
Ritorno ai problemi del percorso pedonale.
I marciapiedi sul lato destro della strada, procedendo verso Santa Maria della Pietà, sono pressoché inesistenti e la loro larghezza, ridottissima, coincide con lo spazio occupato dagli alberi: pertanto, incontrando l'albero, bisogna ogni volta passare sulla strada e risalire. Immaginiamo i pericoli e il disagio di una madre con un passeggino e magari la busta della spesa nel compiere questo percorso.
I marciapiedi dello svincolo “autostradale” della Galleria Giovanni XXIII sono strettissimi; ieri sera, le luci pubbliche erano anche spente. Lo sono da diversi giorni. In ogni caso, il percorso dei pedoni è affidato al fai-da-te: è molto pericoloso e non ci sono indicazioni di sorta. Nessuna indicazione, nessun attraversamento per i mezzi dotati di ruote. E velocità da gran premio dei mezzi a motore. Inutile sperare di trovare delle strisce pedonali, perché questo approccio “autostradale” alla costruzione di strade non tiene assolutamente conto dei pedoni e dei ciclisti, che rischiano costantemente la vita perché le auto vadano più veloci! Questi svincoli favoriscono infatti l'alta velocità dei veicoli a motore e anche la distrazione dell'automobilista il quale, agevolato nelle immissioni dal profilo della strada, imbocca la strada principale ad alta velocità e finisce per imporre la propria presenza a chi avrebbe diritto alla precedenza, con elevato rischio di incidenti. (Del resto, l'idea stessa di fluidificazione del traffico urbano tramite questi sistemi, è fallimentare, come hanno dimostrato autorevoli studi.)
Più avanti, i marciapiedi sono perennemente ingombri di automobili e furgoni. Gli agenti della Polizia Municipale di Roma (presenti costantemente nella zona dal lunedì al venerdì) non multano queste auto. Forse ora il nuovo assetto viario porterà a un giro di vite. Forse. Il parcheggio sul marciapiedi, i cassonetti dell'Ama e le numerose buche, creano un percorso molto accidentato, spesso impossibile per i pedoni.

Ma il gioiello della zona è il marciapiedi intermittente, che adesso è stato smantellato. Si sta costruendo un marciapiedi in mezzo a due corsie, sarà probabilmente un tratto di preferenziale. In questo modo, spariscono i posti auto. A me non interessa molto, ma a commercianti della zona dovrebbe interessare. Avranno davanti una specie di autostrada sulla quale sarà impossibile fermarsi. E il pedone che fa? S'arrangia. Sarà stato il frutto perverso di un compromesso tra de fazioni in lotta all'Assessorato Lavori Pubblici del Comune di Roma?
Un'ultima parola va detta per le auto in sosta, nell'amato barrio di via Trionfale (si chiama Sant'Onofrio, ma pochi se ne ricordano, a parte la toponomastica ufficiale): a ridosso di tutti gli incroci, quindi in curva e sugli attraversamenti pedonali (inesistenti in termini di tinteggiatura) vedo sempre auto in sosta. Come ho detto, gli agenti della Municipale sono presenti spesso in questa zona, ma non mi risulta che siano mai state elevate contravvenzioni a queste auto.
In anni recenti, si sono verificati diversi investimenti, con morti e feriti, per colpa di queste auto in divieto di sosta. Esse, infatti, occultano la visuale sia al pedone sia all'automobilista che sopraggiunge. Ma sembra che queste vittime non abbiano insegnato nulla a nessuno.

martedì 16 marzo 2010

Piste elettorali a Roma

Ricevo da Maria e pubblico volentieri:
«In alternativa alle piste ciclabili l'attuale amministrazione sta sperimentando con successe le "piste elettorali": si tratta di lunghi tratti transennati, in genere pedonali, adornati da manifesti formato facciata, per coprire il degrado dell'intonaco in zone particolarmente attaccate dall'umidità.
 
Lo stesso modello realizzato sul Lungotevere Flaminio, in prossimità di piazzale Belle Arti, non potrebbe essere realizzato ovunque?»


Devo aggiungere che di umidità ce n'è parecchia, nel Lazio e in questo Paese. E che le piste elettorali, come alcune ciclabili della Capitale, finiscono contro le transenne o un muro.

lunedì 15 marzo 2010

Bici e consumo critico

Tutto cominciò nel 2004. Da una parte c'era la Kryptonite, azienda statunitense produttrice di lucchetti per biciclette. Dall'altra un ciclista di San Francisco, Chris Brennan che, sul web, dimostrò con un video come fosse facile aprire con una penna Bic uno dei “blindatissimi” prodotti della società americana. Un articolo apparve anche sulla rivista Wired.
L'azienda inizialmente sottovalutò il video che sui diffuse in tutto il mondo. Fu poi costretta a sostituire gratuitamente 40 mila pezzi (cfr. Federico Ferrazza, “In Internet mi gioco l'azienda”, L'Espresso, 11 marzo 2010, p. 152).
Purtroppo, soprattutto in Italia, quasi tutte le aziende ancora trattano i consumatori da scemi. Spesso l'immagine della bicicletta viene strumentalizzata. Perché parlare di bici fa sempre una certa figura. In questo senso, sono parecchi i casi di pubblicità e prodotti ingannevoli. le operazioni di ripulitura aziendale non coinvolgono soltanto la bicicletta, ma anche le tecnologie fotovoltaiche, la riduzione dei consumi, ecc. Il risultato è che il web spesso smaschera queste imposture e la figura da scemi, alla fine, la fanno loro, le aziende, che alla fine cercano di porre rimedio, magari piantando qualche albero... Se non vuol essere scemo, il consumatore ha gli strumenti per comprendere dove c'è odore di bruciato. Se non vuole.
Sono molti i casi di greenwashing, in cui un'azienda, sfruttando la maggiore sensibilità degli utenti nei confronti del risparmio energetico, cerca di vendere aria verde, che in realtà è aria molto inquinata: il fatto di essere poco meno inquinante di prima non esclude il fatto che quell’aria sia ancora irrespirabile.

mercoledì 10 marzo 2010

Fabbrica di bici

Non so se avete mai visto come si costruisce una bici in fabbrica. Per me è stata una scoperta. Trovate il video qui. Credo che la Ccm, azienda canadese con una discreta storia alle spalle, non esista più. 

Ma non l'hanno ancora capito

«La scelta di Berlusconi è chiara: capire con sofisticati strumenti di indagine sociopolitica che cosa l’elettorato vorrebbe sentirsi dire e dirglielo. La scelta della sinistra dovrebbe essere radicalmente alternativa, visto che sul piano del marketing può solo perdere. La scelta dovrebbe essere la politica, nel senso più pieno e nobile del termine: offrire un orizzonte di valori e di proposte e indicare obiettivi attorno ai quali la gente possa riconoscersi e quindi possa contribuire attivamente a raggiungere. Uno straordinario leader politico riuscì a rompere il compatto monopolio del potere moderato e conservatore in un grande Paese europeo lanciando una parola d’ordine attorno alla quale costruì il consenso che lo fece vincere. La parola d’ordine fu: “Osare più democrazia”. La pronunciò Willy Brandt».

Fabio Barbieri [1947-2005], "La sinistra non sa osare", 3 marzo 2001.

Parola di Bernie Ecclestone

«Roma entrerà nel calendario del campionato mondiale di Formula 1 nel 2013. Avremo 20 gare e i team saranno soddisfatti». (Il Sole-24 ore, 10 marzo 2010)

«In molti modi, suppongo sia terribile da dire, al di là di ciò che ha fatto, Hitler era in grado di comandare molta gente e di fare le cose,  mentre la democrazia non ha fatto poi così bene a molti paesi, compresa la Gran Bretagna» (la Repubblica, 4 luglio 2009).

martedì 9 marzo 2010

Emergenza nucleare

Stanno giocando col fuoco alle nostre spalle. Ufficialmente, nessun candidato alla presidenza delle Regioni italiane ammette di essere favorevole al nucleare; intanto, il governo centrale ha già preparato i suoi piani. Entreranno in azione dopo le elezioni. Il primo sito della lista è Montalto di Castro: una parte della costruzione fu completata prima del referendum contro il nucleare, era il 1987, andai a votare: e vinse il no. A Montalto le linee elettriche sono già pronte, il sito è già proprietà dell'Enel. Ricordo che Francesco Rutelli si incatenò ai cancelli assieme ad altri. Bei tempi. Stamattina all'alba attivisti di Greenpeace sono saliti sul tetto della centrale, stendendo uno striscione.


''Il nucleare è una scelta sciagurata per l'Italia e una pericolosa perdita di tempo - sostiene Andrea Lepore, responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace - tornarvi significa perdere oltre dieci anni per ritrovarsi poi con centrali nucleari obsolete e pericolose, e sprecare l'opportunità di investire nelle vere soluzioni per l'indipendenza energetica italiana e per il clima: rinnovabili ed efficienza energetica''.
Il governo, con la legge 99/2009, ha escluso le regioni da qualsiasi scelta relativa alla localizzazione dei siti nucleari: 13 regioni hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale.
Infatti il governo vorrebbe cambiare anche la Costituzione.Mezza Italia ha votato per la gente che adesso è al governo.
A Montalto, alle ore 13, a largo della centrale, sull’ammiraglia di Greenpeace, Rainbow Warrior, è previsto un concerto degli “Artisti contro il nucleare”: Adriano Bono & Torpedo Sound Machine, 99 Posse, Leo Pari, Piotta e Punkreas.

La fatica

«L’avvento del boom economico favorisce la motorizzazione (su due e quattro ruote) relegando a ricordo la fatica e il sudore della pedalata. All’inizio degli anni Settanta, con la crisi petrolifera, si registra un breve sussulto domenicale con la riscoperta delle due ruote. Ma l’età eroica delle due ruote è terminata. La bicicletta diviene esclusivamente un mezzo per trascorrere il tempo libero [...]».

Stefano Pivato, “Inno alla gioia. Elogio della fatica”, prefazione a In bicicletta. Memorie sull’Italia a due ruote, a cura di Stefano Pivato, Loretta Veri e Natalia Cangi, Il Mulino, Bologna, 2009.

venerdì 5 marzo 2010

La grande truffa delle energie sporche: finiranno presto

«Restano 60 anni di petrolio e 62 di gas, mentre per il carbone si sale a 216, ma, come ho detto, non potrà mai essere pulito. E sorprendente è che anche per l’uranio non si vada oltre 60 anni: se molte nazioni vogliono spendere miliardi per nuovi impianti nucleari, si indebiteranno senza speranza. Questi sono i conti e questa è l’economia!».

Woodrow Clark,(premio Nobel) su La Stampa, 2/3/10, p. 25.

Stile

«Basta mettere la testa nei nostri guardaroba, nei nostri frigoriferi, nei nostri garage, nelle nostre pattumiere. Se facessimo attenzione al nostro stile di vita, ci renderemmo conto di vivere addirittura nell’opulenza e nello spreco».
                     Francesco Gesualdi, Sobrietà, Feltrinelli, Milano, 2005

mercoledì 3 marzo 2010

Scenari

Tra 50 anni sarà finito il petrolio, tra 60 il gas. Cominciamo a preparare le nuove città ai nostri figli e nipoti. Un suv in un'aiuola nel parco: il monumento all'Inutile Cretino.

martedì 2 marzo 2010

Quando ci ricapita?

Seguiranno altri materiali sulla candidatura di Paolo Bellino "Rotafixa", come indipendente dei Verdi, alle elezioni regionali nel Lazio.

lunedì 1 marzo 2010

Qui ci ammazzano tutti

Venerdì stavo alla Critical Mass a Roma e ho avuto l'impressione di un ulteriore imbarbarimento del traffico automobilistico. Un Suv che schizza sulla corsia opposta a velocità folle e via dicendo. Piazza Venezia sembra Gotham City invasa da orde di auto impazzite. Stamattina ho sentito Riccardo "Fatgrav" di Colleferro. Ha avuto un grave incidente ma sta bene. Sabato sulla Casilina, verso le 18.30, con il casco e le luci accese, pedalava in salita. Un'auto guidata da un cretino doveva imboccare una traversa alla destra di Riccardo. Sparata, senza curarsi minimamente del ciclista, l'auto svolta e invade la corsia. Forse pensava di farcela a passare, e poi che si fottano questi ciclisti del cazzo. Riccardo capisce, si alza sui pedali. L'urto è fortissimo, ma viene colpita solo la bici. Un testimone racconta di un volo in aria di 3-4 metri. Riccardo viene portato in ospedale. Il tipo aveva avuto pure da ridire, questo stronzo. Naso rotto, gambe gonfie, molti lividi. Adesso sta a casa, più sotto shock che ferito. Prova quello che abbiamo provato tutti quando un'auto ci è venuta addosso, e abbiamo potuto raccontarlo. Stai bene, fratello. Un abbraccio.