Una lezione di controinformazione. Nell'immane tragedia giapponese, la gestione delle notizie riguardanti le esplosioni nelle centrali nucleari, e più in generale dal rischio di catastrofe atomica, ha molto da insegnare a tutti. Dal sito del forum nucleare italiano alle dichiarazioni deliranti di alcune fonti ufficiali nipponiche, già messe in dubbio da più parti, è un susseguirsi di fandonie (tipo la radioattività è scesa, tutto a posto, piccoli problemi, ecc.). Sarebbe da riderci su, se non fosse in atto un dramma di proporzioni smisurate. E comunque anche in questi casi, qualche becchino finisce per tirare acqua al proprio mulino. Lo stesso successe quando ci fu la catastrofe di Chernobyl. In tv, le previsioni del tempo mostrarono per una settimana la stessa immagine, ci si produsse un deliranti elenchi di precauzioni, tipo lavate bene l'insalata, ecc. Facce da cazzo tranquillizzarono la popolazione, in nome di un bieco principio: ormai la frittata è fatta, è inutile far agitare le persone.
La verità è che l'energia atomica è pericolosissima, le centrali nucleari forniscono soltanto il 16% del fabbisogno energetico mondiale. In cambio, questa scelta ti obbliga a star seduto su una bomba atomica. L'Italia, essendo interamente zona sismica, è particolarmente inadatta a ospitare centrali nucleari, perché i rischi si innalzano ulteriormente . Più abiti vicino a una centrale nucleare, più malformazioni e malattie trovi tra uomini e animali. L'uranio impoverito, che non fa male, come hanno ripetuto all'infinito i militari di fronte alle decine di morti e malattie, il poligono maledetto di Quirra, i fiumi avvelenati, la pesante eredità di Chernobyl in tutta Europa, le scorie radioattive disperse da decenni nel Garigliano, ecc. E anche tutto quello che non ci hanno mai detto.
Questa è la verità, il resto è bieca propaganda di persone interessate a fare soldi sulla nostra pelle.
lunedì 14 marzo 2011
domenica 13 marzo 2011
Carmelo Rizza, ciclista siciliano, ha bisogno d'aiuto
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venerdì 11 marzo 2011
Roma è il simbolo del declino
Da leggere oggi su Internazionale, a p. 29, l'articolo del giornale spagnolo La Vanguardia, firmato da Eusebio Val.
"Forse è questo il problema principale dell'Italia: una rassegnazione malsana che impedisce di andare oltre le lamentele".
"Nella capitale italiana il caos e l'inefficienza sono la norma. E riflettono l'immagine di un paese rassegnato alla mediocrità".
"Quando gli italiani pronunciano quella frase significa che qualcosa non va: "Siamo in Italia".
"Forse è questo il problema principale dell'Italia: una rassegnazione malsana che impedisce di andare oltre le lamentele".
Giappone: emergenza centrale nucleare
(ANSA) - ROMA, 11 MAR - Il governo giapponese ha dichiarato lo stato di emergenza per la centrale nucleare di Onagawa nella prefettura di Miyagi, in seguito al violento terremoto. Lo riferisce la Bbc. Il governo fa sapere che il processo di raffreddamento di uno dei reattori non sta procedendo come previsto. Intanto una nave con a bordo 100 persone e' stata travolta dallo tsunami.
COMITATO VOTA SI' PER FERMARE IL NUCLEARE
Presentazione della campagna referendaria “VOTA SI’ per fermare il nucleare”
COSTOSO, INSICURO, PERICOLOSO PER SALUTE E AMBIENTE
Obiettivo 25 milioni. Il Comitato nazionale VOTA SI’ per fermare il nucleare lancia la sua sfida referendaria per portare al voto almeno 25 milioni di cittadini e far prevalere il sì. Nonostante una massiccia campagna di disinformazione, il nucleare resta costoso, continua ad essere insicuro e a mettere a rischio la salute e l’ambiente, senza liberare l’Italia dalla dipendenza energetica (l’ uranio si deve importare).
Le stime più recenti fatte negli USA dimostrano che al 2020 il costo del kilowattora nucleare da nuovi impianti sarà del 75% maggiore di quello del gas e del 27% dell’ eolico. Non ci sono certezze dal punto di vista sicurezza, anche i nuovi reattori non sono stati progettati con criteri di sicurezza intrinseca, cioè in caso di incidente non sono in grado di autoregolarsi. I lavoratori delle centrali e i cittadini che vi abitano intorno sono sempre a contatto diretto con la radioattività, un’ indagine fatta in Germania sulle 17 centrali, ha mostrato una dipendenza dell’insorgenza di patologie infantili (bambini da 0 a 5 anni) dalla vicinanza alla centrale e: addirittura, nel raggio di 5 km dalla centrale è stato rilevato un incremento rispetto alla media di 1,6 volte dei tumori embriogenetici (del feto nel ventre materno) e di 2,2 volte delle leucemie infantili rispetto ai casi attesi. Resta ancora irrisolta la questione delle scorie ed anche per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di CO2 è stato valutato che anche raddoppiando l’ attuale potenza nucleare installata, la CO 2 si ridurrebbe solo del 5%.
Alla presentazione della campagna referendaria, cui parteciperanno rappresentanti del Comitato Nazionale e dei Comitati locali ed esperti scientifici come Gianni Mattioli e Massimo Scalia, verrà anche presentati gli argomenti della campagna referendaria..
La campagna referendaria sarà presentata sabato 12 marzo alle ore 10 presso la Facoltà di Ingegneria a San Pietro in Vincoli (Aula del Chiostro, Via Eudossiana 18)
giovedì 10 marzo 2011
Caricabatterie da bici
Grande successo in Gran Bretagna del caricabatterie Nokia per cellulare da bicicletta. Ovvio, è pieno di ciclisti che vanno al lavoro pedalando.
Il caricabatterie è in vendita a 25 sterline, circa 30 euro.
Si ricorre alla cara, vecchia dinamo, quella che in salita fa un po' imprecare. Bisogna tenere una velocità fra i 6.4 e 49.8 Km/h per fornire l'energia elettrica necessaria alla ricarica. Una pedalata di 10 minuti carica il telefono per 28 minuti di chiamata o 37 ore in standby.
A Melbourne ciclisti nudi per protesta
mercoledì 9 marzo 2011
Avanti tutta con la decadenza!
In Italia continua ad aumentare il consumo di farmaci antidepressivi, una tendenza in atto da alcuni anni. È una crescita che interessa tutte le regioni. L'uso di questi farmaci, anche per le forme depressive più lievi di ansia e attacchi di panico, è spesso appannaggio dei medici di medicina generale.
La bicicletta migliora l'umore e la forma fisica. L'automobile le peggiora. Il costo della benzina procura depressione, curata con i farmaci. Altri costi, altra depressione. E la primavera è alle porte.
La bicicletta migliora l'umore e la forma fisica. L'automobile le peggiora. Il costo della benzina procura depressione, curata con i farmaci. Altri costi, altra depressione. E la primavera è alle porte.
martedì 8 marzo 2011
Una precipitosa decadenza "nazionale"
È stato presentato stamattina a Roma, presso l'Università cattolica del Sacro Cuore, il rapporto Osservasalute 2010. Il ritratto che ne esce degli italiani riflette l'attuale situazione: una precipitosa decadenza. Il Rapporto Osservasalute 2010 prende in esame lo stato di salute della popolazione e la qualità dell'assistenza sanitaria nelle regioni italiane.
Siamo sempre più grassi, vecchi e pigri. In Italia ci sono sempre meno giovani, anche perché molti emigrano e pagano le tasse altrove (gli altri sono quasi tutti disoccupati). Ma sono anche gli altri due aspetti, pigrizia e peso corporeo, strettamente correlati, a porre seri problemi sociali ed economici sul lungo termine.
Diminuiscono i giovani, e quindi cresce la quantità di popolazione anziana (65-74 anni) e molto anziana (75 anni e oltre). Nel complesso, la popolazione in età 65-74 anni rappresenta il 10,3% del totale, e quella oltre i 75 anni il 9,8%.
Anziani sempre più pigri e sovrappeso, sempre meno autonomi. Dipendenti dall'automobile e quindi dalle tariffe stabilite dall'Unione Petrolifera, se si avranno i soldi per mantenere il mezzo a motore.
Questo futuro è già qui tra noi, osservatelo.
Cresce, infatti, anche il divario economico tra le classi sociali. Pochi ricchissimi, moltissimi poveri e anche parecchi poverissimi.
Sono in aumento gli anziani che vivono soli (+0,7% rispetto al 2007).
Siamo sempre più grassi, vecchi e pigri. In Italia ci sono sempre meno giovani, anche perché molti emigrano e pagano le tasse altrove (gli altri sono quasi tutti disoccupati). Ma sono anche gli altri due aspetti, pigrizia e peso corporeo, strettamente correlati, a porre seri problemi sociali ed economici sul lungo termine.
Diminuiscono i giovani, e quindi cresce la quantità di popolazione anziana (65-74 anni) e molto anziana (75 anni e oltre). Nel complesso, la popolazione in età 65-74 anni rappresenta il 10,3% del totale, e quella oltre i 75 anni il 9,8%.
In futuro si assisterà a un ulteriore crescita della popolazione anziana dovuto a un aumento degli individui che attualmente si trovano nelle classi di età centrali, oggi le più numerose.
Anziani sempre più pigri e sovrappeso, sempre meno autonomi. Dipendenti dall'automobile e quindi dalle tariffe stabilite dall'Unione Petrolifera, se si avranno i soldi per mantenere il mezzo a motore.
Si sta delineando un futuro di giovani e anziani ricchi, abbastanza su di giri, con la plastica facciale, scatenati alla guida di suv ultrasicuri contro anziani poveri, costretti a camminare per strada con il carrello della spesa come guerriglieri in ritirata braccati da robot sterminatori.
Questo futuro è già qui tra noi, osservatelo.
Cresce, infatti, anche il divario economico tra le classi sociali. Pochi ricchissimi, moltissimi poveri e anche parecchi poverissimi.
Con le attuali, ottuse, leggi sull'immigrazione e le inesistenti politiche legate al lavoro c'è da pensare che la situazione peggiorerà.
Dr. (compulsive) Strangelove
"Per il Presidente del Consiglio solo il nucleare può competere e sostituire il petrolio e il gas? Ecco chiarito il perché del duro attacco alle fonti rinnovabili sferrato con il decreto Romani".
Così Legambiente commenta le parole di Silvio Berlusconi sull'opportunità di investire sull'atomo come alternativa alle fonti energetiche fossili.
Così Legambiente commenta le parole di Silvio Berlusconi sull'opportunità di investire sull'atomo come alternativa alle fonti energetiche fossili.
lunedì 7 marzo 2011
È il momento di cambiare abitudini
La Esso ha innalzato a 1,56 al litro il prezzo della benzina, che in alcune zone del Paese arriva a superare la soglia di 1,6 euro a causa delle addizionali regionali (accise). Le Regioni guadagnano tanto dalla vendita dei carburanti. Per fare un esempio a caso, in Umbria per ogni litro di benzina la Regione incassa 0,1291 euro. Niente male. Non vi viene in mente niente, quando si parla di crisi del trasporto pubblico regionale? Che se prendi l'auto o lo scooterone ci guadagna anche... Riflettete serenamente per qualche istante. E magari nel frattempo cominciate a pensare a una bella bicicletta che vi sottragga a queste logiche perverse.
sabato 5 marzo 2011
Freno cantilever
Ecco la copia del brevetto del freno cantilever. Era il 1939, ancora è insostituibile nel ciclocross.
venerdì 4 marzo 2011
Chrissie Wellington
«Durante la corsa Wellington ha fatto ricorso a una serie di trucchi mentali per darsi la forza di arrivare al traguardo. Ha continuato a canticchiare tra sé il testo della canzone del Re Leone, Circle of life, di A moment like this di Leona Lewis e di We are the Champions dei Queen. "È piuttiosto imbarazzante: è una dimostrazione della mia totale mancanza di gusto in fatto di musica, dice l'atleta»
«"Una volta ho avuto un attacco di diarrea e me la sono lasciata sgocciolare giù per la gamba. Ma non sono mai stata tipo da vergognarmi di cose del genere". Una volta sul suo blog si è scusata cordialmente con i ciclisti che erano dietro per le "sei pisciate" che ha fatto durante la corsa. "Se lo fai quando sei in discesa", dice, "rischi di farti dei nemici».
Su Internazionale, 4 marzo 2011, p. 70. Articolo dedicato alla triatleta britannica Chrissie Wellington, tre volte campione del mondo di Ironman 2007, 2008 e 2009. L'ironman prevede 3,8 Km di nuoto, 180 Km di bici e una maratona completa.
«"Una volta ho avuto un attacco di diarrea e me la sono lasciata sgocciolare giù per la gamba. Ma non sono mai stata tipo da vergognarmi di cose del genere". Una volta sul suo blog si è scusata cordialmente con i ciclisti che erano dietro per le "sei pisciate" che ha fatto durante la corsa. "Se lo fai quando sei in discesa", dice, "rischi di farti dei nemici».
Su Internazionale, 4 marzo 2011, p. 70. Articolo dedicato alla triatleta britannica Chrissie Wellington, tre volte campione del mondo di Ironman 2007, 2008 e 2009. L'ironman prevede 3,8 Km di nuoto, 180 Km di bici e una maratona completa.
Sabrina come non l'avete mai vista
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| La location delle foto sulla ciclabile |
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| Il mozzo posteriore di Sabrina è di una mountain bike e la ruota ha 36 raggi |
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| Il movimento centrale per le chiavelle è stato eliminato a favore del perno quadro. Guarnitura da mtb a 44 denti, old style, made in Japan, ci tengo a dirlo |
Orto e pannelli fotovoltaici
Giunge il momento di piantare le sementi che ho raccolto a partire dall'estate scorsa. Seccate e chiuse nei barattoli della marmellata. Anche questo è riciclaggio. Uva, melone, cocomero, zucchina, melanzana, basilico, arancia, limone, mais, pesca, albicocca, castagna, ravanello, aglio, ecc. fino a tentativi improbabili di far crescere le arachidi, magari pure salate. Le pianto nei contenitori delle uova e in tutto quello che mi capita a tiro. Dentro casa, con poca acqua. Poi le piantine cresciute, quando fa più caldo, si mettono all'aperto nella terra, nel mio caso nei vasi sul terrazzo. La terra pure è autoprodotta con le bucce e altro, il famoso compost. Anche lo scoglionamento per queste condizioni atmosferiche su Roma è autoprodotto. Approfitto per mandare una grossa pernacchia alla Monsanto e a tutti i fan degli ogm. Anzi, andate anche affanculo. Come per l'acqua pubblica, si vogliono privatizzare, oltre che brevettare, le sementi.Un'assurdità a cui il ciclista urbano risponde come sa. Quando fai il compost succedono cose strane: butti nel calderone tre etti di castagne andate a male, passa un anno e ti spuntano all'improvviso due piantine, due piccoli castagni.
Un altro progettino di questi giorni è il pannello fotovoltaico.
Ci vogliono tre cose: il pannello (40 euro), la batteria, che il pannello ricarica (20, mi pare) e il limitatore di carica (15, se non mi ricordo male). Il limitatore è importante: da esso esce anche la corrente che alimenta una lampadina. Ci vorrebbe anche l'inseguitore solare, ma costa un botto: è un motore che fa seguire al pannello il corso del sole e migliora di molto la sua efficienza. Scervellamenti per capire come fare con poca spesa a fare un inseguitore solare, che io chiamerei girasole. L'inclinazione del pannello dev'essere pari alla latitudine del posto in cui ci si trova.
Un altro progettino di questi giorni è il pannello fotovoltaico.
Ci vogliono tre cose: il pannello (40 euro), la batteria, che il pannello ricarica (20, mi pare) e il limitatore di carica (15, se non mi ricordo male). Il limitatore è importante: da esso esce anche la corrente che alimenta una lampadina. Ci vorrebbe anche l'inseguitore solare, ma costa un botto: è un motore che fa seguire al pannello il corso del sole e migliora di molto la sua efficienza. Scervellamenti per capire come fare con poca spesa a fare un inseguitore solare, che io chiamerei girasole. L'inclinazione del pannello dev'essere pari alla latitudine del posto in cui ci si trova.
Derivati del petrolio
Fonte: La Repubblica
Ong denuncia: 25mila mercenari pagati con le rendite petrolifere. Dalla lega libica per i diritti umani arriva la denuncia che i mercenari che combattono per il colonnello contro la rivolta popolare in Libia sono circa 25mila e vengono pagati tra i 300 e i 2mila dollari con gli introiti della rendita petrolifera
Ong denuncia: 25mila mercenari pagati con le rendite petrolifere. Dalla lega libica per i diritti umani arriva la denuncia che i mercenari che combattono per il colonnello contro la rivolta popolare in Libia sono circa 25mila e vengono pagati tra i 300 e i 2mila dollari con gli introiti della rendita petrolifera
giovedì 3 marzo 2011
Lo smog e l'inazione uccidono
Comunicato stampa dei Verdi:
Bonelli (Verdi): “Ennesimo studio dimostra che smog uccide. Comune applichi piano regionale per aria”
“1278 morti a Roma per smog, cifra resa nota questa mattina da uno studio europeo Aphekom dell’Ue, sono un’ecatombe che la politica non può chiamare disgrazia e nemmeno tributo di vite umane del progresso, questi sono omicidi di stato, di uno stato colpevole per non aver fatto nulla in materia di trasporto pubblico e d’inquinamento urbano. – afferma il Presidente nazionale e Capogruppo in Regione Lazio, Angelo Bonelli - Nel Lazio sono stati tagliati 200 milioni sul trasporto pubblico e in Italia 1,4 miliardi. Siamo semplicemente indignati di come la politica e anche l’informazione pubblica radiotelevisiva occulti questi dati ai cittadini. Parlano di “bunga bunga” mentre a Roma, come del resto d’Italia muoiono 1287 persone ogni anno per smog. Si tratta di veri e propri omicidi di stato su cui chiediamo alla procura di aprire un’inchiesta per omicidio colposo. Nel frattempo il Comune di Roma, Atac in testa si sta accingendo a tagliare del 20% il trasporto pubblico nella città, mentre infrastrutture importanti come la Roma Lido versa in condizioni che chiamare precarie è un eufemismo. Ci chiediamo quanti di questi studi dovranno arrivare sulla scrivania di Alemanno prima che il Comune si decida almeno ad applicare il Piano di risanamento della qualità dell’aria regionale che giace inapplicato da oltre un anno e mezzo”.
mercoledì 2 marzo 2011
Puncture Kit, biker drummer
Un invito a dare un'occhiata al sito di Puncture Kit, singolare batterista ciclista assolutamente autonomo negli spostamenti.
Un video qua.
Un video qua.
I teologi, gli scienziati e gli artigiani sono continuamente impegnati nel tentativo di risolvere enigmi, mentre ogni gioco, sport e passatempo è costruito su problemi di piccola o grande difficoltà.La domanda che spontaneamente un bambino rivolge al genitore, un ciclista a un altro durante una pausa, un giocatore di cricket durante il pranzo, o un navigante che osserva pigramente l'orizzonte, è di frequente un problema di considerevole difficoltà. In breve, noi tutti proponiamo ad altri enigmi in ogni giorno della nostra vita, e non sempre ne siamo coscienti.
Henry E. Dudeney, The Canterbury Puzzles And Other Curious Problems [1907], tr. it.: Gli enigmi di Canterbury, 2008, RBA Italia, p. 12.
Henry E. Dudeney, The Canterbury Puzzles And Other Curious Problems [1907], tr. it.: Gli enigmi di Canterbury, 2008, RBA Italia, p. 12.
La buona notizia
Un altro autosalone ha chiuso nella mia zona: il secondo in un anno, dopo il negozio di suv che ha abbassato le saracinesche su via Trionfale.
martedì 1 marzo 2011
Giovedì 3 marzo, il Comitato "Vota Sì per fermare il nucleare" e il Comitato Referendario "2 Sì per l'Acqua Bene Comune" organizzano un presidio davanti a Montecitorio per chiedere che la tornata referendaria sia accorpata a quella delle elezioni amministrative che con ogni probabilità si terranno entro maggio. Di fronte a Montecitorio, si terrà una conferenza stampa in cui verranno forniti i costi di tre diversi appuntamenti elettorali.
lunedì 28 febbraio 2011
Auricolari in bici
«Oltre un secolo fa, i primi ciclisti esaltavano la bicicletta nei confronti dell'automobile per l'assenza di rumore. Tra l fine del Novecento e l'inizio del Terzo Millennio l'introduzione di uno strumento come l'auricolare, utilizzato per comunicare con i direttori sportivi durante le gare, rende insensibile l'orecchio dell'atleta al paesaggio sonoro che lo circonda. Così, per esempio, Gianni Mura,, uno dei più noti giornalisti sportivi, riferendosi ai ciclisti del Tour scrive: "Forse li ispirerebbe solo una giornata tiepida e senza vento, con gli usignoli che cantano, ma tanto loro non li sentono, sentono solo l'auricolare"».
Stefano Pivato, Il secolo del rumore. Il paesaggio sonoro nel Novecento, Il Mulino, Bologna, 2011, p. 143.
Stefano Pivato, Il secolo del rumore. Il paesaggio sonoro nel Novecento, Il Mulino, Bologna, 2011, p. 143.
Bici elettrica da record
La PG-Bikes di Ratisbona, il cui sito verrà rilanciato in pompa magna il 1° marzo, sta per mettere in commercio una bicicletta elettrica da record, la Blacktrail.
Il prezzo è sicuramente il primo record: 59.900 euro. Anche la velocità, oltre i 100 Km/h, è da guiness per una bici di serie. Costruita in titanio, magnesio, fibra di carbonio e leghe d'alluminio. Pesa 19.8 Kg.
È consigliabile acquistare un piccolo rimorchio per trasportare i 37 lucchetti necessari a limitare il rischio di furti.
Il prezzo è sicuramente il primo record: 59.900 euro. Anche la velocità, oltre i 100 Km/h, è da guiness per una bici di serie. Costruita in titanio, magnesio, fibra di carbonio e leghe d'alluminio. Pesa 19.8 Kg.
È consigliabile acquistare un piccolo rimorchio per trasportare i 37 lucchetti necessari a limitare il rischio di furti.
Padova, prima città del Veneto con piano clima
Emissioni ridotte del 4% da qui al 2020.
Efficienza energetica, pianificazione urbanistica, mobilità. Agendo su questi settori, a Padova, entro il 2020, si conta di ridurre le emissioni di circa il 4%, per un totale di 70.335 tonnellate di CO2, grazie allo sviluppo delle energie rinnovabili, una riduzione del 7%, pari a 135.000 tonnellate di CO2, mediante l'incremento delle aree verdi e interventi negli edifici, una riduzione del 3,7% (70.824 tonnellate di CO2, dall'efficientamento delle reti e dei servizi, una riduzione del 3%, pari a 58.836 tonnellate di CO2, grazie alle politiche per la mobilità e una riduzione di oltre il 2%, corrispondente a 46.417 tonnellate di CO2, grazie ad interventi nel sistema imprenditoriale.
Secondo voi per combattere l'inquinamento, ci vogliono misure episodiche, rapsodiche, altalenanti o un dolce far nulla oppure misure strutturali durature, valide per tutti i cittadini, anche quelli in suv, auto blu, ecc.?
Efficienza energetica, pianificazione urbanistica, mobilità. Agendo su questi settori, a Padova, entro il 2020, si conta di ridurre le emissioni di circa il 4%, per un totale di 70.335 tonnellate di CO2, grazie allo sviluppo delle energie rinnovabili, una riduzione del 7%, pari a 135.000 tonnellate di CO2, mediante l'incremento delle aree verdi e interventi negli edifici, una riduzione del 3,7% (70.824 tonnellate di CO2, dall'efficientamento delle reti e dei servizi, una riduzione del 3%, pari a 58.836 tonnellate di CO2, grazie alle politiche per la mobilità e una riduzione di oltre il 2%, corrispondente a 46.417 tonnellate di CO2, grazie ad interventi nel sistema imprenditoriale.
Asta di bici a Milano, ciclofficina Stecca
La ciclofficina Stecca è aperta mercoledì dalle 16 alle 20 e sabato dalle 11 alle 20.
http://www.piubici.org
Associazione +bc, ciclofficina in vicolo de Castillia a Milano
sede legale in via Pastrengo 7, 20159 Milano, telefono 0245498444
http://www.piubici.org
Associazione +bc, ciclofficina in vicolo de Castillia a Milano
sede legale in via Pastrengo 7, 20159 Milano, telefono 0245498444
Il Tar conferma il divieto di commercializzare sacchetti di plastica
Comunicato stampa di Legambiente:
“E’ una grande soddisfazione. La conferma del Tar del divieto di commercializzazione dei sacchetti in plastica, difende le ragioni dell’ambiente e di chi, come Legambiente, si è battuto per difendere una legge innovativa che pone l’Italia all’avanguardia rispetto al grave problema dell’inquinamento causato dalla plastica dispersa”.
Così Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, commenta la decisione del Tar del Lazio di respingere la richiesta con cui l’Unionplast e quattro aziende produttrici sollecitavano la sospensione del provvedimento introdotto dalla Legge Finaziaria 2007 che mette al bando gli shopper in plastica tradizionale a partire dal primo gennaio scorso. Legambiente, infatti, era intervenuta ‘ad opponendum’ contro il ricorso dei produttori di plastica, sostenendo le ragioni del Ministero dell’Ambiente.
“Aver introdotto questo divieto – aggiunge Ciafani - ci colloca, in Europa e nel mondo, tra i Paesi più virtuosi proprio perché si tratta di una norma dalla grande valenza ambientale, soprattutto per un paese come l’Italia, dove si consuma addirittura il 25% dei sacchetti commercializzati nei 27 Stati membri e che si affaccia sul Mediterraneo, uno dei mari più colpiti dall’inquinamento da plastica come testimoniano i tanti rapporti dell’Unep su questo problema”.
venerdì 25 febbraio 2011
A respirare un po' di aria buona
Fonte: La Repubblica
Chernobyl, la prima visita guidata
Il ministro Viktor Baloga lo aveva detto lo scorso autunno. E ha mantenuto la sua personale promessa seppure con un mese di ritardo, febbraio (la fine) anziché gennaio. Ecco le immagini della prima visita guidata, ufficiale, sotto l'egida del governo ucraino, alla centrale di Chernobyl, il cui reattore 4 collassò nella primavera del 1986, provocando del più tragico disastro nucleare civile della storia. Alla vista sono ammessi solo maggiorenni, e sono escluse le donne in gravidanza. Il tour, come si vede dalle immagini di rovine e interni di abitazioni, comprende anche un'escursione alla vicina città abbandonata di Pripyat. Come si vede dalle immagini, i visitatori sono dotati di caschi, mascherine e rilevazione di radiazioni. Lo spegnimento definitivo dell'ultimo reattore, il 3, sarà completato nel 2015. Ma i pessimisti sostengono che il risanamento ambientale dell'area richieda ancora decenniL'ostello di Roma
Comunicato stampa dell'Associazione Ex Lavanderia:
Ore contate per l'Ostello al Foro Italico?
Un'opportunità c'è, al Santa Maria della Pietà.
Da alcuni anni, l'Ostello del Foro Italico di Roma, l'unico vero e proprio ostello della città, è a rischio di chiusura.
L'Ente proprietario dello stabile, il Coni, ne rivendica la restituzione. In questi giorni sembra arrivare la stretta finale.
Sempre da anni l'AiG (l'Associazione italiana Alberghi della Gioventù), rivendica un intervento degli enti pubblici per salvare l'Ostello del Foro Italico ma anche per ampliare l'offerta di posti letto per il turismo a basso costo.
L'Associazione Ex Lavanderia ricorda che applicando almeno in parte il Protocollo di Intesa sul S.Maria della Pietà firmato nel 2007 si potrebbe costringere la ASL RME a rispettare i patti ed a liberare i 5 padiglioni destinati ad ostello.
Inoltre, Il Padiglione 28, attualmente occupato abusivamente da società private anch'esso ristrutturato nel 2000 e attrezzato per servizio mensa potrebbe essere recuperato alla sua funzione pubblica e valorizzare la struttura ricettiva.
Nel 2000, 5 padiglioni del S.Maria della Pietà furono ristrutturati per ricevere i pellegrini del Giubileo. Solo 2 anni dopo, violando la Legge che regolava i finanziamenti, la ASL RME cambiava la destinazione ricettiva di quelle strutture che erano pronte per diventare un Ostello della Gioventù con 400 posti e piena accessibilità per i disabili.
L'operazione della ASL RME (che faceva riferimento alla Giunta Regionale di Storace) trovò il silenzio del Comune di Roma (Veltroni). Poche voci tra cui quella dell'Associazione Ex Lavanderia si alzarono contro questo spreco di risorse pubbliche.
L'AiG, allora (articolo sul Corriere del 7agosto 2004) propose di prendere in gestione i 5 padiglioni impegnandosi a versare, oltre all'affitto di mercato, il 5% delle entrate. Purtroppo questa proposta non fu neanche presa in considerazione.
Il Protocollo di Intesa del 2007, destinava 4 dei 5 padiglioni in questione alla realizzazione della Casa dello Studente insieme ad altri 8 padiglioni destinati ad attività didattiche della Sapienza. L'ipotesi del polo universitario è naufragata definitivamente nel maggio 2010. Il motivo della rinuncia della Sapienza è il fatto che la ASL RME non ha mai liberato i padiglioni destinati ad essa come promesso nel Protocollo di Intesa. Anche i padiglioni destinati a casa dello studente dovevano essere resi disponibili entro la fine del 2007 cosa che la ASL non ha mai fatto.
Oggi, ci troviamo di fronte ad uno scandalo. Roma che è già l'ultima in Europa per l'accoglienza del turismo giovanile ed a basso costo, rischia di perdere l'ultimo ostello.
recuperare a questa funzione i 5 padiglioni ristrutturati e la mensa sarebbe una possibile soluzione.
Regolarizzando, infine, come più volte promesso, le attività culturali del Padiglione 31 e quelle della Coop. integrata Passpartout al Padiglione 41 si recupererebbe, seppure in minima parte, quella funzione sociale e culturale dell'Ex Manicomio che migliaia di cittadini hanno chiesto negli anni nella sordità e nella gestione dissennata di un luogo prezioso come il S.Maria della Pietà di tutte le amministrazioni a prescindere dal loro colore.
Ore contate per l'Ostello al Foro Italico?
Un'opportunità c'è, al Santa Maria della Pietà.
Da alcuni anni, l'Ostello del Foro Italico di Roma, l'unico vero e proprio ostello della città, è a rischio di chiusura.
L'Ente proprietario dello stabile, il Coni, ne rivendica la restituzione. In questi giorni sembra arrivare la stretta finale.
Sempre da anni l'AiG (l'Associazione italiana Alberghi della Gioventù), rivendica un intervento degli enti pubblici per salvare l'Ostello del Foro Italico ma anche per ampliare l'offerta di posti letto per il turismo a basso costo.
L'Associazione Ex Lavanderia ricorda che applicando almeno in parte il Protocollo di Intesa sul S.Maria della Pietà firmato nel 2007 si potrebbe costringere la ASL RME a rispettare i patti ed a liberare i 5 padiglioni destinati ad ostello.
Inoltre, Il Padiglione 28, attualmente occupato abusivamente da società private anch'esso ristrutturato nel 2000 e attrezzato per servizio mensa potrebbe essere recuperato alla sua funzione pubblica e valorizzare la struttura ricettiva.
Nel 2000, 5 padiglioni del S.Maria della Pietà furono ristrutturati per ricevere i pellegrini del Giubileo. Solo 2 anni dopo, violando la Legge che regolava i finanziamenti, la ASL RME cambiava la destinazione ricettiva di quelle strutture che erano pronte per diventare un Ostello della Gioventù con 400 posti e piena accessibilità per i disabili.
L'operazione della ASL RME (che faceva riferimento alla Giunta Regionale di Storace) trovò il silenzio del Comune di Roma (Veltroni). Poche voci tra cui quella dell'Associazione Ex Lavanderia si alzarono contro questo spreco di risorse pubbliche.
L'AiG, allora (articolo sul Corriere del 7agosto 2004) propose di prendere in gestione i 5 padiglioni impegnandosi a versare, oltre all'affitto di mercato, il 5% delle entrate. Purtroppo questa proposta non fu neanche presa in considerazione.
Il Protocollo di Intesa del 2007, destinava 4 dei 5 padiglioni in questione alla realizzazione della Casa dello Studente insieme ad altri 8 padiglioni destinati ad attività didattiche della Sapienza. L'ipotesi del polo universitario è naufragata definitivamente nel maggio 2010. Il motivo della rinuncia della Sapienza è il fatto che la ASL RME non ha mai liberato i padiglioni destinati ad essa come promesso nel Protocollo di Intesa. Anche i padiglioni destinati a casa dello studente dovevano essere resi disponibili entro la fine del 2007 cosa che la ASL non ha mai fatto.
Oggi, ci troviamo di fronte ad uno scandalo. Roma che è già l'ultima in Europa per l'accoglienza del turismo giovanile ed a basso costo, rischia di perdere l'ultimo ostello.
recuperare a questa funzione i 5 padiglioni ristrutturati e la mensa sarebbe una possibile soluzione.
Regolarizzando, infine, come più volte promesso, le attività culturali del Padiglione 31 e quelle della Coop. integrata Passpartout al Padiglione 41 si recupererebbe, seppure in minima parte, quella funzione sociale e culturale dell'Ex Manicomio che migliaia di cittadini hanno chiesto negli anni nella sordità e nella gestione dissennata di un luogo prezioso come il S.Maria della Pietà di tutte le amministrazioni a prescindere dal loro colore.
giovedì 24 febbraio 2011
Il mozzo a contropedale
Un po' di tempo fa ho fatto una ruota con il mozzo a contropedale
.
Si apriva una dimensione nuova di pedalate molto silenziose, frenate che erano brusche e un attrito solo un po' superiore a quello di un mozzo normale.
C'era anche un rumore clac-clac, procurato dal pignone che, come si vede sopra, è bloccato da un anello di ferro zincato, coppiglia credo che si chiami tecnicamente. Ma balla e dopo un po' scimunisce. Mi sa che più la corona è piccola più balla, ma qui ci vorrebbe Lanerossi.
Il mozzo che ho comprato costava sui 22 euro. Prodotto dai compagni della repubblica ceca. Adesso hanno realizzato un modello in cui il pignone finalmente si avvita: penso dia risultati migliori e senza clac-clac. Ce l'hanno loro. Il mozzo a contropedale pesa un po', fa un po' più attrito, devi imparare a frenare gradualmente perché, al contrario della bici a scatto fisso, una volta che il contropedale entra in azione lo fa piuttosto bruscamente e finisce che sbandi o peggio, specie sul bagnato. Alla fine sarebbe meglio non averlo, il freno posteriore, ma più realisticamente bisognerebbe frenare con quello anteriore e solo leggermente con i pedali.
Inizio a pensare che sia il caso di levare di torno 'sta ruota, o smontarla; infatti faccio un'altra ruota con un mozzo flip flop e senza troppi complimenti la bici diventa una fissa. La ruota resta a riposare, ma la sua sorte sembra segnata. Se le va bene finisce su qualche bici da donna al prestito gratuito. Ma un giorno Piero mi dice che il freno a contropedale si può regolare e che è una buona soluzione. Allora mi metto al lavoro, perché quell'uomo non parla a caso. Nell'occasione, nei laboratori di Rotazioni viene messo a punto uno strumento molto utile:
Trattasi del Bike Components Sequencer®, che permette di mantenere in ordine le parti smontate (se hanno un buco), infilandole nelle due asticelle (L= parti smontate sul lato sinistro e R=parti smontate sul lato destro). Strumento utile al giovane apprendista e all'esperto, il BCS® dà modo di disporre le parti, mantenendo memorizzato il lato e il verso di ogni singolo componente. Costa niente ma è inevitabile un saliscendi di involtini primavera: infatti le bacchette del ristorante cinese sembrano insostituibili. Una volta regolati a dovere i coni, a cui i controdadi vanno serrati a dovere, è stata la volta del punto dolente del mozzo a contropedale, ossia la calotta antipolvere.
Utile sì, ma in perenne attrito con il corpo del mozzo. L'ho smontata e il mozzo adesso è così:
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Si apriva una dimensione nuova di pedalate molto silenziose, frenate che erano brusche e un attrito solo un po' superiore a quello di un mozzo normale.
C'era anche un rumore clac-clac, procurato dal pignone che, come si vede sopra, è bloccato da un anello di ferro zincato, coppiglia credo che si chiami tecnicamente. Ma balla e dopo un po' scimunisce. Mi sa che più la corona è piccola più balla, ma qui ci vorrebbe Lanerossi.
| Il mozzo a contropedale velosteel |
Inizio a pensare che sia il caso di levare di torno 'sta ruota, o smontarla; infatti faccio un'altra ruota con un mozzo flip flop e senza troppi complimenti la bici diventa una fissa. La ruota resta a riposare, ma la sua sorte sembra segnata. Se le va bene finisce su qualche bici da donna al prestito gratuito. Ma un giorno Piero mi dice che il freno a contropedale si può regolare e che è una buona soluzione. Allora mi metto al lavoro, perché quell'uomo non parla a caso. Nell'occasione, nei laboratori di Rotazioni viene messo a punto uno strumento molto utile:
Trattasi del Bike Components Sequencer®, che permette di mantenere in ordine le parti smontate (se hanno un buco), infilandole nelle due asticelle (L= parti smontate sul lato sinistro e R=parti smontate sul lato destro). Strumento utile al giovane apprendista e all'esperto, il BCS® dà modo di disporre le parti, mantenendo memorizzato il lato e il verso di ogni singolo componente. Costa niente ma è inevitabile un saliscendi di involtini primavera: infatti le bacchette del ristorante cinese sembrano insostituibili. Una volta regolati a dovere i coni, a cui i controdadi vanno serrati a dovere, è stata la volta del punto dolente del mozzo a contropedale, ossia la calotta antipolvere.
Utile sì, ma in perenne attrito con il corpo del mozzo. L'ho smontata e il mozzo adesso è così:
Ottimismo
Livio Berruti, sull'ipotesi di Olimpiadi a Roma nel 2020: «Il vero handicap di Roma è il traffico. Però su questo si può lavorare» (La Repubblica, 24 febbraio 2011, cronaca di Roma, p. V).
Silvia Zambrini
| "L’erosione del neutro" - Viaggio nella dimensione urbana dei sensi Edizioni Goliardiche, Trieste 2006 Le città tendono sempre più ad assomigliarsi nonostante le loro diversità. Questo saggio descrive i procedimenti attraverso cui lo spazio che si ascolta e che si percepisce diventa oggetto di progressiva erosione, mediante l’ induzione di sollecitazioni acustiche, immaginifiche ed ansiogene provenienti dalla ridondanza di veicoli in circolazione. Il verificarsi di assembramenti umani, prevalentemente finalizzati al consumo, rappresenta altresì una realtà che si scontra con il concetto di pubblica utilità dello spazio lungo tutti quei luoghi di raccordo, di attraversamento, di normale vivibilità. Il neutro, quale essenza della dimensione che più permette di agire e di pensare in totale autonomia con l’ambiente, costituisce un valore che a lungo è esistito, e che ora necessita di essere approfondito. |
Bloccato lo spot del Forum Nucleare. Giurì: è ingannevole
22 febbraio, 2011
Lo spot promosso dal Forum Nucleare è ingannevole. Noi lo abbiamo denunciato subito, ma ora al nostro parere si è aggiunto quello del Giurì dell'Autodisciplina Pubblicitaria che ha chiesto il blocco della messa in onda dello spot.
Lo spot, trasmesso a dicembre su tutte le televisioni nazionali, usava la metafora della partita a scacchi in cui due opposte visioni si affrontano: una favorevole al nucleare e l'altra contraria.
L'intenzione apparente era quella di promuovere un dibattito aperto e spregiudicato sul tema nucleare. L'inganno reale era invece che lo spot cercava di pilotare un'opinione precisa creando un pregiudizio pronucleare.
Andando a vedere chi erano i finanziatori dell'iniziativa - furbamente non dichiarati all'interno dello spot - si intuisce facilmente a quale mulino lo spot voleva tirare. Tra i soci del Forum Nucleare, ufficialmente un' associazione no-profit, troviamo i nomi noti dell'industria nucleare: Enel, Edf (Électricité de France), Ansaldo Nucleare, E.On Italia... Sono loro ad aver investito i 6 milioni di euro necessari per "stimolare" il dibattito nelle case degli italiani.
La risposta di Greenpeace
A gennaio rispondiamo con un contro spot e un sito web nei quali - senza il bisogno di nascondere il nostro nome - mettiamo in evidenza le contraddizioni della campagna pubblicitaria del Forum.In particolare:
- “Le scorie si possono gestire in sicurezza”. E da quando? In sessant'anni l'industria nucleare non ha ancora trovato una soluzione per la gestione di lungo termine dei rifiuti nucleari;
- “Tra 50 anni non potremo contare solo sui combustibili fossili”. È vero, ma anche l’uranio è limitato;
- “Le fonti rinnovabili non bastano”. Sicuro? Uno scenario energetico 100% rinnovabile è possibile, come dimostrano analisi dell’Ue e dell’industria.
- Il video, lanciato sul web senza gli ingenti investimenti pubblicitari del Forum Nucleare, è rimbalzato sulla rete grazie al passa parola, raggiungendo le 200.000 visite. Un buon risultato per noi, ma niente in confronto ai numeri raggiunti grazie alla televisione.
Il presidente del Forum Nucleare Chicco Testa, noto nuclearista italiano e già presidente di Enel, aveva dichiarato: «La nostra è un'iniziativa molto equilibrata. Dubito che una campagna pubblicitaria di Greenpeace, ad esempio, saprebbe essere altrettanto onesta intellettualmente».
A parte ogni considerazione sull'"onestà intellettuale" di Chicco Testa, vista la decisione del Giurì sarebbe adesso il caso di trasmettere anche il nostro spot in televisione, per avere un vero equilibrio nella discussione sul ritorno del nucleare in Italia.
Entra in azione
Il 2011 è un anno cruciale per fermare lo sviluppo del nucleare in Italia. Tra pochi mesi (la data non è stata ancora fissata) si terrà un referendum che può fermare i nuovi progetti di centrali nucleare per sempre. L'industria nucleare si sta già muovendo con un'imponente campagna pubblicitaria e di convincimento.
Non farti contagiare, opponiti al nucleare. Aiutaci a contrastare la propaganda nucleare: scarica la pubblicità, condividila sul tuo profilo Facebook, inoltrala per e-mail ai tuoi contatti.
PLEASE DON'T SMOG
PLEASE DON'T SMOG
GIORNATA NAZIONALE DELLA RIDUZIONE DELLO SMOG
PER VOLONTA' POPOLARE
Venerdi 25 febbraio 2011 in tutta Italia
Aderisce anche la FIAB
Anche la FIAB aderisce alla prima "Giornata nazionale della riduzione dello smog per volontà popolare" che si terrà venerdì 25 febbraio in tutta Italia su iniziativa dell'agenzia esterni www.esterni.org .
Una delegazione, guidata dalla coordinatrice regionale FIAB Lombardia, Giulietta Pagliaccio, sarà presente venerdì prossimo alle 13 in Piazza Duomo a Milano dove tutti i partecipanti con i loro corpi costruiranno una grande scritta HELP che sarà fotografata dall'alto.
L'iniziativa è finalizzata a sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni sulla necessità non più rinviabile di mettere in atto azioni immediate e concrete per ridurre le emissioni atmosferiche, quindi i consumi energetici, a partire dalla riduzione dell'uso individuale dell'auto privata e dall'utilizzo di mezzi pubblici, navette aziendali, e soprattutto della bicicletta anche in combinazione con i treni.
Il Presidente della FIAB, Antonio Dalla Venezia dichiara: "Per la nostra Federazione, che da ormai 25 anni è in prima linea per chiedere che tutti i livelli di Governo assumano iniziative organiche e concrete a favore della mobilità ciclistica, aderire a questa iniziativa è un dovere istituzionale, oltre che un piacere per condividere la giornata di impegno civile con altri cittadini indignati. Andare in bicicletta fa bene alla salute individuale, a quella del pianeta e al bilancio familiare. Ma sono necessarie politiche a supporto della domanda e dell'offerta di mobilità in bicicletta".
GIORNATA NAZIONALE DELLA RIDUZIONE DELLO SMOG
PER VOLONTA' POPOLARE
Venerdi 25 febbraio 2011 in tutta Italia
Aderisce anche la FIAB
Anche la FIAB aderisce alla prima "Giornata nazionale della riduzione dello smog per volontà popolare" che si terrà venerdì 25 febbraio in tutta Italia su iniziativa dell'agenzia esterni www.esterni.org .
Una delegazione, guidata dalla coordinatrice regionale FIAB Lombardia, Giulietta Pagliaccio, sarà presente venerdì prossimo alle 13 in Piazza Duomo a Milano dove tutti i partecipanti con i loro corpi costruiranno una grande scritta HELP che sarà fotografata dall'alto.
L'iniziativa è finalizzata a sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni sulla necessità non più rinviabile di mettere in atto azioni immediate e concrete per ridurre le emissioni atmosferiche, quindi i consumi energetici, a partire dalla riduzione dell'uso individuale dell'auto privata e dall'utilizzo di mezzi pubblici, navette aziendali, e soprattutto della bicicletta anche in combinazione con i treni.
Il Presidente della FIAB, Antonio Dalla Venezia dichiara: "Per la nostra Federazione, che da ormai 25 anni è in prima linea per chiedere che tutti i livelli di Governo assumano iniziative organiche e concrete a favore della mobilità ciclistica, aderire a questa iniziativa è un dovere istituzionale, oltre che un piacere per condividere la giornata di impegno civile con altri cittadini indignati. Andare in bicicletta fa bene alla salute individuale, a quella del pianeta e al bilancio familiare. Ma sono necessarie politiche a supporto della domanda e dell'offerta di mobilità in bicicletta".
mercoledì 23 febbraio 2011
Credevo fosse il Vernacoliere, era il Corriere
Tutti i media del Carroccio in mano a Renzo Bossi.
Verdini cacciatore di onorevoli "disgustato da alcune richieste".
Salta il concerto di Apicella. Venduto un solo biglietto.
Verdini cacciatore di onorevoli "disgustato da alcune richieste".
Salta il concerto di Apicella. Venduto un solo biglietto.
Ciclismo urbano ieri pomeriggio e altro
Ieri pedalavo su Sabrina, luce dei miei occhi, per il quartiere Prati, in procinto di aggredire la salita che porta a Monte Mario. Nello zaino avevo dei vestiti, attrezzi vari, una bottiglia di vino, un chilo di carne e 6 uova. Quindi un senso di peso e fragilità, condito dagli scricchiolii di Sabrina, che ha bisogno di una revisione, ma che si comporta comunque benissimo.
Mi ha colpito la quantità di gente che va in giro in bici per Roma. Una signora con il figlio su via Andrea Doria. Un signore con una bici scassatissima che trasportava una piccola bombola di gas nel cestino. Due signore eleganti, un sacco di ragazzi e ragazze. Un ragazzo d'origine cinese andava come un treno sulla sua city bike.
Una realtà che il Comune di Roma continua a ignorare, ma che cresce di giorno in giorno. Mi piacerebbe un sacco sapere come passano le giornate all'Ufficio biciclette del Comune, che cosa c'è sul loro tavolo, di cosa parlano nelle riunioni. Ho imboccato viale delle Medaglie d'oro, mentre le auto facevano il solito accelera-frena-accelera-frena, e non volevano proprio accettare il fatto di essere temporaneamente sorpassate da una bici priva di rapporti e da un individuo a dir poco pittoresco con uno zaino ingombrante in spalla, che faticava e che però si divertiva, mentre loro né faticavano né si divertivano, anzi si innervosivano e i quattro salti in padella e il gelato confezionato facevano su e giù nell'intestino. Intanto il prezzo del petrolio saliva (oggi a 105,78 al barile, benzina a 1,5 euro, tanto aumenta lo stesso anche se il petrolio non sale o addirittura scende), perché oggi, ti spiegano, il petrolio fa andare avanti il mondo e ci si preoccupa ipocritamente della Libia che chiude i rubinetti mentre migliaia di persone vengono fatte a pezzi dall'artiglieria e, ancora molto cinicamente, ci si preoccupa dei rifugiati che arriveranno sulle nostre coste (dicono 300 mila, ma saranno ovviamente di più) e con grande faccia di bronzo si apre il comitato d'emergenza all'opposizione, e l'opposizione acccetta, eccetera. Insomma, pensavo che la rivoluzione a pedali sta avvenendo davanti ai nostri occhi, perché le persone si sono stufate di passare ore in auto, altre ore a cercare un parcheggio, poi a cercare i soldi del parcheggio che scade e si prende la multa, ma non sempre (che sarebbe meglio a livello logico), ma solo qualche volta, quindi la multa è percepita come un agguato maligno, un sopruso, solo perché ci si era fermati sulle strisce pedonali e vari disabili erano tornati indietro a casa loro, disperati, a guardare la tv, incazzati neri contro questo mondo a misura di automobile che cancella i diritti elementari...
La rivoluzione a pedali si fa in due modi. Il primo è popolare, ossia ciò che sta accadendo, e presumibilmente si continuerà nella stessa direzione. Anche perché la seconda eventualità, che spiegherò più sotto, non pare essere all'ordine del giorno nelle metropoli italiane. Sempre più persone si stancano dell'attuale modo di vivere, delle due ore se va bene di traffico al giorno, dei livelli di colesterolo e zuccheri nel sangue, dell'impoverimento monetario che l'arbitrario prezzo della benzina impone. Si badi bene, che la maggior parte delle persone che oggi decidono di usare la bici non sono frequentatori abituali della Critical Mass o gagliardi giovani su bici a scatto fisso autocostruite, ma sono persone normali, comuni, che sembrano appena uscite da una Smart o da una NSU Prinz, di medie capacità fisiche, che si ingegnano a cercare una bici e a non farsela fregare, persone che hanno capito che l'uso della bici conviene perché la bici è più rapida, comoda, economica, salutare, intelligente, ecc.
E succede sempre più a persone di una certà età, che non si sospetterebbe mai possano cambiare abitudini così facilmente. Invece lo fanno, alla faccia delle multinazionali del petrolio e dell'automobile. Succede a persone con figli che dicono basta e non si torna indietro, che vendono l'automobile, la mandano a fare a pezzi dallo sfasciacarrozze, la mandano affanculo e imparano a spostarsi in un altro modo, oppure lo fanno part-time, ma risparmiano comunque un sacco di soldi. E qui bisognerebbe investire anche le assicurazioni di mezzi a motore che dovrebbero creare polizze assicurative a chilometraggio e far pagare un sacco di soldi ai proprietari di suv e di moto sopra una certa cilindrata. Penso che per i suv sarebbero giuste polizze assicurative sui 2000-3000 euro all'anno: tanto i proprietari sono ricchi, anzi si potrebbero vantare ancora di più del loro status del cazzo, tanto moriranno pure loro.
I suv inquinano e ingombrano sempre, ogni tanto uccidono. Infestano le nostre città, con sopra persone che pesano 60 Kg al telefono, mentre sterzano. E nessuno dice niente.
Pensare che i vigili urbani possano fare qualcosa è difficile: sono come tramortiti, a parte casi virtuosi locali. E sono pochi.
Io purtroppo non capisco bene a cosa servano oggi a Roma gli agenti della Polizia Municipale. Se almeno applicassero una volta ogni tanto, nei casi più evidenti, l'articolo 141 del Codice della strada che permettere di multare chiunque adotti uno stile di guida pericoloso per l'incolumità altrui.
Però recentemente qualche posto di blocco l'ho visto fare nella mia zona. A via Igea, da anni, si assiste a un perenne imbottigliamento causato dalle auto in seconda e terza fila. Ho letto che qualche giorno fa sono arrivate parecchie vetture della municipale a fare multe e a una hanno tranciato le ruote.
La seconda possibilità per innescare una rivoluzione ciclistica nelle città italiane sarebbe quella istituzionale. Lo accenno soltanto perché non vedo alcun segnale da parte del Comune di Roma, di Milano, di Napoli, di Palermo, di Torino in questa direzione. Con Firenze e Bologna stiamo già in una dimensione europea per quanto, mi rendo conto, questo aggettivo non significa quasi nulla in termini di ciclabilità, perché esistono situazioni e soluzioni molte diverse. Ma Roma è al livello dei Paesi meno progrediti del pianeta, dove peraltro ci sono pochi suv, e scooteroni quindi noi stiamo peggio.
Pensiamo a questo scenario così, per gioco. Il Comune di Roma stanzia, entro pochi anni, una parte importante del suo budget, ottenuto dalle multe, da quote regionali delle polizze assicurative dei Suv e degli scooteroni, ecc. a favore della mobilità debole: per primi i disabili, che oggi non possono muoversi di casa, poi i pedoni (anziani con i riflessi rallentati, per cui 50 Km/h sono troppi, mamme con bambini, ecc.), e a seguire i ciclisti.
Le istituzioni hanno sulla coscienza 3 milioni di disabili, obbligati a stare in casa perché il vigile invece di fare le multe agli incroci è impegnato in altre attività.
Qualche giorno fa ho cercato di fermare, con gesti piuttosto concitati, un'automobile della Polizia Municipale di Roma, perché c'era un cartello stradale riverso per terra davanti alle strisce pedonali. Una serie di tondini di ferro spuntava dall'asfalto e il cartello era stato messo lì apposta, ma qualcuno lo aveva preso con l'auto o con il suo grosso culo. I vigili senza rallentare mi hanno guardato e non si sono fermati. Come succede in alcuni Paesi molto poveri.
Qualche settimana fa ho passato 6 ore e 25 minuti al pronto soccorso dell'ospedale San Filippo Neri (riposi in pace) soltanto per avere conferma di quello che già sapevo: una frattura dell'alluce.
Voi due che leggete i miei post avrete notato uno iato di due settimane. Era il periodo di convalescenza dell'alluce. E non ho pedalato. Ma appena mi sono fratturato sono tornato a casa in bici a scatto fisso, questo per evidenziare la serietà del sottoscritto: comunque con l'alluce rotto è più facile pedalare che camminare. Se uno si frattura l'alluce, il tuo datore di lavoro non ci crede, per principio: vogliono il certificato, quindi devi farti vedere da un medico che guarda l'alluce e cerca di assumere un volto in qualche modo professionale, ma non sa se è rotto, perché è rotto l'osso, mica la pelle, quindi ordina di farti una radiografia e alla fine, dopo altra attesa nell'ospedale pubblico, un altro medico, specializzato in ortopedia, ti dice quello che già sapevi, lo sapevi perché ti era caduto un mobiletto molto pesante sull'alluce e siccome non sei fatto di titanio, l'alluce ha fatto quello che doveva fare: s'è ROTTO. Poi, ovviamente, ti dicono che non si deve né si può ingessare, quindi te lo tieni così. E devi indossare un calzino, per mantenere l'alluce unito al resto delle dita, sennò potrebbe andare dove gli pare.
"E non metta quei sandali, per favore".
"Sì, ma li ho messi per stare più comodo, sennò mi fa male".
"Il piede deve essere protetto. Metta un po' di ghiaccio e lasci stare le creme".
Serietà e competenza, sì, ma 6 ore e 25 minuti. E in tanti anni di rischi, cadute, meccanica, autocostruzione, smucinamenti, rimestamenti, ecc. un alluce rotto ci sta pure, anzi il bilancio resta in attivo, e sempre grattandosi le palle.
Mi ha colpito la quantità di gente che va in giro in bici per Roma. Una signora con il figlio su via Andrea Doria. Un signore con una bici scassatissima che trasportava una piccola bombola di gas nel cestino. Due signore eleganti, un sacco di ragazzi e ragazze. Un ragazzo d'origine cinese andava come un treno sulla sua city bike.
Una realtà che il Comune di Roma continua a ignorare, ma che cresce di giorno in giorno. Mi piacerebbe un sacco sapere come passano le giornate all'Ufficio biciclette del Comune, che cosa c'è sul loro tavolo, di cosa parlano nelle riunioni. Ho imboccato viale delle Medaglie d'oro, mentre le auto facevano il solito accelera-frena-accelera-frena, e non volevano proprio accettare il fatto di essere temporaneamente sorpassate da una bici priva di rapporti e da un individuo a dir poco pittoresco con uno zaino ingombrante in spalla, che faticava e che però si divertiva, mentre loro né faticavano né si divertivano, anzi si innervosivano e i quattro salti in padella e il gelato confezionato facevano su e giù nell'intestino. Intanto il prezzo del petrolio saliva (oggi a 105,78 al barile, benzina a 1,5 euro, tanto aumenta lo stesso anche se il petrolio non sale o addirittura scende), perché oggi, ti spiegano, il petrolio fa andare avanti il mondo e ci si preoccupa ipocritamente della Libia che chiude i rubinetti mentre migliaia di persone vengono fatte a pezzi dall'artiglieria e, ancora molto cinicamente, ci si preoccupa dei rifugiati che arriveranno sulle nostre coste (dicono 300 mila, ma saranno ovviamente di più) e con grande faccia di bronzo si apre il comitato d'emergenza all'opposizione, e l'opposizione acccetta, eccetera. Insomma, pensavo che la rivoluzione a pedali sta avvenendo davanti ai nostri occhi, perché le persone si sono stufate di passare ore in auto, altre ore a cercare un parcheggio, poi a cercare i soldi del parcheggio che scade e si prende la multa, ma non sempre (che sarebbe meglio a livello logico), ma solo qualche volta, quindi la multa è percepita come un agguato maligno, un sopruso, solo perché ci si era fermati sulle strisce pedonali e vari disabili erano tornati indietro a casa loro, disperati, a guardare la tv, incazzati neri contro questo mondo a misura di automobile che cancella i diritti elementari...
La rivoluzione a pedali si fa in due modi. Il primo è popolare, ossia ciò che sta accadendo, e presumibilmente si continuerà nella stessa direzione. Anche perché la seconda eventualità, che spiegherò più sotto, non pare essere all'ordine del giorno nelle metropoli italiane. Sempre più persone si stancano dell'attuale modo di vivere, delle due ore se va bene di traffico al giorno, dei livelli di colesterolo e zuccheri nel sangue, dell'impoverimento monetario che l'arbitrario prezzo della benzina impone. Si badi bene, che la maggior parte delle persone che oggi decidono di usare la bici non sono frequentatori abituali della Critical Mass o gagliardi giovani su bici a scatto fisso autocostruite, ma sono persone normali, comuni, che sembrano appena uscite da una Smart o da una NSU Prinz, di medie capacità fisiche, che si ingegnano a cercare una bici e a non farsela fregare, persone che hanno capito che l'uso della bici conviene perché la bici è più rapida, comoda, economica, salutare, intelligente, ecc.
E succede sempre più a persone di una certà età, che non si sospetterebbe mai possano cambiare abitudini così facilmente. Invece lo fanno, alla faccia delle multinazionali del petrolio e dell'automobile. Succede a persone con figli che dicono basta e non si torna indietro, che vendono l'automobile, la mandano a fare a pezzi dallo sfasciacarrozze, la mandano affanculo e imparano a spostarsi in un altro modo, oppure lo fanno part-time, ma risparmiano comunque un sacco di soldi. E qui bisognerebbe investire anche le assicurazioni di mezzi a motore che dovrebbero creare polizze assicurative a chilometraggio e far pagare un sacco di soldi ai proprietari di suv e di moto sopra una certa cilindrata. Penso che per i suv sarebbero giuste polizze assicurative sui 2000-3000 euro all'anno: tanto i proprietari sono ricchi, anzi si potrebbero vantare ancora di più del loro status del cazzo, tanto moriranno pure loro.
I suv inquinano e ingombrano sempre, ogni tanto uccidono. Infestano le nostre città, con sopra persone che pesano 60 Kg al telefono, mentre sterzano. E nessuno dice niente.
Pensare che i vigili urbani possano fare qualcosa è difficile: sono come tramortiti, a parte casi virtuosi locali. E sono pochi.
Io purtroppo non capisco bene a cosa servano oggi a Roma gli agenti della Polizia Municipale. Se almeno applicassero una volta ogni tanto, nei casi più evidenti, l'articolo 141 del Codice della strada che permettere di multare chiunque adotti uno stile di guida pericoloso per l'incolumità altrui.
Però recentemente qualche posto di blocco l'ho visto fare nella mia zona. A via Igea, da anni, si assiste a un perenne imbottigliamento causato dalle auto in seconda e terza fila. Ho letto che qualche giorno fa sono arrivate parecchie vetture della municipale a fare multe e a una hanno tranciato le ruote.
La seconda possibilità per innescare una rivoluzione ciclistica nelle città italiane sarebbe quella istituzionale. Lo accenno soltanto perché non vedo alcun segnale da parte del Comune di Roma, di Milano, di Napoli, di Palermo, di Torino in questa direzione. Con Firenze e Bologna stiamo già in una dimensione europea per quanto, mi rendo conto, questo aggettivo non significa quasi nulla in termini di ciclabilità, perché esistono situazioni e soluzioni molte diverse. Ma Roma è al livello dei Paesi meno progrediti del pianeta, dove peraltro ci sono pochi suv, e scooteroni quindi noi stiamo peggio.
Pensiamo a questo scenario così, per gioco. Il Comune di Roma stanzia, entro pochi anni, una parte importante del suo budget, ottenuto dalle multe, da quote regionali delle polizze assicurative dei Suv e degli scooteroni, ecc. a favore della mobilità debole: per primi i disabili, che oggi non possono muoversi di casa, poi i pedoni (anziani con i riflessi rallentati, per cui 50 Km/h sono troppi, mamme con bambini, ecc.), e a seguire i ciclisti.
Le istituzioni hanno sulla coscienza 3 milioni di disabili, obbligati a stare in casa perché il vigile invece di fare le multe agli incroci è impegnato in altre attività.
Qualche giorno fa ho cercato di fermare, con gesti piuttosto concitati, un'automobile della Polizia Municipale di Roma, perché c'era un cartello stradale riverso per terra davanti alle strisce pedonali. Una serie di tondini di ferro spuntava dall'asfalto e il cartello era stato messo lì apposta, ma qualcuno lo aveva preso con l'auto o con il suo grosso culo. I vigili senza rallentare mi hanno guardato e non si sono fermati. Come succede in alcuni Paesi molto poveri.
Qualche settimana fa ho passato 6 ore e 25 minuti al pronto soccorso dell'ospedale San Filippo Neri (riposi in pace) soltanto per avere conferma di quello che già sapevo: una frattura dell'alluce.
Voi due che leggete i miei post avrete notato uno iato di due settimane. Era il periodo di convalescenza dell'alluce. E non ho pedalato. Ma appena mi sono fratturato sono tornato a casa in bici a scatto fisso, questo per evidenziare la serietà del sottoscritto: comunque con l'alluce rotto è più facile pedalare che camminare. Se uno si frattura l'alluce, il tuo datore di lavoro non ci crede, per principio: vogliono il certificato, quindi devi farti vedere da un medico che guarda l'alluce e cerca di assumere un volto in qualche modo professionale, ma non sa se è rotto, perché è rotto l'osso, mica la pelle, quindi ordina di farti una radiografia e alla fine, dopo altra attesa nell'ospedale pubblico, un altro medico, specializzato in ortopedia, ti dice quello che già sapevi, lo sapevi perché ti era caduto un mobiletto molto pesante sull'alluce e siccome non sei fatto di titanio, l'alluce ha fatto quello che doveva fare: s'è ROTTO. Poi, ovviamente, ti dicono che non si deve né si può ingessare, quindi te lo tieni così. E devi indossare un calzino, per mantenere l'alluce unito al resto delle dita, sennò potrebbe andare dove gli pare.
"E non metta quei sandali, per favore".
"Sì, ma li ho messi per stare più comodo, sennò mi fa male".
"Il piede deve essere protetto. Metta un po' di ghiaccio e lasci stare le creme".
Serietà e competenza, sì, ma 6 ore e 25 minuti. E in tanti anni di rischi, cadute, meccanica, autocostruzione, smucinamenti, rimestamenti, ecc. un alluce rotto ci sta pure, anzi il bilancio resta in attivo, e sempre grattandosi le palle.
martedì 22 febbraio 2011
Cent'anni di presa in giro
Oggi dalle ore 11.00, Verdi, Socialisti e Radicali, sono presenti davanti al Palazzo dei Congressi dell’Eur, dove stanno effettuando un sit-in di controinformazione, sulle politiche del sindaco di Roma Alemanno.
Durante il sit-in, sarà reso pubblico un dossier relativo alle emergenze di Roma, volto a svelare la manifesta incapacità di governare la Capitale, da parte del sindaco. Dallo smog, alla questione sicurezza, dal trasporto pubblico ai rifiuti, fino ai reali aumenti delle tariffe, alla diminuzione dei servizi sociali, dagli atti di omofobia ai diritti sociali, alla questione rom: saranno resi noti tutti i dati che segnano il fallimento della giunta di centrodestra.
Durante il sit-in, sarà reso pubblico un dossier relativo alle emergenze di Roma, volto a svelare la manifesta incapacità di governare la Capitale, da parte del sindaco. Dallo smog, alla questione sicurezza, dal trasporto pubblico ai rifiuti, fino ai reali aumenti delle tariffe, alla diminuzione dei servizi sociali, dagli atti di omofobia ai diritti sociali, alla questione rom: saranno resi noti tutti i dati che segnano il fallimento della giunta di centrodestra.
Nuovo video di Ganahl sulla bici, qui.
The passion considered as an uphill bicycle race
or
I wanna be Alfred Jarry.
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venerdì 18 febbraio 2011
COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO PROMOTORE DELIBERA INIZIATIVA POPOLARE PER LA MODIFICA DEL REGOLAMENTO SULLE AFFISSIONI PUBBLICITARIE
In questi ultimi giorni abbiamo assistito sorpresi e increduli all’affissione nella nostra città di numerosi, enormi manifesti di grandezza m 3x8, utilizzando due cartelloni 3x4 contigui. Tutto ciò ad opera un piccolo gruppo politico che pubblicizza un imminente appuntamento politico, evidentemente incurante dello sfregio perpetrato ai danni della città.
Solo oggi abbiamo compreso il perché di tanta tracotanza e indifferenza nei confronti del decoro della nostra città. Lunedì 14 è stata approvata a beneficio dei partiti politici, nell’ambito del decreto cosiddetto mille proroghe, l’ennesima sanatoria per manifesto selvaggio.
Grazie a questo emendamento le "violazioni ripetute e continuate delle norme in materia di affissioni e pubblicità mediante affissioni di manifesti politici o di striscioni e mezzi similari, potranno essere definite in qualunque ordine e grado di giudizio, nonché in sede di riscossione delle somme eventualmente iscritte a titolo sanzionatorio, mediante il versamento, a carico del committente responsabile, di una imposta pari, per il complesso delle violazioni commesse e ripetute, a 1.000 euro per anno e per provincia". Il pagamento delle sanzioni dovrà essere effettuato entro il 31 maggio 2011.
Si tratta dell’ennesimo “tana libera tutti”, dell’ennesima dimostrazione di come i partiti si ritengano al sopra della legge. In una situazione di grave crisi economica in cui famiglie e imprese cercano di andare avanti, onestamente e stringendo la cinghia, si da il segnale che la legge non è uguale per tutti., si dà il via libera al quotidiano saccheggio del decoro delle nostre città e di Roma in particolare, ogni giorno offesa da manifesti e cartelloni di tutti i tipi in spregio del Codice della Strada e dei tanti vincoli esistenti.
Ci aspettiamo che l’Amministrazione Capitolina colpisca con tutti i mezzi a sua disposizione la protervia di chi ogni giorno infanga l’immagine della nostra città e mette a repentaglio la sicurezza dei suoi abitanti.
I Romani sono stanchi di collusioni e lassismo.
In questi ultimi giorni abbiamo assistito sorpresi e increduli all’affissione nella nostra città di numerosi, enormi manifesti di grandezza m 3x8, utilizzando due cartelloni 3x4 contigui. Tutto ciò ad opera un piccolo gruppo politico che pubblicizza un imminente appuntamento politico, evidentemente incurante dello sfregio perpetrato ai danni della città.
Solo oggi abbiamo compreso il perché di tanta tracotanza e indifferenza nei confronti del decoro della nostra città. Lunedì 14 è stata approvata a beneficio dei partiti politici, nell’ambito del decreto cosiddetto mille proroghe, l’ennesima sanatoria per manifesto selvaggio.
Grazie a questo emendamento le "violazioni ripetute e continuate delle norme in materia di affissioni e pubblicità mediante affissioni di manifesti politici o di striscioni e mezzi similari, potranno essere definite in qualunque ordine e grado di giudizio, nonché in sede di riscossione delle somme eventualmente iscritte a titolo sanzionatorio, mediante il versamento, a carico del committente responsabile, di una imposta pari, per il complesso delle violazioni commesse e ripetute, a 1.000 euro per anno e per provincia". Il pagamento delle sanzioni dovrà essere effettuato entro il 31 maggio 2011.
Si tratta dell’ennesimo “tana libera tutti”, dell’ennesima dimostrazione di come i partiti si ritengano al sopra della legge. In una situazione di grave crisi economica in cui famiglie e imprese cercano di andare avanti, onestamente e stringendo la cinghia, si da il segnale che la legge non è uguale per tutti., si dà il via libera al quotidiano saccheggio del decoro delle nostre città e di Roma in particolare, ogni giorno offesa da manifesti e cartelloni di tutti i tipi in spregio del Codice della Strada e dei tanti vincoli esistenti.
Ci aspettiamo che l’Amministrazione Capitolina colpisca con tutti i mezzi a sua disposizione la protervia di chi ogni giorno infanga l’immagine della nostra città e mette a repentaglio la sicurezza dei suoi abitanti.
I Romani sono stanchi di collusioni e lassismo.
Oggi il grande Alfredo Martini compie 90 anni. Auguri!
«E poi sai cosa c'è di bello nel ciclismo? Mentre pedali puoi pensare, in tanti altri sport no».
Alfredo Martini a Gianni Mura, "I novant'anni di Alfredo Martini l'uomo-borraccia che univa i grandi", La Repubblica, 17 febbraio 2011, p. 68.
«E poi sai cosa c'è di bello nel ciclismo? Mentre pedali puoi pensare, in tanti altri sport no».
Alfredo Martini a Gianni Mura, "I novant'anni di Alfredo Martini l'uomo-borraccia che univa i grandi", La Repubblica, 17 febbraio 2011, p. 68.
mercoledì 16 febbraio 2011
Una buona notizia
Una buona notizia, la prima da molti anni a questa parte per il ciclismo urbano di Roma. Dopo 14 mesi di incontri con le associazioni dei ciclisti, e anche dopo molte promesse da parte di un assessore che ora si è dimesso, qualcosa si sta muovendo con il nuovo Assessore alla mobilità del Comune di Roma, Antonello Aurigemma.
Sono tre le novità:
1) Dal 1° marzo sarà possibile caricare la bici sulle linee A e B della metropolitana e sulla ferrovia Roma-Ostia, non più soltanto la domenica, ma anche il sabato.
2) Durante la settimana le bici potranno salire sulla metro a partire dalle ore 20 (non più le 21).
3) Le bici pieghevoli, opportunamente chiuse, potranno salire sulla metropolitana ogni giorno, a qualsiasi ora, senza pagare il biglietto.
Su come è stato possibile ottenere questo risultato, cfr. qui e qua.
A Roma verrà sospeso il servizio "scuolabus a piedi", introdotto nel 2003, per mancanza di finanziamenti. Lo ha dichiarato l'assessore comunale alla scuola, Gianluigi De PaloAssurdo. Un modo di andare a scuola non inquinante, spesso molto più rapido che su mezzi a motore, viene archiviato. Uno schiaffo all'educazione dei bambini e alla riduzione dell'inquinamento e dei consumi, in una città carente di mezzi pubblici e bloccata dal traffico privato.
Un'altra ciliegina sulla torta.
Un'altra ciliegina sulla torta.
«Dobbiamo cacciare una classe dirigente di amici e sodali di dittatori, mafiosi, ruffiani, una corte dei miracoli segnata dall'antropologia dei lelemora e dei fabrizicorona. Dobbiamo congedarci da un enclave di affaristi che ha calcato la scena pubblica confondendola con il Bagaglino".
"Per ridare all'Italia l'ossigeno che il berlusconismo le ha tolto urge rimuovere le macerie della Seconda repubblica. Ma se è genuino questo allarme bisogna evitare le inopinate aperture di credito a quei leghisti che sono un elemento centrale del degrado civile del Paese. Facciamo allora un coalizione di emergenza democratica, reclutiamo le migliore competenze giuridiche e occupiamoci delle cose fondamentali: legge elettorale, una buona norma sul conflitto d'interessi e sul sistema informativo. Poi, ognuno per la sua strada».
Nichi Vendola, su La Repubblica, 16 febbraio 2011, p. 13.
"Per ridare all'Italia l'ossigeno che il berlusconismo le ha tolto urge rimuovere le macerie della Seconda repubblica. Ma se è genuino questo allarme bisogna evitare le inopinate aperture di credito a quei leghisti che sono un elemento centrale del degrado civile del Paese. Facciamo allora un coalizione di emergenza democratica, reclutiamo le migliore competenze giuridiche e occupiamoci delle cose fondamentali: legge elettorale, una buona norma sul conflitto d'interessi e sul sistema informativo. Poi, ognuno per la sua strada».
Nichi Vendola, su La Repubblica, 16 febbraio 2011, p. 13.
Riconvertire una fabbrica d'auto si può
Lo dimostra il recentissimo caso di Termini Imerese (Palermo). Se ogni volta che si toccano i diritti dei lavoratori si fa leva sui licenziamenti e la chiusura degli impianti, il caso di Termini Imerese dimostra che è possibile riconvertire questo settore industriali, creando posti di lavoro in attività meno inquinanti. E non stare sempre a sbandierare i suv come ottimo bisiness e fonte di lavoro, com'è stato fatto anche recentemente dalla Fiat. L'industria automobilistica terminerà la produzione a fine anno. Il Ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani, ha dichiarato: «Integrale riassorbimento dei 1.500 lavoratori Fiat e aumento dell'occupazione a 3.300 persone».
Gli investimenti sono sostanziosi, un miliardo di euro, ma l'area è grande e le potenzialità molte. Speriamo solo che non si mangino tutto in cannoli.
L'accordo è stato siglato da Fiat, Regione Sicilia, Provincia, Comune e dall'Asi (area di sviluppo industriale, proprietaria dei terreni). Sette i progetti. Previsti investimenti pubblici per 450 milioni: 100 milioni dal ministero e 350 milioni dalla Regione Sicilia.
La Fiat cederà gli impianti a patto che ci sia la ricollocazione integrale di tutti gli attuali dipendenti dello stabilimento.
Romani ha sottolineato che «da una situazione di crisi ne abbiamo ricavato una straordinaria case history italiana di ristrutturazione aziendale e industriale che dà alla Sicilia la possibilità di raddoppiare l'occupazione».
La firma ufficiale dell'intesa, ha detto Romani, è prevista per oggi.
Che cosa si produrrà in questo polo industriale? Ancora auto, certo, ma anche altro. Lo leggiamo da La Repubblica, cronaca di Palermo, 14 febbraio:
«In linea con la tradizione automobilistica dell'area si apprestano a sbarcare a Termini Imerese la De Tomaso di Gian Mario Rossignolo (per produrre auto di lusso) ed il finanziere siciliano Simone Cimino insieme all'alleato indiano Reva con il progetto Sunny Car: produzione di auto elettriche e una rete solare per rifornirle di energia.
L'ottava offerta, rimasta fino ad ora fuori dalla lista finale dell'advisor Invitalia, è quella del costruttore molisano di auto Dr Motor Company, di Macchia d'Isernia, che punta all'intero sito per "mantenere lo stesso assetto della Fiat: lastratura, verniciatura e assemblaggio" per produrre 60mila auto l'anno in quattro modelli. Proposta "arrivata tardi" ed ora "in panchina", ha spiegato il ministro Romani.
A Termini Imerese guardano aziende impegnate nella produzione televisiva ma anche aziende di floricoltura. Ciccolella è uno dei gruppi leader in Europa nei settori della produzione e della commercializzazione di fiori recisi e piante da vaso, prima azienda florovivaistica quotata in borsa in Europa. Affianca alle serre progetti innovativi nell'energia. A Termini dovrebbe portare serre fotovoltaiche.
Il progetto med-studios pensa invece ad una Hollywood siciliana: teatri di posa per cinema e fiction tv per la Einstein Multimedia. Le altre manifestazioni di interesse selezionate sono delle Lima (protesi mediche ortopediche) New Coop (logistica e grande distribuzione) Biogen Termini (produzione energia da biomasse).
martedì 15 febbraio 2011
Comunicato stampa dei Verdi:
SFRATTO ESECUTIVO CONTADINI ACQUAFREDDA: E’ PREVISTO L’INTEREVENTO DELLA POLIZIA
DOMANI 15 FEBBRAIO DALLE ORE 7:00 PRESIDIO CONTRO LO SFRATTO VOLUTO DAL VATICANO
“Nonostante la manifestazione davanti al Vaticano, i servizi televisivi, tra i quali quello di “Striscia la Notizia” e i molti articoli di giornali la procedura di sfratto dei contadini dalle terre del Parco dell’Acquafredda prosegue e domani è previsto l’intervento della polizia. – afferma il Presidente nazionale e Capogruppo dei Verdi in Regione, Angelo Bonelli – Noi Verdi domani mattina dalle ore 7:00 saremo a via Acquafredda numero 88, presso la Torre Medioevale per opporci in maniera non violenta e pacifica a questo ingiusto provvedimento di sfratto a opera del Vaticano nei confronti dei contadini che in questa maniera perderanno in un colpo solo sia il lavoro sia la casa”.
SFRATTO ESECUTIVO CONTADINI ACQUAFREDDA: E’ PREVISTO L’INTEREVENTO DELLA POLIZIA
DOMANI 15 FEBBRAIO DALLE ORE 7:00 PRESIDIO CONTRO LO SFRATTO VOLUTO DAL VATICANO
“Nonostante la manifestazione davanti al Vaticano, i servizi televisivi, tra i quali quello di “Striscia la Notizia” e i molti articoli di giornali la procedura di sfratto dei contadini dalle terre del Parco dell’Acquafredda prosegue e domani è previsto l’intervento della polizia. – afferma il Presidente nazionale e Capogruppo dei Verdi in Regione, Angelo Bonelli – Noi Verdi domani mattina dalle ore 7:00 saremo a via Acquafredda numero 88, presso la Torre Medioevale per opporci in maniera non violenta e pacifica a questo ingiusto provvedimento di sfratto a opera del Vaticano nei confronti dei contadini che in questa maniera perderanno in un colpo solo sia il lavoro sia la casa”.
GIOVEDI’ 17 FEBBRAIO 2011 – ORE 12.00
PIAZZA MONTECITORIO – ROMA
PIAZZA MONTECITORIO – ROMA
Roma, 14 febbraio 2011_ Giovedì 17 febbraio la Campagna 005 per l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie – in contemporanea con le campagne gemelle in oltre 30 Pesi nei 5 continenti – porterà in piazza Montecitorio il tiro alla fune che si sta consumando tra un manipolo di avidi speculatori da una parte e l’intera società civile globale dall’altra. Gli uni intenti a difendere i loro maxi-bonus, extra-guadagni e benefit gli altri impegnati a salvaguardare i beni comuni come istruzione, sanità, ambiente, lavoro, sviluppo e cooperazione internazionale. Spettatori distratti di questo confronto o ammiccanti agli interessi degli speculatori, i leader politici italiani.
La giornata globale di mobilitazione è stata indetta dal network delle campagne internazionali che chiedono ai leader europei di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie capace di moderare gli eccessi delle speculazioni finanziarie e di generare un gettito rilevante da utilizzare per finanziare le politiche sociali, il welfare, la cooperazione internazionale e la tutela dell’ambiente.
La tassa di importo molto contenuto - pari allo 0,05% sul valore di ogni transazione sui mercati finanziari - non scoraggerebbe chi investe sui mercati in un’ottica sana di medio - lungo periodo e a sostegno dell’economia reale, ma sarebbe in grado di arginare gli eccessi di chi acquista e vende titoli migliaia di volte in un solo giorno per guadagnare sulle piccole oscillazioni del loro valore. Un’imposizione dello 0,05% - se applicata su scala globale - sarebbe in grado di generare un gettito di 655 miliardi di dollari l’anno da destinare alle politiche per uscire dalla crisi, per gli obiettivi del millennio e per la salvaguardia dell’ambiente. La tassa sarebbe applicabile in modo efficace anche a livello regionale, per esempio nella sola area euro.
Lo stunt avrà un forte impatto d’immagine! Giornalisti, fotografi e video maker sono invitati a partecipare! Immagini e video saranno scaricabili qui.
Il Domenicale del Sole-14 ore è morto
Dopo rapida agonia da nuovo formato e abbrutito da titoli illegibili, non ce l'ha fatta. Non ce la facciamo noi, soprattutto. Dopo aver dedicato un articolo alla figlia di Le Pen come "personaggio", la foto di Jovanotti a tutta pagina, le impaginazioni assurde e la grafica poco chiara, con continui articoli pro-Ogm (andate a cagare) e la geniale innovazione dell'apertura del supplemento su tematiche assolutamente confuse.
Ne danno il triste annuncio i lettori affezionati che in tutti questi anni hanno atteso la domenica per suggerimenti, sferzate e approfondimenti, anche su temi lontani dai loro interessi.
Dispiace solo per alcune firme molto valide, intrappolate in cotanta bruttezza.
Non lo leggerò più. Amen.
A Roma vanno a ruba i box sotterranei
Se abiti a Roma non farti sfuggire un'occasione unica. Affitta per 99 anni uno splendido box sotterraneo, in cui la tua amatissima vettura potrà dormire tranquilla, lontana da tutti quei pericoli della strada che la potrebbero rovinare. Affrettati, i posti stanno finendo!
Se vorrai farti ibernare all'interno della tua auto, ti risveglieremo fra 99 anni, quando il petrolio sarà sicuramente finito.
Se vorrai farti ibernare all'interno della tua auto, ti risveglieremo fra 99 anni, quando il petrolio sarà sicuramente finito.
Pensa, potrai avere il tuo parcheggio a soli 100 mila euro!
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