martedì 13 luglio 2010
Dalla rubrica "Le regole" di Internazionale, 9 luglio 2010, p. 98, dedicata ai "ladri di biciclette". 1) L'unico modo per essere sicuri è parcheggiarla in casa. 2) Ma se la porti in spalla fino al sesto piano, sappi che non la userai mai più. 3) Alle brutte togli il sellino e infilalo in borsa. 4) La ciclofficina è la tua seconda casa. 5) Il campanello di design non supera la prima notte. 6) Mettiti l'anima in pace: le bici nuove le rubano, quelle vecchie le prendono a calci.
Nel gennaio del 2008, Ludovico Todini, volenteroso consigliere di AN del XX Municipio, si faceva interprete del malcontento dei cittadini presentando un'interrogazione al Comune di Roma a cui non veniva data risposta. Riguardava il parco di Tor di Quinto, quello con il laghetto. Il parco versava in uno stato di abbandono, il laghetto puzzava ed era pieno di immondizia.
Nel maggio 2009 il parco viene intitolato a Giovanna Reggiani.
Nel febbraio del 2010 iniziano i lavori di bonifica. Si sostituisce la guaina sul fondo del laghetto, vengono piantati i fiorellini, l'erba è tagliata e i cittadini tornano a respirare nella natura, a spasso con i bambini e/o i cani.
Marzo 2010: il parco viene ceduto ai privati, alla US Boreale s.r.l., per 33 anni.
Vengono avviati i lavori che stanno procedendo a ritmi record. Il progetto è qui. Saranno costruiti un mega-ristorante (700 metri quadri), un asilo nido privato (800 metri quadri) e una palestra con spogliatoi e bar. Ci sarà anche un'area cani di 1000 metri quadri, in pratica un pezzo di parco. Poi campi da pallavolo, ecc.
Dalla ciclabile si può vedere la velocità dei lavori. Hanno già colato il cemento delle fondamenta.
Pensate un po' che il gestore della struttura si è fatto carico di mantenere il parco e il laghetto: davvero un colpo di fortuna per i cittadini romani.
Insomma, come vedete basta chiedere: le istituzioni rispondono, eccome.
Nel maggio 2009 il parco viene intitolato a Giovanna Reggiani.
Nel febbraio del 2010 iniziano i lavori di bonifica. Si sostituisce la guaina sul fondo del laghetto, vengono piantati i fiorellini, l'erba è tagliata e i cittadini tornano a respirare nella natura, a spasso con i bambini e/o i cani.
Marzo 2010: il parco viene ceduto ai privati, alla US Boreale s.r.l., per 33 anni.
Vengono avviati i lavori che stanno procedendo a ritmi record. Il progetto è qui. Saranno costruiti un mega-ristorante (700 metri quadri), un asilo nido privato (800 metri quadri) e una palestra con spogliatoi e bar. Ci sarà anche un'area cani di 1000 metri quadri, in pratica un pezzo di parco. Poi campi da pallavolo, ecc.
Dalla ciclabile si può vedere la velocità dei lavori. Hanno già colato il cemento delle fondamenta.
Pensate un po' che il gestore della struttura si è fatto carico di mantenere il parco e il laghetto: davvero un colpo di fortuna per i cittadini romani.
Insomma, come vedete basta chiedere: le istituzioni rispondono, eccome.
giovedì 8 luglio 2010
Ecco l'ennesima coppia di cicloturisti, fotografati stamattina, alle prese con il ponte interrotto sulla ciclabile. Sono stati costretti a scaricare tutti i loro pesanti bagagli dalle due ruote, a trasportarli e a rimetterli sulle bici, fissandoli accuratamente, perché la bici non è un bagagliaio. Nessuna indicazione, in alcuna parte della pista ciclabile, avvisa dell'interruzione del ponte.
Arrivando a Roma, i turisti stranieri hanno subito un quadro di ciò che li aspetta.
Arrivando a Roma, i turisti stranieri hanno subito un quadro di ciò che li aspetta.
mercoledì 7 luglio 2010
Non andare in automobile, vai in bici, e quando ci vai pensa a guidare. La metà degli incidenti è causata dalla distrazione. Partita una campagna della Fondazione Ania, quella che dipinge le strisce pedonali dove il Comune non lo fa. Il video è qui.
La settimana scorsa mi è capitato di dover tornare a casa dopo essere stato colpito dal famigerato colpo della strega, una forte contrattura alla schiena con effetti dirompenti sulla mobilità umana (come l'automobile, quindi). Una prova di ciclismo urbano. Non potevo non tornare in bici, anche perché il mezzo non si abbandona mai. L'aria era un forno. La Flaminia era terreno da gran premi con intasamenti repentini e gente che andava sulla corsia d'emergenza per fare prima [ritiro della patente]. Insomma, come al solito, il solito brano di pecore con una discreta quantità di stronzi. Pedalare con un mal di schiena lancinante è possibile. Non è auspicabile. Ma mi preme di dare qualche rapido consiglio a chi dovesse trovarsi nella stessa condizione. Mi è toccato pure portare lo zainetto. In pianura sono andato piano. la difficoltà era soprattutto quella di voltarsi, anche di poco per controllare le strade laterali. In salita sono sceso senza esitazione, anche perché ero in single-speed. Anche camminando la schiena faceva male, bastava una buchetta, un sasso. Un vero cesso, io. Anche la poca discesa l'ho fatta cautamente, cercando di evitare i movimenti bruschi. Poi quattro giorni a letto, rintronato dal caldo soffocante: una vera botta. Poi lunedì di nuovo in sella, con qualche accortezza, soprattutto in salita. Ho evitato di pedalare in piedi sui pedali, preferendo un rapporto molto leggero e curando la rotondità della pedalata, senza strattoni. Per ora non ci lamentiamo.
martedì 6 luglio 2010

(La foto è di qualche mese fa, tanto non è cambiato nulla)
Fa una certa impressione, in questo periodo dell'anno incontrare sulla pista ciclabile Castel Giubileo-Ponte Milvio i ciclisti nordeuropei che arrivano a Roma in bicicletta. Provengono da Germania, Paesi Bassi, Francia. Viaggiano prevalentemente in coppia, ma anche da soli. E non sono affatto pochi. Solo che passano, raggiungono un camping, magari scaricano i bagagli e girano la città a piedi. Per cui, nel traffico cittadino di Roma, non li si nota, come del resto non notiamo neanche i pullman. Ecco, i turisti stranieri che arrivano a Roma pedalando e ancora ricordando le sfiancanti colline toscane, i sapori delle terre attraversate, la pianura padana incandescente e umida, quando arrivano al ponte della ciclabile Castel Giubileo-Ponte Milvio (interrotto dal 2008) sono costretti a scavalcare con le loro bici gravate da 20-30 Kg di bagaglio. Non credo che la cosa li spaventi; magari qualcuno si domanda se c'è un rischio serio. Ma soprattutto, si domandano (come hanno fatto due tedeschi con cui ho scambiato qualche chiacchiera qualche giorno fa) perché l'interruzione del ponte non è segnalata all'inizio della ciclabile. Ognuno, in quel momento, può decidere se cambiare strada o andare avanti. In nessuna parte del mondo, si omette di indicare un'interruzione della circolazione a chilometri di distanza e senza alternative (almeno per i non aborigeni, come il sottoscritto). La storia di Roma, la sua tradizione di pellegrinaggi, ha un'innegabile importanza culturale (quella religiosa forse interessa soltanto i cattolici). Pertanto, l'idea che ci siano dei turisti che stabiliscono la Città eterna come meta del loro viaggio non può che fare piacere, nonostante l'aggressione delle brutture cementizie, il traffico, la sporcizia, le truffe ai danni dei turisti. Quale effetto voi pensate possa avere sulla mente del cicloturista che arriva a Roma, la chiusura non segnalata di un ponte e, di fatto, l'inutilità della ciclabile per entrare a Roma? Anzi la trappola, perché nel dubbio che il ponte crolli, il turista è costretto a raggiungere la via Flaminia (completamente non segnalata), strada molto nota per il rispetto dei limiti di velocità di chi ci passa.
Per questo, quando si parla di candidatura alle Olimpiadi del 2020 per Roma mi viene da ridere. Non ci sono gli autobus, i lavori della metropolitana sono rallentati da ritardi e costi in crescita costante, le piste ciclabili sono ridotte molto male, non esiste una politica sistematica sulla mobilità. A parte le foglie di fico di chi lancia progetti nel vento, sperando che abbiano lo stesso valore degli atti concreti. No, le Olimpiadi a Roma non si possono fare. Non si può usare la stessa logica che ha seminato quartieri satellite sul territorio, privi di ogni struttura. La storia è un po' diversa. Le candidature sono qui.
lunedì 5 luglio 2010
Uscito in italiano il libro di David Byrne Diari della bicicletta, Bompiani, Milano, 2010. Il leader dei Talking Heads è un ciclista urbano sfegatato. Vari giornali hanno dedicato un articolo all'uscita del libro. Su "La Stampa" del 3 luglio, p. 33, un articolo definito "inedito" intitolato "Se la tolleranza va in bicicletta". Ma l'articolo era già uscito su "Internazionale" il 5 febbraio scorso. E si trova anche, in inglese, sul suo blog, molto interessante.
Sto leggendo con molto interesse l'inchiesta di Sansa, Garibaldi, Massari, Preve, Salvaggiulo intitolata La colata, Chiarelettere, Firenze, 2010, che spiega il motivo per cui nelle città si continua a costruire a rotta di collo, perché a Roma sorgono centri commerciali che poi vengono quasi abbandonati; perché si costruiscono parcheggi sotterranei, E perché non così importante che manufatti di cemento di vendano: l'importante è che si costruiscano. Sotto l'ombrellone portatevi "La colata" e cercate di capire che i partiti politici sono pressoché uguali nel favorire le colate di cemento: l'unica è unirsi in comitati di cittadini sul territorio, come accade sempre più spesso.
A questo libro vorrei presto aggiungere un libro uscito l'anno scorso, che tratta dello stesso argomento: Il termitaio. I signori degli appalti che governano l'Italia di Alberto Statera, Rcs, Milano, 2009.
Molte le ricadute sul pensiero ciclistico urbano: si capisce il motivo per cui delle ciclabili e della ciclabilità urbana non frega niente a nessuno, oppure perché questi temi vengono pesantemente strumentalizzati. L'appalto in nome dell'ambiente tira da matti.
mercoledì 30 giugno 2010
Taglio pesante - mezzo miliardo di euro - sulla mobilità pubblica a Roma e parecchi passi indietro nella lotta al traffico e all'inquinamento. Anche una seria ipoteca sui progetti olimpici e di rilancio della Capitale, che senza mezzi pubblici non può andare da nessuna parte. Per chi pedala quotidianamente le cose forse cambiano poco, ma di questo passo l'intermodalità e compagnia bella si allontanano sempre più.
Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi, ha dichiarato qualche giorno fa: “Il taglio di 500 milioni di euro al trasporto pubblico locale è una violenta aggressione ai diritti dei cittadini ad avere un trasporto pubblico efficiente già oggi gravemente deficitario: è un’istigazione all’uso dell’auto, a cogestionare il traffico, quindi a inquinare la città di Roma e contribuirà all’aumento delle polveri sottili che già producono 1500 morti l’anno nella Capitale e costanop 3,8 milioni alle strutture sanitarie nel comune”.
I tagli al trasporto pubblico a livello nazionale ammonteranno a 3,5 miliardi di euro. È la manovra. Un danno incalcolabile alla vita dei cittadini che devono spostarsi per andare al lavoro. Trascorreranno ancora più tempo nelle automobili, a consumare benzina e a inquinare l'aria che respirano, fermi nel traffico; sempre meno tempo libero per gli italiani che, in questo modo, pagheranno la crisi e vedranno salire la pressione arteriosa, lo stress.
Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi, ha dichiarato qualche giorno fa: “Il taglio di 500 milioni di euro al trasporto pubblico locale è una violenta aggressione ai diritti dei cittadini ad avere un trasporto pubblico efficiente già oggi gravemente deficitario: è un’istigazione all’uso dell’auto, a cogestionare il traffico, quindi a inquinare la città di Roma e contribuirà all’aumento delle polveri sottili che già producono 1500 morti l’anno nella Capitale e costanop 3,8 milioni alle strutture sanitarie nel comune”.
lunedì 28 giugno 2010
Indovinello estivo. Caro lettore, prova a intuire quale merce viaggia più spesso su mezzi a motore a scoppio?
Vi avverto che questo gioco non è per minori, perché può indurre seri dubbi sulla stabilità mentale della società italiana - dubbi, peraltro, fondatissimi. Pertanto è meglio che i minorenni non sappiano in quale mondo stanno crescendo.
La merce più trasportata su gomma in Italia è l'acqua minerale (35,14%). Riguarda un terzo del trasporto su gomma. A seguire i materiali da costruzione (15,71%), metallurgici (7,64%), alimentari (7,17%), prodotti petroliferi (4,07%). Pure questo è interessante: portare il carburante da qualche parte consumando carburante portato al distributore da un altro camion che ha fatto carburante da un'altra parte. La fonte è Osservatorio Airp - Associazione italiana ricostruttori pneumatici) sulla Mobilità sostenibile)
Vi avverto che questo gioco non è per minori, perché può indurre seri dubbi sulla stabilità mentale della società italiana - dubbi, peraltro, fondatissimi. Pertanto è meglio che i minorenni non sappiano in quale mondo stanno crescendo.
La merce più trasportata su gomma in Italia è l'acqua minerale (35,14%). Riguarda un terzo del trasporto su gomma. A seguire i materiali da costruzione (15,71%), metallurgici (7,64%), alimentari (7,17%), prodotti petroliferi (4,07%). Pure questo è interessante: portare il carburante da qualche parte consumando carburante portato al distributore da un altro camion che ha fatto carburante da un'altra parte. La fonte è Osservatorio Airp - Associazione italiana ricostruttori pneumatici) sulla Mobilità sostenibile)
Leggete e fate leggere CicloStile critico, il nuovo giornale che tratta di Critical Mass, ciclofficine e dintorni. Il numero 0 si trova qui.
giovedì 24 giugno 2010
Allarme PM10. In Italia, quasi 6 mila morti all’anno
Le elevate concentrazioni di PM10 (polveri sottili) in atmosfera sono responsabili di 5.876 decessi all'anno. Lo attesta un rapporto di Nomisma, presentata al convegno VERT dedicato al trasporto sostenibile. La ricerca riporta i dati sui valori medi di concentrazione di polveri sottili nel triennio 2006-2008 delle prime 15 città italiane.
Roma (40,4) è ai primi posti; le altre città più inquinate si concentrano nell’Italia del Nord, in particolare nella Pianura Padana: Milano (49,2), Torino (56,5), Bologna (41,3), Verona (47), Padova (46,7). L'istituto di ricerca stima in 5.876 i decessi annuali imputabili alle elevate concentrazioni di PM10.
A Roma i morti stimati ogni anno sono 1.508. Per i responsabili, nessuna legge da applicare e impunità totale.
Roma (40,4) è ai primi posti; le altre città più inquinate si concentrano nell’Italia del Nord, in particolare nella Pianura Padana: Milano (49,2), Torino (56,5), Bologna (41,3), Verona (47), Padova (46,7). L'istituto di ricerca stima in 5.876 i decessi annuali imputabili alle elevate concentrazioni di PM10.
A Roma i morti stimati ogni anno sono 1.508. Per i responsabili, nessuna legge da applicare e impunità totale.
martedì 22 giugno 2010
Ogni anno vengono dispersi nell'ambiente 4,5 miliardi di mozziconi di sigaretta. Si tratta di materiali inquinanti, in grado di uccidere pesci e uccelli. Di recente, è stato scoperto un sistema per rendere l'acciaio inattaccabile dalla ruggine con i mozziconi. Una scoperta fatta da alcuni compagni cinesi dell'università Xi'an Shiyou. Quindi fumate di meno, ma tenetevi i mozziconi per proteggere i telai.
lunedì 21 giugno 2010
C'è modo di adattare una forcella a una ruota più piccola, ma bisogna studiare bene la situazione, perché le sollecitazioni in campo durante la frenata sulle ganasce sono consistenti. Per adattare una ruota da 26 pollici a una forcella da 28, si può provare a trovare delle pinze freno più grandi. Altrimenti, bisogna ricorrere a un adattatore. Quello che vedete nella foto è di ferro e funziona bene. Il ferro dev'essere spesso, il bullone che si attacca alla forcella (foro superiore) dev'essere robusto e anche la pinza del freno dev'essere di buona qualità, perché le pinze di latta si storcono e possono anche schizzare via dalla bici. Succede sul freno anteriore, perché quello posteriore frena meno ed è tenuto anche dal telaio; m'è capitato, è un'esperienza molto brutta, anche perché la pinza ti può colpire o può colpire altri.
La buonanima di Sheldon Brown aveva approntato un adattatore di alluminio, molto più raffinato di questo tocco di ferro che vedete sopra. Adesso non trovo il link, ma intanto potete girovagare nel suo sito.
La buonanima di Sheldon Brown aveva approntato un adattatore di alluminio, molto più raffinato di questo tocco di ferro che vedete sopra. Adesso non trovo il link, ma intanto potete girovagare nel suo sito.
giovedì 17 giugno 2010
Dice che la mia con le marce non è regolare, ma chi sta in zona dovrebbe fare un salto a Bergamo il 26 giugno, perché ci sono le Grazielliadi.
Tutte le informazioni qui: Grazielliadi di Bergamo
Tutte le informazioni qui: Grazielliadi di Bergamo
venerdì 11 giugno 2010
L'idea è di fornire la graziella di un cambio a 6 rapporti. Ho appena iniziato, fissando il deragliatore e cambiando la catena. Davanti la situazione richiederebbe un deragliatore con attacco al movimento centrale (ne esistono). Oppure si può scegliere di azionare solo il deragliatore posteriore e, se serve, manualmente, si sposta la catena sulla corona piccola. Mi sa che farò così.
giovedì 10 giugno 2010
«Qui vorrei capire aprire il capitolo delle intercettazioni telefoniche, che sono assolutamente indispensabili per scoprire i responsabili di gravissimi reati. Bene, è in cantiere una riforma sulle intercettazioni che in buona sostanza vieta, o riduce di molto la possibilità di usarle. Ciò significa impunità per fior di delinquenti, compresi assassini, rapinatori, sequestratori, estorsori, stupratori, pedofili, sfruttatori di prostitute, trafficanti di droga, usurai, corruttori, concussori, bancarottieri...Ora, tra i princìpi scritti nella Costituzione c'è anche quello della ragionevolezza che deve ispirare ogni legge ed è per questo motivo che la Carta costituzionale entrerà in tensione con la progettata riforma delle intercettazioni». Gian Carlo Caselli, Di sana e robusta Costituzione, add editore, Torino, 2010, p. 54.
mercoledì 9 giugno 2010
Ogni volta che vedo le bottiglie di plastica m'incazzo. Dicono che esagero. Le bottiglie da mezzo litro, poi, mi esasperano: le usano molto le donne (stanno nella borsetta, dicono). Una bevuta, una pisciata e ti tieni la bottiglia per mille anni. L'idea che quello che succede in discarica non ci riguardi è pessima. Ma c'è anche il rischio di danni diretti sulla salute, perché la plastica non è sana, è un prodotto del petrolio, che come è noto, non è adatto a fare i gargarismi. E di nuovo dicono che esagero, che la plastica loro la buttano nel cassonetto della raccolta differenziata. E allora ribatto che la metà di tutta la plastica riciclata, non di quella consumata e dispersa, finisce nei termovalorizzatori, ossia gli inceneritori, perché la plastica è un eccellente combustibile.
Da un po' gira sul web un bellissimo filmato sull'acqua in bottiglia, che consiglio di vedere se capite l'inglese, ma anche se non lo capite, perché il senso della questione si afferra lo stesso. Il video è qui.
Da un po' gira sul web un bellissimo filmato sull'acqua in bottiglia, che consiglio di vedere se capite l'inglese, ma anche se non lo capite, perché il senso della questione si afferra lo stesso. Il video è qui.
martedì 8 giugno 2010
lunedì 7 giugno 2010
La mia amica ciclista Elena, sabato scorso, a Roma, zona Ostiense, è stata presa in pieno da uno scooter. Lui si immetteva sulla strada principale guardando indietro. Si è rigirato troppo tardi. Dice di non averla vista. Poi ha anche provato a dire che era lei che si era inserita e gli si era parata davanti. Un'infermiera, mentre la caricava sull'ambulanza, le ha detto perché non vai sulla ciclabile. Lui si è fatto più male di lei, che cammina, fasciata e illividita, con qualche ferita profonda. Questi scooter purtroppo sono molto più potenti dei cervelli che li guidano.
venerdì 4 giugno 2010
Anche se la nazionale italiana di calcio, imbottita di nutella, ha perduto contro il Messico (non me ne frega assolutamente nulla), oggi mi sento animato da spirito patriottico. Mi sono scordato di parlare del 2 giugno. La parata militare, i suoi costi, in epoca di crisi, mettono un po' in ombra il motivo per cui si celebra questa ricorrenza, facendola sembrare al pubblico televisivo più la festa delle forze armate che la festa della Repubblica Italiana. Con l'andare del tempo, poi, i ricordi si offuscano e si semplificano; gli uomini scompaiono e la storia diventa imbalsamata e fredda, mentre forze oscure da lungo operanti tentano di cambiare la Costituzione. Sto leggendo un libro molto bello che si chiama Di sana e robusta Costituzione, intervista di Carlo Alberto dalla Chiesa a Oscar Luigi Scalfaro e a Gian Carlo Caselli, add editore, Torino, 2010. Caselli ricorda quanto ha scritto Piero Calamandrei, una cosa commovente che voglio riportare. «Dietro ogni articolo di questa Costituzione, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, giovani che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta...che è un testamento, un testamento di 100.000 morti. Se voi dovete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione».
giovedì 3 giugno 2010
Ciemmona partimonio Unesco subito!
Da qualche giorno sto sfogliando la nuova guida Italia in bicicletta edita da Lonely Planet-Edt, Torino, 2010, scritta dalla cicloviaggiatrice, scrittrice e insegnante di yoga Ellee Thalheimer. Di yoga ce ne vuole molto per viaggiare in bici nel nostro paese. Il libro è edito anche in inglese e ha una diffusione importante fra i cicloturisti di tutto il mondo. È quindi anche un momento di verifica di ciò che sperimentiamo quotidianamente come ciclisti urbani e cicloviaggiatori autoctoni.
Mi interessa soprattutto lo sguardo dall'esterno di una realtà che ci appare molto poco a misura di bici. Le descrizioni sono meno drammatiche di quanto mi aspettassi. Certo, bisogna aggiungere il "correttivo" di uno sguardo trasognato e vacanziero, quello del cicloturista straniero, che raramente combacia con il nostro, che si punta sui particolari, più che sugli elementi rilevanti che attraggono i forestieri di passaggio. Sono troppo astratto? La chiudo qui. Il libro, per scontentare la Lega Nord e il ministro Maroni in particolare, inizia descrivendo Roma, invece di Varese. Davvero un'ingiustizia. Dopo aver liquidato la storia di Roma in venticinque righe, e descritto a volo di razzo l 'ambiente, il clima e le cartine necessarie al viaggio, indovinate di cosa parla la nostra tenace autrice? Dei Fori Imperiali? No. Parla della Ciemmona.
Invocando il diritto di cronaca, in questo paese giunto ormai a livelli birmani, cito testualmente: «Se vi trovate a Roma in bicicletta nell'ultimo weekend di maggio potete partecipare alla più grande manifestazione su due ruote dell'anno, la Ciemmona. Durante questo raduno i ciclisti si impossessano delle strade cittadine per protestare contro la cultura incentrata sull'uso dell'auto. [...] La Ciemmona richiama in città ciclisti provenienti da tutto il paese, dall'Europa e perfino da altri continenti. Si tratta di una manifestazione molto pittoresca e variopinta durante la quale le vie di Roma, in genere invase dalle auto, vengono conquistate da un numero incredibile di biciclette. una rumorosa folla di appassionati, difensori e fanatici della bici trascorre una giornata al sole, pedalano in zone della città normalmente off-limits per i ciclisti. È un momento molto divertente che permette di capire meglio i problemi legati all'uso della bicicletta a Roma. In genere l'atmosfera è spensierata, ma tenete presente che gli animi possono scaldarsi parecchio».
La Ciemmona è un patrimonio da salvaguardare, magnete turistico e culturale di una città disorientata, in cui la schiavitù dal petrolio e la mancanza di investimenti nella mobilità sostenibile genera il disagio nei cittadini. Un disagio che cresce ogni giorno.
Mi interessa soprattutto lo sguardo dall'esterno di una realtà che ci appare molto poco a misura di bici. Le descrizioni sono meno drammatiche di quanto mi aspettassi. Certo, bisogna aggiungere il "correttivo" di uno sguardo trasognato e vacanziero, quello del cicloturista straniero, che raramente combacia con il nostro, che si punta sui particolari, più che sugli elementi rilevanti che attraggono i forestieri di passaggio. Sono troppo astratto? La chiudo qui. Il libro, per scontentare la Lega Nord e il ministro Maroni in particolare, inizia descrivendo Roma, invece di Varese. Davvero un'ingiustizia. Dopo aver liquidato la storia di Roma in venticinque righe, e descritto a volo di razzo l 'ambiente, il clima e le cartine necessarie al viaggio, indovinate di cosa parla la nostra tenace autrice? Dei Fori Imperiali? No. Parla della Ciemmona.
Invocando il diritto di cronaca, in questo paese giunto ormai a livelli birmani, cito testualmente: «Se vi trovate a Roma in bicicletta nell'ultimo weekend di maggio potete partecipare alla più grande manifestazione su due ruote dell'anno, la Ciemmona. Durante questo raduno i ciclisti si impossessano delle strade cittadine per protestare contro la cultura incentrata sull'uso dell'auto. [...] La Ciemmona richiama in città ciclisti provenienti da tutto il paese, dall'Europa e perfino da altri continenti. Si tratta di una manifestazione molto pittoresca e variopinta durante la quale le vie di Roma, in genere invase dalle auto, vengono conquistate da un numero incredibile di biciclette. una rumorosa folla di appassionati, difensori e fanatici della bici trascorre una giornata al sole, pedalano in zone della città normalmente off-limits per i ciclisti. È un momento molto divertente che permette di capire meglio i problemi legati all'uso della bicicletta a Roma. In genere l'atmosfera è spensierata, ma tenete presente che gli animi possono scaldarsi parecchio».
La Ciemmona è un patrimonio da salvaguardare, magnete turistico e culturale di una città disorientata, in cui la schiavitù dal petrolio e la mancanza di investimenti nella mobilità sostenibile genera il disagio nei cittadini. Un disagio che cresce ogni giorno.
lunedì 31 maggio 2010
I problemi al pozzo Deepwater horizon noti da diversi mesi. Segnali allarmanti hanno preceduto la catastrofe ambientale senza precedenti che si sta consumando nel Golfo del Messico. A giugno alcuni ingegneri della BP avevano espresso forti dubbi ai vertici dell'azienda, allarmati dal fatto che il metallo che si voleva utilizzare avrebbe ceduto sotto la pressione. Le notizie sono rimaste segrete, come succede spesso in questi casi. Poi dicono che l'Unione Sovietica era misteriosa. La resistenza dei metalli è roba da istituto tecnico. I tecnici stanno studiando anche la valvola anti-esplosione della piattaforma, che non ha funzionato (fonte New York Times).
Avanti, allora, verso nuove catastrofi, anche nucleari, causate dal desiderio di risparmiare tempo e soldi.
Avanti, allora, verso nuove catastrofi, anche nucleari, causate dal desiderio di risparmiare tempo e soldi.
Marco Bresolin, su Metro, 24 maggio 2010, p. 6 intervista Claude Mathaler, cicloviaggiatore planetario:
Domanda: In questi giorni ha pedalato a Milano: impressioni?
Risposta: C'è un traffico demenziale e gli automobilisti sono maleducati. poi il pavè e piste ciclabili disastrose.
Domanda: Come si può cambiare?
Risposta: Se metti a disposizione infrastrutture, la gente va più in bici. E poi serve educazione partendo dalle scuole. Oltre al problema inquinamento, gli amministratori devono capire che anche il commercio ci guadagnerebbe. i ciclisti consumano e i negozi cittadini sarebbero favoriti.
Domanda: In questi giorni ha pedalato a Milano: impressioni?
Risposta: C'è un traffico demenziale e gli automobilisti sono maleducati. poi il pavè e piste ciclabili disastrose.
Domanda: Come si può cambiare?
Risposta: Se metti a disposizione infrastrutture, la gente va più in bici. E poi serve educazione partendo dalle scuole. Oltre al problema inquinamento, gli amministratori devono capire che anche il commercio ci guadagnerebbe. i ciclisti consumano e i negozi cittadini sarebbero favoriti.
venerdì 28 maggio 2010
Gli effetti del disastro causato dalla BP [non notate un po' d'imbarazzo nella homepage? avete visto il logo, un po' germoglio, un po' sole?] nel Golfo del Messico si sentiranno per due generazioni. lo ha dichiarato Romano Pagnotta, biologo dell'Istituto di ricerca delle acque del CNR. Gli effetti di questa tragedia si sentiranno fino a quando il petrolio sarà finito. Per l'uranio sarà ancora peggio: 40 anni di risorse e migliaia d'anni per tenere a bada le scorie, salvo imprevisti. La specie umana in qualche caso ci tiene molto al passato, ma vive spensieratamente le prospettive per il futuro. I signori del petrolio sono anche peggio.
giovedì 27 maggio 2010
Nonostante l'aumento della temperatura per l'imminente Ciemmona, voglio spendere due parole su La macchina perfetta di Giò Pozzo e Adriano Maccarana, Il Saggiatore, Milano, 2010. Due signori in gamba, che hanno una conoscenza pratica. Hanno aperto Orco Cicli, che i milanesi conosceranno, se non altro per fama. Pozzo e Maccarana fanno anche i turni in ciclofficina. Davvero un bel libro, consistente come contenuti meccanici e molto attento anche al versante attivistico del ciclismo urbano. Un libro che resterà e che, pulite le mani con l'apposita pasta, vale la pena di sfogliare e tenere a portata di mano. L'ho letto e riletto. Vado d'accordo anche con le passioni degli autori, e pure con le loro idiosincrasie. Per esempio, dicono che le bici ammortizzate non sono propriamente bici: oh, finalmente, qualcuno che ha il coraggio di parlar chiaro. Gli autori hanno anche il tempo di informare sulla «tragica situazione delle ciclabili a Milano: sono gli sparsi "spaghetti" grigi che si perdono nella cartina», dopo aver descritto le solite situazioni surreali di ciclabili irraggiungibili, che non si sa dove iniziano e dove finiscono.
La macchina perfetta intreccia con naturalezza meccanica e storia: la cosa mi piace molto. Anche chi già possiede un testo di meccanica ciclistica troverà qui cose interessanti.
La macchina perfetta intreccia con naturalezza meccanica e storia: la cosa mi piace molto. Anche chi già possiede un testo di meccanica ciclistica troverà qui cose interessanti.
mercoledì 26 maggio 2010
martedì 25 maggio 2010
Elio Germano, premiato come miglior attore al Festival di Cannes (fonte: Corriere della Sera)
«In tanti mi hanno detto di essersi riconosciuti. Io sono un attore, ma prima ancora sono un lavoratore dello spettacolo e un cittadino. E come tale mi identifico in tanti altri che, come me, credono in un impegno nella collettività. Gli italiani che ogni giorno senza proclami si rimboccano le maniche per cercare di intervenire là dove lo stato latita. Gruppi di volontariato cattolici o laici, che si occupano di centri sociali, di accoglienza, di cultura. E spesso, proprio per questo, vengono bollati come nemici, violenti, eversivi. Ogni attività "esterna" viene guardata con sospetto dallo stato e dai partiti».
«Ci fosse stata al governo la sinistra avrei detto le stesse parole. Perché anche la sinistra, anche i sindacati, si sono allontanati dalla gente comune. La distanza cittadini-istituzioni ormai si è fatta enorme».
«In tanti mi hanno detto di essersi riconosciuti. Io sono un attore, ma prima ancora sono un lavoratore dello spettacolo e un cittadino. E come tale mi identifico in tanti altri che, come me, credono in un impegno nella collettività. Gli italiani che ogni giorno senza proclami si rimboccano le maniche per cercare di intervenire là dove lo stato latita. Gruppi di volontariato cattolici o laici, che si occupano di centri sociali, di accoglienza, di cultura. E spesso, proprio per questo, vengono bollati come nemici, violenti, eversivi. Ogni attività "esterna" viene guardata con sospetto dallo stato e dai partiti».
«Ci fosse stata al governo la sinistra avrei detto le stesse parole. Perché anche la sinistra, anche i sindacati, si sono allontanati dalla gente comune. La distanza cittadini-istituzioni ormai si è fatta enorme».
lunedì 24 maggio 2010
Ecco cosa succede a dare retta ai signori del petrolio.
Il ministro degli Interni Usa Ken Salazar, in visita nel Golfo del Messico, per valutare di persona i gravissimi e irreversibili danni ambientali che la perdita di petrolio sta causando, ha parlato di "rabbia e frustrazione" che crescono alla Casa Bianca e ha detto di "essere molto arrabbiato" con il gruppo petrolifero britannico, perché "di scadenza mancata in scadenza mancata continua a non onorare le promesse fatte". I tecnici della BP hanno dichiarato che martedì, al massimo mercoledì, proveranno ancora a chiudere la falla.
Il ministro degli Interni Usa Ken Salazar, in visita nel Golfo del Messico, per valutare di persona i gravissimi e irreversibili danni ambientali che la perdita di petrolio sta causando, ha parlato di "rabbia e frustrazione" che crescono alla Casa Bianca e ha detto di "essere molto arrabbiato" con il gruppo petrolifero britannico, perché "di scadenza mancata in scadenza mancata continua a non onorare le promesse fatte". I tecnici della BP hanno dichiarato che martedì, al massimo mercoledì, proveranno ancora a chiudere la falla.
mercoledì 19 maggio 2010
Una semplice idea per dotare le bici di parafango posteriore (soprattutto se la ruota passa molto vicino all'attacco dei freni), con grande facilità di montaggio e smontaggio. Sulla mia graziella era l'unico sistema possibile. Si taglia il parafango all'altezza dell'attacco, si monta l'attacco metallico al contrario.
Non ci sarebbe spazio per il parafango intero. Quindi si taglia e si monta (in un secondo).
Non ci sarebbe spazio per il parafango intero. Quindi si taglia e si monta (in un secondo).
martedì 18 maggio 2010
Edoardo Sanguineti (1930-2010)
Ballata delle donne
Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.
Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.
Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.
Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.
Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.
Ballata delle donne
Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.
Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.
Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.
Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.
Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.
Sentenza pilota per le città italiane. D'ora in avanti sarà molto difficile tutelare la qualità dell'aria delle città, neutralizzando così le normative europee in materia.
Dopo quasi due anni di dibattimento, il tribunale di Firenze ha emesso una sentenza assolutoria. L'accusa aveva chiesto pene dai 5 agli 8 mesi. Il giudice ha assolto l'ex-sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, e l'ex-governatore della Toscana, Claudio Martini. Il fatto non sussiste. L'accusa sosteneva che gli amministratori pubblici avrebbero sottovalutato l'allarme inquinamento da polveri sottili e da biossido di azoto. E di aver violato le normative europee in materia, senza adottare "misure per la tutela della salute dei cittadini".
Secondo i giudici di Firenze, l'inquinamento ha dimensioni mondiali, e siccome le polveri sottili sono prodotte anche da vulcani e altri fattori naturali, il superamento delle soglie da solo non significa nulla. Anche perché, sempre secondo i giudici, le particelle sottili potrebbero arrivare da paesi esteri e quindi non è possibile stabilire il livello d'inquinamento locale.
Dopo quasi due anni di dibattimento, il tribunale di Firenze ha emesso una sentenza assolutoria. L'accusa aveva chiesto pene dai 5 agli 8 mesi. Il giudice ha assolto l'ex-sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, e l'ex-governatore della Toscana, Claudio Martini. Il fatto non sussiste. L'accusa sosteneva che gli amministratori pubblici avrebbero sottovalutato l'allarme inquinamento da polveri sottili e da biossido di azoto. E di aver violato le normative europee in materia, senza adottare "misure per la tutela della salute dei cittadini".
Secondo i giudici di Firenze, l'inquinamento ha dimensioni mondiali, e siccome le polveri sottili sono prodotte anche da vulcani e altri fattori naturali, il superamento delle soglie da solo non significa nulla. Anche perché, sempre secondo i giudici, le particelle sottili potrebbero arrivare da paesi esteri e quindi non è possibile stabilire il livello d'inquinamento locale.
lunedì 17 maggio 2010
Capitale
«Roma cade a pezzi. Rutelli e Veltroni, che pure l’hanno governata per quindici anni, non hanno saputo pensare al futuro. Avevano i numeri e il consenso per farlo, per innovare lasciando il segno, per sperimentare, per rischiare, perfino per permettersi di sbagliare, ma si sono limitati ad amministrare. Che non è poco, ma neanche abbastanza. Hanno consegnato la città a un centrodestra impreparato e inadeguato. Chi vive a Roma osserva giorno dopo giorno il suo progressivo disfacimento, l’invasione dei pullman turistici, la sporcizia che si accumula, l’abbandono dei parchi, la moltiplicazione dei cartelloni pubblicitari. Per la prima volta nella sua storia, a metà anno il comune è ancora senza un bilancio di previsione: può solo gestire l’ordinaria amministrazione. Le casse sono vuote, si tagliano i servizi per gli anziani, non si aprono nuove scuole. Il degrado materiale della città ha cominciato a intaccare il tessuto sociale. Roma cade a pezzi, specchio fedele del paese di cui è capitale». Giovanni De Mauro, Internazionale, 14-20 maggio 2010.
«Roma cade a pezzi. Rutelli e Veltroni, che pure l’hanno governata per quindici anni, non hanno saputo pensare al futuro. Avevano i numeri e il consenso per farlo, per innovare lasciando il segno, per sperimentare, per rischiare, perfino per permettersi di sbagliare, ma si sono limitati ad amministrare. Che non è poco, ma neanche abbastanza. Hanno consegnato la città a un centrodestra impreparato e inadeguato. Chi vive a Roma osserva giorno dopo giorno il suo progressivo disfacimento, l’invasione dei pullman turistici, la sporcizia che si accumula, l’abbandono dei parchi, la moltiplicazione dei cartelloni pubblicitari. Per la prima volta nella sua storia, a metà anno il comune è ancora senza un bilancio di previsione: può solo gestire l’ordinaria amministrazione. Le casse sono vuote, si tagliano i servizi per gli anziani, non si aprono nuove scuole. Il degrado materiale della città ha cominciato a intaccare il tessuto sociale. Roma cade a pezzi, specchio fedele del paese di cui è capitale». Giovanni De Mauro, Internazionale, 14-20 maggio 2010.
venerdì 14 maggio 2010
Mettetevi a dieta, abbronzatevi, allenatevi, mettete a punto il vostro mezzo, iniziate a pensare al menù, qualche attrezzo, la camera d'aria di riserva, l'amica o l'amico, le toppe, le bevande, la preghiera di Santa Graziella, la maglietta con la scritta giusta, fiorellini e ricordi, musica, il fischietto.
giovedì 13 maggio 2010
«Ad Hannover e a Malmo c'hanno pensato 40 anni fa a pianificare urbanizzazione e trasporti, e non perché loro sono più fricchettoni, è perché devi sapere a che ora parti e a che ora arrivi, e non è una bella vita avere permanentemente sotto le finestre di casa un tubo di scappamento». Report, Rai-Tre, 9 maggio 2010.
Oggi a Roma il collettivo dei Ciclomobilisti organizza il Bike to Work Day. Per saperne di più, vedete qui.
L'idea è di incentivare i percorsi casa-scuola e casa-lavoro in bicicletta. Penso che sia molto importante fare il primo tentativo, poi ci si prende gusto. Nonostante le incertezze meteorologiche, è tutta questione di fare la prima pedalata, non per diporto, non la domenica, non in un parco.
Se non l'avete fatto oggi, potete farlo domani. L'importante è iniziare e farlo spesso. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, Bartali, sfollato a Pescara, andò a Milano in bicicletta a comprare i tubolari, che erano finiti. Non siete Bartali, ma non dovete neanche fare Pescara-Milano-Pescara con svariati tubolari in spalla.
L'idea è di incentivare i percorsi casa-scuola e casa-lavoro in bicicletta. Penso che sia molto importante fare il primo tentativo, poi ci si prende gusto. Nonostante le incertezze meteorologiche, è tutta questione di fare la prima pedalata, non per diporto, non la domenica, non in un parco.
Se non l'avete fatto oggi, potete farlo domani. L'importante è iniziare e farlo spesso. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, Bartali, sfollato a Pescara, andò a Milano in bicicletta a comprare i tubolari, che erano finiti. Non siete Bartali, ma non dovete neanche fare Pescara-Milano-Pescara con svariati tubolari in spalla.
mercoledì 12 maggio 2010
«La realizzazione di zone pedonali nel cuore delle grandi città contribuisce sostanzialmente a migliorare l'ambiente fisico notoriamente soggetto a numerosi inconvenienti (scarsità di spazio, di acqua ed aria pura, di luce; isolamento della natura; inquinamento; rumore, tensione nervosa). nella stessa direzione sono diretti i programmi per l'espansione e la diffusione dei servizi sociali e ricreativi, nonché per la dotazione di parchi urbani, nei confronti dei quali si è avuto un cospicuo dilatarsi della domanda pubblica».
Gabriele Scimeni, Enciclopedia Treccani, 1979.
Gabriele Scimeni, Enciclopedia Treccani, 1979.
martedì 11 maggio 2010
A margine della Pacchianata Nazionale della Bicicletta, un indovinello.
«A monte di questa emergenza c'è una situazione di crisi che va risolta e subito. "È passata l'epoca della bicicletta come 'pallino ecologista' di pochi irriducibili, dichiara Squiteri a Leonardo Gorra del Messaggero (27 maggio), la bici è sempre considerata (e da sempre più gente) come un mezzo di trasporto ordinario. Da tutti meno che dalla legge. Ecco perché il coordinamento nazionale di tutte le associazioni di amici delle due ruote, sorte in questi ultimi anni in Italia, ha preparato una serie di emendamenti e di correzioni al Codice della Strada sia per proteggere i ciclisti sia per definire con maggiore chiarezza lo 'status' giuridico del veicolo-bici».
A quale anno risale la citazione dell'articolo?
«A monte di questa emergenza c'è una situazione di crisi che va risolta e subito. "È passata l'epoca della bicicletta come 'pallino ecologista' di pochi irriducibili, dichiara Squiteri a Leonardo Gorra del Messaggero (27 maggio), la bici è sempre considerata (e da sempre più gente) come un mezzo di trasporto ordinario. Da tutti meno che dalla legge. Ecco perché il coordinamento nazionale di tutte le associazioni di amici delle due ruote, sorte in questi ultimi anni in Italia, ha preparato una serie di emendamenti e di correzioni al Codice della Strada sia per proteggere i ciclisti sia per definire con maggiore chiarezza lo 'status' giuridico del veicolo-bici».
A quale anno risale la citazione dell'articolo?
venerdì 7 maggio 2010
Prima che la Giornata Nazionale della Bicicletta ci cada addosso in tutta la sua vacuità istituzionale, vorrei proporre ai ciclisti una sana e divertente alternativa, per una delle poche giornate che abbiano davvero un senso e un riscontro immediato.
La bici è importante nella vita di molti, ma essere presi in giro non va bene.
Vorrei ricordare che il 21 dicembre, solstizio d'inverno, si celebra la Giornata Mondiale dell'Orgasmo Collettivo Sincronizzato per la Pace. Manca ancora un po’ al Global Orgasm, escogitato da una coppia di simpatici statunitensi. Preferisco però ricordarlo ora, in modo che tutti possano prepararsi con calma e in modo adeguato a questo importante avvenimento, facendo molta pratica prima di quella scadenza. Vi terremo informati su iniziative legate al Global Orgasm sul territorio della Repubblica Italiana.
Dal blog “rotazioni” buoni orgasmi a tutti!
La bici è importante nella vita di molti, ma essere presi in giro non va bene.
Vorrei ricordare che il 21 dicembre, solstizio d'inverno, si celebra la Giornata Mondiale dell'Orgasmo Collettivo Sincronizzato per la Pace. Manca ancora un po’ al Global Orgasm, escogitato da una coppia di simpatici statunitensi. Preferisco però ricordarlo ora, in modo che tutti possano prepararsi con calma e in modo adeguato a questo importante avvenimento, facendo molta pratica prima di quella scadenza. Vi terremo informati su iniziative legate al Global Orgasm sul territorio della Repubblica Italiana.
Dal blog “rotazioni” buoni orgasmi a tutti!
giovedì 6 maggio 2010
Il sorriso di un Piero Chiambretti elegantissimo risplende oggi sulla copertina di Sette, settimanale del Corriere della Sera (quasi illeggibile e ingovernabile da quando hanno ampliato il formato, ma almeno la carta adesso si può riciclare e non riflette fastidiosamente la luce artificiale). Piero sta per montare in sella alla sua bici in Piazzale Giulio Cesare a Milano.
Con grande trepidazione apriamo le pagine di Sette e ci disponiamo a nutrirci delle informazioni che Gianni Santucci e Stefano Landi hanno raccolto in quella che in copertina viene definita generosamente "inchiesta", un termine che a me fa pensare a Marco Nozza, ma anche a Jacona, a Ranucci, alla Gabanelli, al defunto Diario. Qui forse è fuori luogo, perché quando apro le pagine in questione mi si riversano addosso Fini, la Prestigiacomo, Formigoni, la Santanchè, Madonna, Mentana, Muccino e altri che mi fa fatica solo nominare (e di fatica già ne ho fatta parecchia, anzi troppa).
La cosiddetta 'inchiesta' sorvola nella vaghezza più assoluta il tema della ciclabilità urbana.
Mi concentro su Roma, perché la quantità di scempiaggini contenute nell'articolo è considerevole. Cito testualmente: «Anche nelle grandi città qualcosa è stato fatto». La prima risposta che mi viene in mente è: andate a cagare.
«A Roma, storicamente avversa all'uso di biciclette [vaniloquio: storicamente quando? Gli anni Trenta, i Cinquanta?], da quando per dimensioni e morfologia di territorio più adatta a scalatori da Giro d'Italia [la solita minchiata dei 7 colli, che non esistono più]».
Piuttosto, Roma è uno storico serbatoio di acquirenti d'auto, i ministeriali, ecc. da cui anche la mostruosa arretratezza del trasporto su rotaia. Se la metro funziona, non compri l'auto.
Poi la parte dedicata a Roma si occupa del bike-sharing. Se fossero andati a vedere la ciclabile interrotta davanti a una scalinata a Capoprati, con rischio di morte per i ciclisti, avrebbero reso un servizio. Il tutto condito dalla stupidaggine che la ciclabile sull'argine del Tevere avrebbe il problema degli allagamenti, quando anche le nutrie sanno che il problema sono semmai i sampietrini. Come autori di inchieste al Corriere stanno messi male. Invece di spargere incenso, andate a vedere col taccuino in mano.
Con grande trepidazione apriamo le pagine di Sette e ci disponiamo a nutrirci delle informazioni che Gianni Santucci e Stefano Landi hanno raccolto in quella che in copertina viene definita generosamente "inchiesta", un termine che a me fa pensare a Marco Nozza, ma anche a Jacona, a Ranucci, alla Gabanelli, al defunto Diario. Qui forse è fuori luogo, perché quando apro le pagine in questione mi si riversano addosso Fini, la Prestigiacomo, Formigoni, la Santanchè, Madonna, Mentana, Muccino e altri che mi fa fatica solo nominare (e di fatica già ne ho fatta parecchia, anzi troppa).
La cosiddetta 'inchiesta' sorvola nella vaghezza più assoluta il tema della ciclabilità urbana.
Mi concentro su Roma, perché la quantità di scempiaggini contenute nell'articolo è considerevole. Cito testualmente: «Anche nelle grandi città qualcosa è stato fatto». La prima risposta che mi viene in mente è: andate a cagare.
«A Roma, storicamente avversa all'uso di biciclette [vaniloquio: storicamente quando? Gli anni Trenta, i Cinquanta?], da quando per dimensioni e morfologia di territorio più adatta a scalatori da Giro d'Italia [la solita minchiata dei 7 colli, che non esistono più]».
Piuttosto, Roma è uno storico serbatoio di acquirenti d'auto, i ministeriali, ecc. da cui anche la mostruosa arretratezza del trasporto su rotaia. Se la metro funziona, non compri l'auto.
Poi la parte dedicata a Roma si occupa del bike-sharing. Se fossero andati a vedere la ciclabile interrotta davanti a una scalinata a Capoprati, con rischio di morte per i ciclisti, avrebbero reso un servizio. Il tutto condito dalla stupidaggine che la ciclabile sull'argine del Tevere avrebbe il problema degli allagamenti, quando anche le nutrie sanno che il problema sono semmai i sampietrini. Come autori di inchieste al Corriere stanno messi male. Invece di spargere incenso, andate a vedere col taccuino in mano.
mercoledì 5 maggio 2010
Grandissima trepidazione per l'uscita del settimanale Sette del Corriere della Sera, in edicola domani, con copertina e "inchiesta" dedicata alle piste ciclabili italiane e alla ciclabilità. Grande occasione per approfondire l'argomento bicicletta. In sintonia con la Giornata Nazionale della Bicicletta, che verrà celebrata il 9 maggio in tutta Italia con manifestazioni interessantissime e soprattutto risolutive.
martedì 4 maggio 2010
"Chiodo fisso", programma mattutino di Radio3-Rai, questo mese è dedicato alla bicicletta. Venti puntate dal lunedì al venerdì, alle 10.50 su Radio3. Le frequenze sono qui.
A Teramo, il sindaco ha avuto un'idea semplice: i membri dell'amministrazione comunale non potranno più prendere l'auto. Maurizio Brucchi ha annunciato anche un progetto di mountain bike condivise. Nel capoluogo abruzzese le scuole pubbliche sono dotate già di impianti fotovoltaici (fonte La Repubblica).
Finito l'effetto dei bonus, ad aprile crolla il mercato dell'automobile: -15,6%. la Fiat a -26%. Gli industriali del motore a scoppio dovrebbero riflettere sull'opportunità di riconvertire settori delle loro aziende in attività non legate al petrolio. Frattanto, i carburanti stanno salendo: la benzina verde è a 1,44 euro al litro.
Caro Dario,
credo che il 9 maggio, Giornata Nazionale della Bicicletta, più che una giornata laboratorio sia una giornata passerella per il Ministero dell'ambiente, l'ANCI e l'ANCMA.
Se il problema è trovare un giorno per provare ad andare in bici in città, le giornate non mancano: 25 aprile, 1° maggio, tutte le domeniche, tutti i giorni nei parchi, il 1° gennaio di mattina presto, a Pasqua, a Natale, nel mese d'agosto, se resti in città, di mattina con quell'aria fresca o nel tardo pomeriggio, ecc. Il problema è che si va al lavoro nei giorni feriali, in mezzo al traffico, e le persone hanno paura, soprattutto all'inizio, quando non sanno come muoversi. Se non sperimenti, non capisci che ci sono strade più sicure, cose da fare e cose da non fare. Ma è tutto affidato ai singoli.
I Comuni, le Province, le Regioni e lo Stato non fanno nulla per la bicicletta e hanno delle responsabilità. Oltre al danno ambientale dell'inquinamento, c'è la beffa. Lo sforamento dei tetti di CO2 è punito con sanzioni dall'Unione Europea. Sanzioni che alla fine paghiamo noi cittadini. Non finanziano neanche le leggi esistenti, per dirne una. Sarebbe bello se la Giornata Nazionale della Bicicletta fosse un momento per prendere atto di questa situazione. Purtroppo, nel migliore dei casi si faranno le biciclettate.
credo che il 9 maggio, Giornata Nazionale della Bicicletta, più che una giornata laboratorio sia una giornata passerella per il Ministero dell'ambiente, l'ANCI e l'ANCMA.
Se il problema è trovare un giorno per provare ad andare in bici in città, le giornate non mancano: 25 aprile, 1° maggio, tutte le domeniche, tutti i giorni nei parchi, il 1° gennaio di mattina presto, a Pasqua, a Natale, nel mese d'agosto, se resti in città, di mattina con quell'aria fresca o nel tardo pomeriggio, ecc. Il problema è che si va al lavoro nei giorni feriali, in mezzo al traffico, e le persone hanno paura, soprattutto all'inizio, quando non sanno come muoversi. Se non sperimenti, non capisci che ci sono strade più sicure, cose da fare e cose da non fare. Ma è tutto affidato ai singoli.
I Comuni, le Province, le Regioni e lo Stato non fanno nulla per la bicicletta e hanno delle responsabilità. Oltre al danno ambientale dell'inquinamento, c'è la beffa. Lo sforamento dei tetti di CO2 è punito con sanzioni dall'Unione Europea. Sanzioni che alla fine paghiamo noi cittadini. Non finanziano neanche le leggi esistenti, per dirne una. Sarebbe bello se la Giornata Nazionale della Bicicletta fosse un momento per prendere atto di questa situazione. Purtroppo, nel migliore dei casi si faranno le biciclettate.
lunedì 3 maggio 2010
Vorrei riflettere sulla Giornata Nazionale della Bicicletta (9 maggio), che dicono organizzata - ma di organizzato non c'è nulla - io piuttosto direi indetta da Ministero dell'Ambiente, ANCI e ANCMA. Anche il Comune di Roma aderisce. Il programma è qui. Cioè il programma non c'è. La giornata è indetta, e basta. Il ministero però ha fatto il logo, carino, con le girandole sulle ruote, ha aperto un gruppo Facebook e girato un video promozionale. Un lavorone.
È la solita storia. Indire non costa niente, promettere neanche. Questa è la strategia promossa dal ministero e dagli Enti locali delle metropoli italiane. Zero spese e sui giornali ci si fa belli lo stesso.
Le associazioni di ciclisti dovrebbero essere molto attente ad associarsi ad eventi del genere, che ledono la loro immagine e non portano reali benefici ai loro obiettivi.
La vacuità non attira più nessuno.
No, mi correggo. Guardando il sito del ministero dell'ambiente scopro che a Roma c'è qualcosa di concreto: un presidio slow food della famiglia De Juliis che offre lo sconto del 20% sulla vendita del caciofiore a chi si recherà in bici al caseificio. Grazie, fabbricanti di formaggio, per aver reso concreta anche nella Capitale la prima edizione della ormai già mitica Giornata Nazionale della Bicicletta.
È la solita storia. Indire non costa niente, promettere neanche. Questa è la strategia promossa dal ministero e dagli Enti locali delle metropoli italiane. Zero spese e sui giornali ci si fa belli lo stesso.
Le associazioni di ciclisti dovrebbero essere molto attente ad associarsi ad eventi del genere, che ledono la loro immagine e non portano reali benefici ai loro obiettivi.
La vacuità non attira più nessuno.
No, mi correggo. Guardando il sito del ministero dell'ambiente scopro che a Roma c'è qualcosa di concreto: un presidio slow food della famiglia De Juliis che offre lo sconto del 20% sulla vendita del caciofiore a chi si recherà in bici al caseificio. Grazie, fabbricanti di formaggio, per aver reso concreta anche nella Capitale la prima edizione della ormai già mitica Giornata Nazionale della Bicicletta.
Cerchiamo di esserci tutti, monociclisti, pattinatori, camminatori, reclinati, monopattinatori, triciclisti, ecc.
Come alle Olimpiadi nell'antica Grecia, scendete a Roma per uno, due, tre giorni. Per una settimana abbandonate i percorsi casa-lavoro o le gite fuori porta e planate sulla Capitale, per pedalare, mangiare e bere.
Come alle Olimpiadi nell'antica Grecia, scendete a Roma per uno, due, tre giorni. Per una settimana abbandonate i percorsi casa-lavoro o le gite fuori porta e planate sulla Capitale, per pedalare, mangiare e bere.
venerdì 30 aprile 2010
"Ci uccidiamo come mosche. serve il coraggio di cambiare", titola oggi il Messaggero (p. 5) l'intervista a Carla Mariani, vicepresidente dell'Associazione europea familiari e vittime della strada. Ha perso un figlio di 19 anni nel 1998. "La legge sulla sicurezza stradale non deve guardare agli interessi degli industriali, ma solo alla salute e all'integrità dei cittadini". Parole sacrosante, che ci fanno capire quanto siamo lontani da una tutela della salute e dell'incolumità delle persone. Perché i Suv, perché veicoli a motore in grado di raggiungere velocità doppie di quelle massime consentite? perché non vengono applicati dei limitatori elettronici di velocità? Perché, perché.
Sul casco in bici, la signora mariani ricorda che c'è chi minaccia di non andare più in bici: "Bene, vorrà dire che prenderà l'autobus o andrà a piedi". Personalmente, il casco in bici lo metto. Ma concentrarsi sul casco in una situazione terrificante come quella delle metropoli italiane mi sembra un modo per distrarsi dai problemi principali. La signora Mariani non crede molto nell'intensificazione dei controlli. Dice che si tratta di essere serie e severi. Come la revisione dell'automobile fatta da un privato alla Motorizzazione. Ti rivoltano l'auto come un pedalino. Va benissimo la severità. Peccato, poi, che quando fuori schiacci il pedalino, nessuno ti multa.
Sul casco in bici, la signora mariani ricorda che c'è chi minaccia di non andare più in bici: "Bene, vorrà dire che prenderà l'autobus o andrà a piedi". Personalmente, il casco in bici lo metto. Ma concentrarsi sul casco in una situazione terrificante come quella delle metropoli italiane mi sembra un modo per distrarsi dai problemi principali. La signora Mariani non crede molto nell'intensificazione dei controlli. Dice che si tratta di essere serie e severi. Come la revisione dell'automobile fatta da un privato alla Motorizzazione. Ti rivoltano l'auto come un pedalino. Va benissimo la severità. Peccato, poi, che quando fuori schiacci il pedalino, nessuno ti multa.
Oggi alle 18, a Roma, c'è la Critical Mass. A un mese dalla esaltante Ciemmona, che si svolgerà il 28, 29 e 30 maggio, appuntamento a via dei Fori Imperiali, palo 27, per provare i velocipedi e pedalare insieme. Facendo un giretto per il web ho notato che hanno sputtanato il termine. Al sito www.criticalmass.com si trova pubblicità della birra. Difficile essere no logo in un mondo di logo.
giovedì 29 aprile 2010
mercoledì 28 aprile 2010
martedì 27 aprile 2010
9 maggio: giornata della bicicletta
a me le giornate di qualcosa non sono mai piaciute. Ma quella della bicicletta è infiocchettata di cazzate, in città sempre meno vivibili.
lunedì 26 aprile 2010
venerdì 23 aprile 2010
«Nel maggio 1940 l'esercito tedesco, penetrato in Olanda e in Belgio, avanzava verso Parigi senza incontrare resistenza. Il 14 giugno raggiungeva la città. Da giorni e giorni gli abitanti abbandonavano in massa la capitale, in treno, in automobile, su carri e altri mezzi di fortuna. […] Partii anch'io in bicicletta, quella sera stessa. Per un paio di giorni riuscii di stretta misura a sopravanzare le truppe tedesche. Fui il bersaglio, per fortuna mancato, dei mitragliamenti aerei, una volta mentre ero in bicicletta, un'altra su un vagone merci. Il viaggio da Parigi verso la Francia meridionale mi portò a Limoges, Bodeaux, Tolosa».
Salvador E. Luria, Storia di geni e di me, Boringhieri, Torino, 1984, pp. 36-37.
Salvador E. Luria, Storia di geni e di me, Boringhieri, Torino, 1984, pp. 36-37.
giovedì 22 aprile 2010
Ricevo un'email dall'ottima FIAB Ciclobby di Milano. Si segnala un articolo di Renzo Piano (che non penso nessuno possa tacciare di inesperienza o arido teorizzare. È apparso oggi sul Corriere della Sera. Riguarda la città di Milano. E gli alberi. Che il direttore d'orchestra Claudio Abbado aveva invitato a piantare per trasformare la città e il benessere dei cittadini. progetto troppo costoso, hanno detto al Comune di Milano. Trovate qui l'articolo, ma io riporto qualche punto qua sotto, a uso e consumo dei ciclisti urbani e, soprattutto degli amministratori comunali troppo frettolosi.
1) «La città ha bisogno di alberi anche per una ragione molto più pratica e concreta. C’è un effetto termico detto effetto città per cui la pietra, i mattoni e l’asfalto si infuocano d’estate elevando la temperatura media di 4/5 gradi».L'effetto è mitigato dagli alberi.
2) Gli alberi prendono inevitabilmente il posto dei parcheggi e del traffico automobilistico.
3) Le città vanno salvate dal traffico e «dall’enorme quantità di parcheggi che le stanno soffocando. Più parcheggi si fanno e più traffico si attira, come la fisica insegna».
Cari Sindaci, l'ha detto Renzo, non la casalinga di Voghera: più parcheggi si fanno e più traffico si attira.
Negli Stati Uniti hanno anche accertato che più le strade sono larghe, maggiore è il traffico.
Tutto questo ha un costo sulla collettività (per fare i parcheggi e allargare le strade), ripagata poi con smog, malesseri, cancri e malattie cardio-polmonari. Il costo di queste infrastrutture è molto alto. Non so quanto costa piantare alberi, ma non credo che sia più alto di un parcheggio sotterraneo.
Le metropoli, fatalmente, cominciano ad assomigliarsi tutte, con due tipologie, sempre più radicalmente opposte: la zona residenziale (ricco, stanziale) e le zone di passaggio, dove alla fine non rimane niente, solo il traffico. Puoi cambiare zona, semplicemente svoltando in una strada laterale. Lo smog se lo tengono tutti. ma i commercianti sulle strade di passaggio chiudono, la sosta è infatti impossibile.
1) «La città ha bisogno di alberi anche per una ragione molto più pratica e concreta. C’è un effetto termico detto effetto città per cui la pietra, i mattoni e l’asfalto si infuocano d’estate elevando la temperatura media di 4/5 gradi».L'effetto è mitigato dagli alberi.
2) Gli alberi prendono inevitabilmente il posto dei parcheggi e del traffico automobilistico.
3) Le città vanno salvate dal traffico e «dall’enorme quantità di parcheggi che le stanno soffocando. Più parcheggi si fanno e più traffico si attira, come la fisica insegna».
Cari Sindaci, l'ha detto Renzo, non la casalinga di Voghera: più parcheggi si fanno e più traffico si attira.
Negli Stati Uniti hanno anche accertato che più le strade sono larghe, maggiore è il traffico.
Tutto questo ha un costo sulla collettività (per fare i parcheggi e allargare le strade), ripagata poi con smog, malesseri, cancri e malattie cardio-polmonari. Il costo di queste infrastrutture è molto alto. Non so quanto costa piantare alberi, ma non credo che sia più alto di un parcheggio sotterraneo.
Le metropoli, fatalmente, cominciano ad assomigliarsi tutte, con due tipologie, sempre più radicalmente opposte: la zona residenziale (ricco, stanziale) e le zone di passaggio, dove alla fine non rimane niente, solo il traffico. Puoi cambiare zona, semplicemente svoltando in una strada laterale. Lo smog se lo tengono tutti. ma i commercianti sulle strade di passaggio chiudono, la sosta è infatti impossibile.
Compleanno della ciclofficina ExLavanderia
Un'occasione per concoscerci, fare festa e promuovere la ciclabilità urbana. Sul colle di Monte Mario a Roma ci si prepara a festeggiare, sabato 24 aprile, il secondo anno di vita della ciclofficina ExLavanderia. Due anni di bici raccolte, restaurate, riparate e rimesse in strada a costo zero. Due anni di socializzazione, riunioni, scambio di saperi, sviluppo della competenze manuali e meccaniche. Due anni di manifestazioni e anche di feste.
| Se vuoi pedalare e non hai soldi, puoi trovare una bici in ciclofficina e imparare a ripararla. Vuoi imparare a saldare ad arco a cannello? C'è l'iniziativa "Saldobrasatura niente paura". Sabato 24 aprile, dentro e davanti al Padiglione 31 del Parco(e purtroppo ancora parcheggio) di Santa Maria della Pietà si svolgerà la festa della ciclofficina. Tutte le informazioni su chi, come, dove, quando, perché, si trovano qui. Prima della festa si svolgerà, alle 14, la riunione del Coordinamento “Di traffico si muore”. PROGRAMMA: Gara/staffetta di mini bikes - h 17:00 Ciclo-Asta-Aperitivo - h 18:30 Cena sociale - h 20:00 Estrazione numero Ciclo-Riffa - h 20:00 I Bantha presentano "The Big Lebowsky Show" - h 21:30 Dj set con Dj-ROOT - h 22:30 GARA/STAFFETTA Le regole sono semplici: 1 - si partecipa in coppia (bambino più adulto) 2 - si gareggia su bici da bambino Tutti vincono: chi arriva primo sceglie per primo quale bici portarsi a casa, tra quelle in gara. |
mercoledì 21 aprile 2010
martedì 20 aprile 2010
Il 22 aprile, Earth Day, fra le altre cose si inaugura a Denver, Colorado il servizio di bike-sharing. È il primo piano nazionale su scala cittadina. La prefigurazione di una drastico cambiamento che nei prossimi anni coinvolgerà gli Stati Uniti d'America, le sue abitudini radicate nell'uso dell'automobile anche per piccoli spostamenti. (In Italia, il giorno in cui finirà il petrolio e saremo avvolti da nere nuvole, ci sarà la fila davanti al concessionario.)
A Denver, il 22 aprile, interverrà il sindaco della città e ci sarà una festa. Altrimenti che differenza c'è tra una giornata qualunque di ciclisti urbani e l'Earth Day? Il sindaco guiderà la parata di biciclette, segno che l'esperienza della Critical Mass, almeno negli Stati Uniti, è servita a sensibilizzare le istituzioni, che partecipano direttamente alle iniziative, non "aprono tavoli", il "dialogo con le associazioni" per cominciare a vedere quali sono le loro esigenze, il biciplan - accuratamente diviso per Municipio, per renderlo più efficace, e tutte le altre stronzate, peraltro neanche realizzate. Parlo di Roma, dove "smog gets in your eyes...".
Vediamo come funziona il bike-sharing di Denver. Sono 500 le biciclette in servizio. L'abbonamento ha un costo (24 ore con 5 dollari, 30 giorni costano 30 dollari, 7 giorni 20 dollari e un anno 65 dollari), ma come in tutto il mondo meno che a Roma, la prima mezz'ora è gratis; la seconda mezz'ora costa un dollaro e 10 e poi il prezzo sale per scoraggiare l'suo prolungato. Il bike-sharing di Denver è pure sponsorizzato da una compagnia assicuratrice: l'uso della bici migliora la qualità della vita e la salute dei cittadini, per questo vale la pena di investirci, avranno pensato. E poi il verde tira da pazzi, pure il verde taroccato, purtroppo. Per l'abbonamento, sono previsti sconti per studenti (40 dollari l'anno), seniores e aziende che si iscrivano al progetto (55 dollari).
A Denver, il 22 aprile, interverrà il sindaco della città e ci sarà una festa. Altrimenti che differenza c'è tra una giornata qualunque di ciclisti urbani e l'Earth Day? Il sindaco guiderà la parata di biciclette, segno che l'esperienza della Critical Mass, almeno negli Stati Uniti, è servita a sensibilizzare le istituzioni, che partecipano direttamente alle iniziative, non "aprono tavoli", il "dialogo con le associazioni" per cominciare a vedere quali sono le loro esigenze, il biciplan - accuratamente diviso per Municipio, per renderlo più efficace, e tutte le altre stronzate, peraltro neanche realizzate. Parlo di Roma, dove "smog gets in your eyes...".
Vediamo come funziona il bike-sharing di Denver. Sono 500 le biciclette in servizio. L'abbonamento ha un costo (24 ore con 5 dollari, 30 giorni costano 30 dollari, 7 giorni 20 dollari e un anno 65 dollari), ma come in tutto il mondo meno che a Roma, la prima mezz'ora è gratis; la seconda mezz'ora costa un dollaro e 10 e poi il prezzo sale per scoraggiare l'suo prolungato. Il bike-sharing di Denver è pure sponsorizzato da una compagnia assicuratrice: l'uso della bici migliora la qualità della vita e la salute dei cittadini, per questo vale la pena di investirci, avranno pensato. E poi il verde tira da pazzi, pure il verde taroccato, purtroppo. Per l'abbonamento, sono previsti sconti per studenti (40 dollari l'anno), seniores e aziende che si iscrivano al progetto (55 dollari).
lunedì 19 aprile 2010
Vorrei tornare su una mia vecchia idea, perché stranamente nessuno ha dato segni di interesse. È una cosa semplice che potrebbe risolvere molti problemi e ridurre drasticamente il numero di morti violente a Roma. Il costo è molto basso. Si tratta di affidare i compiti di polizia municipale della Capitale a Hezbollah, il gruppo libanese, sì, proprio quello. Potrebbe essere un modo per avvicinare le sponde del Mediterraneo incentiverebbe il dialogo tra i popoli. Un accordo tra il Sindaco Alemanno e i leader del gruppo favorirebbe anche lo scambio culturale. E un'iniziativa del genere sarebbe in linea anche con la passione per le esternalizzazioni dei mega-manager.
I nuovi vigili urbani di Roma non dovranno assolutamente parlare italiano: si esprimeranno liberamente nella loro lingua. Gli attuali vigili urbani si dedicheranno esclusivamente a fare le multe ai mezzi fermi in sosta vietata, in quanto già ora sembra essere la loro attività preferita, almeno nel 90% dei casi. “Ferma, l'auto se vede mejo; nun te devi scapicolla'. Bboni bboni, famo cassa lo stesso”.
All'inizio, si potrebbe ipotizzare una pattuglia mista Hezbollah-vigile romano. Il pizzardone potrebbe far intendere che il clima a Roma è cambiato, che il Codice della Strada adesso si rispetta rigorosamente, come le procedure del traffico aereo. «A maschio, damme retta. Questo nun scherza», potrebbe avvisare il vigile, poco prima che il barbuto militante faccia scendere bruscamente il broker di Vigna Clara dalla Sorento grigia alla terza rata, strappando via la portiera con un interessante attrezzo metallico. Sì, perché andare a 90 Km/h su Corso Francia meriterebbe un processo serio. Come vogliamo chiamarlo, questo reato? Distrazione? Tentato omicidio? Non esageriamo, in Italia con Angelino e Niccolò oberati di lavoro, figurati se adesso ci mettiamo pure a pensare alle sviste del tachimetro. A Roma, con tutti i problemi della città più bella del mondo, dove se magna bene e se paga poco, c’è er Colosseo, i mezzi pubblici so 'na favola. Pochi giorni fa, in Parlamento, esponenti della destra si sono rinfacciati accuse sulla mancata riforma del Codice della Strada. Non vi affaticate col teatrino: a che serve riformare un Codice che nessuno applica?
«Avevo fretta», cerca di difendersi il giovane intermediario finanziario, mentre raccoglie la portiera e cerca di pulirla. «Poi, scusate, co sto traffico non si riesce a passa’, non se trova mai posto, mica me vorete addossa’ tutti i problemi». Il giovane guarda il vigile, che aggrotta la fronte e fa una bella espressione alla romana, poi con gli occhi guarda in direzione del militante barbuto che sta cominciando a staccare un'altra portiera. «Oddio, er Sorento, me lo state a distrugge. Fermatevi, per favore. Adesso per fortuna stanno costruendo questi parcheggi interrati di sette piani. Tutto cambierà, è solo questione di tempo: 'sta macchina è troppo grossa, me serve pe’ lavoro: io manco la volevo».
I pesanti limiti alla libertà individuale di spostamento dei possessori di Suv stanno per essere rimossi grazie a intelligenti soluzioni cementizie.
Al grido di “un parcheggio interrato per ogni romano”, chissà come sta andando la vendita dei posti auto sotterranei; mi sa che non va molto bene. Un posto costa come dieci utilitarie nuove. E se ci fossero danni ai palazzi circostanti durante i lavori? Sapete quanti anni ci mette il Comune di Roma a risarcire i danni a un palazzo causati dai lavori? Avete esperienze in tal senso?
I nuovi vigili urbani di Roma non dovranno assolutamente parlare italiano: si esprimeranno liberamente nella loro lingua. Gli attuali vigili urbani si dedicheranno esclusivamente a fare le multe ai mezzi fermi in sosta vietata, in quanto già ora sembra essere la loro attività preferita, almeno nel 90% dei casi. “Ferma, l'auto se vede mejo; nun te devi scapicolla'. Bboni bboni, famo cassa lo stesso”.
All'inizio, si potrebbe ipotizzare una pattuglia mista Hezbollah-vigile romano. Il pizzardone potrebbe far intendere che il clima a Roma è cambiato, che il Codice della Strada adesso si rispetta rigorosamente, come le procedure del traffico aereo. «A maschio, damme retta. Questo nun scherza», potrebbe avvisare il vigile, poco prima che il barbuto militante faccia scendere bruscamente il broker di Vigna Clara dalla Sorento grigia alla terza rata, strappando via la portiera con un interessante attrezzo metallico. Sì, perché andare a 90 Km/h su Corso Francia meriterebbe un processo serio. Come vogliamo chiamarlo, questo reato? Distrazione? Tentato omicidio? Non esageriamo, in Italia con Angelino e Niccolò oberati di lavoro, figurati se adesso ci mettiamo pure a pensare alle sviste del tachimetro. A Roma, con tutti i problemi della città più bella del mondo, dove se magna bene e se paga poco, c’è er Colosseo, i mezzi pubblici so 'na favola. Pochi giorni fa, in Parlamento, esponenti della destra si sono rinfacciati accuse sulla mancata riforma del Codice della Strada. Non vi affaticate col teatrino: a che serve riformare un Codice che nessuno applica?
«Avevo fretta», cerca di difendersi il giovane intermediario finanziario, mentre raccoglie la portiera e cerca di pulirla. «Poi, scusate, co sto traffico non si riesce a passa’, non se trova mai posto, mica me vorete addossa’ tutti i problemi». Il giovane guarda il vigile, che aggrotta la fronte e fa una bella espressione alla romana, poi con gli occhi guarda in direzione del militante barbuto che sta cominciando a staccare un'altra portiera. «Oddio, er Sorento, me lo state a distrugge. Fermatevi, per favore. Adesso per fortuna stanno costruendo questi parcheggi interrati di sette piani. Tutto cambierà, è solo questione di tempo: 'sta macchina è troppo grossa, me serve pe’ lavoro: io manco la volevo».
I pesanti limiti alla libertà individuale di spostamento dei possessori di Suv stanno per essere rimossi grazie a intelligenti soluzioni cementizie.
Al grido di “un parcheggio interrato per ogni romano”, chissà come sta andando la vendita dei posti auto sotterranei; mi sa che non va molto bene. Un posto costa come dieci utilitarie nuove. E se ci fossero danni ai palazzi circostanti durante i lavori? Sapete quanti anni ci mette il Comune di Roma a risarcire i danni a un palazzo causati dai lavori? Avete esperienze in tal senso?
giovedì 15 aprile 2010
Multare i Suv è cosa buona e giusta
EMERGENZA INQUINAMENTO: TERRA! “MULTA” I POSSESSORI DI SUV E LANCIA LA “NO SMOG PARADE”
La scorsa notte gli attivisti dell’associazione ambientalista Terra! hanno ironicamente “sanzionato” centinaia di SUV parcheggiati ovunque nelle vie fiorentine, apponendo sui parabrezza volantini rosa simili a una multa, con l’obiettivo di fornire ai proprietari informazioni dettagliate sull’impatto ambientale del loro veicolo. Un approccio semiserio dunque, per un problema serissimo, considerati anche gli elevati valori di inquinanti presenti a Firenze negli scorsi mesi invernali.
Cfr. il rapporto Suv in città di Terra!
La scorsa notte gli attivisti dell’associazione ambientalista Terra! hanno ironicamente “sanzionato” centinaia di SUV parcheggiati ovunque nelle vie fiorentine, apponendo sui parabrezza volantini rosa simili a una multa, con l’obiettivo di fornire ai proprietari informazioni dettagliate sull’impatto ambientale del loro veicolo. Un approccio semiserio dunque, per un problema serissimo, considerati anche gli elevati valori di inquinanti presenti a Firenze negli scorsi mesi invernali.
Cfr. il rapporto Suv in città di Terra!
Sempre dalle Dodici tesi, o proposte di Giacopini (cfr. post di ieri), trascrivo la quinta, che mi sembra molto interessante per l'organizzazione di un gruppo di pressione di ciclisti urbani:
«Finito il sogno incompiuto della democrazia, l'idea che la società sia solo un grande Complotto o una Congiura non è da scartare affatto, anzi è sensata. ma ancora una volta il presente è più complicato e qui le congiure e i complotti sono tanti, tutti molto meschini, particolari. Siamo circondati da combriccole, bande, consorterie e naturalmente dai poteri forti (che poi sono sempre e soltanto il Capitale). Niente di nuovo. L'arte, la critica, gli intellettuali non si sottraggono a questa tendenza. Marx e Benjamin volevano cambiare il mondo e la società, farle diverse e questo può darsi che sia impossibile. Intanto, bisogna creare piccole società dentro la società, isole sparse, e organizzare piccole e consapevoli congiure. È un problema di minoranze consapevoli».
«Finito il sogno incompiuto della democrazia, l'idea che la società sia solo un grande Complotto o una Congiura non è da scartare affatto, anzi è sensata. ma ancora una volta il presente è più complicato e qui le congiure e i complotti sono tanti, tutti molto meschini, particolari. Siamo circondati da combriccole, bande, consorterie e naturalmente dai poteri forti (che poi sono sempre e soltanto il Capitale). Niente di nuovo. L'arte, la critica, gli intellettuali non si sottraggono a questa tendenza. Marx e Benjamin volevano cambiare il mondo e la società, farle diverse e questo può darsi che sia impossibile. Intanto, bisogna creare piccole società dentro la società, isole sparse, e organizzare piccole e consapevoli congiure. È un problema di minoranze consapevoli».
mercoledì 14 aprile 2010
A Roma (dice) 45 postazioni di noleggio bici
Il 27 marzo 2010 sul Tempo, a pag, 50, nella Cronaca di Roma, è apparso un articolo di Alessandra Zavatta dedicato al bike-sharing alla romana (noleggio a mezzo euro ogni mezz'ora).
Sarà vero o farà la fine della riforma dei regolamenti condominiali di cui non s'è saputo più nulla?
Si annuncia la costruzione di 45 nuovi stalli per il noleggio delle bici. Uno è già stato inaugurato a Ostia, in Piazza An[c]o Marzio. Attorno al Vaticano, a Borgo Pio e a Prati verranno realizzati 21 stalli. Altri su via dei Fori Imperiali, la via dove le auto vanno impunemente a 100 Km/h e dove muoiono i ciclisti. L'ultimo è un fotografo giapponese di 39 anni, morto il 30 marzo. ne ha dato notizia il Coordinamento "Di traffico si muore". I morti per strada li fanno sparire in fretta, avete notato? poi però i parenti portano i fiori e gli amici le sciarpe. I pali di Roma sono pieni di fiori. La guerra continua. Chiusa la parentesi.
Altri stalli sono previsti a piazza del Colosseo, mercati di Traiano, San Giovanni in Laterano; su viale Trastevere ci saranno (forse) 80 bici per 8 postazioni.
Il ministero dell'Ambiente ha reso possibile questo progetto, stanziando 800 mila euro, dice Il Tempo.
Ora, mi chiedo, in che modo il Comune pensa di tutelare l'incolumità dei ciclisti, che sono ciclisti saltuari, turisti, ragazzi in gita, ecc.?
Prevede qualche misura di controllo aggiuntiva, limiti di velocità, dossi, autovelox? Oppure ognuno per sé?
Come è possibile soltanto ipotizzare nel terzo millennio di mettere delle bici su via dei Fori Imperiali, viale Trastevere, San Giovanni in Laterano e affittarle a persone mediamente poco esperte, senza porsi in alcun modo il problema di come circoleranno queste bici?
Sarà vero o farà la fine della riforma dei regolamenti condominiali di cui non s'è saputo più nulla?
Si annuncia la costruzione di 45 nuovi stalli per il noleggio delle bici. Uno è già stato inaugurato a Ostia, in Piazza An[c]o Marzio. Attorno al Vaticano, a Borgo Pio e a Prati verranno realizzati 21 stalli. Altri su via dei Fori Imperiali, la via dove le auto vanno impunemente a 100 Km/h e dove muoiono i ciclisti. L'ultimo è un fotografo giapponese di 39 anni, morto il 30 marzo. ne ha dato notizia il Coordinamento "Di traffico si muore". I morti per strada li fanno sparire in fretta, avete notato? poi però i parenti portano i fiori e gli amici le sciarpe. I pali di Roma sono pieni di fiori. La guerra continua. Chiusa la parentesi.
Altri stalli sono previsti a piazza del Colosseo, mercati di Traiano, San Giovanni in Laterano; su viale Trastevere ci saranno (forse) 80 bici per 8 postazioni.
Il ministero dell'Ambiente ha reso possibile questo progetto, stanziando 800 mila euro, dice Il Tempo.
Ora, mi chiedo, in che modo il Comune pensa di tutelare l'incolumità dei ciclisti, che sono ciclisti saltuari, turisti, ragazzi in gita, ecc.?
Prevede qualche misura di controllo aggiuntiva, limiti di velocità, dossi, autovelox? Oppure ognuno per sé?
Come è possibile soltanto ipotizzare nel terzo millennio di mettere delle bici su via dei Fori Imperiali, viale Trastevere, San Giovanni in Laterano e affittarle a persone mediamente poco esperte, senza porsi in alcun modo il problema di come circoleranno queste bici?
Ieri ho letto un testo interessante di Vittorio Giacopini, pubblicato sulla rivista Lo Straniero diretta da Goffredo Fofi. Si intitola Dodici tesi, o proposte (a. XIV, n. 118, aprile 2010, pp. 105-108).
Si parla di critica e credo sia un testo su cui riflettere. Ecco la seconda tesi: «Le forme tradizionali del linguaggio della protesta sono usurate. L'invettiva, la testimonianza civile, la denuncia, la grande raccolta di firme, anche il lamento: il più delle volte si tratta di scorciatoie furbette, consolatorie. Non c'è - non c'è più - un nemico da combattere. Davanti, anzi attorno a noi, esiste solo un Sistema definitivo e siamo tutti dentro la cornice. immaginarsi un'estraneità assoluta, la purezza, è semplicemente poco ragionevole. L'intuizione più felice di Marcuse resta il concetto-trappola di "tolleranza repressiva". Bisogna tenerlo a mente in ogni istante, anche se il rischio è quello della paralisi. prima di ogni gesto critico o artistico bisogna anticiparne l'effetto d'eco, o, detto in modo banale, le "conseguenze".
Si parla di critica e credo sia un testo su cui riflettere. Ecco la seconda tesi: «Le forme tradizionali del linguaggio della protesta sono usurate. L'invettiva, la testimonianza civile, la denuncia, la grande raccolta di firme, anche il lamento: il più delle volte si tratta di scorciatoie furbette, consolatorie. Non c'è - non c'è più - un nemico da combattere. Davanti, anzi attorno a noi, esiste solo un Sistema definitivo e siamo tutti dentro la cornice. immaginarsi un'estraneità assoluta, la purezza, è semplicemente poco ragionevole. L'intuizione più felice di Marcuse resta il concetto-trappola di "tolleranza repressiva". Bisogna tenerlo a mente in ogni istante, anche se il rischio è quello della paralisi. prima di ogni gesto critico o artistico bisogna anticiparne l'effetto d'eco, o, detto in modo banale, le "conseguenze".
martedì 13 aprile 2010
A febbraio avevo azzardato un'ipotesi sull'arrivo della primavera. Smentita da piogge torrenziali. Avevo anche fatto il sapiente meteorologo con risultati disastrosi: le formiche che avevano iniziato a lavorare al formicaio saranno morte. Questo periodo di tempo incerto è per me davvero molto noioso, a parte le ipotesi di un gruppo di pressione di ciclisti a Roma. Credo che i gruppi di pressione debbano essere locali, anche facendo cose analoghe e scambiandosi consigli. Regioni, province e comuni sono troppo differenziati. Oggi ho scoperto che a Bergamo si può portare la bici sul tram: il regolamento è così lungo che viene voglia di non salire sul tram, ma i tram sono molto stretti e ci vogliono delle regole per convivere.
Oggi uno del ministero dei trasporti, siccome a Roma stanno morendo dei ragazzini in minicar, ha detto qualcosa sulle regole da rispettare, che si corre troppo, ecc. È la "risposta delle istituzioni", giusto un paio di cazzate da dire. Stamattina sono stato sorpassato da 6 suv di seguito, a circa 90 Km/h (su via Flaminia), di marche diverse (i colori sono sempre quelli mortaccini: blu, grigio, nero). Non è proprio una bella primavera.
No, oggi ho una buona notizia. Un signore con la barba e i capelli grigi su una bici verde arranca su una salita nella zona di via Nomentana. La sella è troppo inclinata, forse anche un po' bassa per la sua altezza. Vede una signora molto anziana che cerca di trascinare un pesante sacchetto della spazzatura. Il ciclista va avanti qualche metro, poi si ferma e molto lentamente, quasi cerimoniosamente, chiede se può aiutarla. Prende il sacchetto e lo getta nel cassonetto. Lei aspetta, mi guarda che guardo la bici. Quasi a dire "prova ad avvicinarti e te la dovrai vedere con me". Lui torna e riparte. Visto che Rotafixa ha parlato su ciclistica.it di leggerezza della bici, qui ci sono anche la lentezza e la pesantezza. Intorno è casino totale, ululati di iniettori che subito dopo inchiodano.
Oggi uno del ministero dei trasporti, siccome a Roma stanno morendo dei ragazzini in minicar, ha detto qualcosa sulle regole da rispettare, che si corre troppo, ecc. È la "risposta delle istituzioni", giusto un paio di cazzate da dire. Stamattina sono stato sorpassato da 6 suv di seguito, a circa 90 Km/h (su via Flaminia), di marche diverse (i colori sono sempre quelli mortaccini: blu, grigio, nero). Non è proprio una bella primavera.
No, oggi ho una buona notizia. Un signore con la barba e i capelli grigi su una bici verde arranca su una salita nella zona di via Nomentana. La sella è troppo inclinata, forse anche un po' bassa per la sua altezza. Vede una signora molto anziana che cerca di trascinare un pesante sacchetto della spazzatura. Il ciclista va avanti qualche metro, poi si ferma e molto lentamente, quasi cerimoniosamente, chiede se può aiutarla. Prende il sacchetto e lo getta nel cassonetto. Lei aspetta, mi guarda che guardo la bici. Quasi a dire "prova ad avvicinarti e te la dovrai vedere con me". Lui torna e riparte. Visto che Rotafixa ha parlato su ciclistica.it di leggerezza della bici, qui ci sono anche la lentezza e la pesantezza. Intorno è casino totale, ululati di iniettori che subito dopo inchiodano.
lunedì 12 aprile 2010
L’argomento di cui stiamo parlando, per fortuna, sta a cuore a tutti. Con Bikediablo ci siamo capiti: facciamo pressione = facciamo lobby. Lo sconforto di cui parla Rotafixa lo condivido: sulla qualità della pressione, ma non sulla quantità. Magari ci fosse a Roma un gruppo di 345 attivisti, non necessariamente gli stessi che hanno (abbiamo) votato Rotafixa: non sono affatto pochi.
A me va bene l’idea “anti-auto”: anti-auto è il pedone, la persona anziana che va a fare la spesa, il papà o la mamma con il passeggino, oltre ai ciclisti, ecc. Anti-auto è la ztl di Ferrara che è vietata ai motori. Io direi anche anti-scooter, forse il comune avversario è il motore a scoppio.
A parte questo, scoraggia il tentennare di molti e quelli che “stanno alla finestra”, magari leggono i post, ma non si sa neanche che esistono. Poi ci sono anche alcuni ciclisti urbani assidui che non partecipano affatto. E anche i “teorici” della bici: la bici è bella, ma senza fatica, che poi non è faticaccia brutta ma buone abitudini per il movimento. La gente è nervosa perché non si muove. Me lo sento addosso e li vedo in azione sui trabocchetti a scoppio.
Come in tutte le piccole categorie unite da affinità, c’è la questione dei sottogeneri, gusti, tendenze, personalità, che a volte crea fratture irreparabili.
Cosa deve fare un gruppo di persone di buona volontà e senza secondi fini, meno che mai economici, con una psiche abbastanza equilibrata, per ottenere qualcosa?
I due problemi sono: 1) convincere gli altri ad andare in bici; 2) compattare un gruppo di attivisti per fare pressione sulle istituzioni, stampa, ecc. e per rendere più ciclabili le grandi e medie città. Non è detto che l’attività del secondo gruppo favorisca l’ampliamento del primo.
Lasciando da parte esempi positivi di gente che finalmente prende la bici e cambia stile di vita, e lasciando da parte anche le solite litanie sul “vorrei ma non posso”, vorrei iniziare ad approfondire la questione.
Le biciclettate, in un’ottica di ciclismo urbano, potrebbero addirittura essere controproducenti, perché promuovono un’immagine ricreativa del mezzo. E anche l’ossessione per le piste ciclabili rischia di essere un problema: se non si riesce a farle, le istituzioni dicono “non abbiamo i soldi” e il discorso ciclabilità termina qui; se, viceversa, ci sono i soldi e si costruiscono ciclabili, magari anche bene, si rischia alla fine di creare una riserva indiana che dice al ciclista dove deve andare, come se fosse un’autostrada in miniatura.
Tutti, penso, crediamo alla possibilità che piccoli gruppi possano influenzare gli altri, con il loro comportamento e con forme di pressione, propaganda, ecc. Anche passare su una strada in bici è una forma di pubblicità, come spera Walter. Avevo pure pensato di cominciare a vestirmi elegante con la cravatta per far vedere che è facile pedalare, che è normale.
A volte le persone reagiscono anche male, nervosamente, alla “proposta” di andare in bici a scuola o al lavoro: tutti avrete avuto esperienza di queste reazioni. Qualcuno, però, con grande soddisfazione, l’ho convertito anch’io.
Malcom Gladwell, ex giornalista finanziario del “Washington Post”, ha scritto un libro intitolato The tipping point: how little things can make a big difference, Back Bay Books, London, 2002 (trad. it.: Il punto critico: i grandi effetti dei piccoli cambiamenti, Rizzoli, Milano, 2006). L'autore ha esaminato i processi che accomunano i consumi di particolari prodotti, le rivoluzioni, le grandi campagne di sensibilizzazione, la vendita di un certo tipo di scarpe da ginnastica, la diffusione di un'epidemia. Il concetto basilare è che il punto critico cessa di diffondersi gradualmente quando, raggiunta la massa critica, si diffonde in modo esponenziale. Esponenziale è la bici ad Amsterdam o a Ferrara.
Le regole individuate da Gladwell sono tre: legge dei pochi, fattore contagiante e potere del contesto. La legge dei pochi dimostra che basta un numero esiguo di persone per diffondere un'idea o un prodotto. L’autore divide i pochi in tre categorie: connettori, esperti e venditori. I connettori sono coloro che esercitano un potere aggregante, grazie alla loro fitta rete di contatti. Gli esperti raccolgono il maggior numero di informazioni su un determinato tema, fungono da serbatoio di idee, pur non esercitando un'azione connettiva. I venditori sono persuasori, hanno la capacità di convincere gli altri dell'importanza e utilità di una determinata azione o prodotto. Questo è il gruppo di pressione.
Il messaggio deve poter far presa sugli altri per innescare una determinata azione. Su fattore contagiante e potere del contesto mi devo ancora chiarire le idee (to be continued).
A me va bene l’idea “anti-auto”: anti-auto è il pedone, la persona anziana che va a fare la spesa, il papà o la mamma con il passeggino, oltre ai ciclisti, ecc. Anti-auto è la ztl di Ferrara che è vietata ai motori. Io direi anche anti-scooter, forse il comune avversario è il motore a scoppio.
A parte questo, scoraggia il tentennare di molti e quelli che “stanno alla finestra”, magari leggono i post, ma non si sa neanche che esistono. Poi ci sono anche alcuni ciclisti urbani assidui che non partecipano affatto. E anche i “teorici” della bici: la bici è bella, ma senza fatica, che poi non è faticaccia brutta ma buone abitudini per il movimento. La gente è nervosa perché non si muove. Me lo sento addosso e li vedo in azione sui trabocchetti a scoppio.
Come in tutte le piccole categorie unite da affinità, c’è la questione dei sottogeneri, gusti, tendenze, personalità, che a volte crea fratture irreparabili.
Cosa deve fare un gruppo di persone di buona volontà e senza secondi fini, meno che mai economici, con una psiche abbastanza equilibrata, per ottenere qualcosa?
I due problemi sono: 1) convincere gli altri ad andare in bici; 2) compattare un gruppo di attivisti per fare pressione sulle istituzioni, stampa, ecc. e per rendere più ciclabili le grandi e medie città. Non è detto che l’attività del secondo gruppo favorisca l’ampliamento del primo.
Lasciando da parte esempi positivi di gente che finalmente prende la bici e cambia stile di vita, e lasciando da parte anche le solite litanie sul “vorrei ma non posso”, vorrei iniziare ad approfondire la questione.
Le biciclettate, in un’ottica di ciclismo urbano, potrebbero addirittura essere controproducenti, perché promuovono un’immagine ricreativa del mezzo. E anche l’ossessione per le piste ciclabili rischia di essere un problema: se non si riesce a farle, le istituzioni dicono “non abbiamo i soldi” e il discorso ciclabilità termina qui; se, viceversa, ci sono i soldi e si costruiscono ciclabili, magari anche bene, si rischia alla fine di creare una riserva indiana che dice al ciclista dove deve andare, come se fosse un’autostrada in miniatura.
Tutti, penso, crediamo alla possibilità che piccoli gruppi possano influenzare gli altri, con il loro comportamento e con forme di pressione, propaganda, ecc. Anche passare su una strada in bici è una forma di pubblicità, come spera Walter. Avevo pure pensato di cominciare a vestirmi elegante con la cravatta per far vedere che è facile pedalare, che è normale.
A volte le persone reagiscono anche male, nervosamente, alla “proposta” di andare in bici a scuola o al lavoro: tutti avrete avuto esperienza di queste reazioni. Qualcuno, però, con grande soddisfazione, l’ho convertito anch’io.
Malcom Gladwell, ex giornalista finanziario del “Washington Post”, ha scritto un libro intitolato The tipping point: how little things can make a big difference, Back Bay Books, London, 2002 (trad. it.: Il punto critico: i grandi effetti dei piccoli cambiamenti, Rizzoli, Milano, 2006). L'autore ha esaminato i processi che accomunano i consumi di particolari prodotti, le rivoluzioni, le grandi campagne di sensibilizzazione, la vendita di un certo tipo di scarpe da ginnastica, la diffusione di un'epidemia. Il concetto basilare è che il punto critico cessa di diffondersi gradualmente quando, raggiunta la massa critica, si diffonde in modo esponenziale. Esponenziale è la bici ad Amsterdam o a Ferrara.
Le regole individuate da Gladwell sono tre: legge dei pochi, fattore contagiante e potere del contesto. La legge dei pochi dimostra che basta un numero esiguo di persone per diffondere un'idea o un prodotto. L’autore divide i pochi in tre categorie: connettori, esperti e venditori. I connettori sono coloro che esercitano un potere aggregante, grazie alla loro fitta rete di contatti. Gli esperti raccolgono il maggior numero di informazioni su un determinato tema, fungono da serbatoio di idee, pur non esercitando un'azione connettiva. I venditori sono persuasori, hanno la capacità di convincere gli altri dell'importanza e utilità di una determinata azione o prodotto. Questo è il gruppo di pressione.
Il messaggio deve poter far presa sugli altri per innescare una determinata azione. Su fattore contagiante e potere del contesto mi devo ancora chiarire le idee (to be continued).
venerdì 9 aprile 2010
Riprendo il discorso dal post precedente, anche grazie alla risposta di Bikediablo, che invito a leggere. Riprendo da qui, perché penso sia il grande problema che un gruppo minoritario ed eterogeneo come quello dei ciclisti urbani, debba porsi nel momento in cui desidera fare qualcosa in più, oltre a usare la bici individualmente.
Posso sforzarmi di capire l'utilità di fare lobby come ciclisti urbani. Non ho molta fiducia in questo sistema, perché questa lobby mi pare perdente in termini numerici e/o economici, i due aspetti che nella logica capitalistica danno forza a una lobby. Più un paese è democratico, più conta il numero; più è dittatoriale più conta l’economia, credo.
Allora lasciamo stare la lobby per i ciclisti urbani, perché non mi pare che possa portare lontano (in questo stato di cose). In Italia, chi può fare un discorso del genere è solo la Fiab, che intavola un dialogo serrato con alcune realtà locali disposte ad ascoltarli. I risultati vengono in contesti limitati: mi pare che si sia fatto molto poco nelle metropoli, nonostante l’impegno di poche persone valide. Ma non è una lobby.
Mi sfuggono invece completamente i principi del "ciclismo urbano fatto di regole" a cui accenna Bikediablo. Quali regole? E stabilite da chi? L'unica regola che mi viene in mente è il Codice della Strada, che conterrebbe leggi buone, se qualcuno le applicasse.
L'incontro del 2008 con i candidati romani, devo dire che mi ha lasciato molto scettico. I candidati "generalisti" alle elezioni tendono a visitare anche i laghetti per la pesca sportiva promettendo esche vive per tutti. La politica delle promesse non costa nulla ed è attuata anche da chi è stato eletto a Roma. Come i loro predecessori. Vedi l'ipotesi di appianare la ridicola ciclabile di sampietrini che costeggia il Tevere. O il regolamento sui condomini per la sosta delle bici. Si diceva a febbraio, e febbraio è passato.
(to be continued)
Posso sforzarmi di capire l'utilità di fare lobby come ciclisti urbani. Non ho molta fiducia in questo sistema, perché questa lobby mi pare perdente in termini numerici e/o economici, i due aspetti che nella logica capitalistica danno forza a una lobby. Più un paese è democratico, più conta il numero; più è dittatoriale più conta l’economia, credo.
Allora lasciamo stare la lobby per i ciclisti urbani, perché non mi pare che possa portare lontano (in questo stato di cose). In Italia, chi può fare un discorso del genere è solo la Fiab, che intavola un dialogo serrato con alcune realtà locali disposte ad ascoltarli. I risultati vengono in contesti limitati: mi pare che si sia fatto molto poco nelle metropoli, nonostante l’impegno di poche persone valide. Ma non è una lobby.
Mi sfuggono invece completamente i principi del "ciclismo urbano fatto di regole" a cui accenna Bikediablo. Quali regole? E stabilite da chi? L'unica regola che mi viene in mente è il Codice della Strada, che conterrebbe leggi buone, se qualcuno le applicasse.
L'incontro del 2008 con i candidati romani, devo dire che mi ha lasciato molto scettico. I candidati "generalisti" alle elezioni tendono a visitare anche i laghetti per la pesca sportiva promettendo esche vive per tutti. La politica delle promesse non costa nulla ed è attuata anche da chi è stato eletto a Roma. Come i loro predecessori. Vedi l'ipotesi di appianare la ridicola ciclabile di sampietrini che costeggia il Tevere. O il regolamento sui condomini per la sosta delle bici. Si diceva a febbraio, e febbraio è passato.
(to be continued)
giovedì 8 aprile 2010
In Gran Bretagna i ciclisti si organizzano
Dal sito della maggiore associazione britannica di ciclisti, CTC. Ecco come si fa pressione sui candidati e sull'opinione pubblica per le imminenti elezioni. Il Vote Bike Manifesto è qui.
«A quell'epoca i partigiani erano diventati sempre più riluttanti a guidare altri gruppi al di là delle montagne. Il nemico aveva piazzato nidi di mitragliatrici, mimetizzati nei punti strategici lungo le vie di più facile traversata. In più, io m'ero anche slogato una caviglia in un incidente ciclistico mentre pedalavo nella hall dell'hotel. Decisi di raggiungere la Francia per mare».
Paul Morton, Missione 'Inside'. Fra i partigiani del Nord Italia, L'Arciere, Cuneo, 1979.
Paul Morton, Missione 'Inside'. Fra i partigiani del Nord Italia, L'Arciere, Cuneo, 1979.
mercoledì 7 aprile 2010
dalla Rete Romana di Mutuo Soccorso: archistar a Roma
Ai relatori della Conferenza cittadina dell’8 e 9 aprile 2010
Roma 2010-2020 – Nuovi modelli di trasformazione urbana
Richard Burdett;
Santiago Calatrava;
Peter Calthorpe;
Paolo Colarossi;
Stefano Cordeschi;
Roberto D’Agostino;
Livio De Santoli;
Bruno Dolcetta;
Massimiliano Fuksas;
Zaha Hadid;
Leon Krier;
Richard Meier;
Renzo Piano;
Paolo Portoghesi;
Amedeo Schiattarella;
Associazione di Quartiere Casalottilibera, Associazione Ex Lavanderia, Associazione Diritti Pedoni del IV, Associazione Parco Archeologico di Centocelle, Associazione Rete Nuovo Municipio IV, Associazione Sportiva Culturale Danza.com, Associazione Uniti per il Decentramento, Associazione Viviamo Vitinia, CdQ Casal Fattoria Castel di Leva, CdQ Cinquina, CdQ Ottavia, CdQ S. Maria Mediatrice, CdQ Tor De Cenci Spinaceto, CdQ Torpignattara, Comitato Via Passo del Turchino, Comitato Acquedotto Alessandrino, Comitato Cittadino per XX Municipio, Comitato No-corridoio Roma-Latina, Comitato Piazza Gentile da Fabriano, Comitato Promotore Parco di Veio, Comitato Salviamo il Gerini, Comitato Strade Verdi, Comitato WWF Borghesiana, Comunità Territoriale X Municipio (1), Coordinamento Comitati Associazioni, Coordinamento Parco Tor Tre Teste-Acquedotto Alessandrino, Coordinamento Comitati Quinto (Municipio) - Co.Co.Qui., Coordinamento Residenti Città Storica (2), Coordinamento "Stop I-60" (3), Primavera Romana, Rete Partecipativa Municipio Roma XII, Spazio Sociale 100Celle Aperte.
(1) a cui aderiscono: Appio Claudio; Campo Romano; Cinecittà Est–Cinest; Don Bosco; Gregna S. Andrea; Morena; Nuova Tor Vergata; Osteria del Curato; Quarto Miglio-Appia Pignatelli; Torre di Mezzavia; Vermicino; Via dei Sulpici-Quadraro; e delle ASSOCIAZIONI: Consulta InaCasa-Quadraro; Comitato difesa beni comuni; Insieme Fidam CFR; L’Ellisse; Movimento Consumatori sez. Roma; Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS - Sezione Provinciale di Roma.
(2) a cui adersicono: Assemblea Roma Cittadinanzattiva, Associazione abitanti tutela e valorizzazione centro storico, Associazione Culturale Settima Corte, Associazione Piazza Navona e dintorni, Associazione residenti Campo Marzio, Borderland, Cittadini per i Cittadini, Comitato Cinema America, Comitato cittadini Testaccio, Comitato per la bellezza , Comitato residenti e commercianti di via del Pellegrino, Comitato residenti via Veneto e strade limitrofe , Comitato salute ambiente Eur, Consulta vivibilità centro storico, Progetto Celio, Progetto Trastevere.
(3) a cui aderiscono: Associazione Ottavo Colle, Comitato Ballarin, Comitato Ardeatino-Laurentino Vivo, Comitato Forte Ardeatino, Associazione Amici di Nerva.
Richard Burdett;
Santiago Calatrava;
Peter Calthorpe;
Paolo Colarossi;
Stefano Cordeschi;
Roberto D’Agostino;
Livio De Santoli;
Bruno Dolcetta;
Massimiliano Fuksas;
Zaha Hadid;
Leon Krier;
Richard Meier;
Renzo Piano;
Paolo Portoghesi;
Amedeo Schiattarella;
E’ davvero una occasione straordinaria poter avere a Roma tante personalità della cultura architettonica mondiale. E proprio in base alla vostra conoscenza dello stato delle altre città capitali del mondo, ci permettiamo di porvi dieci brevi domande cui potrete –se lo ritenete utile- rispondere in sede di convegno.
Lo facciamo in forma scritta perché non è prevista alcuna partecipazione delle forze rappresentative della città come la nostra Rete Romana di Mutuo Soccorso, che coordina 80 comitati di quartiere dal centro storico fino alla più estrema periferia.
E proprio dal metodo della partecipazione vorremmo iniziare, ringraziandovi fin d’ora per le risposte che darete.
1. Nel mondo civile si ignora come a Roma la voce dei cittadini?
L’Art. 1 del “Regolamento di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana”, in vigore a Roma dal 2006, recita testualmente: “ Il Comune di Roma riconosce nella partecipazione popolare un metodo fondamentale per la formazione delle decisioni in materia di trasformazioni urbane e per la promozione dell’inclusione sociale”.
E’ condivisibile che il Sindaco di Roma abbia totalmente escluso la cittadinanza dai lavori di questa importante conferenza?
2. Tante belle architetture fanno una bella città?
Da due decenni nella città di Roma si è affermato il metodo di pensare alle trasformazioni urbane non in un quadro generale complessivo, quale è il piano regolatore, ma per singoli progetti giustapposti e spesso non coerenti tra loro. Attraverso l’opera di qualche valente architetto sono state realizzate alcune belle architetture: ma se esse sono slegate da un disegno urbano, sono in grado di delineare una città bella?
3. Anche in Europa le opere pubbliche si finanziano vendendo i beni pubblici?
Le grandi opere pubbliche vengono ormai finanziate mediante la cessione ai privati di aree dell’Agro Romano e di edifici demaniali con cambi di destinazione d’uso in deroga al Piano regolatore. Sulla base della vostra conoscenza di come vengono programmate le città dell’Europa civile, condividete questo insensato modo di fare che fa diventare più povera la città di tutti? 2
4. Nelle città del mondo si costruiscono ancora case pubbliche?
A Roma negli ultimi venti anni sono stati costruite soltanto alcune decine di alloggi pubblici. Tutta la restante enorme produzione edilizia è stata realizzata dal mercato privato. La mancanza di case accessibili ai redditi di una fascia consistente della popolazione sta producendo una enorme espulsione di abitanti e una continua cementificazione dell’Agro romano che produce case sfitte e invendute. Nelle altre città del mondo si perseguono politiche abitative pubbliche e si costruiscono ancora case popolari?
5. In quale altra città capitale del mondo circolano 800 automobili per ogni mille abitanti?
Anche senza contare i veicoli a due ruote e i mezzi commerciali, a Roma esistono 800 automobili ogni 1000 abitanti. Sulla base della vostra grande esperienza internazionale, esiste un’altra città del mondo che abbia questo devastante indice? E visto che il Piano strategico della mobilità sostenibile elaborato di recente dall’amministrazione comunale prevede di ridurre in 10 anni il trasporto privato a favore di quello pubblico solo del 2%, pensate che sia un traguardo ambizioso?
6. Esistono nel mondo linee ferroviarie metropolitane?
A Roma i luoghi di lavoro sono sempre concentrati nell’area centrale, mentre gli abitanti vanno a vivere nelle periferie più estreme o fuori dal comune di Roma. Negli ultimi quindici anni sono state espulse oltre 100.000 famiglie che per raggiungere il lavoro impiegano quotidianamente 3 o 4 ore. Ritenete prioritaria la realizzazione dei tratti centrali delle metropolitane C e D, con tutte le difficoltà connesse con un sottosuolo ricco di archeologia, o piuttosto i collegamenti con le aree extraurbane più densamente abitate?
7. Anche in Europa si distruggono le piazze storiche e si costruiscono parcheggi sotto i Licei pubblici?
I più importanti interventi pubblici nel centro e nella città storica consistono in una serie di parcheggi sotterranei multipiano che rischiano di alterare per sempre il volto della città. Negli anni scorsi si voleva costruire un parcheggio sotto la meravigliosa terrazza del Pincio. A piazza Cavour per ospitare le auto si è distrutto uno dei più bei giardini ottocenteschi. E’ iniziato un cantiere per realizzare un parcheggio addirittura sotto l’area di uno dei licei storici della città, il Virgilio di via Giulia! Anche nella civile Europa si distrugge la memoria storica delle città per costruire autorimesse sotterranee?
8. I centri storici vengono salvaguardati o si liberalizza il proliferare delle paninerie?
Il cuore della Roma rinascimentale e barocca è un tappeto di ristoranti, birrerie, negozi di chincaglierie varie con infiltrazioni finanziarie della malavita organizzata. Di recente l’amministrazione comunale ha approvato un regolamento commerciale che nella sostanza liberalizza ulteriormente questa insensata proliferazione commerciale di bassa qualità. Anche nelle altre meravigliose città che frequentate si è abbandonata ogni forma di programmazione e di civile convivenza?
9. Anche in Europa si spengono le periferie a favore dei centri commerciali e dei luoghi di divertimento?
La gigantesca periferia di Roma e la campagna romana sono costellate da più di trenta shopping center, si dice , tra i più grandi d’Europa, ad essi si dovrebbero aggiungere due 3
megastadi e alcuni parchi divertimento, di grandissima dimensione. L’associazione degli operatori del commercio, la Confcommercio, ha denunciato che in due anni sono state chiuse a Roma oltre 5000 botteghe di vicinato. Ritenete che il deserto urbano che ci è stato imposto sia utile alla sostenibilità e alla vivibilità della nostra città?
10. Dubai è più bella di Roma?
Uno dei progetti che stanno più a cuore del sindaco Alemanno è la realizzazione di cinque isole artificiali davanti ad Ostia per costruire nuovi edifici. Dopo il fallimento della gigantesca operazione immobiliare iniziata negli Emirati del Golfo attraverso la realizzazione delle isole artificiali, è ancora sensato perseguire nella ricerca di un modello urbano insostenibile e senza alcuna qualità sociale?
Lo facciamo in forma scritta perché non è prevista alcuna partecipazione delle forze rappresentative della città come la nostra Rete Romana di Mutuo Soccorso, che coordina 80 comitati di quartiere dal centro storico fino alla più estrema periferia.
E proprio dal metodo della partecipazione vorremmo iniziare, ringraziandovi fin d’ora per le risposte che darete.
1. Nel mondo civile si ignora come a Roma la voce dei cittadini?
L’Art. 1 del “Regolamento di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana”, in vigore a Roma dal 2006, recita testualmente: “ Il Comune di Roma riconosce nella partecipazione popolare un metodo fondamentale per la formazione delle decisioni in materia di trasformazioni urbane e per la promozione dell’inclusione sociale”.
E’ condivisibile che il Sindaco di Roma abbia totalmente escluso la cittadinanza dai lavori di questa importante conferenza?
2. Tante belle architetture fanno una bella città?
Da due decenni nella città di Roma si è affermato il metodo di pensare alle trasformazioni urbane non in un quadro generale complessivo, quale è il piano regolatore, ma per singoli progetti giustapposti e spesso non coerenti tra loro. Attraverso l’opera di qualche valente architetto sono state realizzate alcune belle architetture: ma se esse sono slegate da un disegno urbano, sono in grado di delineare una città bella?
3. Anche in Europa le opere pubbliche si finanziano vendendo i beni pubblici?
Le grandi opere pubbliche vengono ormai finanziate mediante la cessione ai privati di aree dell’Agro Romano e di edifici demaniali con cambi di destinazione d’uso in deroga al Piano regolatore. Sulla base della vostra conoscenza di come vengono programmate le città dell’Europa civile, condividete questo insensato modo di fare che fa diventare più povera la città di tutti? 2
4. Nelle città del mondo si costruiscono ancora case pubbliche?
A Roma negli ultimi venti anni sono stati costruite soltanto alcune decine di alloggi pubblici. Tutta la restante enorme produzione edilizia è stata realizzata dal mercato privato. La mancanza di case accessibili ai redditi di una fascia consistente della popolazione sta producendo una enorme espulsione di abitanti e una continua cementificazione dell’Agro romano che produce case sfitte e invendute. Nelle altre città del mondo si perseguono politiche abitative pubbliche e si costruiscono ancora case popolari?
5. In quale altra città capitale del mondo circolano 800 automobili per ogni mille abitanti?
Anche senza contare i veicoli a due ruote e i mezzi commerciali, a Roma esistono 800 automobili ogni 1000 abitanti. Sulla base della vostra grande esperienza internazionale, esiste un’altra città del mondo che abbia questo devastante indice? E visto che il Piano strategico della mobilità sostenibile elaborato di recente dall’amministrazione comunale prevede di ridurre in 10 anni il trasporto privato a favore di quello pubblico solo del 2%, pensate che sia un traguardo ambizioso?
6. Esistono nel mondo linee ferroviarie metropolitane?
A Roma i luoghi di lavoro sono sempre concentrati nell’area centrale, mentre gli abitanti vanno a vivere nelle periferie più estreme o fuori dal comune di Roma. Negli ultimi quindici anni sono state espulse oltre 100.000 famiglie che per raggiungere il lavoro impiegano quotidianamente 3 o 4 ore. Ritenete prioritaria la realizzazione dei tratti centrali delle metropolitane C e D, con tutte le difficoltà connesse con un sottosuolo ricco di archeologia, o piuttosto i collegamenti con le aree extraurbane più densamente abitate?
7. Anche in Europa si distruggono le piazze storiche e si costruiscono parcheggi sotto i Licei pubblici?
I più importanti interventi pubblici nel centro e nella città storica consistono in una serie di parcheggi sotterranei multipiano che rischiano di alterare per sempre il volto della città. Negli anni scorsi si voleva costruire un parcheggio sotto la meravigliosa terrazza del Pincio. A piazza Cavour per ospitare le auto si è distrutto uno dei più bei giardini ottocenteschi. E’ iniziato un cantiere per realizzare un parcheggio addirittura sotto l’area di uno dei licei storici della città, il Virgilio di via Giulia! Anche nella civile Europa si distrugge la memoria storica delle città per costruire autorimesse sotterranee?
8. I centri storici vengono salvaguardati o si liberalizza il proliferare delle paninerie?
Il cuore della Roma rinascimentale e barocca è un tappeto di ristoranti, birrerie, negozi di chincaglierie varie con infiltrazioni finanziarie della malavita organizzata. Di recente l’amministrazione comunale ha approvato un regolamento commerciale che nella sostanza liberalizza ulteriormente questa insensata proliferazione commerciale di bassa qualità. Anche nelle altre meravigliose città che frequentate si è abbandonata ogni forma di programmazione e di civile convivenza?
9. Anche in Europa si spengono le periferie a favore dei centri commerciali e dei luoghi di divertimento?
La gigantesca periferia di Roma e la campagna romana sono costellate da più di trenta shopping center, si dice , tra i più grandi d’Europa, ad essi si dovrebbero aggiungere due 3
megastadi e alcuni parchi divertimento, di grandissima dimensione. L’associazione degli operatori del commercio, la Confcommercio, ha denunciato che in due anni sono state chiuse a Roma oltre 5000 botteghe di vicinato. Ritenete che il deserto urbano che ci è stato imposto sia utile alla sostenibilità e alla vivibilità della nostra città?
10. Dubai è più bella di Roma?
Uno dei progetti che stanno più a cuore del sindaco Alemanno è la realizzazione di cinque isole artificiali davanti ad Ostia per costruire nuovi edifici. Dopo il fallimento della gigantesca operazione immobiliare iniziata negli Emirati del Golfo attraverso la realizzazione delle isole artificiali, è ancora sensato perseguire nella ricerca di un modello urbano insostenibile e senza alcuna qualità sociale?
Associazione di Quartiere Casalottilibera, Associazione Ex Lavanderia, Associazione Diritti Pedoni del IV, Associazione Parco Archeologico di Centocelle, Associazione Rete Nuovo Municipio IV, Associazione Sportiva Culturale Danza.com, Associazione Uniti per il Decentramento, Associazione Viviamo Vitinia, CdQ Casal Fattoria Castel di Leva, CdQ Cinquina, CdQ Ottavia, CdQ S. Maria Mediatrice, CdQ Tor De Cenci Spinaceto, CdQ Torpignattara, Comitato Via Passo del Turchino, Comitato Acquedotto Alessandrino, Comitato Cittadino per XX Municipio, Comitato No-corridoio Roma-Latina, Comitato Piazza Gentile da Fabriano, Comitato Promotore Parco di Veio, Comitato Salviamo il Gerini, Comitato Strade Verdi, Comitato WWF Borghesiana, Comunità Territoriale X Municipio (1), Coordinamento Comitati Associazioni, Coordinamento Parco Tor Tre Teste-Acquedotto Alessandrino, Coordinamento Comitati Quinto (Municipio) - Co.Co.Qui., Coordinamento Residenti Città Storica (2), Coordinamento "Stop I-60" (3), Primavera Romana, Rete Partecipativa Municipio Roma XII, Spazio Sociale 100Celle Aperte.
(1) a cui aderiscono: Appio Claudio; Campo Romano; Cinecittà Est–Cinest; Don Bosco; Gregna S. Andrea; Morena; Nuova Tor Vergata; Osteria del Curato; Quarto Miglio-Appia Pignatelli; Torre di Mezzavia; Vermicino; Via dei Sulpici-Quadraro; e delle ASSOCIAZIONI: Consulta InaCasa-Quadraro; Comitato difesa beni comuni; Insieme Fidam CFR; L’Ellisse; Movimento Consumatori sez. Roma; Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS - Sezione Provinciale di Roma.
(2) a cui adersicono: Assemblea Roma Cittadinanzattiva, Associazione abitanti tutela e valorizzazione centro storico, Associazione Culturale Settima Corte, Associazione Piazza Navona e dintorni, Associazione residenti Campo Marzio, Borderland, Cittadini per i Cittadini, Comitato Cinema America, Comitato cittadini Testaccio, Comitato per la bellezza , Comitato residenti e commercianti di via del Pellegrino, Comitato residenti via Veneto e strade limitrofe , Comitato salute ambiente Eur, Consulta vivibilità centro storico, Progetto Celio, Progetto Trastevere.
(3) a cui aderiscono: Associazione Ottavo Colle, Comitato Ballarin, Comitato Ardeatino-Laurentino Vivo, Comitato Forte Ardeatino, Associazione Amici di Nerva.
martedì 6 aprile 2010
Consigli di lettura: David Willetts, The Pinch: How the Baby Boomers Stole Their Children's Future, Atlantic Book, London. You can read a review here.
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