Questa sera entreremo nel coniglio-metallo, pur sempre pedalante.
Viva la 單車!
Buon anno, compagni cinesi!
Seguite il 道. E...
«Anche se mantengo intatta questa mia persona, non posso considerarmi il proprietario di questa persona. Anche se non posso fare a meno delle cose, non posso considerarmi il proprietario delle cose. Considerarsi proprietario della propria persona e delle cose significherebbe voler tenere violentemente per sé una persona e delle cose che appartengono al mondo. Solo il saggio non tiene per sé la propria persona e le cose! Solo colui che considera la sua persona e le cose proprietà comune ha raggiunto l’apice della saggezza! È quello che viene chiamato il saggio perfetto».
Liezi. La scrittura reale del vuoto abissale e della potenza suprema, a cura di Alfredo Cadonna, Einaudi, Torino, 2008, p. 255.
Sabrina alla partenza per Bologna, con il bagaglio (circa 4.5 Kg di zaino)
Sabrina è molto bella, ma ha un pessimo carattere. Nel senso che se ti distrai un attimo, rischi di ritrovarti per terra. Rispetto a una bicicletta normale, la risposta al minimo spostamento del manubrio appare subito esagerata. Non solo a causa delle ruote da 20”, ma anche per via del manubrio dritto, che ho preso da una mountain bike da bambino e dalla quasi totale assenza di “pipa” nell'attacco manubrio. L'attacco, infatti, è quello originario: un tubo che entra nella serie sterzo (anche qui ho lasciato quella originale, per non far aumentare il peso) e ha una curvatura minima. Questa scelta deriva dalla necessità di ridurre al massimo l'ingombro del mezzo, anche quando è intero. All'inizio non è stato facile fare amicizia con Sabrina. Ma dopo averne percepite e assimilate le caratteristiche, e anche i suoi limiti, è davvero uno spasso pedalarci.
Ho tolto subito le orride pedivelle a chiavella (ovvero a zeppa), che saranno pure filologiche, ma sono una vera condanna. Ci aiutano a capire quanta fatica facevano i padri del ciclismo. Vanno bene per le signore e per passeggiate tranquille. Al movimento centrale ho montato un perno quadro, una guarnitura da mountain bike a 44 denti. Freni Miche da passeggio, in alluminio. Ganasce dei freni d'alluminio, quella davanti ha l'attacco della guaina dalla parte sbagliata e quindi il cavo fa un giro tortuoso: appena trovo la ganascia giusta la sostituisco. Copertoni Schwalbe Marathon, spessore 1.35 pollici, rinforzati. Ho parlato dei copertoni più adatti alla graziella con uno dei massimi esperti mondiali del settore, Livio. Il discorso era questo: vale la pena comprare un copertone economico, che dura sei mesi? No, non vale la pena. Sommando il costo di diversi copertoni economici, la spesa nel tempo risulta più alta, è più facile forare, il copertone t'abbandona all'improvviso e ti lascia a piedi. Anche a livello d'impatto ambientale, è molto meglio un copertone buono che cinque di cattiva qualità. Questi Schwalbe costano un po', ma sono eccezionali; montarli però è un'impresa. Si spera che con l'andar del tempo si allentino un po': certo se forassi in mezzo alla strada sarebbe la fiera del turpiloquio e ci vorrebbero quattro levagomme per togliere il copertone. Completa il tutto un tubo sella d'alluminio, abbastanza lungo da permettere una posizione decente, quindi non con le ginocchia tra i denti, come sarebbe stato con il tubo originario. E una sella da 12 euro, col buco, molto comoda. Appendici d'alluminio sul manubrio che permettono di variare la presa e stare un po' più alti col busto, visto che Sabrina impone una posizione molto in avanti, quasi da corsa.
Alla ciclofficina ExLavanderia ho rimediato due cerchi d'alluminio da 20 pollici a 36 fori (mi pare che provenissero da una bmx da bambino) e ho costruito una ruota posteriore con un robusto mozzo da mountain bike. La ruota anteriore, invece, è ancora quella originale a 28 raggi, con cerchio di ferro. Costruirò con calma la nuova ruota, perché voglio provare a usare raggi d'acciaio, la cui misura dovrebbe essere a occhio 200 mm: un formato introvabile in commercio, per cui dovrò tagliarne 36 e filettarli uno a uno.
E ora veniamo al nuovo sistema di impacchettamento di Sabrina. Avevo bisogno di un telone leggero e poco voluminoso per non sovraccaricare un mezzo la cui relativa leggerezza avevo conquistato a fatica. Ho cominciato a gironzolare per negozi. La sacca specifica per bici è da escludere subito: è fatta per bici da corsa, pesa un sacco, è rinforzata con parti che non si piegano più di tanto. L'altra ipotesi sarebbe quella della sacca autocostruita in materiale impermeabile, con velcro. Invece qualche giorno fa mi sono imbattuto casualmente in un cappotto impermeabile, di quelli che usano quei busoni scureggioni degli scooteristi. Lo trovo nel reparto moto di un supermercato. Costa la bellezza di 36 euro, ma è un sistema pratico. Non pesa tanto e una volta rimontata la bici, si può anche indossare, ha quindi un doppio uso conveniente, se fa freddo; altrimenti si può usare per fare la sauna gratis. Ripiegato occupa poco spazio.
Quando si deve salire su un treno e si aspetta trepidanti che venga confermato il binario previsto, l'impacchettamento della bici deve avvenire con una certa rapidità. La bici tipo graziella si smonta in questo modo: si fa rientrare il tubo sella, si smonta il manubrio e si piega il telaio, assicurandosi di ristringere la vite e il dado, che altrimenti potrebbero perdersi. Si bloccano le parti mobili con dei cordini. Poi si dispone per terra il cappotto, ci si adagia dentro la bici, si piega tutto e si chiude con due elastici portapacchi che si fissano al portapacchi. Bisogna assicurarsi solo che la graziella non mostri sfrontatamente le sue grazie, in particolare la catena e la guarnitura, a un eventuale ferroviere zelante. Ma il fagotto tiene, è credibile, si prende in braccio, è piccolo ed entra facilmente anche nello scomparto bagagli dei treni ad alta velocità.
L'apparizione di questa meraviglia sdrucita e strana nei non luoghi metropolitani desta una discreta attenzione, in particolare in soggetti dediti in qualche modo ad attività meccaniche o tecnologiche. Le donne hanno un po' paura di Sabrina e dei suoi ferri sporgenti. Ma qualcuna sbarra gli occhi, anche perché si ricorda delle corse in bici nell'infanzia, mentre adesso non è più possibile: la famiglia, il lavoro, il traffico di queste città che ti mangia la vita e la calma. Impossibile, pensano, sbagliando, tornare a quei tempi.
Entrare e uscire dalle stazioni ferroviarie con questa vecchia graziella è una goduria. Con lo zainetto in spalla, si sorvola il mucchio di persone in attesa alla fermata dell'autobus, le lunghe penose file davanti ai taxi, con un bagaglio sproporzionato al seguito: una sola valigia, forse, ma pur sempre un trolley da 20 o 40 Kg. E una corsa in taxi costa almeno come un copertone di Sabrina: solo che il copertone dura 5 anni.
Arrivo a Bologna con la Sabrina, percorro via Stalingrado per recarmi ad ArteFiere. In termini di ciclabilità, Bologna dista da Roma quanto gli USA dalla Mongolia per l'industria aerospaziale.
Due telai abbandonati, purtroppo non posso prenderli
Un edificio della Fiera di Bologna
Devo partecipare a una tavola rotonda voluta dall'artista Rainer Ganahl, con cui entro in sintonia dopo 13 secondi.
Ganahl e l'umile redattore di questo blog a Bologna
Approfitto per conferire a Ganahl il "Rotazioni Award" 2011 per il suo lavoro creativo all'incrocio tra bicicletta, arte e politica: la collanina che ha al collo l'ho fatta io con un pezzo di catena e tante martellate. Ho insistito per portare dentro la fiera anche Sabrina, che si offre alla curiosità dei visitatori come un'opera d'arte. Dico che costa 100 mila euro. Parliamo con Rainer tranquillamente, in attesa degli altri ospiti, che sono Achille Bonito Oliva, celebre critico d'arte, Giovanni Carrada e Cristiana Perrella, curatori della mostra Happy Tech (che andremo a visitare più tardi). Anche Carrada appartiene alla Famiglia, nel senso che dopo un incidente in cui ha sfasciato la moto e anche un po' sé stesso, si è convertito alla bici, che usa intensamente a Roma. C'è pure Maurizio De Concini, amministratore di TCMobility, azienda di Bolzano che costruisce bici ibride, ossia a pedalata assistita, che ha offerto alcuni esemplari a un gruppetto di artisti per permettere loro di lavorarci su.
Bonito Oliva arriva per primo e ci indirizza uno sguardo un po' gelido. Dice che deve andare via presto, ecc. Poi invece si infervora e rimane, dice cose interessanti, parla di Duchamp, ecc. e ricorda che Mario Schifano amava la bici, al punto di far modificare la grande casa nel centro di Roma per andarci. Alcuni quadri di Schifano ritraggono bici.
Tralascio tutta una serie di questioni emerse nel dibattito. (Parlo di strapotere delle multinazionali del petrolio e dell'auto che hanno modificato le città e la vita civile, del fatto che l'auto elettrica ha 150 anni, ecc., il traffico e le soluzioni, un'idea pura di bici vieta anche gli ammortizzatori, ecc.)
Ganahl è anche un ciclista urbano e il suo progetto di città fifty-fifty (metà delle strade per le bici e metà per le auto) mi trova d'accordo. Alla fine non resiste: vuole provare la Sabrina. In fiera.
Andando via dalla Fiera in bici, diretti al centro, Ganahl vuole che provi la bici a pedalata assistita, un'esperienza interessante su cui potrei scrivere molto (ma non ora). Alla fine dice la Sabrina è interessante e che vorrebbe una bici così per girare per New York.
Nella fiera, dicevo che la TCMobility ha offerto alcune bici per uso artistico. Una è quella di Ganahl:
Tutti oggi vogliamo essere cinesi, la Cina è la nuova potenza mondiale che gestisce anche molte materie prime, per esempio le terre rare che servono a fare le batterie.
Un'altra ibrida è dedicata ai 150 anni del nostro Paese, credo:
C'era stato un altro pedalatore d'eccezione, nientemeno che Bonito Oliva che, inforcata al volo la bici, ha cominciato a girare per la fiera.
Dopodomani sarò a Bologna, ad Artefiera, ad Art Talks (Hall 18, ore 17.30-18.30) per partecipare a una tavola rotonda voluta dall'artista Rainer Ganahl, che da alcuni anni interseca la sua riflessione creativa con la bicicletta e la mobilità debole. Il recentissimo manifesto "ciclistico" di Ganahl, che ho pubblicato ieri anche sul mio blog, è un indizio di schiettezza e affetto per un oggetto troppo spesso manipolato per gli interessi più strani e lontani dal cuore del discorso: pedalare!
L'artista, nato in Austria e residente negli Stati Uniti, concepisce le tavole rotonde come una forma d'arte. Per questo m'ha chiamato e ci ritroveremo in una fiera d'arte contemporanea. Ganahl lavora con vari media e ha dedicato alla bicicletta film, installazioni e performance. Un lavoro lungo diversi anni, che denota un interesse non superficiale per l'argomento. I ciclisti urbani con qualche interesse per l'arte potranno proficuamente navigare nel sito dell'artista e ne rimarranno certamente sorpresi.
Ovviamente, mi sto dotando di una due ruote adeguata a una fiera dell'arte contemporanea. Anche il vestiario sarà all'altezza delle aspettative. La bici sarà inevitabilmente piccola perché la bici, sul treno modernissimo e velocissimo, non si può portare, al contrario dei Paesi sviluppati e anche di molti Paesi in via di sviluppo: le vecchie terminologie sono ormai inservibili, ci scherziamo su, ma tra poco - comandati da queste teste di cazzo - saranno guai seri. Evidentemente, in un Paese in piena decadenza come l'Italia e in preda all'oscurantismo più bieco, alla perdita totale di prospettive, investimenti, rilancio, creatività, felicità, ecc. in Italia, dicevo, non è possibile prendere il supertreno con la bici. (Però il cellulare prende, con l'inevitabile stillicidio delle telefonate inutili di chi sta in treno e si atteggia a grande manager.) A meno di non ricorrere alla DB, le benemerite ferrovie tedesche, i cui treni transitano anche nel nostro Paese, per fortuna. Da noi prima hanno tolto i treni espresso e intercity, poi hanno messo solo quelli ad alta velocità, su cui hanno proibito di portare le bici. Si sa, l'italiano è un imbecille che va solo in automobile (parlando al cellulare), perché non assecondarlo? Ma ho già messo a punto un'idea che permette di fottersene di queste assurde limitazioni della libertà del ciclista urbano. Agganciare la bici dietro al treno? Noooo. Vestire una bici a forma di cappotto? Nooooo. Truccare una bici da cane nella gabbia? Nooooo. Da fidanzata addormentata un po' metallica? Noooooo. Non ve lo dirò mai, anzi lo dirò a cose fatte.
Bicycle Manifesto - 50 % Of All Streets To Be Converted Into Bikeways
Modern cities were made for cars. Older cities are used as if made for cars with the exception of small pedestrian zones turned into shopping malls. Neither of them accommodates bicycles.
In recent years, in certain cities we have seen the introduction of bicycle lanes. This is a good start but by far not sufficient.
What this Bicycle Manifesto demands can be summed up in one sentence: 50 % of all streets of any city should be reserved for bicycles and electric bicycles. These special lanes should be called bikeways.
Only high speed highways as well as pedestrian zones should be exempt from this rule. Motorcycles or scooters that don't run on batteries or exceed the speed of 32 km (20 miles)an hour should not drive on bikeways. Nor should there be pedestrians allowed.
With this rule, we don't have to ask or beg for more courtesy and respect towards cyclists, and pedestrians don't have to fear bicyclists when they step onto their bike lanes so often stolen from pedestrian territory. Bike lanes don't belong on sidewalks and they shouldn't ornate streets. Bikeways should be like separate street lanes that are clearly separated from car lanes and pedestrian walk ways.
Traffic engineering theory has to acknowledge that cyclists (including e-cyclists) are a growing class of species that cannot be viewed as lawless fast pedestrians or powerless car drivers.
What is to be gained and what is to be lost with such a 50 % solution ?
The introduction of pedestrian zones in the 1960s and 1970s in northern Europe was not an easy imposition. People were too much accustomed to drive up everywhere anytime a day. But the reality behind pedestrian zones is that these traffic less city areas became open air shopping malls hence the economic gain justified for the inconvenience for traffic.
This shopping mall logic explains why there aren't any significant pedestrian areas in major American cities: In the same era pedestrian zones sprang up in nearly every German, Swiss and Austrian city, the American dream lead middle class people on newly built highways into suburbs and right next to shopping malls without giving much attention to inner cities that started to decay.
Given this precedent, what would there be gained if existing streets would have to be divided and shared equally with cyclists? For sure, there wouldn't be any more shopping. There might be even less consumption since cyclists can't fill up trunks and backseats. But the gain would be a massive improvement of the quality of life with 50 % less air pollution, healthier, slimmer and hopefully happier people who suffer less from strokes, heart attacks and obesity than car drivers.
If cycling is made safer and more efficient, more people would ride on their bikes. More cyclist on save bikeways will inspire more people to ride and the perception of the city changes: people would discover that their cities can easily be cross by bike.
In this game electrical bikes -e-bikes -are not an alternative to bicycles but an alternative to cars. The car traffic would for sure be diminished and the pattern of transportation will change. Even consumption and cooking habits might change as smaller open air markets with fresh and locally produced products can have a renaissance and invite people to cook differently. In most cities cyclists move as fast or even faster as cars do today.
If bikeways become a reality travel time will be reduced for even cars since many people will opt for bicycling or e-cycling. The use of e-bikes offers pure biking and/or electric assisted biking which guarantees effortless mobility that can compete with the comfort of heated cars.
Generous bikeways will be not only the alternative to the current mostly dangerous bike reality but will be an invitation for more cyclists to hit the road and more cars to give up on driving.
This all will lead to an improvement in the quality of life, to environmental gains, to finally further changes in urban politics and urban transportation which need to be implemented. We need better bike parking facilities, effective bike sharing programs, i. e. cheap rent a bike networks throughout the city.
Bicycle and tricycle traffic combined with e-bike technology can be made so effective that even regular and bulky goods, products and services - taxis, kiosks, etc. - can be offered by bicycle as it is still the case in China and in places where developing and developed economies meet. Bicycles are not very economic and nonpolluting modes of urban transportation but also very quiet.
Given the implementation of bikeways that share all available streets equally with cars, easy riding on bicycles will guarantee easy living thanks to cheap, much healthier and environmentally friendly transportation. Once the infrastructure is in place, a massive re-education will take place and people of all ages and in all physical shape will resort to bicycles or e-bicycles.
«...ma lo sdegno adesso fa parte dello spettacolo. Lo si serve come aperitivo e poi si passa appresso. (...) Un giornale che non ha morale non è un giornale. E neppure un paese senza morale è un paese civile. Ho sempre dubitato della verità, così come la praticano alcuni giornalisti. Il telegiornale delle 20 è solo uno specchietto per le allodole. La crudeltà delle immagini dei genocidi, ieri in Bosnia, poi in Ruanda, e poi in Algeria, non fanno scendere in piazza milioni di cittadini né in Francia né altrove. Al primo terremoto, alla prima catastrofe ferroviaria si volta pagina. Lasciando la verità a chi mangia quel pane. La verità è il pane dei poveri, non della gente felice o che si crede tale».
Stefania Nardini, Jean-Claude Izzo. Storia di un marsigliese, Perdisapop, Bologna, pp. 70-71.
«Doveva trascorrere ancora un anno prima che “La Marseillaise” provvedesse alla sua regolarizzazione. Traguardo che raggiunge nel 1972, quando il sogno di fare il giornalista a tempo pieno diventa realtà. Unica difficoltà, per il neocronista, sono gli spostamenti fuori città. Jean-Claude non ha la patente per guidare l'auto e l'unico mezzo che sa usare è la bicicletta. Ma non si perde d'animo».
(Ibidem, p. 83).
venerdì 7 gennaio 2011
Su La Repubblica di oggi, p. 34: Pechino soffoca tra i gas di scarico. Si torna all'antico, ora che le automobili invadono le metropoli del paese di mezzo. Blocco delle vendite delle auto; numero chiuso per le targhe; una lotteria per i permessi di circolazione; grandi progetti di sviluppo del trasporto pubblico. E 100 mila biciclette messe a disposizione gratuitamente all'uscita della metropolitana.
Narra la leggenda che un giorno Rocco, un ciclomeccanico milanese molto bravo, ebbe un'idea semplice e risolutiva. O forse ricevette l'idea in sogno o attraverso un altro meccanico, ma qui la storia si perde nelle nebbie del mito. Lo scopo era evitare che padri dissennati continuassero ad avvitare al contrario i pedali alle bici dei figli, che giovani aspiranti ciclisti urbani spanassero le poche pedivelle d'alluminio disponibili in ciclofficina. Insomma, se dopo un po' di lavoro meccanico si capisce che il pedale destro si avvita in senso orario e il sinistro in senso antiorario, di questo a volte ci si scorda e ancora più spesso ci si deve fermare a riflettere. Di qui l'idea, semplice e facilmente memorizzabile del pupazzetto. Il disegno qui in basso è stato tracciato da Piero - altro meccanico veramente forte - alla ciclofficina popolare Don Chischiotte di Roma. Alzando le braccia, la persona ha idea della inclinazione delle filettature destra e sinistra del pedale. Impossibile sbagliare. Buon 2011 a tutti.
Allora, la Formula 1 all'Eur. Lo sci di fondo al Circo Massimo. Al Terminillo, invece, si fanno le gare con le bighe. Ci sarebbe pure la prova di shopping a Castel Romano. E mi raccomando: la mountain bike sulle ciclabili, perché il percorso già va bene così com'è.
Non essere geloso se tanti altri hanno il reattor,
non essere furioso se poi gli altri hanno uno shock:
con te, con te, con te che hai questa passione
io ballo il ballo del neutrone.
Non provocar reazioni se tanta gente vuole il sol,
non fare le scenate se nel vento trovo ardor:
con te, con te, con te che hai solo una passione
io ballo il ballo del neutrone.
Lentamente, ciancia a ciancia,
io ti dico che non serve
tu mi dici che è remoto
il pericolo di questo terremoto!
Non provocar reazioni se con altri voglio il sol,
Non farmi le scenate, se l’eolico è miglior:
con te, con te, con te che non hai persuasione
io ballo il ballo del neutrone.
Lentamente, ciancia a ciancia,
io ti dico non convinci
la chiamavi evoluzione
e ora ammiri tutta quella distruzion!
Non essere geloso se con gli altri voglio il sol,
non essere furioso se i consumi vanno giù:
con te, con te, con te che vendi l’illusione
io ballo il ballo del neutrone.
Non provocar reazioni se con gli altri voglio il sol,
Non farmi le scenate, se l’eolico è miglior:
con te, con te, con te che non hai persuasione
io ballo il ballo del neutrone.
Lentamente, ciancia a ciancia,
io ti dico non lo amo
tu mi dici che è più bella
l’energia della brutta mattonella!
Non essere geloso se la forza vien dal sol,
non essere furioso se col vento puoi volar:
con te, con te, con te che non hai più passione
io ballo il ballo del neutrone.
Lentamente, ciancia a ciancia,
io ti dico che non l’amo
tu mi dici che è più bella
intrallazzi per baciar la mattonella!
Non essere geloso se la forza vien dal sol,
non essere furioso se col vento puoi volar:
con te, con te, con te che non hai più passione
io ballo il ballo del neutrone.
amooor.
Benzina, Nuovi rialzi, verde a quota 1,48 euro e diesel a 1,36
Roma, 5 gen. (Apcom) - Questa mattina - secondo il monitoraggio della 'Staffetta quotidiana' - a ritoccare i prezzi sono state TotalErg e Ip. Per la prima c'è stato un rialzo di 0,5 centesimi al litro su benzina e gasolio, con prezzi medi che toccano quota 1,481 euro per la verde e 1,361 euro per il diesel. Anche Ip ha aumentato i listini di 0,5 centesimi per i due prodotti, portando i prezzi medi a 1,475 euro per la benzina e a 1,355 euro per il gasolio.
«A ciascuno il suo problema: per quel che mi riguarda, è il cerchione posteriore rotto della bicicletta che mi preoccupa. Per due giorni visito tutti i negozi della città, e non sono pochi, alla ricerca di un cerchione nuovo. Alla fine, sono costretto a comprare una Forever intera, una mountain bike cinese, a 70 dollari! In questo momento le due bici sono nella nostra camerata, trasformata per l'occasione in un'officina meccanica. Conoscendo la cattiva qualità del materiale cinese, mi rassicuro pensando a Ralph Obree [il nome corretto è Graeme Obree, n.d.r.], ciclista amatoriale, che ha costruito la sua bicicletta con le proprie mani, piazzando il cuscinetto a sfere della sua lavatrice nella pedaliera, prima di battere il record mondiale dell'ora».
Claude Marthaler, Il canto delle ruote, Ediciclo, Portogruaro, 2008, p. 61.
Graeme Obree in sella alla sua bici autocostruita, denominata "Old Faithful".
Il 16 luglio del 1993 lo scozzese volante decise di attaccare il record dell'ora detenuto da Francesco Moser (51.151 Km). Sede designata il velodromo Vikingskipet di Hamar, Norvegia. Il tenativo fallì di circa 1 chilometro. Dato che aveva prenotato il velodromo per 24 ore, Obree decide di ritentare all'indomani. Senza aver quasi dormito e aver bevuto litri d'acqua facendo stretching. Obree fissò il nuovo record dell'ora a 51.596 chilometri, superando il primato di Francesco Moser di 445 metri.
martedì 4 gennaio 2011
«Poeta si nasce e ciclista si diventa. basta un poco di attenzione, di pazienza e di buona volontà; nessuna speciale ttitudine è richiesta ed è necessaria. Gli antichi dicevano a dispregio di un uomo:"neque litteras didicit nec natare": - è analfabeta ed ignora l'arte del nuoto. Può essere che un giorno o l'altro si giudichi infelice e degno della universale commiserazione chi non sappia leggere né scrivere né valersi della bicicletta. la parafrasi sarà ultramoderna ma geniale».
Umberto Grioni, Il ciclista, Hoepli, Milano, 1910, p. 51.
Ufficio Stampa Verdi - Regione Lazio
Comunicato stampa. Roma 3 gennaio 2011
Mobilità sostenibile
Bonelli (Verdi): «Dai Verdi soluzioni per la mobilità ciclistica. Parcheggi e carrozze attrezzate per le biciclette».
«Con due emendamenti inseriti nella manovra regionale del bilancio, noi Verdi, siamo riusciti a dare almeno un segnale che instradi Roma in direzione di un miglioramento della mobilità individuale. – afferma il Presidente nazionale e Capogruppo in Regione dei Verdi, Angelo Bonelli. – Favorire la mobilità ciclistica, infatti, è una delle ricette utilizzate in tutta Europa per diminuire la congestione e l’inquinamento, ma a Roma ciò non è possibile in assenza di politiche strutturali e integrate che facilitino l’uso delle biciclette. Per questo motivo abbiamo presentato due emendamenti che vanno in questa direzione. Il primo consentirà di realizzare dei parcheggi per biciclette sulla linea Roma-Ostia cosa che assicurerà la sicurezza dei propri mezzi ai cittadini che utilizzano il treno per raggiungere il centro, mentre il secondo prevede l’adeguamento del 10% delle carrozze della metropolitana per il trasporto delle biciclette. Si tratta di due primi provvedimenti strutturali che, anche se non rimediano assolutamente al taglio drastico al trasporto pubblico locale per 200 mln di euro voluto da Tremonti e avvallato da Polverini, possono rappresentare un piccolo segnale verso una maggiore sostenibilità dei trasporti».
Giro una interessante iniziativa che si terrà a Roma domenica 9 gennaio 2011. Si chiama *Le arance non cadono dal cielo*. Un modo per aprire gli occhi sulla provenienza del cibo che mangiamo e sulle potenzialità dell'agricoltura urbana e suburbana.
Iniziativa cittadina per ricordare Rosarno. Tra il 7 e l'8 gennaio del 2010 più di 2500 lavoratori Africani si sono ribellati alle violenze e alle condizioni di sfruttamento che subivano come braccianti agricoli. Oggi ancora nulla è cambiato.
PROGRAMMA 9:00 – 13:00 Raccolta nomade delle arance dei giardini pubblici e dei giardini dei privati che vogliono aderire all’iniziativa la mappa per gli appuntamenti e per segnalare gli agrumi
Dalle 13:30 al CSOA Ex Snia (via Prenestina 173, Roma). Pranzo Sub-Sahariano e preparazione collettiva di marmellata con i frutti raccolti.
17:30 Spettacolo di teatro forum 'La Spremutina Africana'
Il ricavato della vendita delle marmellate andrà a sostegno della Cassa di Mutuo Soccorso per i Lavoratori Africani di Rosarno a Roma.
PUNTI DI RACCOLTA ATTIVI (e molti altri si possono attivare):
1. Villa Aldobrandini(Via Mazzarino, 1 - via Nazionale) 2. Quartiere Pigneto (Piazza Copernico) 3. S. Alessio (via di S. Sabina) 4. Villa Celimontana, ingresso da via di San Paolo della Croce 5. Quartiere Prati (Piazza Strozzi) 6. Ospedale Policlinico Umberto I (entrata su viale Regina Elena)
e tutti gli agrumi di cortili, giardini e terrazze private che vorrete condividere
COSA PORTARE: Per la raccolta: - forbici da cucina o cesoie - cassette - spremiagrumi e bicchieri (meglio se non usa e getta) per offrire spremute ai passanti - rastrelli e raccoglifrutti - spago - scala
Per la marmellata: - barattoli di vetro con coperchio lavati - coltelli e tavolette
PER TUTTI QUELLI CHE VOGLIONO PARTECIPAREal PROSSIMO INCONTRO ORGANIZZATIVO martedì 4 Dicembre ore 19 presso il CSOA ex Snia, via Prenestina 173 in cui, tra l’altro, faremo le strisce di stoffa da lasciare sugli alberi, portate pezzi di stoffa o lenzuoli, pennelli e vernici.
Rosarno è ovunque. La filiera agricola "tutta italiana" continua a produrre con il lavoro nero e il caporalato. La Grande Distribuzione stabilisce i prezzi di mercato e continua a fare i suoi profitti con l'iper-sfruttamento delle braccia di centinaia di migliaia di migranti. Le arance non cadono dal cielo, ma sono delle mani che le raccolgono.Perchè sulle nostre tavole non ci siano più i prodotti dello sfruttamento.
lunedì 3 gennaio 2011
«Ben Underwood, un ragazzo straordinario che perse la vista quando aveva 3 anni e che è morto nel 2009, a 16 anni aveva elaborato un'efficace strategia, simile a quella dei delfini, che gli permetteva, emettendo schiocchi a ritmo regolare, di avvertirne l'eco sugli oggetti vicini. Era diventato così abile che poteva andare in bicicletta».
Oliver Sacks, "Beautiful mind", La Repubblica, 3 gennaio 2011, p. 39.
lunedì 27 dicembre 2010
Alcuni lo sanno dalle mailing list, altri dal comunicato dell'Associazione ExLavanderia. Non ho dormito molto e la rabbia e lo sdegno sono in me ai massimi livelli. Il nostro amico César, ciclista urbano e uno degli attivisti della ciclofficina popolare ExLavanderia, è una delle persone ferite la settimana scorsa dai pacchi bomba recapitati in due ambasciate di Roma. Da chi, non mi interessa neanche saperlo. Invece quello che voglio raccontare è il fatto che César da anni si muove per Roma soltanto in bicicletta e presta buona parte del suo tempo libero, come altri di noi, a risistemare biciclette vecchie e ad aiutare gli altri a farlo. Adesso è all'ospedale, ha una mano ridotta male (gli sono state amputate due dita), ma non gli manca il carattere per affrontare anche questo problema. Sono davvero molto incazzato.
Pedalate.
A Tabriz, capoluogo della regione Azerbaijan orientale, in Iran si è costituita la prima pattuglia di polizia in bicicletta. I vantaggi della bici per le forze dell'ordine sono evidenti. Spostamenti più rapidi rispetto ad altri mezzi di trasporto, specialmente nelle ore di maggior traffico, controllo delle aree pedonali, dei parchi, del lungolago, delle zone ricreative. Inoltre gli agenti in bicicletta servono da modello per la popolazione, in modo da incentivare l’uso delle due ruote in città.
Potete vedere altre foto qui.
Anche in Iran lo hanno capito, in Italia no.
giovedì 23 dicembre 2010
«Era il 1951. Avevo ventun'anni. Studiavo l'arte. Logico quindi che volessi venire in Italia. Ho fatto un viaggio in bicicletta: avevo pochi marchi in tasca. L'Italia era un altro mondo, non solo rispetto alla mia "Germania anno zero". [...] L'Italia è diventata il contrario di quella che ho girato in bici mezzo secolo fa. È un Paese ricco, sorretto da una sostanza etica molto fragile. Non saprei cosa un giovane tedesco possa imparare girando in bici per l'Italia di oggi».
"Wagenbach l'italiano", L'Espresso, 29 dicembre 2010, p. 91, [colloquio con Kurt Wagenbach di Stefano Vastano].
Finalmente una buona notizia dal Consiglio dei ministri: ha confermato lo stop all'utilizzato dei sacchetti di plastica dal 1 gennaio 2011, senza proroghe. Archiviati 20 miliardi di buste di plastica all'anno, ora tocca ai 12 miliardi di bottiglie di plastica gettati annualmente in Italia: un'offesa all'intelligenza e alla dignità dell'essere umano.
Idea regalo per i vostri figli a Natale: il piccolo ingegnere nucleare. La scatola contiene fra l'altro un pezzo di uranio (attenzione: lavarsi le mani dopo averlo toccato), un modellino di reattore di cemento, un piccolo fusto per le scorie. Impara anche tu a produrre a casa tua l'energia pulita che rispetta l'ambiente. Per sicurezza, è meglio giocare con il reattorino nucleare all'aperto o in locali areati. Alimentate i vostri elettrodomestici con l'energia birichina dell'atomo. Fate amicizia con i nuclei radioattivi. E anche tu sei più attivo.
mercoledì 22 dicembre 2010
Nel numero del 17 dicembre 2010, l'egregia rivista Internazionale - che ci fa vedere le cose italiane da lontano e da prospettive più indipendenti, quindi meglio, e ci fa scoprire il mondo - pubblica un articolo dedicato alla bicicletta in città. È uscito non su La Nuova Ferrara (linko a un articolo sui ciclisti ferraresi indisciplinati) o la Gazzetta di Mantova, ma sul New York Times. La città in questione non è Lodi, né Bolzano, né l'immancabile Copenhagen, ma Los Angeles. Questo per dire che non siamo esattamente alla periferia del mondo, in isole felici dove la gente si rompe un po' le palle, la qualità della vita è buona e la sera non c'è nessuno in giro, ma in una delle principali metropoli del pianeta. La città delle star del cinema, da Bugs Bunny a Ed Wood. Va anche chiarito che l'articolo non è uscito nella rubrica "Science Fiction", ma in quella dei viaggi. La fantascienza, casomai, è la bici a Roma, Milano, Torino, Napoli, Palermo, Genova: lì sì che si potrebbe vedere il capitano James Tiberius Kirk a bordo di una bici con telaio di fotoni e ruote di antimateria, alle prese con gli automobilisti alieni dalla pelle verde, che ascoltano Gigi D'Alessio e si danno fare con le mani nel naso in una lunga, interminabile coda.
Forse è l'auto del promotore della Formula 1 a Roma
Seth Kugel, l'autore dell'articolo sul NYT-Internazionale, si è preso la briga di girare in bici a Los Angeles per una settimana. La famosa città stereotipata in tanti "se non hai un automobile muori di fame", "dove tutti girano in auto", "non ci sono i marciapiedi, tanto non servono, perché i pedoni non esistono", e via di questo passo. La città a cui si adattano meglio questi stereotipi non è Los Angeles, ma Roma. Infatti nei 6400 chilometri quadrati della metropoli statunitense stanno messi molto meglio che da noi. Ci sono lunghissime piste ciclabili, le bici possono salire sugli autobus e sui treni. «Cartelli sparsi in tutta la città invitano gli automobilisti a "dividere la strada" con i ciclisti e a lasciare almeno un metro di spazio alle bici». L'autore fa begli incontri e scopre angoli meravigliosi della città, proprio perché si sposta pedalando. Leggetevi l'articolo intero, se potete. Vi ricopio il finale: «Sono questi i momenti veri di Los Angeles, momenti che molti turisti, bloccati nel traffico delle tangenziali al volante delle loro auto a noleggio, non possono godersi. Se sono fortunati, ne hanno solo un assaggio quando si fermano per comprare un taco o un bahn mi dal camioncino di un venditore ambulante».
Los Angeles Bicycle Club, 1887
Il mondo che ci circonda sta cambiando molto rapidamente, le grandi città italiane no. Nel frattempo la benzina sale e nessuno può far nulla. Per favore, a Natale non regalate automobiline, evitate di crescervi in casa delle scimmie ammaestrate. Anche perché quando i vostri figli saranno grandi il petrolio sarà finito.
martedì 21 dicembre 2010
Calore nucleare, in Terminator 2: Judgement Day (1991)
Basta con i luoghi comuni e la disinformazione. Troppi pregiudizi ostacolano la conoscenza. Mettetevi un reattorino nucleare sul terrazzo: potete anche cuocerci le uova.
«Il paese è a tal punto decaduto che il commercio non esiste praticamente più. Solo il cambio degli NZ con i dollari permette di procurarsi merci in Uganda. Esistono centinaia di khadahuiles che assicurano il rifornimento di olio nel nordest del Congo per un pezzo di pane. Trasportano così poco più di cento chili di olio di palma, di cherosene o di zucchero per 600 chilometri! Il carico è bloccato con delle camere d'aria ai portabagagli delle loro bici indiane o cinesi, senza velocità».
Claude Marthaler, Il canto delle ruote, Ediciclo, 2008, p. 234.
Dopo l'invio del proprio curriculum, c'è voluta una quindicina di minuti perché i titolari di un'agenzia di bike-messenger di Parigi chiamassero Riccardo al telefono e gli dicessero che era assunto. Così anche Riccardo ha lasciato l'Italia. D'altra parte, non ci voleva molto a capire che uno che aveva corso in bicicletta la Parigi-Brest-Parigi, la Londra-Edimburgo-Londra, la 1001 miglia, poteva essere in grado di consegnare lettere e pacchetti con una discreta efficienza, e anche con un certo tornaconto economico per la ditta. In Francia, come in molti altri Paesi civilizzati, il bike-messenger è una figura diffusissima. In Italia, a Milano, ci sono gli Urban Bike Messenger, a Roma Eadessopedala, e pochi altri casi. Ma da noi il servizio di messaggeria sembra ancora una stranezza, come lo sembra l'uso della bici in città, del resto. Eppure, consegnare senza inquinare e facendo prima si può. Ditelo anche ai commendatori del motore a scoppio, che si ostinano a utilizzare motorini e automobili per consegne che arrivano sempre più tardi o mai.
Il posto di Riccardino è stato preso da Er Fabri, a cui facciamo i nostri migliori auguri. Incombenza gravosa, ma sembra che i quadricipiti e i polpacci del giovane stiano rispondendo bene.
Bonelli (Verdi); “Con tagli a Tpl stato-regione biglietto a 1,5 euro e 10% di servizio in meno”
“Quella che stiamo discutendo in Regione è una manovra figlia del Governo Berlusconi e di Tremonti che avrà pesantissime ripercussioni sui cittadini. – afferma il Presidente nazionale e Capogruppo in regione dei Verdi per la Costituente Ecologista, Angelo Bonelli - Il mancato trasferimento dei fondi del governo sul trasporto pubblico, 200 milioni di euro, avrà come effetto quello di diminuire le linee del 10%, aumentare i biglietti e le tariffe almeno del 50% (portando il biglietto a Roma a 1,5 euro), incidendo profondamente sulle condizioni di vita dei cittadini. E la Giunta Polverini non ha fatto nulla per evitare ciò. Per dare un’idea su ciò che sta succedendo nel Lazio è sufficiente osservare quale sia il livello di spesa procapite sul trasporto pubblico tra Roma e Milano. Dopo i tagli la Capitale si assesta meno di 100 euro che diventano 250 nel capoluogo lombardo. Una simile disparità è frutto dell’assoluta incapacità di incidere sulle scelte dell’esecutivo nazionale da parte della Giunta Polverini che subisce in maniera supina scelte dettate direttamente dalla Lega Nord. In questa maniera il futuro dei cittadini del Lazio sarà quello della maggiore congestione e del maggior inquinamento contro il quale la Regione disarma ulteriormente se stessa. Nella manovra di bilancio, infatti, troviamo un taglio netto di 29 mln all’Arpa (Agenzia regionale protezione dell’ambiente) senza i quali si metterà una pietra tombale alla prevenzione sanitaria nella nostra regione. Oltre a ciò si azzerano le indagini epidemiologiche, unico strumento per conoscere come colpisce la salute dei cittadini l’inquinamento Questa è un manovra da bocciare e che con la propria frenesia taglia le gambe alla nostra regione”.
lunedì 20 dicembre 2010
Ore 16.15 ca: la ruota anteriore della graziella all'inizio del viaggio pomeridiano
Emergenza neve. Molto bagnato, venerdì ho girato per Roma, con la sensazione sgradevole di cadere da un momento all'altro. La ruota anteriore (26") della graziella è una slick da 1.20 pollici, la ciclabile era piena di neve, la ruota posteriore slittava sulle salite. Zuppo d'acqua, impiego una vita ad arrivare dal labaro alla via Prenestina, presso il negozio BBike, che non avevo mai visitato. Molto bello e molto stile nell'arredamento. Una bici da pista Bianchi tutta cromata mi ipnotizza durante la presentazione del bel libro di Cecilia Gentile. Dall'ombelico in giù sono completamente zuppo. Poi parto verso casa, saranno le 20. Sul cammino visualizzo divinità induiste e demoni tibetani, oltre a creature sciamaniche (ossia, in chiaro e poco elegantemente, mi caco sotto dal freddo). Ma la città è bloccata, le autostrade sono bloccate, le ferrovie sono bloccate. La gente è costretta ad andare a piedi, e io pedalo. Quando tolgo le scarpe, i piedi sono diventati due budini insensibili. Però, che soddisfazione...
Concludendo: montare un copertone un po' scolpito, anche 1.35-1.40. Portarsi i pantaloni impermeabili e forse perfino gli ingombrantissimi sovrascarpe del Tucano. La scarpa per il ciclista sotto l'acqua è davvero una nota dolente. Avevo messo due sacchetti, che si sono distrutti e poi, posando il piede, si rischia di scivolare.
Ciao, dopo anni di bici e piedi, con qualche scivolone tardogiovanile per le moto ora fortunosamente superato, mi sono ritrovato nuovamente gettato in città per lavoro! Pochi giorni fa sono andato in libreria a prendere un libro della Montessori e, mentre aspetto al banco vedo il tuo. E' dal '95 che ho fatto la scelta di non avere l'auto e di muovermi a piedi, con il treno, i pullman pubblici e , naturalmente, la bici. Ho preso il tuo testo in mano e mi sono sorpreso nel constatare che lo sfogliavo con la sufficienza di chi pensa di saperla lunga. L'ho, allora, acquistato e l'ho letto tutto d'un fiato! Mi è piaciuto molto, moltissimo la parentesi che dedichi alla solitudine di chi si sposta in bici.
Grazie per averlo scritto.
AZ
LIBERARE RISORSE PER LA MOBILITA' DEBOLE, ORA!!!
Non lo ha detto Greenpeace o qualche oscuro professore, lo dice l'AIE, il massimo organismo mondiale che si occupa di energia. Oggi sul Sole-24 ore (giornale della Confindustria), supplemento Nova, si legge:
«La produzione di petrolio convenzionale ha già raggiunto il picco». Nobuo Tanaka, direttore del l'Aie, l'Agenzia Internazionale per l'energia, ammette che l'output mondiale di greggio ha già toccato il limite massimo raggiungibile: da oggi non potrà che scendere. In altre parole, in questo decennio e nei prossimi, sarà progressivamente più difficile e costoso soddisfare una domanda di energia in crescita. «Un motivo in più per firmare un accordo internazionale sul clima, che apra la strada alle rinnovabili e all'efficienza energetica», sentenzia Tanaka. E dipendere meno dal greggio.
Giovedì 16 dicembre alle ore 17.30 presso la Provincia di Roma - Sala Impastato
Palazzo Valentini, Via IV novembre 119/a, si terrà la presentazione della
“Indagine sulle Piste Ciclabili a Roma”. Un progetto a cui hanno lavorato, a titolo volontario e gratuito, i Ciclomobilisti, per l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma.
Secondo un recente rapporto di Legambiente, fra le città italiane Roma sta messa molto male. Il rapporto calcola l'indice di ciclabilità, non solo tenendo conto delle piste ciclabili, ma anche in base all'estensione delle aree pedonali e delle zone 30 e alle zone a traffico limitato. A livello comunale, si prospettano molte promesse per il futuro (il 2020), sempre insistendo troppo sulle ciclabili, come se fossero l'unico parametro. Ciclabili che sono costose da costruire e da mantenere.
Ma se paragonata a grandi città come New York, Berlino, Parigi, Londra, la ciclabilità di Roma sta messa ancora peggio.
Speriamo che l'incontro di oggi sia un punto di partenza per ridefinire la mobilità debole nella Capitale.
Stasera il frutto della ricerca dei volenterosi Ciclomobilisti sarà disponibile al sito www.agenzia.roma.it
Il nuovo sito dei Ciclomobilisti è invece www.ciclomobilisti.it
mercoledì 15 dicembre 2010
Non voglio infierire sul contenuto e il non detto di questa campagna pubblicitaria del ministero del Lavoro, ma mi chiedo: "Sicurezza nelle strade. Chi la pretende?".
E come si fa a pretenderla in bicicletta?
ASTA DI NATALE
sabato 18 h 16:30
Ex Lavanderia
QUESTO NATALE
regala un fluidificante per la tua intasata città,
regala la libertà di muoversi senza inquinare,
regala il diritto ad una mobilità gratuita,
regala spazio libero dalle macchine,
regala tempo libero dal traffico,
REGALA UNA BICICLETTA!
La soluzione al problema della mobilità
muore all'interno della tua cantina
sotto forma di rottame accantonato.
Le Ciclofficine ti insegnano a salvarti dal consumismo
imposto dall'industria dei trasporti.
IMPARA COME RIPARARE LA TUA BICI!
PROGRAMMA:
h 16:30 - Bimbo Bike !!! Tombola per bambini h 18:00 - Incontro: "Se la mobilità fosse dolce", presentazione del libro "Manuale di resistenza del ciclista urbano" con l'autore Luca Conti, Marcello Aranci (presidente della Consulta per la sicurezza stradale della Provincia di Roma), Vito De Russis (presidente dell'Associazione dei Diritti del Pedone) h 19:30 - Cicloasta h 20:30 - Cena h 21:30 - Concerto ed estrazione Riffa:
Mescolanza (jazz sperimentale)
First Valley Blue Band (blues e world music)
Criansa (intermezzo di percussioni brasiliane)
Venerdì 17 alle ore 18, da Bike, via Ettore Giovenale, 16 si presenta il libro di Cecilia Gentile, Segui le donne, Ediciclo editore. Con degustazione di tè alla salvia.Altre informazioni qui.
giovedì 9 dicembre 2010
Squadra al lavoro su un venerando triciclo cinese, una macchina poderosa senza rapporti, con freno a leva. È un mezzo di trasporto che nel Paese di mezzo viene impiegato in modo intensivo:
A Napoli, arrestati ieri due ciclisti della Critical Mass, Ana e Alfonso. Bici rotte e processo per direttissima. Aggressione del tutto immotivata delle forze dell'ordine. Il video è qui. Dettagli dal resoconto di clambfr sul blog di ciclistica.it.
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Aggiornamento ore 15.33: i due ciclisti sono stati scarcerati.
«Più lontano un gruppetto di universitari e una ventina di ragazzi della Ciclofficina "Massimo Troisi": erano nella discesa di calata Trinità Maggiore, a due passi dalla piazza, a cambiarsi gli abiti al centro sociale Ska. Sono gli attivisti della Critical mass, si battono per una mobilità sostenibile. Ieri si preparavano al flash mob «Il presepe morente», biciclette colorate e abiti da pulcinella. Sono stati loro a finire sotto i manganelli della polizia, buttati giù dalle bici e picchiati.
Alfonso Borelli, 28 anni, e Ana Paula Barbosa Rezende, una venticinquenne brasiliana, sono stati portati via dalle forze dell'ordine. L'accusa è di resistenza e violenza a pubblico ufficiale e di inottemperanza all'ordine di sciogliere la manifestazione. Quando gli amici, increduli, hanno cercato di seguirli è partita la seconda carica. «Eravamo con il nostro striscione - racconta Roberta, studentessa dell'Orientale - "Anche l'obelisco è precario", accanto ai ragazzi in bici, defilati rispetto alla piazza. La polizia è arrivata già con i manganelli in mano, nessuno si aspettava la carica, soprattutto i compagni della Critical mass che semplicemente volevano andare in giro per il centro storico». La violenza gratuita ha innescato la risposta, con cassonetti rovesciati e dati alle fiamme.
«I ragazzi sono stati picchiati brutalmente», racconta Paola del progetto Bros, 48 anni e 25 di inutile iscrizione al collocamento: «Le forze dell'ordine ormai fanno solo disordine, hanno creato il panico tra i turisti per picchiare dei ragazzi che chiedono le piste ciclabili! Noi siamo abituati a questo: quando ci presentiamo, le istituzioni si nascondono dietro la polizia, la loro strategia è intimidirci. Ma qui nessuno si fa spaventare».
Stamattina sono intervenuto a Radio24, nel programma in diretta Moebius 2.0. Stasera va in onda la replica, mi pare dalle 22 alle 23, e poi si trova in podcast. Abbastanza autocentrica, la puntata. Non si riesce a capire come viene in mente a certe persone di girare in bici per la città, il ciclista è un problema, ecc.
Il mio incipit, grossomodo:
«Fin qui sembra che il ciclista costituisca un grave pericolo per la carrozzeria delle automobili e per l'innalzamento delle statistiche sulla mortalità».
mercoledì 8 dicembre 2010
A CONCLUSIONE DELLA FUNZIONE UN APPLAUSO HA SOTTOLINEATO LE
PAROLE FORTI PRONUNCIATE DAL GENERO DI ROSARIO PERRI CHE HA
CHIAMATO IN CAUSA LE ISTITUZIONI: "ORA NON CI SEI PIU' - HA
DETTO IL GIOVANE RIVOLGENDOSI AL SUOCERO - SEI RIMASTO VITTIMA NON DELLA BICI, CHE AMAVI TANTO, MA DELLO STATO, DELLE ISTITUZIONI CHE NON TUTELANO A DOVERE IL CITTADINO".
(fonte: ANSA)
BOICOTTA PAYPAL ORA!
BOYCOTT PAYPAY NOW!
Con Wikileaks e il diritto alla trasparenza e all'informazione
ore 16.30: tombola per bambini.
ore 18: presentazione libro "manuale di resistenza del ciclista urbano".
ore 19.30: asta di biciclette.
ore 20.30: cena [buonissima].
ore 21.30: concerto Bonghisti e Malamurga; estrazione cicloriffa e II battuta asta.
lunedì 6 dicembre 2010
Manca poco. Il 22 dicembre (21 negli Stati Uniti e in altri Paesi) si celebra la Giornata Mondiale dell'Orgasmo Globale per la Pace. Affrettatevi. Preparatevi. Rilassatevi. Pedalate. Fate l'amore, non la guerra. Potete prendere visione dei rituali per dedicare l'energia orgasmica.
Italia al cinquantottesimo posto mondiale per le politiche climatiche (fonte: rapporto Germanwatch). Non ha fatto nulla, a parte gli effetti della crisi.
Domani a Roma (Salone della media e piccola editoria "Più libri più liberi", Eur) presento il Manuale di resistenza del ciclista urbano, assieme a Vittorio Giacopini: ore 15, Sala rubino.
Se ci venite, per qualche motivo, passate pure.
-Il biglietto d'ingresso al Salone costa 6 euro;
-gli under 14 non pagano;
-possessori di CartaGiovani, tessera Bibliocard, possessori di biglietto obliterato in giornata, di abbonamento o carta METREBUS: 4 euro;
-ragazzi tra 15 e 18 anni e visitatori over 65 biglietto ridotto a 3 euro.
A seguire, presentazione in diretta su Radio3 a Fahrenheit
quando avrò tempo, articolerò meglio il mio pensiero a proposito. Il primo invito è boicottare PayPal e Ebay. Ci sono vari motivi per farlo, il più recente è che hanno arbitrariamente cancellato wikileaks dai loro clienti. Info qui. Altre informazioni di carattere generale qui. In Italia, almeno sul web, ci si sta muovendo poco. Potete leggere anche una guida qui su come lavora PayPal.
Mi sono appena cancellato da PayPal. È molto facile. Si va sul sito, si accede, si va a profilo; e si clicca su "chiudi conto". Oh, povero me, non potrò fare più la spesa su ebay!
venerdì 3 dicembre 2010
Riccardo Forte, presidente del coordinamento motociclisti romani (associato alla Fema internazionale), ha dichiarato: «Fino agli anni '90 il motociclista era un appassionato che andava su due ruote per scelta. Oggi è una persona costretta in sella dal traffico che spesso guida con la stessa arroganza e impazienza di un automobilista esasperato. E credo che una delle cose da fare sia aumentare i controlli sul posto, fermare gli incoscienti in strada lì per lì».
[fonte La Repubblica, Cronaca di Roma, 3 dicembre 2010, p. III].
Considerazioni sorte a commento dei dati allarmanti diffusi Aci-Istat: nel 2009 13 mila feriti e 100 morti fra i motociclisti.
Il decalogo enunciato da Salvatore Settis nel suo nuovo libro, Paesaggio, Costituzione, Cemento, pubblicato da Einaudi.
Come tutelare il paesaggio dagli scempi edilizi:
1) Verificare a che punto è l'iter amministrativo.
2) Verificare se sono state seguite tutte le procedure di autorizzazione.
3) Avviare una mobilitazione di cittadini.
4)Controllare se ci sono progetti analoghi nelle zone vicine.
5) Coinvolgere le associazioni di tutela.
6) Sollecitare gli incontri con gli uffici comunali e/o regionali.
7) Sollecitare incontro con i partiti.
8) Organizzare forme di protesta e segnalare la vicenda ai media.
9) Consultare un avvocato amministrativista.
10) Prepararsi a un'iniziativa giudiziaria presso i tribunali amministrativi.
giovedì 2 dicembre 2010
I giornali oggi riferiscono che per l'ottavo mese consecutivo, il mercato italiano dell'automobile segna un bilancio negativo rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Grida di aiuto provengono dagli industriali per il -21,1%. La verità è che si sta lentamente tornando a una situazione normale, tolti di mezzo gli incentivi. Questione di approcci diversi alla lettura dei dati. Pensassero a riconvertirsi, producendo fuel cells, pannelli fotovoltaici, centrali eoliche e idroelettriche portatili. Non ci sono scuse.
Invece si continua ad andare avanti a forza di bugie. L'imminente Motorshow a Bologna e tutti i supplementi auto della stampa da almeno un anno annunciano a gran voce e con toni profetici i nuovi modelli elettrici, molto costosi, sperimentali sempre o a tiratura limitata. Una grande truffa ai danni dei lettori. Sapete quando è stata realizzata la prima autovettura elettrica? Nell'Ottocento. Il primo servizio di ricambio di batterie elettriche per le auto risale al 1896: un modo per ottimizzare le ricariche e non restare per strada.
Nel 1899 un'auto elettrica superò i 100 Km/h, ma questo lo sanno in pochi. La maggioranza continua a bersi le fandonie delle aziende produttrici e i loro costosissimi modelli innovativi, i motori ibridi, ecc.
Una lettura che non guasta è qui.
La via dell’Acqua (Pubblica) che scorre una pedalata e una camminata lungo l’itinerario dell’acqua da Porta Maggiore a piazza Santi Apostoli.
Una proposta di PrimaveraRomanae della Rete delle Ciclofficine Popolari di Roma in occasione della giornata di mobilitazione nazionale per l’acqua, promossa a Roma dal Crap (Coordinamento Romano Acqua Pubblica) a piazza SS. Apostoli.
Costruiamo insieme un percorso sull’acqua, l’acqua pubblica, l’acqua bene comune… l’Acqua di cui nessuno può essere privat(izzat)o…Individuiamo luoghi, storie da raccontarci e azioni da fare lungo il percorso che cammineremo insieme con chi vuole sostenere il movimento dell’Acqua Pubblica nella battaglia referendaria.
Per chi volesse collaborare alla costruzione del percorso, la mappa per aggiungere luoghi dove vi piacerebbe passare, se avete un motivo, un testo, un link su internet, una memoria, un'indignazione, una curiosità.
E la sera dalle 20 tutti a Centocelle all'inaugurazione della nuova Ciclofficina Popolare Luigi Masetti.
Il Tevere stamattina in un momento di grazia. I ricami delle nuvole si perdono nelle immense distese liquide. I gabbiani sguazzano sulla terra conquistata. Anche qui, forse, qualcuno vorrebbe speculare con l'edilizia. Casa con vista fiume, il canotto è gratis. Ah, ah, ah.
mercoledì 1 dicembre 2010
«Si sbaglia quando si pensa che la cultura sia nozionismo, erudizione. Invece significa aver vissuto in un contesto e averne capito i margini precisi. Significa credere in quello che fai, con verità e abnegazione ed essere pronto a tutto per poterlo realizzare».
Mario Monicelli (fonte: "Noi siamo di un altro tempo", di Michela Tamburrino, La Stampa, 30 novembre 2010, p. 19).