mercoledì 1 febbraio 2012

Speriamo che non finisca come nel Lazio

Comunicato Fiab

Toscana, mobilità ciclistica: legge regionale in dirittura d'arrivo. Accolte in commissione osservazioni FIAB. Entro un paio di mesi l'approvazione del Consiglio regionale

A breve la Toscana si doterà di una legge regionale per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica. Previsti investimenti infrastrutturali anche in vista dei mondiali di ciclismo del  2013. Sarà creato un sistema integrato di percorsi ciclabili che vedranno, tra le principali dorsali, la ciclovia Francigena e la ciclopista dell'Arno.

Ma come quale è stato il percorso di questa iniziativa legislativa? Lo spiega il responsabile reti ciclabili del Coordinamento FIAB Toscana, Giovanni Cardinali:

"Nel settembre scorso è stata presentata in Consiglio Regionale della Toscana la proposta di legge relativa ad interventi per favorire in concreto l’uso della bicicletta sull'intero territorio regionale, anche per cogliere le opportunità finanziarie derivanti dai prossimi mondiali di ciclismo che si svolgeranno in Toscana nel 2013.

La proposta di legge, ispirata da un analogo disegno di legge regionale della Puglia e dalla vigente legge regionale lombarda,  è stata redatta con il contributo determinante del Coordinamento toscano FIAB, Federazione Italiana Amici della Bicicletta.

La Toscana è una regione di antico amore per la bici e ha sempre dato un forte contributo al ciclismo sportivo ma, con l’avvento della motorizzazione di massa, anche in questa regione facilmente ciclabile, la bicicletta è stata relegata in una nicchia marginale dove uno sparuto numero di appassionati e di poveracci si affannano a farsi largo, con estremo rischio per la propria incolumità, in mezzo a strade sempre più saturate dalle automobili.

La situazione toscana è generalizzata in tutte le regioni italiane, peggiore al sud, accettabile in poche realtà del Centro Nord, in particolare in alcune città, come Ferrara, Reggio Emilia e nelle provincie di Trento e Bolzano.

La Toscana risulta particolarmente gradita a milioni di cicloturisti europei come dimostra l’incredibile successo dell’Eroica in provincia di Siena (nel 2011 oltre 4 mila partecipanti) e il successo il sentiero della bonifica in Valdichiana (oltre 7 mila cicloturisti nell’estate 2011!).

La proposta di legge regionale toscana interviene quindi a coprire un vuoto normativo e nello stesso tempo dare impulso a già importanti interventi realizzati in questi ultimi anni per la cosiddetta “mobilità dolce”,  collegati al progetto “ciclopista regionale dell’Arno” o finalizzati a integrare l’uso della bici con il trasporto pubblico come, ad esempio,  la nuova ciclostazione/autostazione di Montevarchi, attualmente in costruzione nel contesto della realizzazione del nodo di interscambio ferro-gomma in questa città.

Gli obiettivi fondamentali della legge sono quindi quelli di favorire la intermodalità, la migliore fruizione del territorio, lo sviluppo infrastrutturale con valenza anche in ambito sanitario, sociale, turistico e sportivo, e garantire lo sviluppo in sicurezza dell’uso della bicicletta sia in ambito urbano che extraurbano realizzando una rete ciclabile regionale e le relative infrastrutture.

Con riferimento, in particolare, al cicloturismo, la legge promuove la realizzazione di una rete, interconnessa, protetta e dedicata, di itinerari ciclabili e ciclopedonabili attraverso località di valore ambientale, paesaggistico, culturale e turistico, dotata di punti di ristoro, con particolare riguardo ai percorsi connessi e correlati alla via Francigena e alle altre vie (quali la Via Romea dell’Alpe di Serra) aventi caratteristiche storico-culturali, la realizzazione in ambiente rurale e montano di percorsi dedicati e strutture di supporto.

La legge prevede che nel Piano regionale integrato delle infrastrutture e della mobilità sia individuato il sistema ciclabile di scala regionale quale elemento di connessione e integrazione dei sistemi ciclabili provinciali e comunali. Il Piano regionale integrato definisce l’utilizzo per la riconversione in percorsi ciclabili e ciclopedonali, favorendone il recupero conservativo, di manufatti stradali o ferroviari dismessi , strade in disuso ed aree inutilizzate quali gli argini dei corsi d’acqua.

In questo contesto, assumerà particolare rilievanza la “ciclopista regionale dell’Arno”, da Stia a Marina di Pisa, già individuata come infrastruttura strategica della Regione Toscana.

Con la nuova legge nella pianificazione provinciale e comunale per la mobilità ciclistica si dovrà prevedere la connessione dei grandi attrattori di traffico, in particolare i centri scolastici e universitari, gli uffici pubblici, i centri commerciali, le aree industriali, il sistema della mobilità pubblica con particolare riferimento ai poli di interscambio modale, ai poli sanitari ed ospedalieri, alle aree verdi ricreative e sportive e, in generale, agli elementi di interesse sociale, storico, culturale e turistico di fruizione pubblica".

Nessun commento: