giovedì 25 giugno 2009

Nel dubbio, boicotta subito

Secondo il settimanale “Il Salvagente” (25 giugno-2 luglio 2009, p. 17), è in arrivo sul mercato italiano un gelato contenente una proteina sintetica denominata Isp (Ice Structuring Protein), una proteina geneticamente modificata, OGM, prodotta dall’azienda Unilever, multinazionale anglo-olandese che possiede in Italia diversi marchi: Algida, Sorbetteria di Ranieri, Eldorado e Carte d’or. Se volete, potete prendere nota di queste marche.
Ora, il gelato non è un alimento fondamentale. I prodotti confezionati, peraltro, sono abbastanza insulsi per poterne fare a meno senza grossi problemi. L’insulsa idea di realizzare in laboratorio una “proteina che strutturi il ghiaccio” appare una stronzata colossale, semplice asservimento ai bisogni estetici di un’industria chem, nel mio mondo ideale di povero crito, non dovrebbe neanche esistere. La Commissione della Ue ha dato il via libera a questo gelato. Aggravante: il contenuto OGM non verrà indicato in etichetta. Chi sostiene entusiasticamente questo genere di sostanze chimiche afferma che non vi è alcun pericolo per la salute. Intanto, però, la soglia è stata fisSi dice che Nell’attesa, perché non cominciare a boicottare da subito questi prodotti? È un’idea. Anche se non avete votato al referendum, ricordate che il boicottaggio è come un voto. Fate sentire la vostra voce. Oppure state zitti. Maggiori dettagli sul prodotto OGM qui.

4 commenti:

Mammifero bipede ha detto...

Ti segnalo un articolo di approfondimento...

http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/06/18/gelato-ogm-ma-quando-mai-anche-il-formaggio-allora/

ha detto...

Ho letto con interesse il documentatissimo articolo che mi hai segnalato. Quando si arriva qui però si capisce che gatta ci cova: «Con il clima attuale di diffidenza verso gli OGM - in parte favorito dallo stesso atteggiamento di alcune istituzioni europee - chissà che cosa accadrebbe se un’indicazione del genere diventasse obbligatoria sui formaggi, sulla birra, il pane e sugli altri prodotti di uso quotidiano che abbiamo citato, molto importanti per l’industria alimentare europea».
Per me sarebbe indispensabile l'indicazione dell'Ogm sulle confezioni. Hanno paura dei boicottaggi. C'è una questione di trasparenza e libertà di scelta da parte del comsunatore che dev'essere tutelata. Se si occulta c'è puzza di bruciato, ogm naturalmente.
Il clima attuale di ostilità pregiudiziale verso gli OGM ha creato nel consumatore un’atmosfera generalizzata di sfiducia.

Marcopie ha detto...

Il fatto è che c'è molta ignoranza in giro, e le strumentalizzazioni sugli OGM sono facili, da una parte e dall'altra.
Io non sono per niente fiducioso sul fatto che le multinazionali operino "per il bene dei consumatori", semmai operano per il profitto, ma una demonizzazione aprioristica e generalizzata serve solo a frenare le innovazioni, anche quelle positive.
La soluzione sarebbe una scelta ragionata e competente da parte dei consumatori... ma anche lì, per molti, quanta fatica a comprendere concetti così astrusi...
Insomma, il pessimismo non mi abbandona, ma almeno per quanto mi riguarda provo a capirci qualcosa. :-)

ha detto...

Da quando ho fatto l'orto sul terrazzo, non compro più la verdura al supermercato, perché mi appare insapore; figurati se compro alimenti con Ogm. Se li mangiassero loro e le loro famiglie. Poi se vogliamo parlare delle ricerche di laboratorio è tutto molto interessante, ma io non me li mangio. E, secondo me, il fatto di nascondere le informazioni sul contenuto ogm degli alimenti è gravissimo.