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venerdì 15 febbraio 2008

Far West

L’incidente di Milano, gravissimo nei risultati, ha avuto una dinamica ordinaria, purtroppo: nessuno ormai si ferma sulle strisce pedonali per far passare la gente. Si suona e si passa avanti. A Roma solo i vecchietti rispettano i limiti di velocità. Il ciclista è assimilato al pedone, quasi non esiste. A Roma, basta fare un paio di chilometri e si cominciano a contare le carcasse di motorini e scooteroni. I pali sono pieni di fiori e di sciarpe di squadre calcistiche. Non riesco a capire quanti morti ci sono a Roma a causa del traffico, qualcuno conosce i dati? Io no. Non ho mai visto un autovelox in città. Vige una totale impunità. Manderei un funzionario dell’Unione Europea a farsi una passeggiata una domenica davanti alla Stadio Olimpico, dove migliaia di auto vengono parcheggiate in seconda e terza fila, con pericolo estremo per la circolazione, davanti a decine di vigili urbani che non capisco cosa ci stiano a fare, e a parcheggiatori abusivi. È tutto illegale, ma non gliene frega niente a nessuno.

martedì 18 settembre 2007

Impressioni ed espressioni di settembre

Ieri riflettevo, mentre me ne andavo da Castel Giubileo a via Arenula e poi, passando per Trastevere, ormai al buio, raggiungevo Monte Mario. Da Ponte Amedeo d’Aosta a Ponte Garibaldi sono passato sulla strada insieme alle auto, anche per evitare la ciclabile di sampietrini destinata al freeride (o almeno così sembra), situata sugli argini del Tevere. Riflettevo, guardando le auto, gli scooteroni uscire a 80 Km/h dal sottopassaggio nei pressi di Piazza Cavour, per poi fermarsi dopo venti metri; affannarsi per arrivare al semaforo giallo e poi rosso; scattare al verde per incolonnarsi di nuovo dopo due metri; spostarsi a destra e a sinistra per fare ancora mezzo metro; scattare e rifermarsi; scattare, fare dieci metri e rifermarsi. Motori a scoppio in mano a coscienze medievali, dimentiche del carro d’Apollo a pedali dell’infanzia.