lunedì 7 maggio 2012

Comunicato Legambiente 

Tutti in bici a scuola e al lavoro

Venerdì 11 maggio torna il Giretto d’Italia il 2° campionato nazionale della ciclabilità urbana organizzato dai Comuni con Legambiente, Fiab e Città in Bici

Sfida sui pedali in 26 città: maglia rosa ai municipi con più ciclisti in circolazione

Città ciclabili alla prova del nove con la seconda edizione del Giretto d’Italia - il campionato nazionale della ciclabilità urbana organizzato per venerdì 11 maggio in 26 città italiane dai comuni partecipanti insieme a Legambiente, Fiab e Città in Bici.
Scopo della gara promossa da Legambiente, Fiab e Città in Bici, infatti, è quello di contare quante persone, in città, scelgono la bicicletta per i propri spostamenti quotidiani (come ad esempio quelli casa-scuola o casa-lavoro) e verificare quanto la bici sia un mezzo di trasporto a tutti gli effetti nell’ambiente urbano.
L’11 maggio quindi non servirà pedalare veloci, ma sarà indispensabile essere in tanti a farlo, perché i giudici delle tre associazioni insieme alle amministrazioni, effettueranno, in quella giornata, un monitoraggio straordinario dei mezzi utilizzati per muoversi nei centri urbani.
Check point dislocati nel territorio comunale permetteranno di capire, in ognuna delle città, qual è la percentuale di spostamenti in bici e assegnare la maglia rosa alle migliori.
Saranno conteggiate due categorie di veicoli: le biciclette e i mezzi a motore – cioè automezzi (esclusi i bus) e due ruote a motore –, che circolano in direzione d’ingresso verso il centro città.
Le città si sfideranno tra loro divise in tre gironi a seconda del numero di abitanti: grandi città, città medie, città piccole e ogni girone avrà una città vincitrice.
Nel girone dei pesi massimi, le grandi città (oltre 250mila abitanti), cercheranno di superarsi: Milano, Torino, Genova, Venezia, Verona, Firenze, Bologna, Roma e Bari. Nella categoria città medie (oltre 100mila abitanti) correranno Trento, Padova, Vicenza, Ferrara, Modena, Ravenna, Brescia, Reggio Emilia. Nel gruppo delle più agili, le città piccole (meno di 100mila abitanti), competono Pordenone, Pesaro, Udine, Schio, Lodi, Carpi, Pisa, Grosseto e Saronno.
In occasione del Giretto, i Comuni sono stati invitati a mettere in campo azioni che possano favorire per quel giorno un incremento della mobilità ciclabile, come la chiusura al traffico di alcune strade o l’invito a studenti e dipendenti pubblici di passare in bici per i varchi. L’obiettivo è sempre quello di riempire il più possibile la città di ciclisti. I Circoli di Legambiente e le Associazioni aderenti alla FIAB supporteranno i Comuni e vigileranno sul corretto svolgimento della sfida. Unica eccezione quest’anno sarà Verona dove, d’accordo con i vertici nazionali delle due associazioni, i circoli locali e i volontari di Fiab e Legambiente non daranno sostegno al Comune nella giornata del Giretto.
La premiazione delle città vincitrici del Giretto d’Italia si terrà a Ferrara venerdì 25 maggio 2012, all’interno della “Borsa del Turismo delle 100 città d’Arte d’Italia” (www.100cities.it).
Ai sindaci della 3 città regine andrà in premio una bicicletta in alluminio interamente riciclata messa a disposizione da Sorgenia.

Per maggiori info: www.legambiente.it

[notizia smentita dal Ministero il 7 maggio, vedi qui] 

 Clini cancella la giornata della bicicletta
"Basta festicciole, faremo cose concrete"

Fonte: La Repubblica

Il ministro dell'Ambiente orientato ad annullare il Biciday del 16 maggio. Sull'onda del movimento #Salvaiciclisti la scelta è "dare risposte concrete". E il movimento si avvia il prossimo mese a un "bke pride" a Torino e agli Stati generali della bicicletta 

di MANUEL MASSIMO 

Da "ciclista della domenica" a "cittadino in bici" che pedala tutti i giorni della settimana, utilizzando la sua due ruote ecologica per gli spostamenti quotidiani in città. Dopo la grande bicifestazione del 28 aprile promossa dal movimento #Salvaiciclisti che ha riempito i Fori Imperiali con decine di migliaia di persone e di biciclette, è cambiata la percezione di chi sceglie di pedalare per le strade della propria realtà urbana. "L'Italia cambia strada", questo il motto per chiedere nuove politiche concrete a favore della sicurezza di ciclisti e pedoni, gli utenti fragili della strada troppo spesso vittime di incidenti.

Clini cancella il Biciday. Qualcosa è cambiato anche al Ministero dell'Ambiente, almeno secondo le indiscrezioni trapelate dal cicloblog "bicisnob" e rilanciate dalla Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta), visto che il ministro Corrado Clini avrebbe deciso di cancellare la giornata nazionale della bicicletta - il cosiddetto Biciday - in programma domenica 13 maggio, sostenendo che: "Questo governo non deve organizzare festicciole, ma fatti concreti: non iniziative di facciata, ma interventi che incidano realmente sul Paese".

Dalle parole ai fatti. La Fiab sottoscrive e rilancia le parole del ministro, evidenziando i difetti e le criticità del Biciday: intanto perché, cadendo in un giorno festivo, dimostra una mentalità più orientata alle iniziative per il tempo libero che non alla bici come mezzo di mobilità quotidiana. Inoltre perché questa giornata rischia di diventare una celebrazione fine a se stessa e priva di contenuti. In attesa di conferme ufficiali da parte del ministero, la notizia della cancellazione del Biciday sconfessa la linea del precedente governo che aveva deciso di istituzionalizzare questo appuntamento all'interno di un disegno di legge per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica.
Se nuovo corso dev'essere, sostiene la Fiab, che il ministero indichi che cosa intende fare per la ciclabilità urbana: "Affinché un simile annuncio non costituisca fonte di nuovi alibi non più tollerabili, ci dicano il ministro Clini e il governo quali iniziative concrete vogliono intraprendere per promuovere la mobilità dolce e quali specifiche politiche intendono adottare per la mobilità ciclistica, a partire dalla piena attuazione dell'appello #Salvaiciclisti". Insomma: impegni precisi e maggiore concretezza per la ciclabilità. 
Bici, verso gli Stati Generali. Il prossimo grande appuntamento nazionale per promuovere l'uso della bicicletta sarà il Bike Pride di Torino, in programma il 3 giugno. Poi, in previsione degli Stati Generali della Bicicletta che si terranno a Reggio Emilia nella seconda metà di settembre, il 16 giugno il movimento #Salvaiciclisti sarà nel capoluogo emiliano dove si terrà un seminario aperto ai contributi di esperti del settore della mobilità e da cui uscirà un documento con l'analisi della situazione attuale e le nuove proposte da avanzare per cambiare strada. Delineando un piano per uscire dall'attuale situazione di traffico privato congestionato e puntando sul trasporto pubblico, dove i centri urbani più vivibili e a misura di bici rappresentino sempre più la regola e non l'eccezione.
(06 maggio 2012)
da La Repubblica, 7 maggio 2012, p. 19.

La crisi fa calare gli incidenti ma le tariffe non si fermano: +6%

C’È anche un aspetto positivo nel boom del carburante. Quando possono, gli italiani evitano l’automobile e così cala il numero degli incidenti. Secondo l’Ania, l’Associazione degli assicuratori, nel 2011 la frequenza dei sinistri è scesa per il secondo anno consecutivo: 6,7 ogni 100 vetture in circolazione, rispetto ai 7,5 dell’anno precedente, il 12% in meno. In due anni, evitato quasi un incidente ogni tre. Peccato che tanta prudenza non sia premiata dagli assicuratori. Al contrario: da inizio 2012 le polizze sono salite del 6%, per un extra spesa di circa 78 euro. «Una crescita irrefrenabile», la definiscono Adusbef e Federconsumatori, che stimano un +104% dal 2001 ad oggi. Assicurare la macchina costa il doppio rispetto a 10 anni fa. Tanto che, specie al Sud, sono sempre di più gli automobilisti che sfuggono all’obbligo o si affidano a compagnie fasulle.
Mobilitiamoci- Workshop di in-formazione e creatività per progettare mobilità alternative

Bolsena (VT), 4 – 6 giugno 2012

Convento S.M.del Giglio


Partecipa al workshop di ETRUSCAN, attiva le tue competenze e la
tua creatività per contribuire a trasformare mode ormai in crisi e per
identificare soluzioni anche a tua misura.

Petrolio alle stelle e gas-serra da stalle. Città popolose e strade
pericolose. Terre coltivate a biocarburanti mentre cominciano a
scarseggiare le derrate alimentari. Pubblicità di automobili nuove ma
senza vera innovazione. Cambiamento climatico e fine del petrolio ci
obbligano a creare nuove abitudini per la mobilità, che siano più
sostenibili sia ambientalmente che socialmente, e ripensare impianto
e dettagli del modello di sviluppo corrente.
Le menti più fresche hanno le maggiori possibilità di inventare e creare
qualcosa di diverso nelle società in cui vivono. Cerchiamo giovani
studenti e studentesse interessati/e a ragionare sul modello attuale di
mobilità per creare e mettere in pratica alternative concrete, capaci di
usare con intelligenza territorio, risorse, conoscenze industriali.
Proponiamo uno spazio e incontri ravvicinati con esperti/e, per
conoscere esperimenti in corso, riflettere e visionariamente immaginare
azioni possibili e nuove modalità di progettazione di mobilità
alternative.


Inviare curriculum e breve lettera di motivazioni a
life.etruscan@gmail.com.entro e non oltre il 20 maggio 2012

la partecipazione, il vitto e l’alloggio sono gratuiti;
viaggio a spese dei partecipanti.
Possono partecipare studenti/esse di università e
neolaureati/e di corsi di studio
di: Architettura, Ingegneria, Design, Scienze Politiche,
Giurisprudenza ed Economia di Atenei pubblici e privati
d’Europa. Il workshop è residenziale e condotto in
lingua italiana. Il numero di posti è limitato. Le selezioni
avverrano progressivamente secondo l’invio
dei cv. Rilasciato attestato di frequenza.
Per info contattare il numero 3208581641.

*********************************************************
ETRUSCAN è un progetto per promuovere l’uso di energie rinnovabili
anche nella mobilità.
È un’iniziativa realizzata con il supporto dello strumento finanziario LIFE+,
coordinata dalla Provincia di Viterbo in partenariato con l’Università della Tuscia, il
Comune di Acquapendente, l’Associazione Punti di Vista e la Provincia di Savona.
ETRUSCAN sta realizzando 2 navette ibride alimentate da energia elettrica prodotta
da fotovoltatico e da biodiesel prodotto da olii esausti vegetali.
www.lifeetruscan.eu
Comunicato Camminacittà


Per dire al Governo di cancellare questo spreco clicca quihttp://www.governo.it/scrivia/RedWeb_Form.htm

Domanda
Oggetto:  Incidentalità stradale.
Testo: Si sprecano, ogni anno, circa 30 miliardi di euro di costo sociale presunto della incidentalità stradale. La causa fondamentale è la illegalità diffusa sulle strade, con la preminenza (circa il 75%) delle strade urbane. Quella illegalità cancella i Valori e genera violenza, discredito, lutti e laceranti ferite; genera i veri invalidi.
Rimedio.
Stabilire che per tutti i morti sulla strada vanno celebrati i funerali di Stato; indetto il lutto cittadino; e nelle scuole di quei Comuni si parli del triste evento, dei suoi danni morali, civili, sociali ed economici cercando di sostenere la cultura della "sicurezza stradale" per educare la nuova generazione alla "convivenza civile".

Vito Nicola De Russis
n.q. di presidente di Camminacittà - Federazione italiana per i diritti del pedone e per la salvaguardia dell'ambiente

venerdì 4 maggio 2012

Sul suo blog, bicisnob comunica che è stata cancellata la Giornata Nazionale della Bicicletta. Dopo solo due "intensissime" edizioni, la GNB, indetta dall'allora Ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo, giunge al capolinea.Era un contenitore vuoto.
Quindi il 13 maggio niente festa, anche perché in Italia in tema di ciclabilità c'è poco da festeggiare.
Santa Graziella esiste, e ha fatto il miracolo.
E pensare che ci avevamo anche scherzato su, qui.
n.d.r.: Al Salone Motecheco, giunto alla quinta edizione, si parlerà anche di bici. Come vedete sotto, sul tema ci sono novità strabilianti. La 'cabina di regia', così come il 'tavolo', è modo elegante per dire che non si è ancora fatto nulla, non ci sono idee chiare e, se ci sono, non ci sono i soldi. L'invocazione alle 'buone pratiche' è un altro classico della politica parlata, a prescindere dal valore dei tecnici invitati. Il verbo 'rilanciare' che appare nel titolo presumerebbe che qualche volta Roma ha già lanciato, ma Roma non ha mai lanciato nulla su questo tema. Amen.

Fonte: Mammifero bipede / Motecheco

Martedì 8 maggio 2012, ore 15.30 – Workshop,
Aranciera di San Sisto, Roma, Via di Valle delle Camene, 11 (Terme di Caracalla)

“Roma rilancia la ciclabilità urbana”
Moderatore: Gian Piero Joime, Segretario Generale Osservatorio Ambientale
Marco Visconti, Assessore all’Ambiente di Roma Capitale
Marco Contadini, Coordinatore cabina di regia per lo sviluppo della ciclabilità
“Presentazione del definitivo Piano Quadro della ciclabilità di Roma Capitale”
Massimo Mengoni, Direttore Area Mobilità e Ambiente Risorse per Roma Spa
“Urbanistica e opere pubbliche per l’attuazione del Piano”
Alessandro Fuschiotto, Direttore Area Innovazione della Mobilità, Agenzia Roma Servizi per la Mobilità
“Piani particolareggiati del traffico nell’attuazione del Piano”
Goffredo Camilli, Direttore U.O. Traffico Dip. Mobilità
“Il Piano della Sicurezza Stradale”
Luca Persia, Centro per i Trasporti e la Logistica La Sapienza Università di Roma
“Buone pratiche per la sicurezza internazionali dei ciclisti”
Spazio per le Associazioni.
Bonelli attacca Vendola «Perché il via libera?»

Fonte e articolo completo: La Gazzetta del Mezzogiorno

TARANTO - «È venuto il momento che su Taranto Nichi Vendola la smetta con le narrazioni e cominci ad occuparsi seriamente dell'inquinamento che, ogni giorno, ruba un pezzo di futuro ai cittadini di Taranto». Lo dichiara il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, che chiede al Presidente della Regione Puglia di spiegare immediatamente le ragioni che hanno portato la Regione a dare l'assenso all'Autorizzazione Integrata ambientale all'Ilva di Taranto che autorizza l'aumento delle produzioni a 15 milioni di tonnellate: spiegazioni oggi rese ancora più attuale anche alla luce della perizia della Procura della Repubblica di Taranto su quell'Aia. Ed ancora: «Com'è possibile che né il ministero dell'Ambiente, né la Regione Puglia abbiano preso in considerazione la nota dei carabinieri sulle irregolarità riscontrate all'interno dell'Ilva? Alla luce di quanto sta emergendo chiediamo che ministero, Regione, Provincia e Comune di Taranto ritirino immediatamente le firme sull'Aia che rappresenta una dichiarazione di di guerra nei confronti della città più inquinata d'Italia e d'Europa».


Bonelli aggiunge: «È assurdo che nonostante l'altissimo livello di inquinamenti e la grande concentrazione industriale nella città dove viene emesso il 95% della diossina italiana la Regione Puglia abbia autorizzato il quarto inceneritore - conclude Bonelli -. Ricordiamo che l'area di Taranto è un Sin, ovvero un sito di interesse nazionale dove andrebbero fatte bonifiche e non fatti aumentare i livelli di inquinamento». [...]

Il complotto del petrolio per negare l´allarme clima

Fonte: La Repubblica, 4 maggio 2012articolo di Federico Rampini


Ha entrate annue che sfiorano il mezzo “triliardo” (quasi 500 miliardi di dollari), superiori alla maggior parte degli Stati-nazione del pianeta. Le agenzie di rating le danno un voto di solvibilità superiore al Tesoro degli Stati Uniti. Per gli ultimi 60 anni è stata quasi sempre la multinazionale con più profitti e con il massimo valore in Borsa (solo di recente sorpassata da Apple). È soprattutto «un´entità sovrana indipendente, che tratta gli Stati Uniti da potenza a potenza, ha la sua politica estera autonoma, e un´organizzazione interna simile a quella di un grande apparato militare». È la Exxon, la compagnia petrolifera più grande di tutti i tempi e l´avversaria implacabile delle riforme ambientaliste. Un colosso capace di esercitare un potere di veto non solo sui governi del Terzo mondo, non solo sul Congresso di Washington, ma perfino sulla scienza.
La rivelazione contenuta in una grande inchiesta americana è proprio questa: il ruolo sistematico del gruppo petrolifero nel falsificare per anni la scienza sul cambiamento climatico, finanziare ogni sorta di teorie negazioniste, influenzando l´opinione pubblica e interferendo sul dibattito politico americano. Con una «doppiezza» clamorosa: al suo interno, intere task-force di geologi della Exxon studiano come arricchire la compagnia grazie al cambiamento climatico. I recenti accordi con Vladimir Putin per lo sfruttamento di giacimenti sotto l´Artico, sono il primo “dividendo” che la Exxon incassa da quel riscaldamento ambientale che ha cercato di confutare per anni. Le rivelazioni sui segreti della Exxon sono contenute nel libro “Private Empire” (“Impero privato”) che esce in questi giorni negli Stati Uniti.
L´autore, Steve Coll, è una grande firma del giornalismo investigativo, ha già vinto due premi Pulitzer, tra i suoi libri-inchiesta più importanti ce n´è uno sul clan dei Bin Laden e uno sulle guerre di George Bush. È anche presidente della New America Foundation, un think tank di Washington. Questo libro monumentale (700 pagine) è il frutto di anni di ricerche, 400 interviste, incluse tra queste anche numerose fonti interne alla stessa Exxon.
Fra i temi affrontati c´è il ruolo della multinazionale petrolifera nel sostenere regimi dittatoriali che opprimono i loro popoli, si reggono al potere con le armi e le violenze di massa. Più volte ong umanitarie come Human Rights Watch hanno denunciato la Exxon per i legami avuti con despoti feroci in Indonesia (pre-democrazia), Venezuela, Guinea equatoriale, Ciad, nonché con la Russia di Putin. In certi casi perfino la politica estera degli Stati Uniti è stata sabotata dalla «politica estera della Exxon». Lo stesso George W. Bush, il presidente più amico dei petrolieri nella storia d´America, nel 2001 sbottò con il premier indiano: «Nessuno riesce a influenzare le scelte della Exxon». Un caso limite è quello del Ciad nel 2006, quando il dittatore locale, il generale Idriss Déby, fu messo sotto pressione dall´Amministrazione Bush e dalla Banca mondiale perché destinasse almeno una parte della rendita petrolifera all´istruzione e alle cure mediche per il suo popolo, anziché all´acquisto di armi. La Exxon «staccò» un assegno di 700 milioni di dollari per Déby, permettendogli così di ignorare Bush e la Banca mondiale.
Al centro delle rivelazioni di Coll c´è la lunga guerra di Exxon contro la scienza. Un´operazione condotta per anni in modo segreto, usando come schermo dei «centri studi» pseudo-indipendenti, potenti agenzie di lobbying, comitati di azione per il finanziamento dei politici. Un´offensiva organizzata con metodi pressoché «militari», da parte di una multinazionale che Coll descrive come «una potenza costruita sulla segretezza aziendale, severe regole di sicurezza interna equiparabili alle scatole nere che sono le agenzie di intelligence delle superpotenze». Il chief executive che ha impresso l´influenza maggiore è stato Lee Raymond, lui stesso un ingegnere chimico di formazione, «convinto di avere personalmente le conoscenze sufficienti per giudicare gli scienziati climatologi». Mezzi pressoché illimitati furono messi al servizio di una vasta campagna di disinformazione, depistaggio, denigrazione: con l´obiettivo di promuovere una «contro-scienza», con un «bacino di esperti alternativi», cioè scienziati negazionisti disposti ad assecondare gli interessi di Big Oil.
Quella campagna iniziò nel 1993 ma ebbe un´accelerazione e un´escalation di mezzi a partire dal 1997, in coincidenza con gli Accordi di Kyoto. Anche altre potenze del petrolio, delle energie fossili, dell´automobile, si opposero a Kyoto. «Ma la campagna della Exxon – dice Coll – fu unica per il suo attacco alla scienza. Sia in prima persona, sia attraverso l´American Petroleum Institute (una Confindustria dei petrolieri, ndr), cominciarono a finanziare ogni sorta di gruppi e associazioni neoliberiste, piccoli e grandi, tutti uniti dalla stessa strategia: sfidare la validità della scienza sul cambiamento climatico, mettendo in dubbio sia le responsabilità dell´inquinamento industriale sia l´esistenza stessa di un riscaldamento da CO2». Coll ha raccolto le prove che «furono usati metodi e tattiche prese in prestito dall´industria del tabacco quando si adoperò per ritardare la presa di coscienza dei danni del fumo, in certi casi furono addirittura le stesse persone o le stesse organizzazioni che passarono da una campagna all´altra». Nessun altro però ebbe la formidabile efficacia dispiegata dalla Exxon nel mobilitare una vasta coalizione anti-Kyoto. «Finanziando generosamente piccoli gruppi di scienziati scettici, spesso privi di competenze e qualificazioni specifiche, offrendo loro campagne di comunicazione e relazioni pubbliche, Exxon diede a queste voci un peso sproporzionato nel dibattito scientifico». Il risultato finale: «Riuscì a creare l´impressione nei mass media e nell´opinione pubblica che la comunità scientifica era lacerata da una tremenda controversia, laddove invece questa controversa era marginale e in via di superamento».
Non solo durante i due mandati presidenziali di Bush, ma anche nell´Amministrazione Obama il potere di veto della Exxon si è rivelato insormontabile: impossibile far passare al Congresso la normativa «cap-and-trade» con cui Obama avrebbe limitato le emissioni carboniche; impossibile anche abolire i 4 miliardi di sussidi annui che il contribuente americano versa a Big Oil (come se non bastassero i pingui profitti delle compagnie). Di fatto, osserva Coll, gli Stati Uniti hanno tutti gli svantaggi di una «compagnia petrolifera di Stato» che condiziona prepotentemente le loro decisioni politiche, senza avere su di lei alcuna influenza: «La stazza di Exxon, il suo ruolo dentro il sistema politico, la percentuale del Pil che rappresenta, la sua presenza nel mondo intero la rendono simile a un ente di Stato; salvo che si oppone ad ogni regolamentazione e controllo sulle sue attività». La beffa finale, riguardo al cambiamento climatico, è che la Exxon ne trarrà benefici immensi.
Le sue équipe geologiche hanno studiato da tempo gli effetti del riscaldamento del pianeta, anticipando di anni che lo scioglimento dei ghiacci artici avrebbe reso più facile sfruttare quei giacimenti sottomarini. Ora la Exxon ha potuto annunciare un patto con Putin, che le apre l´accesso alla zona russa dell´Artico, «e riserve sottomarine pari a molti miliardi di dollari». Dunque alla fine Exxon si è «convertita» al cambiamento climatico. Invece nel dibattito elettorale americano la destra continua a recitare i dogmi impartiti dagli indottrinatori dei think tank negazionisti: non solo gli estremisti come Rick Santorum e Newt Gingrich già eliminati dalla gara per la nomination, ma anche il vincitore Mitt Romney che affronterà Obama a novembre, continua a ripetere la lezione che la Exxon ha dettato per anni: «Noi non sappiamo che cosa causa il cambiamento climatico, e spendere miliardi per ridurre le emissioni di CO2 è sbagliato». In molti Stati, la destra repubblicana è riuscita a imporre che nelle scuole i prof debbano presentare una versione «imparziale» sul cambiamento climatico, dando pari peso alle teorie negazioniste. L´investimento della Exxon è stato ben remunerato.
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“PENSANO SOLO AI PROFITTI E NON AL FUTURO DELL´UMANITÀ”, di MARK HERTSGAARD
È soprattutto per colpa della Exxon-Mobil se gli Stati Uniti – e di conseguenza il mondo intero – non hanno preso iniziative forti contro la devastante minaccia dei cambiamenti climatici. Ovviamente anche le altre compagnie produttrici di combustibili fossili hanno contrastato l´imposizione di limiti alle emissioni di gas a effetto serra, responsabili del riscaldamento globale. Ma nessun´altra azienda si è mostrata aggressiva o intransigente quanto la Exxon-Mobil nel negare la consolidata evidenza scientifica che sta dietro ai cambiamenti climatici. Nessun´altra azienda ha speso così tanti milioni di dollari per seminare il dubbio fra politici, giornalisti, imprenditori e cittadini. E considerando che nessun´altra azienda in tutta la storia umana ha mai avuto così tanti milioni di dollari a sua disposizione, non c´è da stupirsi che i suoi sforzi abbiamo dato frutti. Dopo vent´anni di propaganda l´opinione pubblica americana rimane confusa e divisa sui pericoli dei cambiamenti climatici. E il Governo federale non è riuscito a prendere misure serie per combattere un problema che al ritmo con cui sta progredendo renderà il pianeta inabitabile entro la fine di questo secolo.
Beninteso, i dirigenti della Exxon-Mobil e delle altre compagnie petrolifere sanno benissimo che il riscaldamento globale rappresenta un pericolo reale. Come facciamo a saperlo? Grazie ai documenti interni che sono stati rivelati nel corso di un processo e che sono stati pubblicati dal New York Times. All´inizio degli anni 90, la Exxon-Mobil fu tra i fondatori di un gruppo di imprese, la Global Climate Coalition, che aveva come scopo di acquietare i timori dell´opinione pubblica per il riscaldamento globale e di bloccare iniziative ufficiali come il protocollo di Kyoto. Nel 1995, due anni prima che i leader mondiali firmassero il protocollo, la Global Climate Coalition ricevette un rapporto dal suo comitato di consulenza scientifico: questi scienziati accuratamente selezionati informavano la Exxon-Mobil e gli altri che le prove scientifiche del fatto che il riscaldamento globale era causato dall´attività umana in realtà erano «ben fondate e incontestabili». Come reagì la Global Climate Coalition a questa scomoda verità? Semplice: il consiglio di amministrazione ordinò che non venisse diffusa pubblicamente.
E la Exxon-Mobil ha continuato con i suoi metodi truffaldini anche dopo che il Parlamento americano aveva bocciato il protocollo di Kyoto. Anzi, li ha potenziati ancora di più. Un promemoria su cui Greenpeace è riuscita a mettere le mani rivelava che questa campagna prevedeva il foraggiamento di scienziati «indipendenti» e centri studi della destra che mettevano in discussione le basi scientifiche della riduzione delle emissioni di gas. Avremo raggiunto la vittoria, diceva il promemoria, quando il cittadino medio avrà compreso che la climatologia è una scienza piena di «incertezze» e giudicherà misure come il protocollo di Kyoto «fuori dalla realtà». La Exxon-Mobil, secondo Greenpeace, ha speso almeno 23 milioni di dollari fra il 1998 e il 2007 per sostenere questa campagna, nonostante le ragioni scientifiche per preoccuparsi dei cambiamenti climatici diventassero sempre più solide. Di fronte al consenso crescente del mondo scientifico e alle esortazioni dei gruppi ambientalisti affinché smettessero di anteporre i loro profitti al futuro ambientale dell´umanità, altre grandi compagnie petrolifere e case automobilistiche hanno ripudiato il loro precedente scetticismo.
La Exxon-Mobil, invece, ha continuato dritta per la sua strada. Quando le elezioni del 2000 hanno portato alla Casa Bianca i petrolieri George W. Bush e Dick Cheney, il colosso del petrolio è diventato ancora più aggressivo. La Exxon è solo l´esempio più estremo del comportamento dei colossi dei combustibili fossili, che considerano i loro profitti prioritari rispetto al futuro dell´umanità. La Exxon-Mobil e le altre compagnie petrolifere sono dinosauri che appartengono all´ordine energetico del XX secolo. Se lasciassimo decidere a loro non rinuncerebbero mai ai combustibili fossili che stanno arrostendo il nostro pianeta. Ecco perché non dobbiamo lasciar decidere a loro.
L´autore è ricercatore alla New American Foundation
(Traduzione di Fabio Galimberti)
La Repubblica 04.05.12

giovedì 3 maggio 2012

Fonte: reggionline

Una 90enne reggiana è stata scippata ieri verso le 20 in via Cassoli da un malvivente che poi è scappato in bicicletta per le vie di Reggio Emilia ed è tuttora ricercato dai carabinieri del nucleo radiomobile.

Il bike sharing può essere pericoloso: 13633 euro a bicicletta a Civitavecchia!

Fonte: trcgiornale

"Finalmente anche a Civitavecchia avremo il servizio di bike sharing. Una modernizzazione, indubbiamente. Una buon cosa in una ottica di risparmio energetico. Ma...Come al solito facciamo due conti". "Tra finanziamenti comunali, ministeriali e provinciali in città per questo progetto sono arrivati 409mila euro. Una pioggia di soldi per 30 biciclette. Di fatto ogni bicicletta, con annesse rastrelliere, viene a costare qualcosa come 13.633 euro. Un po troppo per così pochi mezzi, anche se c'è la scusante per il risparmio energetico. Non voglio sempre e solo criticare ma tutti sappiamo fare i conti della serva ei conti li facio in base ai dati pubblicati sui media. Mi viene in mente una domanda:ma quanto è costato fare questo progetto? Nel senso: ma quano hanno preso i progettisti? Perchè con 13.633 euro ci si comprano molte cose ma non certo una bicilcetta, nememno se fosse del campione del mondo"

A Milano

Cade in bicicletta, due giovani fingono di aiutarla e le sfilano un orologio da 20mila euro 

Fonte e articolo: Corriere della Sera

La vittima stava pedalando in via Maddalena, in pieno centro

Risarcimento danni a Manfredonia

Fonte e articolo completo: lostatoquotidiano

Manfredonia – CADE dalla bicicletta, causa una griglia per lo scolo delle acque piovane, e ricorre contro l’Ente. Ora con recente provvedimento è stata risolta transattivamente la controversia tra il sig. R.M. ed il Comune di Manfredonia, con riconoscimento della somma omnia di € 800,00, “a tacitazione definitiva di ogni pretesa rinveniente dal suddetto
sinistro”.
Con nota del 07.09.2011, l’avv. Ugo Marciello, in nome e per conto del sig. R.M. ha chiesto il risarcimento danni materiali e personali occorsi in data 22.06.2011 a seguito di una caduta del suo assistito il quale, mentre percorreva la via IV novembre, con la propria bicicletta, giunto all’intersezione con via Carso incappava in una griglia per lo scolo delle acque piovane. Con successiva nota del 20.02.2012 il sig. R.M., nel rappresentare di aver provveduto a liquidare il proprio legale e di aver revocato, pertanto, il relativo incarico, elencava i danni subiti e i relativi costi per un totale di € 2.618,16, dichiarandosi disponibile ad accettare, a tacitazione definitiva di ogni pretesa rinveniente dal sinistro la somma omnicomprensiva di € 800,00.

Investita in bicicletta, muore 65enne


Dopo due giorni di ricovero a Cesena. Augusta Ricci di Viserba travolta da una Lancia Y

Fonte e articolo completo: nqnews

RIMINI (TT) È deceduta dopo due giorni di agonia Augusta Ricci, la 65enne di Viserba investita venerdì mattina, verso le 9.30, mentre si trovava in sella alla sua biciclette all’incrocio tra via Prampolini e via Sacramora. Dai primi rilievi sul sinistro, effettuati da una pattuglia della polizia Municipale, pare che la 65enne si trovasse nel tratto in discesa di via Prampolini quando, arrivata all’incrocio con via Sacramora, si ipotizza che abbia avuto alcuni problemi coi freni della bicicletta. La frenata ritardata avrebbe portato la Ricci troppo avanti rispetto al segnale di stop andando così a invadere l’incrocio mentre stava sopraggiungendo una Lancia Ypsilon guidata da una riminese 44enne. L’impatto tra i due mezzi è stato particolarmente violento, pare anche dovuto alla velocità della Lancia Ypsilon, scaraventando la ciclista sull’asfalto dopo un volo di alcuni metri.

IN DIFESA DELL'ACQUA E DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI
PER I DIRITTI DEI LAVORATORI E LA DEMOCRAZIA
 
 

ROMA NON SI VENDE!
SABATO 5 MAGGIO
MANIFESTAZIONE CITTADINA
PARTENZA PIAZZA VITTORIO ORE 15.00
Come associazioni, movimenti, comitati, forze politiche e sindacali abbiamo deciso di costruire una serie di mobilitazioni e, per Sabato 5 Maggio, un grande corteo per fermare la vendita di ACEA, il progetto di holding e il fallimentare bilancio di Alemanno.
* * *
Nonostante il voto referendario di oltre 26 milioni di persone – fra loro, 1.200.000 cittadini romani - il Sindaco Alemanno vuole vendere un ulteriore 21% delle quote pubbliche di Acea.
Vuole fare cassa per coprire i buchi di bilancio provocati dalla sua stessa mala gestione.
Vuole privatizzare la gestione di un bene essenziale, nonostante e contro la volontà dei cittadini.

Vuole pregiudicare il futuro della città, dei suoi beni comuni e dei suoi servizi pubblici.
Tutte e tutti insieme dobbiamo impedirlo!
Per questo chiamiamo le donne e gli uomini di questa città ad una grande mobilitazione per l’acqua, per la difesa dei servizi pubblici locali e dei diritti dei lavoratori, per la democrazia.

Per adesioni: romanonsivende@gmail.comQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
www.romanonsivende.it
Comunicato Verdi - Lazio

REFERENDUM: DOMANI COMITATO “ROMA Sì MUOVE” DEPOSITA 8 QUESITI SU AMBIENTE, MOBILITA' SOSTENIBILILE E DIRITTI CIVILI. ORE 11.30 IN CAMPIDOGLIO.
Si terrà domani, giovedì 3 maggio, il deposito presso il Comune di Roma degli otto quesiti del pacchetto di referendum promosso dal Comitato “Roma Sì Muove” per la qualità dell’ambiente, la mobilità, i diritti e i servizi alla persona. Alle ore 11.30 Mario Staderini, presidente del comitato, il segretario Angelo Bonelli e il coordinatore Umberto Croppi incontreranno la stampa in piazza del Campidoglio per illustrare i dettagli di ciascun quesito e le fasi successive della campagna referendaria, insieme a cittadini, urbanisti, ambientalisti e personalità che si sono già schierate a sostegno dell’iniziativa.  
I rappresentanti del Comitato “Roma Sì Muove” hanno intanto scritto al sindaco di Roma e al segretario generale per annunciare loro l'imminente deposito dei quesiti e chiedere l'attivazione di tutte le procedure necessarie a garantire il diritto di partecipazione dei cittadini e il regolare svolgimento di ogni fase del processo referendario nei tempi e nei modi previsti dallo statuto. In particolare, il Comitato ha chiesto che venga immediatamente convocata la Commissione referendaria che dovrà giudicare l'ammissibilità dei quesiti e vigilare su tutto l'iter referendario.
Gli otto referendum cittadini riguardano i sistemi della mobilità, del verde, dell’uso dello spazio urbano, dei rifiuti, dell’erogazione di servizi, della tutela delle scelte di vita dei cittadini, della trasparenza dell’Amministrazione.
L’elenco dettagliato dei quesiti è disponibile sul sito www.romasimuove.it, dove è già possibile annunciare la propria adesione.
Comunicato Acli

Sondaggio Ipr Marketing per il 24° Congresso nazionale delle Acli

ITALIANI: “USCIREMO DALLA CRISI, MA SAREMO PIU’ POVERI”

Il lavoro sarà il primo segnale di ripresa. Riforme per cambiare il Paese (51%) o la “rivoluzione” (32%)

Olivero: «Risanamento non basta. Offrire un progetto credibile di sviluppo. Per allontanare pericolo antipolitica»


Roma, 2 maggio 2012 – L’Italia uscirà dalla crisi entro i prossimi 3 anni, ma in condizioni peggiori di prima. Il primo segnale della ripresa sarà la diminuzione della disoccupazione. Tra 10 anni saremo però più poveri. Per cambiare il Paese ci vorrebbero le riforme, o la “rivoluzione”.

Sono i risultati di un sondaggio tra gli italiani realizzato per le Acli da Ipr Marketing, in collaborazione con Iref (l’istituto di ricerca delle Acli) – “Come e quando usciremo dalla crisi economica?” – diffuso alla vigilia del 24° Congresso nazionale delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani.

L’appuntamento delle Acli, che aprirà domani pomeriggio a Roma (allo Sheraton Golf Parco de’ Medici), è dedicato al tema “Rigenerare comunità per ricostruire il Paese”, e vedrà intervenire tra gli altri il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Elsa Fornero, e il segretario generale della Conferenza episcopale italiana mons. Mariano Crociata.

100 euro per andare in crisi

“Quanto peserebbe sul bilancio mensile della sua famiglia un spesa imprevista di cento euro?” è la prima domanda rivolta ad un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne. Per sei italiani su dieci (60,2%) peserebbe molto o abbastanza. Più preoccupati di fronte a una spesa fuori budget sono i cittadini del Sud (70,9%), le donne (68,7%) e gli under 35 anni (62,7%).

La crisi? E’ iniziata nel 2010

Quasi la metà degli intervistati (47,5%) ha iniziato a percepire in concreto nella vita quotidiana gli effetti della crisi economica tra il 2010 e il 2011. Il 14,8% del campione era già in una situazione di sofferenza economica prima del 2008. La grande maggioranza degli italiani (72,4%) non riesce a leggere in questa crisi un’occasione di progresso o cambiamento.

Il futuro? Preoccupazione e insicurezza

Preoccupazione (27,45), insicurezza (17,3%) e pessimismo (12,4%) sono i sentimenti dominanti quando si pensa al futuro. La speranza precede il pessimismo tra gli uomini over 54enni, i laureati e i cattolici praticanti.

Giustizia e onestà prima di tutto

Per uscire dalla crisi sociale ed economica del paese, secondo gli italiani non si può non puntare su una maggiore equità (24,9%) e moralità (22,8%) generale da un lato e dall’altro occorre far leva sulla competenza (18,5%) delle classi dirigenti e sull’innovazione (12,7%).

La crisi la devono pagare “i più ricchi” (74,8%)

La richiesta di una maggiore equità sociale emerge anche in relazione all’opinione degli italiani su chi deve pagare la crisi. Il 74,8%, del campione, infatti, ritiene che siano i cittadini più facoltosi a dover sopportare il carico maggiore della crisi. Opinione, questa, diffusa in maniera trasversale e con la stessa intensità in tutti i segmenti socio-demografici della popolazione.

Un leader giovane e competente

Chi ci toglierà dalla crisi? Non importa che sia uomo o donna (25%) o sposato (14%) o cattolico (9%); men che meno che sia capo di un partito (6%): il leader futuro sarà giovane (53%) e con competenze professionali all’altezza delle sfide attuali; sarà laureato per il 49% degli intervistati, una persona esperta, se necessario docente universitario (37%).

Sul fronte degli interventi da effettuare, per  la grande maggioranza degli italiani, la persona che ci toglierà dalla crisi dovrà occuparsi prima delle famiglie e poi dei conti dello Stato (75%) e tenere conto delle indicazioni delle istituzioni internazionali (56%). Questa leadership competente è dunque consapevole dei problemi di equità interna che contraddistinguono l’attuale panorama italiano, ma è altresì consapevole della fitta rete di relazioni e di scambi di cui l’Italia è partecipe.

Cambiare il Paese, tra riforme e “rivoluzione”

Cosa occorre per cambiare il nostro Paese? Per la maggioranza degli intervistati (50,9%) la strada da seguire è quella riformista, con interventi graduali e condivisi (35,7%) ma anche impopolari (14,6%). I più propensi a una via riformista sono gli uomini, gli over 54enni, e i cattolici praticanti.

Ma la crisi porta con sé anche atteggiamenti radicali: quasi un terzo del campione (32,%) vede la “rivoluzione” come unico mezzo per trasformare l’Italia (32%). Per il 17,2% degli intervistati “questo Paese non cambierà mai”. Un segnale che non va affatto trascurato ed è figlio probabilmente di quella sfiducia nei partiti e di quel sentimento di antipolitica che sta montando in questi ultimi anni.

Il lavoro come primo segnale della ripresa

Per gli italiani i segnali più evidenti che il Paese starà uscendo dalla crisi saranno l’aumento dei posti di lavoro (26,3%) e la conseguente ripresa dei consumi (19,8%). Opinione questa condivisa in maniera trasversale da tutta le fasce di popolazione intervistate.

La crisi finirà entro 3 anni

Gli italiani sono moderatamente ottimisti sui tempi di uscita dalla crisi del nostro paese. La maggioranza (51,3%) intravede la fine del tunnel entro i prossimi 3 anni. Il 37,7% ritiene, invece, che i tempi siano più dilatati e che sì, si uscirà dalla crisi. ma non prima di 4-10 anni. In ogni caso, solo il 10,9% è scoraggiato al punto da ritenere che l’attuale situazione sia senza ritorno.

Più poveri tra 10 anni

Usciremo dalla crisi, ma come?  Il 40,2% degli italiani pensa che l’Italia uscirà dalla crisi in condizioni peggiori di prima. Per il 30,5% ,invece , l’Italia si riprenderà come prima della crisi. Quasi un terzo degli italiani, però, vede un futuro migliore quando la crisi sarà passata. Si tratta soprattutto di uomini (34,5%), di persone oltre i 54 anni (32%) e residenti nel Sud (33%).

Proiettandosi nel futuro, il 44,7% degli intervistati si immagina più povero tra 10 anni, a fronte del 19,1% che invece confida su un miglioramento della propria condizione.  Emerge una forte divaricazione tra giovani e laureati da un lato - che in misura maggiore si mostrano più ottimisti verso il futuro - e anziani e persone con titolo di studio non elevato dall’altro tra i quali regna in misura maggiore scoramento e sfiducia.

Per il presidente delle Acli, Andrea Olivero, che domani aprirà il Congresso dell’associazione: «il Paese ha bisogno di ripartire ricostruendo il rapporto di fiducia con i cittadini e rianimando il sentimento di speranza, offrendo un modello e un progetto credibile di sviluppo. Il risanamento dei conti non basta. Gli italiani mostrano di aver ben chiare le priorità: lavoro, giustizia e onestà. La strada da percorrere è quella delle riforme, per cambiare in meglio questo Paese, senza lasciare altro pericoloso spazio ad astensionismo e antipolitica».

Altro crollo del mercato dell'auto

Mercato auto, ancora un crollo
ad aprile vendite giù del 18%

Fonte e articolo completo: La Repubblica

Non si ferma l'emorragia di vendite e anche lo scorso mese la crisi ha colpito duro. Il dato arriva dopo il -26,5% di marzo. Fiat ad aprile ha immatricolato 28.215 vetture, con un calo del 12,50% rispetto al 2011. La quota di Fiat sale però dal 20,39% al 21,76%

Salvaiciclisti. Roma, 28 aprile 2012. Le immagini che non avete mai visto. Dopo il corteo stanziale, diventa una bellissima critical mass (movimento spontaneo di bici nelle strade cittadine). Video directed by Saverio Proto here.

mercoledì 2 maggio 2012

Si parla del Maggio Musicale Fiorentino del 1949.

«In fondo a via Tornabuoni, nel palazzo che ora è tutto Ferragamo, c'era un elegante cocktail-bar per distinti forestieri, Leland's, con l'inflessibile portiera Carolina. E lì ci si incontrava con Nicky Mariano [n.d.r.: Elisabetta "Nicky" Mariano (1887-1968], alter ego di Berenson e in bicicletta dai Tatti [n.d.r.: 13 Km a/r] mentre dal Tasso, nel primo pomeriggio scendeva Anna Banti, per un film e un parrucchiere, era sempre in ordine. E in bicicletta. Fu lì che Carlo Emilio Gadda, sempre antico gentiluomo, dichiarò che non si poteva lasciare da sola una signora per strada. E così l'accompagnò fino a via B. Fortini a piedi, con la bicicletta a mano; e se ne lamentarono poi, lui e lei»

Alberto Arbasino, "Maggio vintage", La Repubblica, 30 aprile 2012, p. 40 [pp. 40-41].
SALVAICICLISTI: FERRANTE E PERDUCA, SEGNALE CHIARO A SINDACI =
(AGI) - Roma, 28 apr. - "Una bellissima giornata all'insegna della della mobilita' sostenibile e della partecipazione popolare. #Salvaiciclisti ha lanciato oggi un segnale chiaro ai sindaci e agli amministratori locali, che per primi hanno la responsabilita' di migliorare la mobilita' dei centri urbani.
Servono con urgenza politiche per citta' a portata di bicicletta, dunque dopo questa tornata di elezioni amministrative chiederemo che venga calendarizzata al piu' presto la nostra proposta di legge". Lo dichiarano il senatore Pd Francesco Ferrante, primo firmatario di un disegno di legge a sostegno della sicurezza dei ciclisti, e il senatore Radicale Marco Perduca, entrambi oggi alla manifestazione nazionale di Roma promossa dal movimento #Salvaiciclisti. (AGI) Red/Bal (Segue) 281717 APR 12+ù


SALVAICICLISTI: FERRANTE E PERDUCA, SEGNALE CHIARO A SINDACI (2)=
(AGI) - Roma, 28 apr. - "I centri urbani congestionati dal traffico e soffocati dallo smog - proseguonoFerrante e Perduca - possono essere sensibilmente migliorati incentivando una mobilita' senza motore e a due ruote, in alternativa o a complemento del trasporto pubblico. Ovviamente occorre prevedere una rete di piste ciclabili, e abbassare il limite di velocita' delle auto a 30 km/h dove non ci sono".
"La bicicletta - sottolineano - non deve essere piu' un mezzo da utilizzare a rischio della vita, come troppe volte e' successo in Italia negli ultimi anni in Italia con drammatici incidenti con le auto, ma una scelta da incoraggiare per una soluzione sostenibile ai problemi di mobilita' dei centri urbani. Non c'e' testimonianza migliore di tutto cio' che vedere e godere appieno della zona dei Fori Imperiali ciclopedonale come oggi. Ci auguriamo - concludono - che l'iniziativa si possa replicare in occasione dei prossimi passaggi della proposta di legge in Parlamento". (AGI) Red/Bal 281717 APR 12

I DUE SENATORI AI FORI IMPERIALI PER LA MANIFESTAZIONE
Roma, 28 apr. (Adnkronos) - 'Una bellissima giornata all'insegna della della mobilita' sostenibile e della partecipazione popolare. #Salvaiciclisti ha lanciato oggi un segnale chiaro ai sindaci e agli amministratori locali, che per primi hanno la responsabilita' di migliorare la mobilita' dei centri urbani. Servono con urgenza politiche per citta' a portata di bicicletta, dunque dopo questa tornata di elezioni amministrative chiederemo che venga calendarizzata al piu' presto la nostra proposta di legge'. Lo dichiarano il senatore del Pd Francesco Ferrante, primo firmatario di un disegno di legge a sostegno della sicurezza dei ciclisti, e il senatore radicale Marco Perduca, che hanno partecipato oggi alla manifestazione nazionale di Roma promossa dal movimento #Salvaiciclisti.
'I centri urbani congestionati dal traffico e soffocati dallo smog - continuano i senatori - possono essere sensibilmente migliorati incentivando una mobilita' senza motore e a due ruote, in alternativa o a complemento del trasporto pubblico. Ovviamente occorre prevedere una rete di piste ciclabili, e abbassare il limite di velocita' delle auto a 30 km/h dove non ci sono. La bicicletta non deve essere piu' un mezzo da utilizzare a rischio della vita, come troppe volte e' successo in Italia negli ultimi anni in Italia con drammatici incidenti con le auto, ma una scelta da incoraggiare per una soluzione sostenibile ai problemi di mobilita' dei centri urbani'.

'Non c'e' testimonianza migliore di tutto cio' che vedere e godere appieno della zona dei Fori Imperiali ciclopedonale come oggi.
Ci auguriamo- concludono Ferrante e Perduca- che l'iniziativa si possa replicare in occasione dei prossimi passaggi della proposta di legge in Parlamento'




Comunicato Fiab 


#SALVAICICLISTI, DOPO ROMA ORA SERVONO I FATTI
RETI DI STRADE SICURE PER LE BICICLETTE IN TUTTE LE CITTA’ ITALIANE
DALLA VENEZIA, PRESIDENTE FIAB “PEDONI E CICLISTI AL CENTRO DELLE POLITICHE LOCALI”


Antonio Dalla Venezia, presidente FIAB dichiara: “All’indomani della grande manifestazione nazionale che ha visto convergere a Roma ai Fori Imperiali, 50.000 persone da tutta Italia, per rivendicare il diritto di muoversi sicuri a piedi e in bicicletta nelle città cresciute a misura d’auto e soffocate da smog e rumori, ci aspettiamo che tutte le Istituzioni, ad ogni livello di governo, ma anche tutta la stampa, facciano la loro parte affinché pedoni e ciclisti siano finalmente al centro delle politiche locali per la mobilità, la salute, la qualità della vita”.

“Siamo consapevoli – prosegue Dalla Venezia - che non si possa cambiare dalla sera alla mattina uno stile di vita, un modello culturale, un assetto economico basato sul mercato dell’auto: ma la manifestazione di Roma ha dimostrato che è quanto mai indispensabile iniziare questo percorso di cambiamento e i tempi sono più che maturi, complice pure l’attuale situazione di crisi finanziaria, che dovrebbe suggerire di indirizzare le ridotte risorse disponibili verso la realizzazione di opere ciclabili che darebbero un duplice vantaggio: sicurezza per i ciclisti e beneficio per le economie locali”.

Cosa occorre fare? Secondo il presidente della FIAB  “ogni città deve iniziare a disegnare la propria rete di strade per le biciclette. La rete deve essere continua e capillare. Attenzione,  nessuno si aspetta che siano immaginate piste ciclabili in sede propria dovunque: mancherebbero spazi e risorse.  Ma partendo dalla classificazione funzionale delle strade, come previsto dalle norme per redigere i Piani del traffico, è possibile individuare assi radiali e circolari su cui intervenire con interventi infrastrutturali (piste ciclabili o moderazione del traffico) o provvedimenti amministrativi (ZTL, strade 30, doppi sensi per le bici nelle strade a senso unico, strade pedonali, zone residenziali). Dalla messa in rete di una sequenza ragionata di strade ciclabili, si può ottenere un buon sistema di ciclovie. Meglio se supportato da una serie di  servizi: cicloposteggi, centri di riparazione e assistenza, intermodalità bici e mezzi pubblici".

Un occhio particolare va dato anche ai progetti di nuove strade o a quelli di manutenzione straordinaria di strade esistenti: secondo gli articoli 13 e 14 del codice della strada, le strade oggetto dell’intervento devono essere ciclabili. Stessa cosa vale per i progetti di rotatorie, sottopassi e sovrappassi.  Nella top ten delle prime azioni da portare a casa anche le modifiche del Codice della Strada con norme a beneficio della circolazione sicura delle biciclette, su cui la FIAB ha elaborato studi e proposte”.


10 maggio: bike to work day in tutto il mondo



Invitiamo tutti ad andare in bici al lavoro il 10 Maggio. 
Se sei a Roma, iscriviti al gruppo Facebook dell'iniziativa, qui. 


Occasione ideale per sperimentare la gioia di spostarsi in città in bici, i vantaggi che ne ricavano.
(Occasione ideale per uscire dal diabolico Matrix impostoci dal sistema automobile-petrolio-traffico-tasse-stress, ecc.)

http://biketoworkday.blogspot.it


Se serve aiuto per organizzarsi e per formare un gruppo segnalatelo su blog o sul forum dei ciclomobilisti


Salviamo i ciclisti, Roma 28 aprile 2012

Beato tra le bici
Sdraiati per terra
Alberto Fiorillo
Rotafixa
Il Pinz
Murale della Ciclofficina Centrale
Il gruppo pugliese dei Cicloattivi Fiab

Comunicato Confconsumatori, 20 aprile 2012



Morte sulla A20: condanna per i dirigenti del CAS

Riconosciuta la responsabilità del CAS nell’incidente mortale del 2006: risarcimento per la famiglia della vittima e per Confconsumatori in rappresentanza degli utenti della strada


Messina, 20 aprile 2012 – Si è concluso nei giorni scorsi, innanzi al Giudice monocratico del Tribunale di Messina, Dott.ssa M. Militello, il procedimento penale che ha visto imputati due dirigenti del Consorzio Autostrade Siciliane per il reato di omicidio colposo relativo alla morte di un giovane di 24 anni, deceduto nel 2006 a seguito di un incidente autonomo che ha coinvolto l’autoveicolo a bordo del quale viaggiava come passeggero.

I dirigenti del Cas sono stati ritenuti penalmente responsabili per la morte del giovane, avendo omesso di garantire le condizioni di sicurezza stradale dei luoghi in cui si è verificato il sinistro e precisamente l’autostrada A20 ME-PA, teatro, negli ultimi anni, di numerosi incidenti stradali mortali provocati dalle precarie condizioni di manutenzione in cui versa il tratto in questione, di proprietà dell’ANAS ma affidato in concessione al CAS

La sentenza, emessa dal Giudice Dott.ssa Militello, dispone la condanna dei due funzionari ad un anno di carcere, oltre al risarcimento dei danni patiti dai familiari del giovane deceduto (con attribuzione di una provvisionale) nonché al risarcimento dei danni (nella misura che sarà determinata a seguito del deposito della motivazione della sentenza) patiti dagli utenti della strada, rappresentati da Confconsumatori. L’associazione, infatti, si era costituita parte civile nel processo dopo anni di denunce della scarsa manutenzione del tratto ME-PA.

“La condanna dei due funzionari appare estremamente significativa – afferma il legale dell’Associazione Avv. Carmen Agnello – riconoscendo una responsabilità penale in capo a chi aveva, per il CAS, il compito di verificare la corretta collocazione e la manutenzione di adeguate barriere autostradali ed ha, invece, omesso di adempiere a tale obbligo. Non resta che augurarsi che ciò spinga il Consorzio Autostrade Siciliane ad una maggiore cura delle condizioni del tratto autostradale Me-Pa affinché vengano garantite agli utenti della strada le dovute condizioni di sicurezza”.

“Si tratta per la nostra associazione di una importante vittoria – dichiara il Presidente della Federazione Provinciale di Messina Avv. Fulvio Capria - non soltanto perché riconosce agli utenti della strada il diritto ad usufruire di strade sicure ma anche perché attribuisce a Confconsumatori piena legittimazione alla rappresentanza e tutela degli interessi collettivi.”

"Il logo Salvaiciclisti spunterà ovunque"
Il movimento rilancia, anche al Giro

Fonte: La Repubblica

I primi appuntamenti della campagna dopo la grande manifestazione di sabato scorso a Roma. Nascono organizzazioni locali, si organizzano blitz  per far conioscere i motivi della protesta, e si annunciano incursioni   

di MANUEL MASSIMO

La grande bicifestazione nazionale 1 di sabato scorso, che ha portato a Roma decine di migliaia di cittadini in bici tutti uniti in nome della ciclabilità urbana, è stata la prima uscita pubblica del movimento spontaneo #Salvaiciclisti, nato sul web meno di tre mesi fa seguendo l'esempio della campagna lanciata dal quotidiano Times "Cities fit for cycling" per chiedere "città a misura di bicicletta", ripensando radicalmente la mobilità nei centri urbani. La manifestazione "a pedali" è stata la tappa iniziale di un lungo percorso per far "cambiare strada all'Italia", come sottolineano gli organizzatori: "La manifestazione di sabato ai Fori Imperiali è stata solo l'inizio". 

Le prossime mosse. Per questo i cicloblogger di #Salvaiciclisti che hanno messo in piedi il movimento d'opinione sul web, alimentando la campagna per la ciclabilità attraverso Facebook e Twitter, hanno stilato un documento - anticipato dall'Adnkronos - con le linee guida per raccogliere nuove adesioni e diffondersi sul territorio in modo capillare. Il primo passo sarà la creazione di gruppi locali e il rafforzamento di quelli già esistenti, che in tutta Italia sono già una decina. 

"Azioni non convenzionali". "Ciascun gruppo - si legge nel documento - avrà un referente, per rendere più fluidi ed efficaci i flussi di comunicazione tra piano nazionale e locale, soprattutto in vista di possibili azioni coordinate: l'obiettivo strategico è stimolare la creazione di nuovi gruppi sul territorio, ribadendo l'assoluta spontaneità del processo di formazione delle realtà locali". Tra le azioni suggerite dai cicloattivisti, improvvisi blitz creativi per disegnare piste in luoghi significativi delle varie città, come successo a Roma 2 a ridosso della bicifestazione. 

Un logo da diffondere. La seconda mossa, nel solco della natura libera e spontanea del movimento, è una sorta di diffusione "aperta ma controllata" del logo della campagna #Salvaiciclisti "in un percorso di progressiva e benefica perdita di controllo del simbolo", come scrive il coordinamento: "Un'idea aperta a tutti coloro che nel pieno rispetto dei principi ispiratori, dei suoi obiettivi e della sua natura no profit vogliono fare qualcosa per la mobilità leggera e hanno bisogno di un amplificatore mediatico e simbolico". Entro metà maggio verrà stilato un vademecum per suggerire ai gruppi locali come organizzare le azioni e farle risaltare con il massimo dell'impatto mediatico e istituzionale, sempre a fini di sensibilizzare l'opinione pubblica. 

Incursioni al Giro d'Italia. Il primo appuntamento ufficiale di #Salvaiciclisti, dopo la bicifestazione, sarà l'intervento al Bike Pride in programma a Torino il 3 giugno prossimo; quello "non ufficiale" sarà di nuovo a Roma alla grande Critical Mass in programma a fine maggio, la cosiddetta "Ciemmona". In queste settimane si continuerà a lavorare in vista degli "Stati generali della bicicletta", che si terranno a Reggio Emilia a metà giugno: tre giorni di confronto con istituzioni, associazioni ed esperti per arrivare alla redazione del "Piano quadro della ciclabilità italiana". Il tutto sarà preceduto da una serie di "interventi non convenzionali nel corso di importanti gare ciclistiche che stanno per iniziare". Probabili, dunque, incursioni "creative" al 95° Giro d'Italia, in partenza il 5 maggio.      (30 aprile 2012)

Comunicato Legambiente, 28 aprile 2012

#Salvaciclisti

Roma e Londra invase dalle due ruote in nome della sicurezza stradale


Roma e Londra unite per 'città a misura di bicicletta'. Grande successo della
manifestazione nazionale organizzata da 'Salvaciclisti' oggi ai Fori Imperiali,
in nome della sicurezza stradale per chi usa la bici in città, in contemporanea
con la metropoli inglese.

“#salvaiciclisti ha reso centrale un tema drammatico e trascurato, quello
della sicurezza stradale all'interno delle aree urbane -, spiega Alberto
Fiorillo, responsabile nazionale Aree Urbane di Legambiente - ora sta ai
sindaci e agli amministratori pubblici mettere in campo risposte adeguate alla
straordinaria mobilitazione di oggi: servono più isole pedonali, serve una
moderazione della velocità in tutte le aree residenziali dove non esistono
ciclabili, bisogna far rispettare le regole del codice della strada,
cancellando definitivamente la sosta selvaggia e l'eccesso di velocità. Si
tratta di interventi che non tutelano solo i cosiddetti utenti deboli, ciclisti
e pedoni, ma sono la precondizione per  stimolare una mobilità più attenta alla
sicurezza e alla qualità della vita”.

E non è un caso, infatti, che la manifestazione nazionale sia proprio ai Fori
imperiali, un 'palcoscenico archeologico' unico ma soffocato ogni giorno dal
traffico e dove nell'ottobre del 2009 è morta Eva Bodhalova, la ciclista uccisa
da un taxi mentre tornava a casa. L'area dei Fori è tagliata in due da
un'arteria stradale sempre trafficata; i romani attendono da 32 anni il
completamento del piano del sindaco Petroselli che nel 1980 prevedeva la
completa chiusura al traffico della zona.



Comunicato Camminacittà, 28 aprile 2012


Roma, 28 aprile 2012 - ore 14,20
Largo Corrado Ricci angolo via dei Fori Imperiali.
Per le 15,00 è prevista la manifestazione per il "salvaiciclisti".
L'ADP ha da distribuire 300 volantini "Diritti e Dignità" (qui all.).
Sono "spariti" in pochissimo tempo "pur stando
(quasi) fermi" perchè venivano a chiedercelo.
Naturalmente, la stessa sorte è toccata ai 300 volantini
"ERA ORA!" (qui all.) prodotto dal Coordinamento Roma
Ciclabile chè li davamo insieme.
Non ebbe la stessa sorte il volantino di Camminacittà
"Grazie cicloturisti" (qui all.) il 15 giugno 2011, davanti al
Quirinale, in attesa dell'arrivo dei "24 cicloturisti" (ma erano
di più) che il TCI aveva fatto partire da Milano il 10 giugno.
Della foltissima dirigenza TCI solo pochissimi "accettarono"
il nostro volantino; tutti gli altri, prima di saperne il contenuto,
lo rifiutavano "a prescindere".
L'Italia è nel gruppo dei Paesi parzialmente liberi nella graduatoria
mondiale sulla libertà di informazione.
Camminacittà e ADP cercano di rendere efficiente ed efficace il
Diritto alla Informazione sui bisogni vitali, civili e sociali dei Pedoni.
Ma è dura, in questa Italia.
Non molliamo.
Comunicato Greenpeace

ROMA, 29.04.12 – 366 morti premature nel 2009 in Italia, e danni (sanitari, ambientali, economici) stimabili nell’ordine di quasi 1,8 miliardi di euro in quello stesso anno: sono questi, secondo Greenpeace, i veri costi della produzione elettrica di Enel col carbone nel nostro Paese.
Comunicato Verdi, 28 aprile 2012

SALVACICLISTI: BONELLI (VERDI), CHIEDIAMO SUBITO PIANO STRAORDINARIO PER MOBILITA' CICLISTICA
SALVACICLISTI: BONELLI (VERDI), CHIEDIAMO SUBITO PIANO STRAORDINARIO PER MOBILITA' CICLISTICA
BISOGNA FERMARE QUELLA CHE E' DIVENUTA UNA STRAGE. TOLLERANZA ZERO PER CHI VIOLA CODICE

"Chiediamo subito al Governo un piano straordinario per la mobilità ciclistica in Italia. E' necessario che si apra un tavolo tra il governo nazionale e gli Enti locali per interventi per la sicurezza e i diritti di chi sceglie la bicicletta, un mezzo amico dell'ambiente, per la propria mobilità". Lo dichiara Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi che hanno aderito e sostengono la campagna #Salvaciclisti.

"Bisogna fermare subito la strage di ciclisti che avviene nel nostro Paese, come dimostra anche l'ultimo drammatico episodio di Napoli dove ha perso la vita un altro ciclista - prosegue il leader ecologista -. I dati diffusi dagli organizzatori della manifestazione di Roma parlano di un vero e proprio bollettino di guerra. Per questa ragione è necessario che ci sia tolleranza zero per coloro che violano le norme del codice della strada e mettono in pericolo la vita di chi usa la bicicletta per i suoi spostamenti"

"La mobilità su due ruote è un elemento fondamentale per la lotta all’inquinamento nelle aree metropolitane e per lo sviluppo di città più vivibili e sostenibili - conclude Bonelli -. La bici rappresenta un mezzo di trasporto 'razionale' e funzionale alla salute: di certo più economico e pulito rispetto all’automobile. Per questa ragione chiediamo gli Enti Locali e il Governo centrale un impegno impegno immediato ad accogliere le richieste avanzate dai ciclisti urbani, la cui incolumità è quotidianamente messa a rischio da città organizzate solo 'a misura solo di auto'".
Claude Marthaler con il suo nuovo libro, dal 17 maggio in libreria
L'insostenibile leggerezza della bicicletta, Ediciclo editore, Portogruaro, 2012




Claude sarà in Italia per una mini tournée questa settimana:

3 maggio ore 21.00 Libreria Palomar  - Bergamo (evento in collaborazione con Pedalopolis e Aribi)
4 maggio ore 18.30 Libreria Fnac - Milano con partenza alle 16.00 in bicicletta da La Stazione delle biciclette
per arrivare assieme a Claude pedalando (evento organizzato da Ciclobbi con la collaborazione di #salvaiciclisti e La stazione delle biciclette)
5 maggio ore 18.00 Libreria Quo Vadis - Pordenone (evento in collaborazione con Aruotalibera e con il patrocinio del Comune di Pordenone)
6 maggio ore 11.00 Sala Meeting Hotel Spessotto - Portogruaro (VE), dialogo tra Claude Marthaler ed Emilio Rigatti sul tema "La bicicletta oltre i confini" (evento Slow Tourism)




Comunicato Fiab Ciclobby

Alcune decine di migliaia di persone si sono ritrovate ai Fori Imperiali a Roma per chiedere alla Politica a tutti i livelli – nazionale, regionale e locale – una specifica attenzione alla ciclabilità e misure concrete ed urgenti a favore della sicurezza di bici e pedoni sulle strade.
Richieste di buon senso su temi che scontano un arretrato pluridecennale nel nostro Paese.
Anche se al grosso dei media mi pare che sia sfuggita ancora una volta la dimensione della partecipazione, che non può essere banalizzata o ridotta al rango di fenomeno di costume, credo che si possa dire che questa iniziativa non è stata un punto di arrivo, ma di partenza.
Ha scritto Marc Augé: «Oggi cambiare la vita significa per prima cosa cambiare la città. In bicicletta per cambiare la vita! Il ciclismo come forma di umanesimo».
Da ora devono contare solo i fatti, perché molte parole sono già state scritte sull’acqua.
E si deve cominciare proprio dalla attuazione dei punti del manifesto #salvaiciclisti.
Informazioni e immagini anche sul sito Fiab http://fiab-onlus.it/salvaiciclisti/

Eugenio Galli (presidente Fiab Ciclobby)