martedì 31 maggio 2011

Lettera su La Repubblica, Cronaca di Roma

"Il piano quadro della ciclabilità di Roma, a più di un anno dalla sua presentazione in pompa magna dall'ex assessore "trombato" Marchi e dal presidente della Commissione ambiente De Priamo è rimasto lettera morta con le piste attuali in stato pietoso. Il bike sharing agonizzante, poche idee e molto confuse. Grazie sindaco Alemanno, il 2013 per fortuna si avvicina" (Joe06). Su La Repubblica, 31 maggio 2011, Cronaca di Roma, p. I.

Molto ottimistica, questa lettera. Il bike sharing è morto, le idee non ci sono proprio. Vero è che il 2013 si avvicina, ma quale candidato sceglierà il PD? E che programmi avrà sulla ciclabilità? Sarebbe bello conoscerli in anticipo, invece di vedere l'aspirante sindaco in sella a una bici, due giorni prima del voto.

Finiremo tutti lessi

Allarme della Iea, International Energy Agency (che non è una minuscola organizzazione di facinorosi comunisti). L'effetto serra sta lessando il mondo. La notizia in inglese è qui. Ve la riassumo. Grazie alle industrie del petrolio, dell'automobile, ai consumi individuali e alla indolenza dei politici, succubi dell'economia dello sfruttamento, l'anno scorso le temperature medie del pianeta hanno subìto un incremento record, arrivando a 30,6 gigatonnellate di biossido di carbonio immesse in atmosfera, con un aumento di 1,9 gigatonnelate rispetto al 2009. Già stiamo sfiorando il confine con la catastrofe. Se le emissioni continueranno a crescere a questo ritmo, molto presto si raggiungerà il limite considerato catastrofico, 32 gigatonnelate. In questo modo, si attiveranno processi irreversibili ed entro il 2110 la Terra subirà un incremento della temperatura di 4 °C. "Forse ce la potremmo ancora fare, afferma il capo economista dell'IEA, ma ci vorrebbero azioni urgenti, determinate e coraggiose". Ma forse è troppo tardi. Speriamo nella Terza Giornata Nazionale della Bicicletta.

Complanari A24: altro cemento, altro asfalto, nessun beneficio

Comunicato del Coordinamento Comitati Quinto - CO.CO.QUI (via Rete romana di mutuo soccorso), Roma, 30 maggio 2011

Un corale giubilo degli Amministratori Regionali, Provinciali e Comunali di maggioranza e opposizione ha salutato, il 24 maggio, l’avvio dei lavori per la realizzazione delle complanari sul tratto urbano dell'autostrada A24 (Roma-L'Aquila-Teramo). L'intervento, che sarà realizzato in stretta collaborazione con gli Enti locali, secondo quanto previsto dal Protocollo sottoscritto tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l'Anas, la Società Strada dei Parchi, la Regione Lazio, la Provincia di Roma ed il Comune di Roma, della lunghezza complessiva di 14 km circa, ricade nella Regione Lazio interamente nell'ambito del Comune di Roma: internamente al Grande Raccordo Anulare, tra la Barriera di Roma Est e Via Palmiro Togliatti, ed esternamente fino alla barriera di Lunghezza.
L’importo dell’opera è quantificato in complessivi 255 milioni di euro, cofinanziati dai sottoscrittori del Protocollo stesso (il Comune di Roma parteciperà con 35 milioni) ed i lavori, che dureranno per 1120 giorni, prevedono la realizzazione di due nuove carreggiate parallele e complanari alla sede autostradale esistente per separare il flusso del traffico locale (p.e. quello da Ponte di Nona)  da quello di lunga percorrenza proveniente soprattutto dall’Abruzzo.

Nella mente di chi esalta quest’opera essa è destinata a portare grandissimi benefici al territorio, fluidificando il traffico e riducendo i tempi di percorrenza. In realtà si tratta dell’ennesimo mare di cemento (tra le opere principali sono previsti p.e. i viadotti La Rustica, Aniene I, Aniene II, Cerroncino, Benzone, Montegiardino, Dell'Osa e Lunghezzina, nonché otto cavalcavia, cinque sottovia ed opere minori) destinato a stravolgere il prezioso sistema ambientale del quadrante est, costituito tra l’altro dal  Parco della Cervelletta, dal Casale Bocca di Leone, dal Parco della valle dell’Aniene. Gli stessi abitanti di Colli Aniene dovranno assistere al drastico ridimensionamento del parco che i cittadini hanno curato e realizzato negli ultimi 20 anni a ridosso della bretella con la A24, proprio per avere una barriera di verde a protezione del rumore e delle polveri sottili che la trafficata arteria stradale produce giornalmente.
Centinaia di pulmann potranno così accedere più facilmente verso il centro della città, nuove migliaia di auto confluiranno quotidianamente su viale Palmiro Togliatti già gravato da una enorme mole di traffico in virtù anche della scellerata scelta della trascorsa Giunta comunale Veltroni di utilizzare come corsia preferenziale dei bus una delle tre corsie del Viale, anziché il disponibile square centrale. Aumenteranno la congestione da traffico e i tempi di percorrenza, i livelli di inquinamento atmosferico, acustico e ambientale, in una vasta area urbana fortemente antropizzata. Un futuro disastro voluto da Amministratori Regionali, Provinciali e Comunali incapaci di pensare, di progettare, di realizzare un sistema di mobilità non incentrato sull’automobile.
È lecito chiedersi: cosa si sarebbe potuto fare in alternativa e con le stesse risorse per migliorare la qualità della vita delle migliaia di  pendolari che accedono a Roma dalla A24?
Sarebbe costato tanto trasformare la FM2 e l’antiquata Roma-Pescara, quest'ultima tutta o in parte,  in ferrovie suburbane r interregionali moderne e tecnologicamente avanzate?
Quante decrepite stazioni di questa ferrovia e della FM2 si sarebbero potute attrezzare con parcheggi adeguati, rendendole accoglienti e sicure?
Si sarebbe potuto declassare il tratto autostradale della A24 fino alla barriera Roma Est, trasformarlo a 3 corsie per senso di marcia e utilizzarne una come corsia preferenziale per il trasporto pubblico? Perché la Giunta Alemanno non ha mai voluto applicare la Delibera d’Iniziativa Popolare firmata da 11.000 romani e approvata all’unanimità nel 2006 dal Consiglio Comunale, per progettare e realizzare la tramvia/metropolitana di superficie Saxa Rubra – Laurentina, che collegherebbe tangenzialmente ben 6 municipi da Roma Sud a Roma Nord?
Tutto questo non accade per caso, solo per colpa di Amministratori incapaci e miopi.
Anche in questa vicenda, come in tante altre che hanno segnato il presente ed il futuro della nostra città, le Giunte che hanno governato e governano Roma ed il Lazio hanno sempre voluto dialogare solo tra loro e con gli imprenditori del cemento, non hanno mai attivato processi di partecipazione democratica, non hanno mai informato i cittadini, i loro Comitati, le Associazioni ambientaliste, non hanno mai voluto ascoltare le loro richieste e proposte.
Friedrich von Archimboldi, Ruota (2010)

lunedì 30 maggio 2011

Notizie importanti

Germania, addio al nucleare. ultimo reattore spento nel 2022 (qui).

 

L'autostrada per le biciclette in Germania contro code e smog. Nasce la prima autostrada extraurbana riservata alle bici.

Iniziative importanti e imminenti in Italia sulla bicicletta: la preparazione della Terza Giornata Nazionale della Bicicletta, che si terrà nel maggio 2012.

 

In Italia, dopo l'approvazione del decreto Omnibus, si attende questa settimana la decisione della Corte di Cassazione in merito al referendum sul nucleare.

Taste the waste (on a bike)

Due ragazzi pedalano nella notte in una città europea. Fermano le bici e cominciano a guardare in un cassonetto dei rifiuti. È la scena iniziale del documentario di Valentin Thurn Taste the waste (Germania, 2011).
Nel cosiddetto Occidente, vengono gettati più prodotti alimentari di quelli che si mangiano.Ciò significa che viene prodotto e acquistato molto più cibo di quello che si consuma. Un'offesa alla miseria di chi non ha nulla o poco da mangiare. Per fortuna, alcuni gruppi negli Stati Uniti, Europa e Giappone sono attivi nel recupero di questa risorsa preziosa. Con il cibo che finisce in discarica in America ed Europa si potrebbe nutrire il triplo delle persone che soffrono la fame su questo pianeta. Il sito taste the waste è qui.

domenica 29 maggio 2011

Ciemmona 2011

Venerdì 27 maggio
Nulla lascia presagire la Critical Mass che tra poco partirà dal Colosseo. Un gruppo di segway percorre il marciapiedi.
Un mezzo costoso e un po' ridicolo, che potrebbe essere sostituito molto più efficacemente da una bicicletta a ruote piccole. Il padrone della segway è morto, schiantandosi su un segway: non vorrei essere proprietario di una fabbrica di biciclette.
Alla CM, si vedranno diverse piccole bici, molto adatte anche alla percorrenza di marciapiedi, centri commerciali, stazioni. Tutti posti in cui si trova il segway, che fa sembrare l'essere umano un robottino del cazzo (questa l'ho già detta, un po' di tempo fa).
Ma perché il segway dei turisti interessati all'Antica Roma può andare sul marciapiedi e la biciclettina no? Misteri dei regolamenti dei vigili urbani e del Comune.
Al Colosseo ci sono ancora pochissimi pedalatori. Ma in breve tempo la massa prenderà corpo. Per me la Critical Mass vuol dire tante cose, ma soprattutto una risposta collettiva a tutte le volte che il sottoscritto e tutti gli altri come me hanno rischiato la pelle in mezzo al traffico di questa città, costretti a contemplare la continua violazione delle regole del Codice della strada da parte dei mezzi a motore, e al totale menefreghismo delle istituzioni (stato, regione, provincia, comune e municipi).
Ci sono tantissime bandiere per invitare al voto dei referendum. Un appuntamento trascurato con grande attenzione dai cagnolini mediatici. Nell'attesa, davanti al Colosseo faccio un sondaggio e capisco che la maggior parte dei Vigili del Fuoco italiani sono molto contrari al nucleare. I primi a morire sarebbero loro.

Sono in vena di ricordi: "Sì, anch'io ho già votato una volta contro il nucleare, nel 1987". Ce lo ripetiamo, ma i giochi di potere delle lobby su questa pericolosissima fonte di energia sono evidentemente molto forti.
La massa cresce...

Dalle parti di San Giovanni si scorre felicemente nel traffico.

La massa critica invade la città. Un'area di silenzio e mancanza di smog fluisce nelle strade rintronate della Capitale. La gente dalle finestre si meraviglia e saluta. "Ma è meglio adesso o quando passano le macchine?", grido a un davanzale. Che domande. Ovazioni di gente di tutte le età dalle finestre confermano che tutti vorremmo una città piena di bici e svuotata dalle automobili.


Sabato 28 maggio
Nel parco Schuster, davanti a San Paolo, si assembra la massa intergalattica, molto più grande del giorno prima. Quand'ecco che arriva l'automobile come la vorrebbero i ciclisti no oil e anche quelli critici (definizioni stabilite nell'ultimo numero del settimanale L'Espresso). L'automobile dovrebbe essere portata via dalla forza dei pedali e destinata a una rapida rottamazione, anzi data alle fiamme nel corso di un rituale pagano e liberatorio.
L'epifania della panda è folgorante. C'è pure una donna che somiglia straordinariamente a Santa Graziella.

L'addobbo di alcuni ciclisti è molto fantasioso, a volte quasi immateriale.

La temperatura media dell'Italia è salita di un grado e, dice l'Ispra (che non è un gruppuscolo trotzkista e luddista, ma un ente pubblico di scienziati e ricercatori), il nostro sta diventando un paese tropicale. Sono informazioni contenute nell'Annuario dei dati ambientali (versione multimediale qui), uscito di recente. Una buona notizia per tutti quei gruppi di musica tropicale che ancora stentano a trovare lavoro nella penisola. Ancora un po' di pazienza, e poi giù di caipirinha e camicie hawaiane nelle spiagge italiane, invase dal cemento grazie alle leggi di questo governo agonizzante, alla faccia del demanio pubblico. Ci saranno anche ampie zone deserte di oasi e cammelli, ovviamente, in cui purtroppo sarà difficile costruire campi da golf e dove inutilmente scorrazzeranno suv e scooteroni alla ricerca di cibo. C'è però anche una brutta notizia: in Italia il deserto non porterà il petrolio. Purtroppo a questi gravi problemi non viene data una risposta. Si preferisce lasciar andare tutto come prima per preservare rendite di posizione.
 Le cattive abitudini delle persone (uso del mezzo a motore privato, consumi eccessivi,  ecc. ecc.) fanno il resto. Ma vi pare normale che la Germania, con il suo clima e la sua latitudine, faccia un uso energetico del sole migliore dell'Italia?
La bicicletta è un potente mezzo per ridurre l'inquinamento, il surriscaldamento delle nostre città, gli scontri, il diabete, l'infarto, il cancro, l'obesità (primi in Europa, gli italiani), l'ipertensione, la rottura di coglioni di fare la fila nel traffico, cercare parcheggio, essere multati, riparare l'auto, fare benzina, spendendo un sacco di soldi tutti i giorni. Ma la bici ha spese troppo basse di manutenzione e consuma solo i biocarburanti che il ciclista si mangia: quindi fa paura all'industria dell'automobile e a quella del petrolio, che oggi governano il mondo. Per cui nelle metropoli italiane non si fa nulla per la bicicletta, a parte qualche iniziativa tipo "osserviamo gli uccelli a primavera, pedalando nel bosco con merendina a basso contenuto di sodio". 
Cari automobilisti e piloti di scooter di plastica, andate a guardare di quale settore si occupano le prime dieci multinazionali del pianeta e forse capirete qualcosa sugli equilibri di questo mondo, anche se la massa vi ha creato qualche problema al passaggio.    

La massa critica prende il via al suono di Star Wars
  video

Le bici vanno, la gente è felice.

Una mamma che, alla Critical Mass, trasporta i suoi due figli in bici, avrebbe il diritto di farlo in sicurezza, in un Paese civilizzato. Oggi in Italia non è così. In Europa non ci siamo proprio, altro che euro.
La marea di bici copre la puzza e l'oscurantismo triste e mortale di questa città.



Un corpulento paracadutista della 127a divisione motorizzata del Vaticano tenta di evangelizzare inutilmente alcuni ciclisti.

Un meccanico dall'agilità straordinaria emerge dalla panda. La massa è gigantesca.
Arriva il momento di spiegare come stanno le cose: la bici viene innalzata sull'auto. Poi la massa scorre via, fino all'imbrunire. Vorrei solo segnalare un eccesso di musiche di Raffaella Carrà nella colonna sonora di alcuni ciclisti che hanno appresso lo stereo.
A sera, la panda finisce bruciata all'Ex-Snia: l'automobile che ha bruciato tanto petrolio e parecchie vite.
  
Cosa resterà dell'automobile fra cent'anni?


Domenica 29 maggio
Il simpatico picnic di domenica parte da Colle Oppio, un altro momento di gioia e riflessione.
Piazza Venezia è una festa di colori senza alcuna emissione di biossido di carbonio.
Si arriva a Villa Pamphilij per la scampagnata finale.
I ciclisti nel parco e, sullo sfondo, la polizia che identifica una persona seduta da sola sotto un albero
Nella villa entrano anche varie automobili della Polizia di Stato. Alcune persone a caso vengono identificate, tanto per riempire i moduli, una pratica ormai ricorrente, visto che la stessa cosa è successa alla famosa Giornata nazionale della bicicletta, l'8 maggio scorso a Roma. 
La pratica dell'identificazione, secondo me, è un metodo di repressione: sarà pure soft ma è inquietante.  Comunque anche i poliziotti non sembrano a proprio agio, ovviamente si tratta di ordini provenuti dall'alto. Se uno sta dando fuoco a Villa Pamphilij, il poliziotto interviene e ferma il matto, mica deve chiedere istruzioni; ma se cinquecento ciclisti se ne stanno stesi sul prato a parlare e a mangiare, ci vuole una bella fantasia per mettersi a identificarne quattro o sei. Grossissimi pruriti istituzionali. Possibili sommosse anti-Marchionne fra i pini del parco. Rischio che un benzinaio chiuda.

Invito le forze dell'ordine a provare la sensazione unica di essere sorpassati in bicicletta da un suv a 95 Km/h, mentre il guidatore sta scrivendo un sms: un valido modo per testare la propria resistenza allo stress.

Sono contento. Le persone sono rilassate, il cielo è azzurro. Gioco a freesbe coi compari e poi prendo il sole. Alla fine me ne vado. Il rientro in bici nell'atmosfera terrestre, dopo questa bella Ciemmona, è un po' frastornante, come tutti i rientri nell'atmosfera. (Domani sera ho la riunione di condominio.) 

venerdì 27 maggio 2011

LA CRITICAL MASS PEDALA PER IL ‘Sì’

Comunicato stampa del Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’
REFERENDUM: LA CRITICAL MASS ‘INTERNAZIONALE’ PEDALA PER IL ‘Sì’

Roma, 27 maggio 2011. “Rivendichiamo città sicure e vivibili in cui possano tornare a riallacciarsi relazioni umane anziché ingorghi. E quest’anno invitiamo i movimenti per l’acqua pubblica e contro il nucleare a pedalare al nostro fianco perché siamo parte della stessa battaglia per i beni comuni”. Quest’anno la ‘Ciemmona’ - la tre giorni di ‘critical mass intergalattica’ che animerà “in carne, ossa, scarpe e copertoni” da oggi a domenica le strade di Roma – veste il giallo delle bandiere contro il nucleare e il celeste di quelle per l’acqua pubblica.
Le parole d’ordine dell’appuntamento, che vedrà Roma pacificamente invasa da ’ciemmini’ provenienti da ogni parte del mondo, sono “città più salubri e più cordiali, senza la condanna ad una vita costellata di incidenti automobilistici e malattie respiratorie. Ma non c’è solo questo: quest’anno invitiamo i movimenti per l’acqua pubblica e contro il nucleare a pedalare al nostro fianco perché siamo parte della stessa battaglia per i beni comuni. Lottiamo per la riappropriazione dello spazio pubblico e appoggiamo nella stessa ottica le battaglie per la ripubblicizzazione dell’acqua e per l’opposizione al nucleare”. Pedalare, quindi, “per dire all’amministrazione che non può continuare a fare scelte che favoriscono le auto rispetto alle persone, e che non deleghiamo nessuno sulle questioni dell’acqua e del nucleare”.

Oggi, appuntamento a piazza del Colosseo, fermata Metro, 18.30.
Domani – appuntamento clou: Parco Schuster, a San Paolo, ore 16.
Domenica: parco di Traiano, ore 12.


Bici, ciclofficine e Ciemmona sull'Espresso

Sull'Espresso in edicola oggi, lungo articolo sulla bicicletta (pp.154-59) firmato da Veronica Ulivieri. I tipi di ciclista: quello "di scopo" (dice che in gran parte è formato da donne delle città del Centro-Nord, per le quali il mio libro è una lettura di riferimento-grazie della citazione); il ciclista no oil; il ciclista critico, il ruotafissato, il bicisnob. Vabbè, ma parliamone sempre di più.

C'è anche un box sulle ciclofficine popolari e Ciemmona. Allelujia!, finalmente una definizione congrua. Cito:


«Le ciclofficine, spazi autogestiti dove si riparano le vecchie biciclette e si ripensa lo spazio urbano, sono il vero cuore della battaglia per luoghi più "pedalabili"».

Luís y Mercedes: tandem nostrum

Luís e Mercedes sono una simpatica coppia di viaggiatori spagnoli che sta compiendo in tandem il giro del Mediterraneo. Partiti da Siviglia, sono giunti a Roma per la Ciemmona. Ieri li ho incontrati all'Ex Lavanderia, nel corso della serata pre-ciemmonica in cui tanti ciclisti si sono stampati le magliette da soli.
Impossibile non provare il loro tandem d'alluminio (ca. 18 Kg, senza attacchi per le borse e alri ammenicoli). Una specie di astronave Enterprise, che a pieno carico dev'essere dura da gestire. Oltre al peso della bici, circa 20 Kg, e quello dei ciclisti, c'è il bagaglio. Viaggiano in totale autonomia e le borse pesano 60 Kg, che diventano 70 quando imbarcano cibo. È difficile soprattutto nel traffico urbano, mi dice Luís, con il quale parlo a lungo. In discesa ci sono accelerazioni sconosciute per le bici normali, in salita si deve per forza andare piano piano e in pianura si fila come treni. Il loro sito è qui. Seguiteli. Oggi il sito ci informa che hanno forato una sola volta e avvistato 29 tandem. Mica male.
¡Feliz viaje!

Vincitori del Giretto d'Italia. Incredibile: Roma non c'è

Oggi, alle ore 16,30, nella Sala del Consiglio Comunale di Ravenna, verranno premiate le città vincitrici del Giretto d'Italia 2011. Le migliori 6 città di questo primo Campionato nazionale di Ciclabilità urbana sono Torino, Ferrara, Udine, Bolzano, Padova e Trento. Si tratta dei Comuni in cui si sono contati più ciclisti in circolazione.
Roma è rimasta stupita per non aver ricevuto un premio. L'incredibile servizio di bike sharing, le piste ciclabili perfettamente manutenute, i percorsi a 30 Km/h, il lavoro decennale per la definizione dei Biciplan nei Municipi della Capitale - un'opera filosofica di alto valore morale - e anche le prospettive di sviluppo da qui al 2090, sono stati snobbati. Colpa delle solite lobby di potere.

Ciemmona 2011

giovedì 26 maggio 2011

A Mestre

Uscendo dalla stazione di Venezia-Mestre ho creduto di essere morto e di essere finito, immeritatamente o per sbaglio, nel Nirvana ciclistico. Bambini in monopattino trainati da padri in bici, ragazzi di tutte le taglie da soli a spasso, signore eleganti su scassoni arrugginiti, belle ragazze, bici con mamma o papà e due bambini. Un sacco di bambini di origine straniera che pedalavano nel parco con gli amichetti, parlando con candenza mestrina, che è diversa da quella veneziana.
Nei parchi, davanti alle scuole è una festa di colori e di ruote. Viene da ridere, ma pure da piangere.
A Mestre, nel 2008, la mobilità ciclistica raggiungeva il 18% degli spostamenti totali. Adesso è aumentata e crescerà ancora.

Giro per un paio d'ore. È pieno di ciclabili, e le strade sono larghe abbastanza da permettere a tutti di muoversi con tranquillità.


Le rastrelliere traboccano di velocipedi. Prevale la bici da passeggio a rapporto singolo, anche perché a Mestre non ci sono salite. Fino a pochi anni, Mestre era una delle città più invivibili d'Europa, non così per dire, ma nelle classifiche stilate in base a una serie di parametri precisi. Adesso è uno dei luoghi più ciclabili d'Italia. La tradizione della bici, però, non si è mai interrotta, e gli amministratori comunali devono stare dietro alle richieste delle persone, che vogliono continuare a muoversi in bicicletta sempre meglio. Infatti i cittadini non cessano di chiedere miglioramenti. Oppure alle prossime elezioni si prendono meno voti e si rischia di andare a casa.


Basta poco per far andare meglio un ciclista: un pezzo di strada un po' più tranquillo.

È anche una questione di evoluzione. A Roma, in tema di ciclabilità, abbiamo ancora l'anello al naso. A proposito di gioielli, a Firenze e Venezia gruppi di mediatori culturali cercano di ridurre gli effetti negativi (sui commercianti) degli ambulanti (un problema secondo me sopravvalutato, giusto per fare vedere che si fa qualcosa, mentre la gente muore negli scontri stradali e tutti violano impunemente la legge), a Roma il sindaco agli ambulanti fa mettere i braccialetti, come un capotribù totalitario. È un problema di progresso. Purtroppo, così dicendo, le cose a Roma si metteranno meglio fra un centinaio d'anni.
L'idea della corsia in controsenso riservata alle bici è stata applicata anche a Mestre. Di solito qualcuno ribatte che nelle grandi città questo non si può fare. Non è vero, perché è una soluzione adottata su grande scala anche a Londra e in altre metropoli. 
 

Darwin venne in visita a Roma in bicicletta e trovò l'anello mancante.
Con me c'è ovviamente Sabrina, lo splendore fatto graziella.

Con Sabrina e le rotaie si può andare ovunque

Ho preso il treno con lei e due sacchi dell'immondizia, con cui l'ho impacchettata. L'intermodalità te la devi fare da solo, senza aspettare che questa massa di incapaci un giorno si metta all'opera. La loro specialità è la Giornata nazionale della bicicletta e un disegno di legge che replica in gran parte una legge del 1998 e che nessuno ha mai seriamente applicato, la Legge n.366/1998.

Ci sono anche diversi negozi di biciclette e mi colpisce uno piccolo, da riparatore. Si chiama "DBC in bici" (via Miranese 13/b. Entro. Conosco Enrico, che ha aperto da appena dieci giorni. Si sta organizzando e parliamo a lungo di bici e soprattutto di attrezzi. Rimarremo in contatto, se posso essere utile.

Poco lontano, le antenne captano facilmente un segnale inequivocabile. È materiale ciclistico, pure abbondante. Vado a vedere. Cinque ruote, mica male. Ma Sabrina dice che non le posso portare a Roma.
Quindi le porto a Enrico, dico che sono buone e che esiste un apposito estrattore per smontare il pacco pignoni.
Poi vado alla presentazione. Parlo parecchio (incredibile, no?). La giornalista Fiorella Girardo è molto brava e si è preparata bene. Con noi c'è anche Angelo Sentieri, un insegnante che ha avviato degli interessanti programmi sulla bici a scuola. Vi risparmio il riassunto dei contenuti. Non c'è molta gente, però la platea è molto attenta. D'altra parte, siamo a fine maggio, la giornata è bellissima e la tentazione di andare al Lido di Venezia era venuta pure a me. Cioè fare sega alla presentazione e andare a fare il bagno e a prendere il sole. Poi, il senso del dovere mi ha imposto di andare.
A sera la stanchezza scende, in un albergo che sembra un ristorante cinese. La solitudine del ciclista urbano in questi luoghi si taglia col coltello. Mi ci trovo malissimo, starei meglio nel Pantanal brasiliano al buio, con un kebab e una birra però.
Non sai come mettere il braccio, la gamba, cosa fare (manco ho da leggere).
La giornata comunque finisce. Poi ricomincia. Il sole emerge dalla laguna, fra i tralicci industriali.



A Mestre, come se non bastasse, c'è pure il bike sharing. Un'abbuffata. Al pari di uno che, dopo essersi mangiato antipasto, due primi, due secondi, chiede pure il dolce (abbondante). Ma sì, ingolfiamoci di biciclette, non saranno mai abbastanza. E Sabrina cazzeggia.


A Mestre, le bici del bike-sharing sono più che a Roma. A Parigi sono 20 mila.

Mentre passeggio ormai mi rendo conto che la febbre sta salendo a livelli pazzeschi. Non ci sono rimedi, perché è la febbre Ciemmonica. Pedalate.

martedì 24 maggio 2011

presentazione manuale di resistenza a Mestre Venezia

Biblioteca Civica di Mestre, Via Miranese, 56 - 30171 Venezia Mestre
(informazioni: 041/2392074)

mercoledì 25 maggio ore 18.00

Presentazione del Manuale di resistenza del ciclista urbano di LUCA CONTI.
Intervengono la giornalista FIORELLA GIRARDO, l’autore e ANGELO SENTIERI, presidente del’Associazione Senza freni di Mestre.

Altre informazioni sul ciclo "Racconti in sella" si trovano qua.

lunedì 23 maggio 2011

Pista ciclabile a Monte Mario e Balduina

[12-05-2011] Comunicato Stampa:

Una pista ciclabile per migliorare la vita!


La pista ciclabile tra M.Mario e Balduina è stata proposta nel 1997. Dopo 14 anni si sta realizzando un progetto che non piace ai cittadini che abitano nelle zone interessate.

L’Associazione Ex Lavanderia si batte per la realizzazione della pista ma comprende e sostiene alcune delle ragioni dei cittadini:

- Alzare di 2 metri il livello della pista è un’opera inutile, costosa che rende più insicure le abitazioni circostanti

- Prefigurare un faraonico “parco lineare” senza avere le risorse per fare manutenzione e sorveglianza è un modo di procedere sbagliato

Ancora una volta si stanno realizzando progetti senza alcun coinvolgimento dei cittadini e, soprattutto, di quelli che sono più esposti alle conseguenze degli errori di progettazione.

NON E’ VERO CHE I PROGETTI IN CORSO NON POSSONO ESSERE MODIFICATI.
SI TRATTA SOLO DELLA VOLONTA’ POLITICA DI FARLO !

l'opera fondamentale è la pista ciclabile che può e deve essere soprattutto al servizio di chi usa la bicicletta come mezzo alternativo all'automobile.

Chiediamo:

1) che si riduca l’impatto dell’opera ripartendo dal progetto del 1999
2) che i progetti siano trasparenti e concordati
3) che si realizzino solo le opere per cui vi è certezza di controllo e manutenzione
4) che si consideri la pista ciclabile come una parte di un progetto complessivo che salvaguardi su tutto il territorio i diritti dei disabili, dei pedoni e dei ciclisti.


Associazione Ex Lavanderia

info@exlavanderia.it - www.exlavanderia.it

Le associazioni dei pedoni salutano la Critical Mass Interplanetaria 2011


18  maggio  2011
Camminacittà  -  Federazione  italiana  diritti  dei  pedoni  e  salvaguardia dell’ambiente
rivolge il suo caloroso saluto alla
VIII  CRITICAL  MASS  INTERPLANETARIA  2011
a  Roma
  venerdì 27 maggio, ore 18, al Colosseo,
  sabato 28 maggio, ore 16 a Parco Schuster (San Paolo),
  domenica 29 maggio ore 12 al Parco di Traiano
 
 con l'augurio che produca un effetto positivo sugli
Amministratori  del  Comune  di  Roma,
Amministratori  della  Provincia  di  Roma,
Amministratori   della  Regione  Lazio
 inducendoli a compiere, nell'ambito della
"Decade  of  action  for  road  safety  2011 - 2020"
(indetta da Organizzazione Mondiale della Sanità e Nazioni Unite)

tutti  gli  atti  concreti  tesi  a  stroncare  la
"STRAGE  DEI  PEDONI  E  DEI  CICLISTI"
                              opzione zero per la illegalità diffusa sulla strada;
                ripristino del rispetto del diritto di tutti alla “Strada, bene comune”;
                piste ciclabili  secondo l'art. 3.39 del Codice della Strada e la legge regionale n. 13/1990;
      NO alle pericolose e discriminatorie "Piste promiscue";
     istituire vaste aree Z30 per poter realizzare lo "Spazio condiviso";
      inserire, sempre, la manutenzione dei marciapiedi nelle opere di
        manutenzione  ordinaria  e  straordinaria  delle  strade.
"Camminacittà"  auspica
che venga recepito il messaggio della incentivazione della mobilità  pedonale, ciclistica (privata e/o Bike sharing tipo Parigi, Barcellona, ecc.) e del TPL al fine di:

-attuare una efficiente ed efficace "Lotta al traffico ed agli inquinamenti";
-abbattere gli enormi ed assurdi costi sociali della "insicurezza stradale";
-instaurare a Roma la "convivenza civile" (pari a quella di altri Paesi);
-tutelare la vita e la salute delle persone.

Voglio la repubblica ciclabile

Friedrich von Archimboldi, Repubblica ciclabile (2011)
Friedrich von Archimboldi è il fratello minore del più noto scrittore Benno von Archimboldi. La sua vita è avvolta nel mistero. Se di Benno si conosce almeno la data di nascita, di lui non si sa niente. Pare che viva nei boschi con una bmx e il suo cane. Il mondo sbavante dell'arte contemporanea ha tentato più volte di contattarlo, ma inutilmente. Artefatto di rottami, chissà se piace a Rainer Ganahl.

domenica 22 maggio 2011

sabato 21 maggio 2011

Il pastore nel suo ambiente, stelle cadenti, ciclismo urbano e agricolo

Eccomi qua con Gregorio, il mio personal trainer, durante gli allenamenti sulla ciclabile. Importanti scadenze incombono. La Ciemmona è alle porte e, poi, a giugno, prenderò parte a un intenso momento di ciclismo interurbano, di cui casomai vi parlerò più avanti.
Greg è un pastore ed ex pugile (ha lasciato nel 1980), uno dei pochi avamposti contro le logiche rapaci e predominanti nella nostra città. Fare il pastore a Roma è difficile e faticoso, ancor più che in campagna. Non ci sono spazi, tutti ti vogliono mandare via. Adesso è primavera e quasi non ci si pensa, ma l'inverno è duro per i ciclisti e per i pastori. Eppure, la ciclabile di notte a gennaio è magnifica.
D'inverno, sulla ciclabile, ho visto due stelle cadenti.  
(Per favore non mi dite che il termine 'stella cadente' è improprio, che sono frammenti, ecc., lo so già).

Ma come caspita fai a vedere a Roma una stella cadente? Facile: vai sulla ciclabile di notte, ma ci devi andare spesso, quasi tutti i giorni, perché mica la stella cadente cade quando vuoi tu, mica è la televisione, che a una certa ora acccendi e vedi qualcosa. Non vedo la tv da anni ormai. Sempre noiosisssima e interminabile, mentre la stella cadente percorre in un istante un tratto preciso del cielo (che devi star guardando), con una scia magari grande. E quando è passata, tu ti interroghi se era veramente una stella cadente, oppure un ufo o un aereo - il cui pilota ha scoattato, non so, ha acceso dei razzi supplementari. E invece, alla fine, ragioni che quella era proprio una stella cadente. Ovviamente non hai espresso il desiderio, perché mica puoi girare tre mesi con il desiderio in mente, in attesa che cada la stella, sennò diventi cretino. 
Nei mesi freddi, in questa Mongolia tascabile a cui mi sono affezionato, non ci sono quelli con la mountain bike, la tutina, con la faccia da Rambo in missione, che fanno scorrere le ruote sull'asfalto, provocando un discreto sibilo per un mese all'anno (se va bene). E che non diventeranno mai ciclisti urbani, inutile che uno ci speri. Basta con questo buonismo ecumenico. A me quelli che tirano giù la bici dall'automobile per farsi una pedalata non mi stanno simpatici. (Subito mi hanno detto che sono troppo radicale).

Da poco il pastore ha tosato le pecore: un lavoro costoso, che va comunque fatto, anche se la lana non vale quasi niente, mi ha detto.
Greg è uno che, quando passano le pecore sulla ciclabile, spazza via le cacche con la scopetta e lascia tutto pulito.
Un vero ambientalista, che non spreca energia. Si sposta in bici, anzi mi ha chiesto di aiutarlo, per cui probabilmente gli verrà fornita una mtb di tipo agricolo, di cui qualche tempo fa ho realizzato un esemplare per la cooperativa agricola Co.br.ag.or., che potete vedere qui. Anche se il mio personal trainer insiste che vuole il cambio, mentre io non ce lo metterei, perché in mezzo ai campi, che cavolo devi cambiare? Ma è vero che lui ci vuole andare anche in giro per la città.
Greg è un vero ambientalista, ripeto. Mi racconta di com'era l'aria a Roma trenta-quarant'anni fa. Il cielo era azzurro, non sempre, ma in prevalenza, soprattutto nella periferia, in questa zona della via Flaminia in cui c'erano i pastori, scacciati sempre più lontano dalla speculazione edilizia.

Altro che tavole rotonde, tavoli di dialogo, agenzie interconfessionali, briefing, Al Gore che ti fa la predica, convegni - il teatrino insomma - in cui le associazioni ambientaliste si interrogano sulle prospettive future e l'economia verde, oppure gli ambientalisti vanno a parlare, invitati dai politici, e mettono a fuoco alcuni temi, poi c'è il protocollo di Kyoto, gli obiettivi del millennio, la giornata della bicicletta.
Così fan tutti, eccetto Greenpeace, che secondo me fa il lavoro giusto su questi temi, si regge ancora sull'opera di attivisti, nel vero senso della parola, e non si è mai stravaccata, per affondare dentro i comodi divani della politica, da cui non riesci più a rialzarti (a parte che per le tavole rotonde), mentre aumenta il peso corporeo, e i muscoli, soprattutto i pensieri, si atrofizzano. 
E intanto la temperatura del pianeta sale. Sta a te, a noi decidere quanto, ma salirà e fra un po' al Sud avremo i cammelli.

Il lavoro di Greg è minacciato dalla speculazione edilizia. I terreni su cui pascolano le sue pecore sono proprietà di un costruttore, anche se non sono edificabili. Io davanti a questo altruismo dei costruttori con la passione per l'agricoltura mi commuovo. Filantropismo allo stato puro. Deve essere un po' come nella abusatissima e truffaldina "responsabilità sociale d'impresa": costruisci una centrale a carbone, però poi pianti gli alberi. Anche la BP ha dei progetti di responsabilità sociale d'impresa, forse pure l'applaudita Tyssenkrupp. Ma sappiamo tutti che non è così.

La ricerca di un campo per far pascolare le pecore è molto difficile, mentre altri mettono su nella zona business molto remunerativi e ambientalmente impattanti. Vedi lo sconcio nel parco di Tor di Quinto, dove hanno costruito due ecomostri, parcheggi, e al parcheggio hanno messo la pensilina fotovoltaica, che fa sempre fico. Come dire? Vedete: regalare ai privati un parco pubblico fa bene all'ambiente. Ah, ah, ah!, buona questa.

Nella foto, è chiaro che il cane non voleva farsi la foto e non gradiva affatto la mia presenza. Ringhiava e alla fine si è fatto immortalare con la zampa sul mio piede: mi ha fatto venire fuori tipo torre di pisa.

Non so se si è capito: il blog Rotazioni sta riaprendo. Un riavvio lento. Come vedete, questo post è molto corto, lo stile è dimesso (non come prima, che era debordante), non ci sono divagazioni. Esattamente il mio stile verbale, fatto di frasi brevissime e argomenti molto mirati, tipo presentazione in power point, con il calore umano della Gelmini quando è arrabbiata. Mi piacerebbe arrivare a scrivere post su un blog chiuso, post che arrivano a un certo punto, anche se il blog ufficialmente ancora è chiuso.
Detto questo, buon ascolto. Sempre Jimi Hendrix, mica quella roba petulante che si ascolta generalmente adesso: Angel.

martedì 17 maggio 2011

venerdì 6 maggio 2011

Istituto per l'annichilimento dell'uomo. A Roma e nell'Italia intera. Filosofia spicciola dopo tre collisioni scampate nello spazio di due minuti al Gianicolo. L'animaccia vostra e della manina che chiede scusa*

Gaetano Pesce, L'Italia in croce
*Mi è stato fatto osservare che chiedere scusa è sempre una buona cosa. Ma il modo di scusarsi nel traffico, a bordo di mezzi a motore, è gestualmente a metà strada tra la scusa e il vaffanculo. Non vengono rispettati i tempi di decantazione che la fisiologia umana impone da, facciamo, 200 mila anni.  Quindi è un gioco di pupazzetti, non di esseri viventi.
Non deve sentirsi libero, deve avere paura, deve adorare il dio denaro senza averlo e aver timore del Gran Fascista senza vederlo ['Supreme Fascist', così il matematico Paul Erdös definiva dio]. Deve stare a casa, a guardare il terminale imperialista che gli darà istruzioni su cosa fare e come comportarsi.
Deve consumare il più possibile ed essere spremuto come un limone, fino alla morte. Deve muoversi in veicoli a motore, che lo impigriranno e lo renderanno più dipendente dal dio denaro. Deve diventare sempre più scemo e manovrabile senza accorgersene. Funziona benissimo, questo sistema. E lo scemo non manca di fare considerazioni sul mondo, secondo lui acute. Adora glistessi idoli degli altri, ma lo fa nella solitudine. Un ruolo importante lo hanno le scoregge di dinosauro morto (cioè il petrolio). Anche quando il petrolio sarà esaurito, verrà quotato in borsa e supplicato.
Deve vivere al chiuso, deve starci tante ore, a lavorare, per poi andare a casa, chiuso nella sua scatoletta o sullo scooterone di plastica, per essere condotto nell'ennesima cella.
E tutti respirano quest'aria fetida, soprattutto i pedoni, i ciclisti e i vigili urbani. Quest'uomo deve trascorrere tanto tempo a casa, a sfibrarsi i nervi, anche se è brutta e piccola, deve contrarre debiti e ammalarsi per pagarli. Deve affittare o comprare casa, morire di debiti e poi, quando i debiti sono finiti, contrarre altri debiti per ristrutturare. Mediamente quest'uomo si alimenta con autentiche porcherie, che anche i cani randagi mangerebbero a fatica, per poi star comunque male. Deve deprimersi, innervosirsi, scaricare la rabbia sul primo che passa. Deve morire con i rimorsi delle occasioni perdute e dei sogni svaniti.
Se qualcuno sfugge verrà preso: va annientato, perché non giunga a creare pensieri diseguali. L'irregolarità, l'idea innovativa, la dissidenza, la rivolta verranno assimilate dal sistema con idonei simulacri.
Il potere lavora incessantemente a martellare con la sua propaganda le abitudini insane, la truffa economica e le diseguaglianze.

Jimi Hendrix, Valleys Of Neptune (June 7, 1969)

[ascoltalo qui]

I feel the ocean swaying me.
washing away all my pains.
See where I was wounded,
Remember the scar?
Now you can’t see a thing
And I feel no pain.

Singing about the Valley of Sunsets
Green and blue ... Canyons too
Singing about Atlantis love songs.
The Valleys of Neptune is arising.

Mercury liquid ... Emerald’s shining
Telling me where I came from
Honey Sun ... Pourquise Bed he
lays in ... on the Burning
edge Horizon.

I’m sailing on the Bluebird’s mission
Bubble and curls and tiptoes in the foam
See the wind make love to all
the ocean ... Joy spread and
the massage got home.

Singing about the Valley of Sunsets
Purple and gold ... the Armies of the Lord
Before ancient Egypt, there were moon trips
The Valleys of Neptune is arising.

Look out East coast, but you’re
gonna have a neighbor,
A rebirth land ...
the praying Burning Sands.

We know there were worlds
so much older
And they shall rise, and
tell us much more the truth of man.

I see visions of sleeping peaks
erupting
releasing all hell that
will shake the Earth from end to end
And this ain’t bad news, good news,
or any news ... it’s just the truth,
Better save your souls while
you can.

Singing about the New Valleys
of the Sunrise ... Rainbow clean,
the world is gonna be
Singing about getting ready for the new tide
The Valleys of Neptune is arising.

Chiusura blog Rotazioni

Ringrazio i cinque lettori che mi hanno seguito fin qui stabilmente e gli altri avventori occasionali, che hanno scambiato con me messaggi e suggerimenti utili. Stasera questo blog chiude. Sono capitato con la mia bicicletta nelle Valli di Nettuno (citando Jimi Hendrix). Sogni, lotte, fatiche, sentimenti, emozioni sono confluiti per uno strano gioco del destino nello stesso luogo e nello stesso momento. 
Pignoni liquidi come mercurio si sono intersecati nella memoria con le scommesse per una città migliore.
La lotta per la Causa continuerà in altre forme. 

Il post che segue è l'ultimo, distillato filosofico di 8000 Km all'anno in bici (da otto anni a questa parte), un libro, incontri, ecc. Parlare di mobilità ciclistica vuol dire parlare delle grandi città, anzi dell'Italia intera, oggi in preda a miseria, depravazione, oscurantismo, mummificazione, imbecillità, chissà ancora per quanto tempo. 
Svegliatevi dal sonno e imparate a reagire!

Parco lineare e mobilità debole nel Municipio 19

Ieri, in un'affollato consiglio municipale aperto, alla presenza del presiente del Municipio, Alfredo Milioni, e di numerosi consiglieri, è stato presentato alla cittadinanza il progetto del parco lineare che, sopra la copertura della linea ferroviaria Fr3, permetterà i cittadini del Musinicipio 19 di arrivare fino a San Pietro. Il progetto è in fase esecutiva, dopo 12 anni di attesa. Doveva infatti essere inaugurato per il Giubileo, ipotesi azzacatissima, dato che questa pista ciclabile rappresenta il tratto finale della via Francigena, seppure diverso rispetto ai tempi antichi. Ma non è questo il problema. I cittadini che vivono sul parco lineare (150 edifici) temono cambiamenti negativi perla vivibilità delle loro case. Negli anni, molti cancelli sono stati forzati, per portare i cani e per parcheggiare l'auto; molte persone hanno subito furti. I lavori saranno effettuati da RFI (Rete Ferroviaria Italiana)., Il livello del parco, rispetto a oggi verrà innalzato dai 35 ai 175 cm. Gli abitanti temono che questo possa ulteriormente favovire i furti. Alcuni addirittura lamentano che nuovi alberi potranno arrecare problemi (ma è un caso isolato); alri, più opportunamente, chiedono che le piante scelte siano idonee. Insomma, è giusto confrontarsi in un momento di cambiamenti. Ma, guardando la situazione attuale, un pezzo di strada in preda all'incuria e al degrado, le novità non dovrebbero spaventare.
Spaventa forse di più l'ipotesi di ripartire le spese di manutenzione fra tutti gli abitanti, nel caso venissero meno le risorse economiche comunali. Questo è certamente un punto dolente.
Quando ho detto che non mi pare logico chiudere la sera i cancelli del percorso, perché da ciclista urbaano avrei piacere a viaggiare in sede protetta la notte, molti hanno cominciato a urlare. In sostanza, temono che lasciare aperto il parco porti delinquenti, degrado, ecc. Ho risposto dicendo che sulle piste ciclabili "aperte" è possibile effettuare pattugliamenti di carabinieri, polizia municipale, ecc. Aggiungo qui che il solo passaggio di ciclisti, corridori, persone con il cane (e con il sacchetto per gli escrementi), coppiette ecc. permetterebbe di controllare meglio il territorio.

 Ho anche fatto presente che se un ladro riesce ad arrampicarsi fino al erzo piano, non si fermerà certo davanti a un cancello. E anzi, avrà modo di lavorare indisturbato all'interno di uno spazio chiuso e inviolabile. Non mi pare di averli convinti. Però una volta che nel nosro quartiere nasce una pista ciclabile chiuderla la sera mi sembra un vero peccato.
Inoltre pensiamo al fatto che molte persone vanno a correre o passeggiare la sera o all'alba. Altra cosa: ci vorrà un dipendente comunale per aprire la mattina e chiudere la sera tutti gli accessi al parco lineare, che è lungo quasi 5 Km. Ho chiuso questa parentesi, perché ero venuto a parlare d'altro.
Ho spiegato brevemente qual è la mia idea per cllegare questa nuova pista alla vita di quartiere, ai mercati, scuole, giardini pubblici, parco di Santa Maria della Pietà e ospedale San Flippo Neri, tutti punti cruciali della vita del quartiere. Un percorso utile a disabili, pedoni e ciclisti, per muoversi con maggior tranquillità nelle strade secondarie e per iniziare a realizzare una forma di mobilità alterntiva. Il progetto costa poco, si fa su strade preesistenti. Si tratta di un percorso anulare in cui il limite di velocità dei veicoli non deve superare i 30 Km/h (oggi per il traffico si va in reatà a 10 all'ora). Lo avevo già presentato nel 2007 alla precedente amministrazione (PD) senza avere alcuna risposta. Allora si parlava tanto di Agenda XXI, di Biciplan, ma tutto questo sembra svanito nel nulla e oggi nel quartiere non c'è neanche una rastrelliera per le bici davanti alle stazioni ferroviarie e della metropolitana.
Nel settembre scorso, sono tornato al Municipio 19 a parlare del progetto con l'Associazione ExLavanderia alla commissione sport. Erano presenti il consigliere di Rifondazione comunista e alcuni consiglieri della maggioranza (PdL). Abbiamo sottoposto un ordine del giorno, che allo stato attuale - mi è stato detto - è al vaglio dei tecnici dei Vigili Urbani.
Ovviamente non dev'essere per forza quel percorso, ma se ne possono realizzare di diversi. Quello che importa è iniziare a creare le condizioni per una mobilità diversa all'interno del Municipio. Il traffico è il problema principale della Capitale. Tutti si lamentano del traffico dentro alla loro automobile, e sembra non esistere una soluzione a questo problema. Invece la soluzione c'è, bisogna solo cominciare a muoversi a piedi e in bici. Se le istituzioni dessero una mano, creando condizioni più favorevoli, aumenterebbero gli spostamenti a piedi e in bici. Il quartiere sarebbe più vivibile e la gente più contenta e in salute. Ma questo discorso lo conoscete tutti, bisogna cominciare a fare qualcosa

Stamattina scendo in strada e scopro il manifesto del PD. Veramente interessante in termini antropologici. Traete voi le vostre conclusioni:

Firma per la chiusura del CIE di S. Maria Capua Vetere

Firma e fai firmare la petizione per la chiusura del CIE di S. Maria Capua Vetere


promossa da Maurizio Braucci, Goffredo Fofi, Alessandro Leogrande, Roberto Saviano

http://www.firmiamo.it/liberimigranti

Capranica-Civitavecchia / quinta parte

Alla biblioteca comunale Rugantino di Torre Spaccata, l'altroieri a sentire il raccontino del viaggetto (con mia prestazione gratuita), non è venuto nessuno. Zero persone. Ma anche zero spese, perché ero in bici. Tempo perso? No. Ho parlato con Umberto Pessolano, geologo e naturalista, con cui avrei dovuto tenere l'incontro, e abbiamo commentato le foto e il percorso. Ho cercato di convincere le bibliotecarie ad assistere, ma non potevano muoversi; anche alcuni studenti che erano lì a studiare erano sotto esami. Mi sono però allenato molto bene, con uno zaino pesantissimo e la bici a scatto fisso. Concludo qui la descrizione del giretto per puro senso del dovere, perché m'ha veramente stufato parlarne.
La natura è fatta di suoni, di odori. Entrate in quest'ordine d'idee, perché vi proporrò ora alcune immagini naturalistiche. Sono disponibile, stavolta per soli 3000 euro a venire a parlare di queste tematiche.





Il percorso merita una giornata d'attenzione pedalante, e poi è facile, se fatto con una bici adatta, tipo mountain bike o, perché no?, bmx. E ora la brutta notizia. Già è stato approvato il ripristino della linea ferroviaria, per cui non so fra quanto verranno avviati i lavori; è vero che i tempi possono essere lunghi, ma anche la nostra distrazione fa passare uno o due anni, a volte. Pertanto non aspettate troppo a percorrere questo fantastico itinerario.
Se le ferrovie dimenticate rinascono, sono contento. Sono la salvezza dallo smog e dal traffico. Negli anni Venti del Novecento si considerò vitale il collegamento fra i porti di Ancora e Civitavecchia, con in mezzo l'importante polo industriale di Terni, attraverso la stazione di Orte. La ferrovia poi fu dismessa, in maniera secondo me irresponsabile, ma è anche vero che i costi di gestione superavano i vantaggi. Novant'anni dopo, l'Unione Europea ha giudicato di vitale importanza il collegamento fra i due porti, e tra il mare Adriatico e Tirreno.
L'ingegnere ferroviario deve essere un lavoro bellissimo.