giovedì 31 marzo 2011

Grazie, Maestro: Andrea Camilleri sullo spreco

Ma è chiaro che inevitabilmente finiremo per dover adottare le energie alternative. Non so, ricicleremo il piscio credo, fra un po’, come fanno gli astronauti. Se l’acqua viene a mancare... Sarebbe anche opportuna una razionalizzazione dell’uso. Noi siamo abituati a uno spreco dell’acqua mostruoso, mostruoso. Non ce ne rendiamo più conto di come siamo abituati. Così come, ugualmente, sprechiamo tanta energia elettrica. Così, tranquillissimamente. I Paesi poveri no, i Paesi poveri ci badano all’acqua, ci badano al consumo della candela se non hanno energia, energia elettrica. Ma al momento nel quale si tende a porre delle regole per esempio sull’inquinamento – torniamo sempre alla stessa vicenda – vedo Kyoto, no?, l’America si tira indietro perché in realtà per adeguarsi dovrebbe bloccare alcune aziende o avviare una profonda trasformazione industriale. Questo gli viene a costare, chi glielo fa fare? Fino a quando si può tirare avanti... È, torno a ripetere, una sorta di demenzialità per cui se è possibile che siano esistiti dei mondi paralleli ai nostri e sono scomparsi, sono scomparsi forse perché erano leggermente più idioti di noi.  
Andrea Camilleri

mercoledì 30 marzo 2011

Novità da Orco Cicli

Comunicato di Orco Cicli, Milano
Quest'anno Orco Cicli, per scelta, non organizza più eventi "a scrocco": basta damigiane di rosso delle Cantine di Levanato, focacce liguri, pappa e senape gratis! Anzi, chi ci vuole vedere all'opera dovrà portarci da bere e mangiare. Dal 12 al 17 aprile, infatti, la bottega di Orco Cicli sarà sempre aperta dalle 9 alle 21 (e forse anche più tardi), con la possibilità di assistere e partecipare in diretta alla realizzazione di due nuovi prototipi di biciclette d'autore che per adesso hanno nome in codice Randa Nox: una bici da viaggio vintage e moderna allo stesso tempo e una innovativa e futuristica Spicciola in acciaio inossidabile. Venite a scoprirle assieme a tutti gli altri nostri modelli, che per tutta la settimana si potranno anche provare su strada. Vi aspettiamo e vi mettiamo a disposizione bici (pronte) e piatti & bicchieri (vuoti)!


Orco Cicli Sas,Via Pastrengo 7,20159 Milano

Manifestazione 26 marzo 2011, altre due foto

martedì 29 marzo 2011

A Milano "Manuale di resistenza del ciclista urbano"

Ci vediamo a Milano il 7 aprile da Ciclobby (via Borsieri, 4E) alle 21. Tutti i ciclisti in zona sono invitati. Il 9 sono a Modena (seguiranno dettagli).

Il segreto di Monsieur Taburin

Copertina dell'edizione inglese del libro
È appena uscita una singolare storia a fumetti, Il segreto di Monsieur Taburin. Storia di un uomo e delle sue biciclette, Donzelli, firmato dal disegnatore Jean-Jacques Sempé, noto semplicemente con il solo cognome ( Bordeaux, 17 agosto 1932). La traduzione italiana è di Cinzia Poli, 94 pagg., euro 14.90. (La copertina italiana non mi piace affatto, è qui comunque, per questo ho messo quella inglese). Il signor Taburin è un abilissimo meccanico di biciclette che però non sa andare in bici: un segreto custodito gelosamente. È una storia che Sempé ha iniziato a disegnare all'inizio degli anni Ottanta ma che, priva di un finale, è stata portata a termine solo qualche anno fa. Il finale mica ve lo posso raccontare.
La bicicletta è stata il sogno irrealizzato nell'infanzia del disegnatore. Su La Repubblica di domenica scorsa, 27 marzo 2011, alle pp. 38-39, è apparsa un'intervista a cura di Fabio Gambaro, in cui fra l'altro Sempé dichiara: «Avrei tanto voluto avere una bicicletta, ma i miei genitori, che erano molto poveri, non hanno mai potuto regalarmela. Così, quando finalmente ho potuto comprarmene una, per molti anni mi sono spostato a Parigi esclusivamente pedalando. Non mi stancavo mai». Parole da scrivere sulle strade delle nostre città, magari con uno di questi disegni bellissimi e poetici.Sul web ci sono tanti disegni dell'autore incentrati sulla bici, eccone alcuni:












Iniziative a Bergamo, organizza Pedapolis

Sabato 2 aprile, presso lo spazio Edonè di Redona, si terrà la festa annuale dell'Associazione Pedalopolis:
Bicycle Spring Party: le bici sono in fiore. Dalle 19 apericena a buffet, concerto de I Lucas, Djset dei Birikini Bros, proiezioni, banchetti e grande esposizione di biciclette.
 
Prenotazione per la cena non obbligatoria, ma fortemente consigliata. Scrivete qui: pedalopolis@gmail.com
Sabato 16 aprile Pedalopolis parteciperà a Magie al Borgo 2011, Festival Internazionale d'arte di strada a Costa di Mezzate (http://www.magiealborgo.blogspot.com).

L'associazione organizza anche il suo primo Corso di ciclomeccanica di base, tenuto dai meccanici della Ciclostazione dei Colli e della Ciclostazione 42. Il corso è rivolto a tutti i ciclisti che volessero conoscere meglio il proprio mezzo e imparare a trattarlo con l'attenzione che merita. Una bicicletta ben tenuta è più agile, veloce e sicura; una minima manutenzione permette di conservarla in buone condizioni con pochissima spesa. Con qualche conoscenza e alcuni attrezzi specifici è poi possibile smontarla (e rimontarla) pezzo a pezzo e comprenderne completamente il geniale funzionamento.
Le lezioni si focalizzeranno sugli interventi di emergenza, per risolvere gli inconvenienti che possono capitare durante il viaggio, e sulle attività periodiche facilmente realizzabili in casa:
- manutenzione ordinaria;
- regolazioni dei freni e dei cambi, sostituzione dei pattini;
- riparazione delle forature;
- riconoscere i problemi più complessi: movimento centrale, serie sterzo, ruote;
- gli attrezzi e gli accessori indispensabili.
Saranno quindi approfonditi argomenti più specifici secondo l'interesse dei presenti.

Le lezioni sono di carattere pratico e basate sui tipi di biciclette più comuni (bici da uomo/donna, MTB, city bike); chi vuole potrà provare direttamente su biciclette e con attrezzi messi a disposizione dalla Ciclostazione.

Il corso si svolge presso la Ciclostazione dei Colli (http://www.pedalopolis.org/Pedalopolis/Ciclostazione_dei_Colli.html), nella vecchia stazione ferroviaria di Ponteranica, in via Valbona.
Il corso è diviso in due lezioni serali, dalle 20:30 alle 22.
Sono previste due sessioni: ad aprile (giovedì 14 e 21) e a maggio (giovedì 12 e 19). Nei mesi successivi potranno essere programmate ulteriori sessioni del corso base o di un corso avanzato, in base alla richieste raccolte.

I corsi sono limitati ad un massimo di 8 partecipanti (per ciascuna sessione); l'iscrizione è obbligatoria e aperta a tutti.
Il costo è di 30 euro, ridotto a 25 euro per i tesserati di Pedalopolis e delle associazioni convenzionate (ARiBi, GATTO QUADRATO, Dopolavoro Ferroviario).
Per iscrizioni e info: corsi@pedalopolis.org

domenica 27 marzo 2011

Piste ciclabili a Foggia

Terza puntata del réportage di Piero Ferrante sulle piste ciclabili di Foggia e sui paradossi della mobilità a pedali, quando non viene progettata. Per esempio una pista ciclabile, malmessa, che gira intorno a un parco, malmesso, senza entrarvi. L'articolo è qui.
Una pista ciclabile di Foggia

Manifestazione 26 marzo: acqua pubblica e no al nucleare

Un folto gruppo delle ciclofficine popolari ha partecipato ieri alla manifestazione di Roma per promuovere i referendum per la difesa dell'acqua pubblica e per dire no al nucleare.

Ciclisti di tutte le età, con bici di tutti i tipi

Un gigantesco nasone (la tipica fontanella pubblica romana) è stato il punto di riferimento costante. Un lavoro notevole. La struttura in cartapesta era montata su un risciò a quattro posti.
I ciclisti alla guida del nasone si affacciano a prendere un po' d'aria.
Insieme alla ciclofficine, il gruppo di percussioni Criansa
La manifestazione era scandita dall'energia percussiva del gruppo Criansa, che ha sede all'Ex Lavanderia.
video

Si faceva notare anche la nuova bici cargo autocostruita all'ExSnia.
Nuova bici cargo della ciclofficina Don Chisciotte

venerdì 25 marzo 2011

La stazione delle biciclette a Fa' la cosa giusta, Milano

Comunicato de La stazione delle biciclette, San Donato Milanese

FA' LA COSA GIUSTA

Quest'anno abbiamo deciso di buttarci nella mischia e partecipare alla
fiera "Fa' la cosa giusta", giusto per portare un po' di colore alla
sezione 'viaggiare leggeri' e far vedere a quante più persone possibile
che: in bici si può......

Ci troverete con un gran carico di bici e accessori da vedere, toccare e
se possibile provare, e anche con un po' di iniziative, tanto per non
fare solo quelli che hanno un prodotto da piazzare.

Quindi se siete interessati gli appuntamenti sono:

*Ciclomeccanica: come non rimanere a piedi lontani da casa*
Corso di base di ciclomeccanica: controlli essenziali, come riparare una
camere d'aria, quali attrezzi portarsi via. Il minimo indispensabile per
curare la propria bicicletta.
/Il corso si terrà dalle 11 alle 12 di sabato 26 marzo e dalle 11 alle
12 di domenica 27 marzo/

*Dipingiamo una bicicletta*
Un telaio e due cerchi come tele di un quadro. Uno spazio bianco
dedicato ai più piccoli in cui sbizzarrirsi per creare una bicicletta
unica che verrà montata davvero e poi venduta all'asta per beneficenza.
Per non annoiarsi aspettando, anche fogli pennarelli e tempere a
disposizione per dipingere la bicicletta dei tuoi sogni.
/Telaio fogli pennarelli etc etc da dipingere saranno a disposizione da
venerdì alle 14.00 fino a domenica alle 13.00. solo per bambini 4-10 anni
/
*Alla scoperta delle pieghevoli Brompton*
Corso di base per scoprire pregi difetti e utilizzi della bici
pieghevole per eccellenza, l'intermodalità da portare in uno zaino.
Durante il corso sarà possibile provare e testare una bicicletta in
tutte le sue funzioni.
/Il corso si terrà dalle 14 alle 15 di sabato 26 marzo/

*Montiamo una bicicletta vite per vite*
Un'ora netta per montare una bicicletta partendo da zero. Una sfida, una
dimostrazione o semplicemente un modo per scoprire un'arte sempre più
spesso demandata alle grandi fabbriche asiatiche.
/Il montaggio sarà domenica 27 marzo dalle 14.00 alle 15.00/

*Un aperitivo per conoscere programmi e proposte dell'associazione Wild
Track <http://www.wildtrack.it/>*
La nostra casa è il mondo, il nostro mondo è la natura, la nostra natura
è l'avventura. Questo quello che vi aspetta se vi affidate a Marco ed
Elena per organizzare la vostra avventura. Li incontriamo per scoprire i
loro programmi e le loro proposte in giro per il mondo.
/Sabato 26 marzo 18.00-20.00, con aperitivo e chiacchere/


vi aspettiamo a valanghe

Padiglioni 2 e 4 Porta Scarampo 14 - Fiera Milanocity.
Venerdì 24 marzo 9.00 - 21.00
Sabato 25 marzo 9.00 - 23.00
Domenica 26 marzo 10.00 - 19.00

Oggi a Roma, Critical Mass

Alle 18 i ciclisti romani si incontrano al palo 27 di via dei Fori Imperiali per l'appuntamento mensile della Critical Mass. Convergete e pedalate tutti insieme; è anche un'occasione per verificare lo stato dei velocipedi in vista della Critical Mass Intergalattica (Ciemmona) di fine maggio. Infatti è un po' sconveniente emettere cigolii nel corso di questo importante appuntamento annuale.

giovedì 24 marzo 2011

Paradossi: la bici è contro il cinema italiano

Negli ultimi due giorni non ho consumato una goccia di benzina. Perciò mi sento ignorante: non sponsorizzo il cinema italiano.

Consumatori: “Una follia la decisione di aumentare le accise sulla benzina per finanziare il cinema”.

La benzina è un piatto ghiotto e ci mangiano tutti. Anche se molti italiani non pagano le tasse, tutti mettono benzina e diesel, magari quello agricolo di straforo nel suv.  Ovvio quindi che il primo comandamento è far consumare carburante il più possibile.

Il governo ha deciso di aumentare l'accise (tassa) sulla benzina di 1 o 2 centesimi per finanziare la tax credit. Per i movimenti dei consumatori, questa scelta è sbagliata: contribuirà fra l'altro ad aumentre l'inflazione.

Vorrei concludere con una nota polemica, che riguarda il cinema italiano.  
Per favore smettetela di girare film e fiction nel quartiere Prati di Roma! 
Non se ne può più. C'è sempre da qualche parte fra il Lungotevere, Viale Mazzini, il Mamiani, la solita carovana di mezzi di trasporto, camerini, ecc. Non fa bene all'arte, questa monotonia! Sicuramente si tratta di storie familiari, in cui lei è più grande di lui (lui è sportivo, ma alcune sere sparisce misteriosamente, allontanadosi a piedi su Viale delle Milizie). Lei, invece, sta cercando di rifarsi una vita, dopo essersi lasciata alle spalle un passato burrascoso. Marco però non l'ha dimenticata, non vuole che lei se ne vada e cerca di incontrarla a Viale Mazzini...La portiera ha notato qualcosa di strano. Una valigia nera...Lui un giorno sparisce...

Testo mio su Ellin Selae

Ho appena pubblicato un pezzo di presentazione del Manuale di resistenza del ciclista urbano. È uscito sul numero 100 della rivista letteraria Ellin Selae, che da anni viene pubblicata grazie alla stoica dedizione di Franco Del Moro

La copertina del n. 100 di Ellin Selae
è una tenace testimonianza intellettuale e anche un segno d'affetto per la carta, come veicolo di scrittura, lettura e immagine, questa rivista che, bizzarramente, ha scelto di avere i numeri di pagina al contrario. Mi ricordo quando vidi i primi numeri. All'epoca c'erano molte riviste letterarie. Il web era ancora vuoto.
Bisognava andare da Feltrinelli a sfogliare le riviste letterarie a sbafo, ricopiando gli indirizzi delle redazioni senza farsi (troppo) vedere, per poi proporre i propri testi. Ce n'erano di bellissime; adesso ne sono rimaste poche, questa addirittura spegne cento candeline. Ecco il mio testo (attenzione, contiene anche materiale ironico):


“Beato te che pui pedalare...”. “Ma come fai con il sudore, il freddo, le salite, il traffico”. “In Olanda sì che possono usare la bici, oppure a Mantova, Ferrara; ma noi con questo traffico come facciamo?”.
A Roma non si può usare la bici perché ci sono i sampietrini e i sette colli”. A questo punto, di solito, Monte Mario e il Gianicolo vengono arruolati a forza tra i sette colli della Roma antica, piccoli dossi nel caos urbano della Capitale. “Come faccio al lavoro, se arrivo sudato”. E via discorrendo, a ribadire l’impossibilità di spostarsi in bici nelle città. No, non è pigrizia, assolutamente. Dipende dalle condizioni ambientali, dagli altri che si comportano male alla guida dei mezzi motorizzati. È la pigrizia della gente che mi condanna a essere pigro, ad adeguarmi. Io farei un macello, con la tutina da supereroe andrei in bici tutto il giorno. Ma non me lo permettono...
A tutto questo non c’è scampo. I treni urbani e la metropolitana servono a poca gente, gli autobus non passano mai, le auto sono costrette a interminabili file, il prezzo della benzina sale a capriccio dei petrolieri, che ormai hanno capito che nessuno rinuncerà all’auto, a costo di fare a meno di qualche sfizio alimentare. La rabbia sale negli abitacoli, il traffico raggiunge sempre più spesso livelli di saturazione insuperabile. Code di auto, auto in sosta in secopnda e terza fila si aggregano in una melassa indistinguibile. Le città sono a rischio infarto, al tracollo finale di un sistema che non si vuole gestire. Ma soltanto gli studenti, i disoccupati, gli anziani squattrinati e gli eccentrici decidono di dare una svolta alla propria vita. E che racconti, belli e brutti, fanno i ciclisti urbani! Nessuno sembra pentito, perché muoversi a pedali implica una qualche forma di passione o visione del mondo, almeno quella dal sellino, che è diversa. Da passione, la bici in città diventa abitudine e alla fine necessità. Il corpo si abitua presto. In Africa persone sottonutrite in sella alla loro bici a rapporto singolo percorrono nella foresta tropicale fino a 600 Km per trasportare benzina e farina da rivendere. Poi ripartono. Fino agli anni Cinquanta, moltissimi ciclisti sportivi, non affermati e a corto di soldi, partivano da casa in sella, si facevano 2-300 Km, gareggiavano in una corsa di 2-300 chilometri e tornavano a casa.
Di fronte alle esperienze di un ciclista urbano, non un eroe del nostro tempo, ma un semplice cittadino che non inquina, la reazione delle persone che non pedalano è di allontanamento del concetto. La fatica fisica fa paura alla nostra società quasi quanto la morte. Per questo conoscono un effimero successo certe strane ginnastiche e diete che promettono risultati eccezionali senza sforzo. Abbiamo perduto il contatto con il significato educativo, profondo, della fatica. Si va in vetta alla montagna in elicottero, in funivia. Si vorrebbe arrivare in automobile fino all’entrata della bellissima grotta o dell’ufficio. Persino l’apertura manuale di un cancello viene evitata mediante costosi, e fragili, apparati azionabili con un telecomando. Se ristrutturi la casa, ti guardano male se non vuoi le tapparelle elettriche; se manca l’elettricità resti al buio come uno scemo, anche di giorno. Dalla vendita degli idrocarburi guadagnano in tanti; lo stato riscuote sostanziose accise, che non vengono impiegate per migliorare l’ambiente e la mobilità non inquinante.

Da più di vent’anni esistono in Italia leggi riguardanti la mobilità ciclistica che non vengono applicate, salvo qualche felice eccezione, ben circoscritta. Leggi fatte per adeguarsi formalmente all’Unione Europea. Gli incompetenti evocano i soliti paradisi danesi e olandesi, le cittadine virtuosissime del Nord Italia. È solo ignoranza, poiché New York, Berlino, Londra, Parigi negli ultimi anni sono state stravolte a favore della ciclabilità e i pedalatori sono in rapida ascesa.
Da noi è meglio che prevalga il fai da te. In attesa di tempi migliori, non aspettate che qualcuno vi aiuti.

mercoledì 23 marzo 2011

Bici da carico italiane/3


Bici da carico a uso di artigiani erano un tempo quelle degli arrotini. Funzione agevolata dal fatto che chi rifilava lame aveva bisogno di un meccanismo rotante, la mola, che poteva essere facilmente azionato dai pedali, una volta che la bici fosse stata disposta su un apposito cavalletto. Ovvero, per capirci, un marmista o un fabbro avrebbero avuto più problemi ad adattare un piccolo atelier alle due ruote. Ma la mia ignoranza mi impedisce di proseguire oltre in queste congetture, e non sia mai che un marmista abbia effettivamente utilizzato questo mezzo per qualche scopo secondario (non comunque per segare lastre di pietra, perché uno sarà pure ignorante, ma mica è scemo). L'arrotino continuava a stare in sella e a pedalare, la ruota posteriore girava a vuoto sul cavalletto, mentre la ruota smerigliata girava affilando coltelli e forbici. Non una bizzaria dalla durata effimera, si badi bene, ma una macchina che ha attraversato vari decenni e che a lungo è stata ritenuta insostituibile. 
La motorizzazione di massa, a partire dalla fine degli anni Cinquanta del Novecento, ha finito per imporre una variante più costosa e più comoda, il ciclomotore di bassa cilindrata che rimaneva con il motore acceso quando l'arrotino azionava la mola. Gli artigiani forse si stancarono di pedalare, ma forse chiusero prima gli artigiani che costruivano bici siffatte, per cui gli arrotini furono costretti a convertirsi al motore. Rapidamente, l'offerta a buon mercato di mezzi a carburante fossile si tramutò in una pericolosa e irrefrenabile dipendenza collettiva. 
Le bici da arrotino che ci sono state tramandate sono prodotti artigianali, realizzati in pochi esemplari, a partire da telai standard, nei quali è possibile riscontare disparate soluzioni tecniche, a partire da una struttura simile: la doppia catena che serve a spostarsi sul territorio e a molare il metallo. Macchina a costo zero, se si eccettua la spesa iniziale e la manutenzione ordinaria. Una lezione di autosufficienza e una fonte di guadagno, prima che le trasformazioni sociali imponessero nuovi modelli di consumo.

Arriva la nube dal Giappone: consigli ai ciclisti

Consigli ai ciclisti urbani, per affrontare l'arrivo della nube radioattiva dal Giappone (impostazione istituzionale filo-nuclearista).

1) Respirate poco. Scegliete percorsi in discesa o in pianura.
2) Lavatevi le mani con acqua e sapone dopo aver pedalato.
3) Lavate i vestiti in lavatrice con l'ammorbidente, preferibilmente di colore rosa. Il rosa rilassa.
4) Pensate che non vi farà male.
5) Può essere utile assumere un po' di iodio, ma non è indispensabile.
6) Prendetevi un anno di moratoria sul nucleare. Non abbiate fretta: quando la tempesta sarà passata torneremo alla carica con quelle quattro, fondamentali, centrali nucleari che muteranno i destini del mercato energetico della Nazione, inaugurando un'epoca felice per tutto il popolo italiano.

Comunicato ASSOCIAZIONI antinucleari

NUCLEARE. COMITATO ASSOCIAZIONI: MORATORIA? UNA PRESA IN GIRO PER CHIUDERE LA BOCCA AGLI ITALIANI

“Governo senza pudore. Questa moratoria è solo una presa in giro. Vogliono chiudere la bocca agli italiani perché sanno che dalle urne del referendum verrà fuori una sonora bocciatura del loro folle progetto nucleare”. L’annuncio, da parte del Ministro Paolo Romani, di una moratoria di un anno per il nucleare scatena le proteste delle oltre 60 associazioni del  Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’.
“La verità è che il governo sul nucleare non ha cambiato idea”, protestano le associazioni: “Vogliono solo rimandare il taglio del nastro dopo le amministrative e depotenziare il referendum, nella speranza che la nube radioattiva passi, che la tragedia giapponese venga dimenticata”. Insomma, secondo il Comitato, “non è una pausa di riflessione, ma una subdola operazione di marketing fatta sulla pelle e sulla fiducia degli italiani. Non sono preoccupati della nostra salute, ma dell'andamento dei sondaggi”.
Inoltre, proseguono le associazioni, “vorremmo capire come intendono imporre agli italiani questa subdola moratoria: non basterà fermare il decreto legislativo sulla localizzazione delle centrali”.
Anche per dire no a questi “inaccettabili giochetti di prestigio”, le associazioni del Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’  hanno convocato a Roma per sabato prossimo (26 marzo), in occasione della manifestazione per i referendum su acqua e nucleare, “tutti gli italiani che non vogliono una centrale sotto casa e che non credono alle false promesse del governo”.

Bici da carico italiane/2

Ancora un'immagine tratta dal volume  Novant'anni con la città, a cura di Paolo Montagna. Siamo a Milano, in Piazza Duomo, durante la Seconda guerra mondiale. Questa e altre foto del libro si trovano qui.

martedì 22 marzo 2011

Ganahl è chiaro: Il petrolio si batte in bici

Imperdibile intervista sul manifesto di oggi a Rainer Ganahl, artista che dedica un buona parte del suo lavoro alla bici, oltre a pedalare e a fare film, performance di grande impatto emotivo con velocipedi di varie epoche. L''intervista è di Arianna Di Genova e si intitola "Il petrolio si batte in bici, contromano" (pp. 12-13).
Qualche estrattino: «Sia che le nostre strade di città vengano adibite solo al traffico delle macchine (è questo il caso di molte metropoli americane) sia che si voglia dividerle con pedoni e ciclisti, dietro c'è sempre una scelta politica».

The Ten Thousand Mile Race (bicyclilng between Vladiwodstock - Paris against a train


Rainer esorta gli amministratori pubblici a fare il gran salto: 50% delle strade per le auto e 50% per le bici e i pedoni.
Forse ci arriveremo, ma probabilmente a suon di crisi. Il culo pesa tanto, poi chissà com'è i pigri quando si vota sono tutti arzilli...
Self Portrait with Hummer Bicycle, Hangzhou China, marzo 2008

Molto note le performace di Rainer compiute in varie città del mondo (Roma, Damasco, Mosca, ecc.), pedalando contromano e senza mani. Ne ha fatto dei video che fanno drizzare i capelli.
Alla fine dell'intervista, Ganahl evoca il mitico Alfred Jarry, un suo idolo a cui ha dedicato diverse opere, e il perpetual motion food, cibo afrodisiaco e dopante a base alcolica: «Gli dovrebbe essere dedicata una stauta fatta di bici, pillole e altre cose proibite».
The Passion Considered as an Uphill Bicycle Race

Potete verdervi il bel film That-Which-Rolls - Early forms of rollin' rocks (2008), ispirato ad Alfred Jarry qui.

Bici da carico italiane/1


Biciclette adibite a trasporto bagagli, Stazione Centrale di Milano. In Novant'anni con la città, a cura di Paolo Montagna.

Mi vengono in mente i seguenti versi, della canzone degli Stormy Six, Dante Di Nanni (nell'Lp Un biglietto del tram, 1975):

Nel traffico del centro pedala sopra il suo triciclo
e fischia forte alla garibaldina.
Il carico che piega le sue gambe è l'ingiustizia,
la vita è dura per Dante Di Nanni.



[Dante Di Nanni (Torino, 27 marzo 1925 – Torino, 18 maggio 1944), partigiano italiano e medaglia d'oro al valor militare]

lunedì 21 marzo 2011

Charles Steinlauf

Sempre a proposito di ciclomostri, un po' di tempo fa Emiliano mi ha consegnato questa immagine clamorosa. Una bici davvero familiare, per gente in gamba. Il mezzo, battezzato Goofybike, fu realizzato a Chicago da Charles Steinlauf nel 1939.



È interessante approfondire la figura di Charles Steinlauf, un riparatore d'auto che fin da piccolo aveva avuto il pallino della bici. Un binomio non infrequente, quello del meccanico costretto a guadagnarsi la pagnotta riparando automobili, ma appassionato di velocipedi e molto fomentato. Nel 1952 Steinlauf realizzò il monociclo senza ruote.

Si tratta di un attrezzo ridondante a livello logico. Invece di camminare, pedalo e aziono delle gambe che camminano. No, qui l'efficienza non c'entra niente e ci si inoltra nei territori dello spettacolo. Chissà quante altre realizzazioni mise a punto questo oscuro fabbricante. Sarebbe bello saperne qualcosa in più.

venerdì 18 marzo 2011

Un signor bicimostro

Il bicimostro te lo puoi fare come vuoi. Prendi alcuni pezzi di bici, altri li costruisci e crei la tua bici, che magari non ha le prestazioni di un bolide in acciaio di qualità, ma fa sempre la sua figura. Un caso limite è costituito da questo esemplare, realizzato un paio d'anni fa da Wouter van den Bosch, ingegnoso studente d'arte olandese.  Interessante notare che la ruota anteriore è vuota e due cerchioni sono fissati alle estermità del copertone. Non particolarmente adatta al commuting o ai viaggi, il mostro si impone perlopiù come oggetto di arredamento urbano.


 Un paio di video sono qui e qua. Riscontrato qualche problema sulle salite e, se vedete i video, anche sui menischi, forse. Se prendete la decisione di vedere i video di youtube, vedrete che tanta gente passa in bici davanti al ciclomostro e proprio non lo calcola. Si vede che sono abituati, nei Paesi Bassi. O distratti. O attenti alla strada. Ma questa è arte.

Sul nucleare mazzette, faide e pressioni internazionali

Gli Usa: "Mazzette a funzionari per favorire le centrali francesi"

La Repubblica, 18 marzo 2011, pp. 16-17 di Luca Iezzi

Dai cable di Wikileaks pesanti accuse contro le scelte del governo italiano sul nucleare

ROMA - Pressioni internazionali, colpi bassi, faide interne e l´ombra di un giro di tangenti. Visto dall´ambasciata americana, i cui cable sono stati resi noti da Wikileaks, il ritorno al nucleare italiano è stata una disputa tra diplomazie, aziende e politici per assicurarsi una fetta dell´immensa torta da 25 miliardi delle commesse. Sin dal 2005, quando l´ipotesi di un ritorno all´atomo diventa concreta, per la diplomazia Usa l´obiettivo è «garantire che le aziende americane abbiano la giusta chance» riferisce a Washington la responsabile Elizabeth Dibble. Le aziende sono Westinghouse e General Electric, il nemico, almeno agli occhi americani, sono i francesi di Areva, ma anche i russi. Mentre però i temuti rapporti Putin-Berlusconi non producono effetti concreti, i francesi hanno per alleati l´Enel e i funzionari del ministero dello Sviluppo economico, cioè chi prende le decisioni. La partita è truccata, secondo gli americani: nel maggio 2009 c´è il primo incontro tra Claudio Scajola e il suo omologo statunitense Steven Chu, a Roma per il G8 dell´energia. Il ministro viene così informato della situazione: «Westinghouse e Ge subiscono la dura competizione dalle imprese concorrenti i cui governi fanno pesantissime pressioni (heavily lobbying) sul governo italiano. Per esempio, l´intensa pressione francese, che potrebbe comprendere anche pagamenti per corrompere funzionari del governo italiano, ha portato all´accordo di febbraio per costruire in Italia quattro reattori Areva per il 2020». Per recuperare il terreno perduto Scajola viene invitato nell´autunno di quell´anno negli Usa, farà un giro per alcune centrali Westinghouse e incontra di nuovo Chu per firmare un accordo di collaborazione. Scrive l´ambasciatore Thorne: «Noi abbiamo saputo che Scajola ha un´altra ragione per appoggiare il coinvolgimento delle aziende statunitensi. L´accordo con la Francia ha tagliato fuori dai contratti le società italiane che vogliono contribuire a costruire le centrali. Una di queste, Ansaldo Nucleare, ha sede nella regione di Scajola: la Liguria. E così se Westinghouse ottiene la sua parte, Ansaldo - azienda della terra di Scajola - ne beneficia». Il risultato ottenuto è che le direttive tecnologiche e di sicurezza, approvate da allora in poi, non escludono a priori i brevetti americani , anche se al momento tutta la partita sembra destinata ad un lungo congelamento, se non alla sua chiusura senza vincitori.

Milano, la città sigillata

Da leggere su Internazionale del 17 marzo 2011, a p. 39, l'articolo della scrittice italoindiana Gabriella Kuruvilla sui luoghi pubblici di Milano, di cui riporto l'inizio.
Gabriella è anche un'artista e questa sotto è una sua opera. Mi sa che gira pure in bici. Il suo sito è qui:

 
«Mentre a Londra l'occupazione di case sfitte non è reato e gli squatter si prendono le ville dei vip (l'ultima è quella del figlio di Gheddafi, Saif al Islam), a Milano sono i vip a "impossessarsi" di singoli appartamenti o di interi edifici, pagando canoni mensili irrisori o realizzando abusi edilizi. Ma invece di contrastare questi fenomeni, il comune sembra impegnato in un'altra lotta, quella per la chiusura di qualsiasi luogo pubblico. L'odio del vicesindaco Riccardo De Corato per gli spazi di socialità si è espresso più volte e in vari modi: recintando quasi tutti i giardini pubblici, imponendo il coprifuoco in varie zone, limitando la capienza di alcuni locali e decretando la fine di altri. [...] E i centri sociali non se la cavano meglio».

È ufficiale: l'antinuclearismo fa bene all'intelligenza

COMITATO ‘VOTA SI’ PER FERMARE IL NUCLEARE’:
GOVERNO ACCORPI REFERENDUM E AMMINISTRATIVE,
E INVII AL GIAPPONE I 400MLN RISPARMIATI
NESSUNA PAUSA DI RIFLESSIONE: GLI ITALIANI NON VOGLIONO UNA FUKUSHIMA DIETRO CASA

Roma, 18 marzo 2011. “Accorpare il voto dei referendum sul nucleare e l’acqua con quello delle amministrative, e destinare i soldi risparmiati - circa 400 milioni di euro - al Giappone”. E’ la proposta delle oltre 60 associazioni del  Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’.
“Nonostante il recente voto contrario della Camera –affermano i rappresentati delle associazioni in una conferenza stampa nella sede romana del Comitato – è necessario che il governo ci ripensi: è una questione che ha a che fare con la democrazia nel nostro Paese, ma non solo”. Secondo il Comitato, infatti, “e’ impensabile un tale spreco di soldi pubblici. Non solo per la situazione italiana – coi tagli a 360 gradi del governo e le famiglie che ancora scontano i danni della recessione globale. Ma anche per quello che sta accadendo in Giappone. Per questo chiediamo all’Esecutivo di abbandonare il furore ideologico e tornare coi piedi per terra: i 400 milioni risparmiati accorpando amministrative e referendum potrebbero essere destinati agli aiuti per il Giappone”.
La richiesta verrà anche sostenuta da una raccolta di firme sul sito www.fermiamoilnucleare.it.
Fiab CICLOBBY Onlus
e
ACTLASSOCIAZIONE PER LA CULTURA E IL TEMPO LIBERO

presentano il progetto:
“Facili interventi per la mobilità ciclistica in città”

CICLOmilano si propone come “progetto pilota” volto alla mappatura delle piste ciclabili esistenti a Milano e all’ideazione di tre proposte di intervento nella città.
Durante la conferenza stampa saranno presentati i risultati della mappatura, i progetti di intervento e il nuovo portale che vuole diventare un punto di riferimento per la mobilità ciclistica a Milano.

Il 23 marzo il progetto sarà presentato alla stampa
Saranno presenti:

Guia Biscaro, Direttivo Fiab CICLOBBY Onlus
Marina Verderajme, Presidente di ACTL
Valerio Montieri, Fiab CICLOBBY Onlus – Coordinamento CICLOmilano
Walter Monici, Fiab CICLOBBY Onlus – Gruppo tecnico CICLOmilano
Carlotta Tarocchi, ACTL – Progetto CICLOmilano

Informazioni stampa@actl.it

26 marzo manifestazione nazionale (acqua e nucleare) in bici

Giappone. Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’: censura sul referendum
Manifestazione il 26 a Roma su acqua e nucleare

 “Gli italiani dovrebbero sapere che non sono condannati ad avere una centrale dietro casa, e che presto ci sarà un referendum per bloccare le pericolose velleità nucleari di questo governo. Ma sul referendum si sta abbattendo la censura”. Le oltre 60 associazioni del  Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’ denunciano “l’azione oscurantista del governo, dei fan dell’atomo e di molti mezzi d’informazione che, proprio mentre si pone al mondo la questione sulla sicurezza del nucleare, tengono sotto silenzio l’appuntamento referendario”.

Proprio per lanciare la consultazione su acqua e nucleare, di migliaia di cittadini e decine di associazioni si sono date appuntamento il  
26 marzo a Roma (ore 14 piazza della Repubblica) per una grande manifestazione nazionale.

Se verrete in bicicletta alla manifestazione, potrete aggregarvi ai numerosi ciclisti presenti. Formeremo un bel corteo di bici!

giovedì 17 marzo 2011

Una data sola per votare, firma anche tu


Dal sito di Greenpeace Italia:

Referendum nucleare: Maroni, fai risparmiare all’Italia 400 milioni di euro

Chiedi al Ministro dell'Interno On. Roberto Maroni di accorpare il referendum nucleare con le elezioni amministrative di maggio.
Per saperne di più 77535 persone hanno già firmato (alle ore 21 del 14/3/2011).

Firma anche tu qui.

A Bergamo, organizza l'associazione Pedalopolis

Lunedì 21 marzo
Teatro Tascabile, piazza Mascheroni, Città Alta (ingresso gratuito), ore 21
proiezione di Parpaillon di Luc Moulet (Francia 1993, 76')
Il film di Luc Moullet racconta un’eroica e improbabile salita di gruppo al colle, in bicicletta.
Dice il regista: «C’è un forte collegamento tra il cinema e la bicicletta: entrambi hanno bisogno di due ruote per creare immagini filanti».


Sabato 2 Aprile
Spazio Edonè, Redona
Pedalopolis e Edonè organizzano:
Bicycle Spring Party
le bici sono in fiore
Festa annuale della Associazione Pedalopolis

ore 19: Apericena a buffet
con soli 15 € tessera 2011 + cena
prenotazioni entro giovedì 31 marzo a pedalopolis@gmail.com

ore 21: concerto de I Lucas - Bicycle Frick&Froll
a inseguire Djset Birikini Bros (oZio e Massi)
in mezzo, palco libero per chi vuole proporre canzoni sulla bicicletta!

durante tutta la serata:
Grandissima Esposizione di Fantasterrime Biciclette
Vai fiero della tua bicicletta? Te la sei fatta da te? L'hai fatta alla Ciclostazione dei Colli? Te la sei fatta fare o personalizzare dalla Ciclostazione 42? Vieni e mettila in bella mostra, riceverai un gadget Cool realizzato per l'occasione da Laboratorio Gattoquadrato

Banchetti
Ciclofficina Volante / Gadget e vestiario / Accessori bici / Ciclolibri / Materiali informativi

Proiezioni
I video più estremi dal mondo a pedali.

Accorrete numerosi e in bicicletta, ampio parcheggio per bici.
Nel fine serata si è liberi di scorazzare coi velocipedi verso la notte bergamasca.

vi ricordiamo inoltre
TUTTI I SABATI: ciclofficina aperta a Ponteranica (Ciclostazione dei Colli) dalle 10 alle 18
e PARTITE DI BIKE POLO dalle 15 circa, tutti invitati a provare questo fantastico sport..!
Altre informazioni qui.
Bocciatura Election Day: sdegno per un atto gravissimo

Il Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune apprende con sdegno la bocciatura alla Camera delle mozioni che intendevano unificare la data dei referendum con quello delle elezioni amministrative. Sì tratta di un atto gravissimo, che in un periodo di tagli indiscriminati alla scuola, alla sanità e alla cultura rischia di bruciare 400 milioni di euro se il Consiglio dei Ministri procederà con il non accorpamento. Il Comitato Referendario metterà in campo tutte le azioni necessarie per chiedere al Governo di riconsiderare l'Election Day.

mercoledì 16 marzo 2011

L'imperatore Akihito parla al Paese in tv : "Preoccupato per situazione nucleare". Il governo italiano: avanti tutta.

martedì 15 marzo 2011

Terremoto in Giappone: le bici non si fermano


Alle 17 sit-in di Sel a Montecitorio

Fonte La Repubblica:

Sel: "Non esiste nucleare sicuro". Sinistra ecologia e libertà  ha organizzato per le 17 di oggi un sit-in di protesta in piazza Montecitorio, a cui parteciperanno anche esponenti delle associazioni ambientaliste e dei comitati antinucleari.

Per Legambiente: "Servono risposte immediate per dare futuro all'industria dell'energia pulita, perchè sarebbe assurdo schiacciare un settore che nel 2010 ha avuto un vero e proprio boom e che, sostenuto adeguatamente, potrebbe arrivare al 2020 al 35% dei consumi elettrici italiani. Le rinnovabili metterebbero a rischio gli investimenti nel nucleare, perciò per i paladini del nucleare fermare le rinnovabili è oggi una priorità".

Secondo i dati di Terna nello scorso anno si è verificata una forte crescita della produzione da rinnovabili, che è arrivata a coprire il 22,1% dei consumi elettrici complessivi italiani (importazioni e pompaggi inclusi), e oltre il 25% della produzione elettrica nazionale grazie a idroelettrico, eolico, fotovoltaico, biomasse, geotermia. E c'è poi la questione sull'obsolescenza delle centrali di terza generazione, una tecnologia che per quando gli impianti saranno eventualmente realizzati, sarà inadeguata ai tempi come quelle di Fukushima lo sono per in nostri giorni.

Lamborghini allo sfascio

I compagni cinesi sono pieni di spirito d'iniziativa. Un imprenditore, proprietario di una Lamborghini Gallardo L140 (non proletario, evidentemente) ha deciso di demolire l'auto, nel corso di una giornata per i diritti del consumatore. Il mezzo a motore, inutilmente potente, è stato distrutto a mazzate, dopo che aveva smesso di funzionare. Una punizione esemplare. Giustizia consumieristica è fatta.


Sulla sinistra, potete vedere l'imprenditore che continua a fare il suo lavoro: comanda gli altri che lavorano.

mappa nasoni a Roma, acqua pubblica

Dal sito Acea:

Iniziative: l’acqua è un tesoro. E Acea ti regala la mappa.
I romani lo chiamano affettuosamente Nasone ed è molto diffuso nella capitale con oltre 2.500 esemplari. E’ la fontanella dalla caratteristica forma cilindrica installata in tante piazze e vie della città. Di solito è in ghisa, alcuni modelli sono in travertino e esistono rari esemplari a tre cannelle come quello di via della Cordonata, nelle vicinanze di via Nazionale. L’acqua potabile che erogano è la stessa distribuita nelle case dei romani.
Acea e Comune di Roma hanno recentemente presentato: “L’acqua è un tesoro. E Acea ti regala la mappa”. Un’iniziativa tutta dedicata ai romani e ai tanti turisti che visitano la capitale.  La mappa, un opuscolo tascabile che ha le dimensioni di una card e testi in italiano e in inglese, riporta su un lato notizie utili sulle fontanelle, la carta di identità sull’acqua potabile distribuita a Roma, alcuni cenni storici sui nasoni e un profilo del Gruppo Acea. Tra le curiosità riportate, la prima fontanella romana risalente al 1872 con una particolare caratteristica: tre cannelle a forma di drago.
Sul lato opposto, è stampata la mappa che riproduce nella quasi totalità il territorio del I Municipio, alcune strade vicine alla Basilica di San Pietro, a Castel Sant’Angelo e alla sede Acea di piazzale Ostiense. Nella cartina sono segnalati gli oltre 200 Nasoni dell’area con l’elenco di piazze e vie. Non sono indicate, invece, perché di forma diversa, le tante fontane e fontanelle artistiche, circa una novantina, sempre con acqua potabile dislocate sempre nel centro storico. Tra quelle più conosciute, segnaliamo la Barcaccia a piazza di Spagna e la fontanina incassata nel muro in via della Fontanella Borghese.
La mappa dei Nasoni è disponibile presso il Salone del Pubblico della sede Acea di piazzale Ostiense, 2. Prossimamente saranno lanciate ulteriori iniziative per la diffusione del prezioso opuscolo.

Nucleare e zitti!

Oggi sul manifesto, p. 1:

Radio Silvio di Alessandro Rebecchi:

Lezioncina numero uno
del portavox di papi. Per dire che gli
orientali hanno paura in modo più
elegante di noi. C'è il terremoto
e non piangono nemmeno. Mica
come voi stronzi che all'Aquila
avete fatto il diavolo a quattro.
Insomma: più eleganti! più calmi!
Ricordatevelo quando vi faranno
una centrale nucleare sotto il culo.
E soprattutto quando arriverà
la banda Bertolaso ad aggiustarla.

È primavera: nascono nuovi ciclisti urbani

Notizia ufficiale e non pilotata: è arrivata la primavera. Si pedala benissimo, dopo la passata settimana piuttosto fredda. Escono dalle loro tane anche i ciclisti stagionali, la maggior parte in mountain bike, riconoscibili per il fatto che hanno la faccia incattivita e chiedono troppo al loro fisico poco allenato. Sulle ciclabili riprendono le piccole gare che ti fanno arrivare al lavoro sudato. Si ricomincia a raccogliere camere d'aria, buttate da qualcuno per terra con aria di sufficienza. Riparata la ruota, si danno un'aggiustata alla depilazione, una dopata e si pisciano addosso, perché credono che tutto questo sia molto pro.
È questo il momento in cui si attuano i propositi covati nell'inverno. Acquisti, modifiche. Qualcuno comincia a chiederti la solita cosa: "Ce l'hai una bici per me?", e allora devi spiegare tutti i sacrosanti principi meccanici, il riuso, l'autoriparazione. Indubbiamente è ora che nascono i ciclisti urbani: tanti, con il freddo, riporranno la bici in cantina, ma alcuni no, hanno scavallato la stagionalità e andranno avanti con il freddo, la pioggia, il gelo, le tenebre pomeridiane dell'inverno. E saranno motori a scoppio in meno ad ammorbare e gente felice in più da salutare.

lunedì 14 marzo 2011

Tutta mia la città

Il 17 marzo prossimo esce nelle migliori librerie d'Italia

TUTTA MIA LA CITTA'
Diario di un bike messenger

di Roberto Peia (aka Rombolo)


"Ti domandi se ce la farai ad arrivare
per tempo, se il cliente ha chiesto,
oppure no, un ritiro urgente...
Poi ce la fai benissimo: lui è
sopreso e contento di vederti arrivare
così presto, hai fatto bene a evitare
via Torino e il suo pavé, i suoi
marciapiedi alti mezzo metro,
le rotaie e le folle arrapate di
shopping... La sera, anche se sei
stanco e non vedi l'ora di salire in
casa, ti prendi cura della tua
bicicletta come quando si striglia un
cavallo dopo una lunga galoppata.
Domani deve essere efficiente, deve
essere pronta a scaraventarsi in strada
ancora una volta"



 



Roberto Peia ha 55 anni; giornalista
professionista ha lavorato per il web, in tv,
alla radio e sulla carta stampata. Ha esperienza
del mondo sindacale, ambientalista e consumerista
italiano (Altroconsumo e altre associazioni a tutela del cittadino). 

Una grande passione per la bicicletta lo ha spinto a fondare a
Milano, insieme a due amici, UBM (Urban Bike
Messengers), la prima società di corriere in
bicicletta della città.

p.208
euro 13.00
isbn 978-88-6549-014-3
Ediciclo Editore, collana CICLOSTILE
16.20 - Germania chiude due impianti nucleari e sospende decisione su prolungamento degli altri - Chiuderanno subito gli impianti nucleari tedeschi più vecchi, rimasti aperti  in seguito alla decisione di prolungare la vita di tutte le centrali. Lo ha affermato la cancelliera tedesca Angela Merkel. La Germania inoltre sospenderà per tre mesi la decisione del previsto prolungamento della vita dei 17 impianti nucleari tedeschi alla luce del disastro di Fukushima, in Giappone.
16.00 - Contaminati 17 marinai della portaerei americana - 17 marinai della portaerei americana Ronald Reagan sono stati colpiti in modo lieve da radiazioni nucleari. La nave si trova al largo del Giappone, a 100 miglia a nord della centrale nucleare di Fukushima, dove si sono avute le esplosioni e le conseguenti perdite di radioattività.
Comunicato dei Verdi:
Bonelli (Verdi): “Su nucleare è grande ipocrisia di Alemanno. Polverini scriva a Berlusconi circa indisponibilità Lazio ad ospitare centrali” 
“Alemanno è stato in un ipocrita silenzio in questi mesi e nulla ha detto sul nucleare, nulla ha detto quando il Governo affermava che sarebbe andato avanti nonostante il parere negativo delle Regioni e se oggi la Regione Lazio ha un parere negativo lo si deve ai Verdi che ai sensi della mozione 117 del 24 novembre 2010 ha espresso un parere negativo per centrali e depositi nucleari nel Lazio. - dichiara Angelo Bonelli, capogruppo regionale e presidente nazionale dei Verdi – La Polverini agisca di conseguenza e scriva una lettera al Presidente del Consiglio comunicandogli che la Regione Lazio ha espresso parere negativo sul nucleare. Se sono coerenti lo siano fino in fondo, e non lo facciano solo adesso in queste ore drammatiche per poi dimenticarsene tra qualche settimana”.

Bugie nucleari

Un assaggio di come verrà gestita la sicurezza delle centrali nucleari in Italia, se si costruiranno...

L’Agenzia per la sicurezza del nucleare italiana nega la gravità dell’incidente nucleare in Giappone.

Legambiente, Greenpeace, WWF: 
“Non si può arbitrare una partita, essendo ultrà di una delle squadre”.
 
“Chiediamo le dimissioni dei componenti dell’Agenzia 
per la sicurezza nucleare.
 
 E’ questa la richiesta di Greenpeace, Legambiente e WWF in seguito alle reazioni dei componenti 
dell’Agenzia per la sicurezza nucleare di fronte al disastro giapponese. “Mentre l'Istituto francese 
di Radioprotezione e di Sicurezza Nucleare ha ammesso fin da subito la gravità dell’esplosione nucleare
in Giappone, dichiarandosi allarmato, l’Agenzia per la sicurezza italiana si è 
preoccupata solo di fare propaganda politica, negando addirittura la 
gravità dell’incidente – hanno dichiarato le tre associazioni. E’ il caso del presidente dell'Agenzia 
Veronesi che dichiara ‘sicure’ le centrali e attribuisce le critiche all’atomo “ad un’ideologia  
antinuclearista che si basa su dati falsi’ o del commissario dell’Agenzia, Marco Ricotti, secondo 
cui non è successo niente e questo incidente non è una nuova Chernobyl”.  
 
“Ovviamente tutti speriamo che l’incidente non abbia la gravità del precedente in Ucraina,
ma le dichiarazioni volte a sottacere e minimizzare quanto sta avvenendo sono da 
irresponsabili – hanno aggiunto Greenpeace, Legambiente e WWF. Non possiamo
 fidarci, quindi, di chi gestisce la sicurezza nucleare e si occupa della tutela della salute pubblica, 
non riconoscendo la pericolosità dell’atomo e disinformando i cittadini
Non si può, infatti, arbitrare una partita, parteggiando per una delle squadre in campo. 
E’ per questo che chiediamo le dimissioni dei membri dell’Agenzia, per far sì che possano 
occuparsi liberamente della campagna filonuclearista, lasciando gli incarichi istituzionali a chi 
realmente possa  svolgerli realmente nell’interesse pubblico”. 
 
 
Colonna sonora: Fabri Fibra, Bugiardo. 

Ciclabili a Foggia

Interessante reportage di Piero Ferrante (con la collaborazione di Tony Dembech, presidente dell'Associazione Cicloamici Foggia) sulle piste ciclabili di Foggia. Tutto il mondo è paese. Lo trovate qui.
Vi posto un estratto. Ferrante ha stile: «La democrazia mobile posta a servizio dei baroni rombanti, tramutata in oclocrazia delle gomme e della plastica inconsistente dei paraurti. È quel che sarebbe voluto essere e non è mai stato. Una progettazione (anche se breve) finalmente razionale, in una città che, la ragione, l’ha avuta seppellita sono mucchi informi di appalti lascivi, inconsistenti urbanizzazioni».

I ciclisti italiani continuano tenacemente a denunciare irregolarità, mancato rispetto delle leggi e arretratezza nelle decisioni politiche riguardanti la bicicletta in città.

No alle centrali EPR in Italia

Legambiente: “Diciamo No alle centrali EPR in Italia
già bocciate da Francia, Gran Bretagna e Finlandia per problemi di sicurezza”

Quello di Fukushima è stato il terzo incidente più grave avvenuto in una centrale atomica nella storia. E non è finita. La situazione continua ad essere grave e l’allarme non accenna a scendere per i rischi di nuove esplosioni negli altri reattori e perché ancora non si è in grado di capire se nel nocciolo dei due reattori più colpiti si sia avviata la pericolosissima fase di fusione.

“Proprio la grande incertezza sull’entità del disastro nucleare in Giappone – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza – deve necessariamente sollecitare nuove e appropriate riflessioni sull’opportunità di avviare in Italia una nuova stagione nucleare. Oggi, esattamente come nel secolo scorso, non esiste sicurezza assoluta per nessun tipo di centrale atomica ed è bene che i cittadini italiani sappiano, in vista del referendum al quale sono chiamati a votare, che le quattro centrali che il Governo vorrebbe costruire nel Paese, utilizzeranno la tecnologia del reattore francese EPR, per il quale le Agenzie per la sicurezza nucleare di Francia, Finlandia e Gran Bretagna avevano individuato (nel 2009) problemi nel progetto del sistema di sicurezza”.
L’esplosione della centrale di Fukushima di ieri è stata classificata di livello 4 nella scala Ines. Per quanto riguarda gli incidenti negli impianti atomici per la produzione elettrica, sono risultati più gravi solo la tragedia di Cernobyl in Ucraina nel 1986 (livello 7) e l’incidente della centrale di Three Mile Island negli Stati Uniti dove avvenne la fusione del nocciolo (livello 5).
La scala Ines (International Nuclear and Radiological Event Scale), la classificazione internazionale degli incidenti nucleari e radiologici, è stata creata nel 1989 dall’Aiea, Agenzia internazionale per l’energia atomica, e dall’Agenzia per l’energia nucleare dell’OCSE. Divide gli eventi in 7 livelli: i più bassi (da 1 a 3) vengono definiti come guasti, mentre quelli più alti (da 4 a 7) sono classificati come incidenti. Il livello 1 indica un’anomalia, mentre il 2 e il 3 sono utilizzati per i guasti semplici e quelli gravi. Il livello 4 è un incidente con conseguenze locali, mentre il 5 indica un incidente con conseguenze più estese. Il 6 e il 7 indicano incidenti gravi e molto gravi.
Gravi incidenti hanno riguardato anche altri impianti della filiera atomica come quelli per la fabbricazione di ordigni nucleari, avvenuti a Kyshtym in Unione Sovietica (livello 6) e a Sellafiled in Gran Bretagna (livello 5) nel 1957, o impianti per la produzione delle barre di combustibile per le centrali nucleari, come quello di Tokaimura (livello 4) in Giappone nel 1999.




I più gravi incidenti della storia nell’industria nucleare
SCALA INES 7
SCALA INES 6
SCALA INES 5
SCALA INES 4
26 aprile 1986 - Centrale di Cernobyl (Ucraina)

L’incidente nucleare in assoluto più grave di cui si abbia notizia. Il surriscaldamento del nucleo del reattore provoca la sua fusione e l’esplosione del vapore radioattivo, che sotto forma di una nube pari a un miliardo di miliardi di Bequerel si disperde nell’aria. Centinaia di migliaia di persone, soprattutto nella vicina Bielorussia, sono costrette a lasciare i territori contaminati. L’intera Europa viene esposta alla nube radioattiva e per milioni di cittadini europei aumenta il rischio di contrarre tumori e leucemia. Non esistono ancora oggi dati definitivi sui decessi ricollegabili alla tragedia.
Settembre 1957 - Kyshtym (Unione Sovietica)

In una fabbrica di armi nucleari negli Urali, una cisterna contenente scorie radioattive prende fuoco ed esplode, contaminando migliaia di chilometri quadrati di terreno con una nube di 20 milioni di curie. Il rilascio esterno di radioattività avviene a seguito di un malfunzionamento del sistema di refrigerazione di una vasca di immagazzinamento di prodotti di fissione ad alta attività. Vengono esposte alle radiazioni circa 270mila persone. Si stimano per le conseguenze dell’incidente oltre 100 morti.

28 marzo 1979 - Three Mile Island (Harrisburgh, Usa)

Il surriscaldamento di un reattore, a seguito della rottura di una pompa nell’impianto di raffreddamento, provoca la parziale fusione del nucleo rilasciando nell’atmosfera gas radioattivi pari a 15mila terabequerel (TBq). Vengono evacuate 3.500 persone.

30 settembre 1999 - Tokaimura (Giappone)


Un incidente in una fabbrica di combustibile nucleare attiva una reazione a catena incontrollata. Viene accertato che si tratta di un errore umano: due operai hanno trattato materiali radioattivi in contenitori non idonei. Tre persone muoiono all’istante, mentre altre 439, di cui 119 in modo grave, vengono esposte alle radiazioni. Vengono ricoverati in 600 ed evacuati 320mila abitanti della zona.



7 ottobre 1957 - Sellafield (Gran Bretagna)

Nel complesso nucleare di Windscale in Gran Bretagna, dove si produce plutonio per scopi militari, un incendio nel nocciolo di un reattore a gas-grafite (GCR) genera una nube radioattiva imponente. I principali materiali rilasciati sono gli isotopi radioattivi di xenon, iodio, cesio e polonio. La nube attraversa l’Europa intera. Sono stati ufficializzati soltanto 300 morti per cause ricondotte all’incidente (malattie, leucemie, tumori) ma il dato potrebbe essere sottostimato.


Il nucleare uccide

Una lezione di controinformazione. Nell'immane tragedia giapponese, la gestione delle notizie riguardanti le esplosioni nelle centrali nucleari, e più in generale dal rischio di catastrofe atomica, ha molto da insegnare a tutti. Dal sito del forum nucleare italiano alle dichiarazioni deliranti di alcune fonti ufficiali nipponiche, già messe in dubbio da più parti, è un susseguirsi di fandonie (tipo la radioattività è scesa, tutto a posto, piccoli problemi, ecc.). Sarebbe da riderci su, se non fosse in atto un dramma di proporzioni smisurate. E comunque anche in questi casi, qualche becchino finisce per tirare acqua al proprio mulino. Lo stesso successe quando ci fu la catastrofe di Chernobyl. In tv, le previsioni del tempo mostrarono per una settimana la stessa immagine, ci si produsse un deliranti elenchi di precauzioni, tipo lavate bene l'insalata, ecc. Facce da cazzo tranquillizzarono la popolazione, in nome di un bieco principio: ormai la frittata è fatta, è inutile far agitare le persone.
La verità è che l'energia atomica è pericolosissima, le centrali nucleari forniscono soltanto il 16% del fabbisogno energetico mondiale. In cambio, questa scelta ti obbliga a star seduto su una bomba atomica. L'Italia, essendo interamente zona sismica, è particolarmente inadatta a ospitare centrali nucleari, perché i rischi si innalzano ulteriormente . Più abiti vicino a una centrale nucleare, più malformazioni e malattie trovi tra uomini e animali. L'uranio impoverito, che non fa male, come hanno ripetuto all'infinito i militari di fronte alle decine di morti e malattie, il poligono maledetto di Quirra, i fiumi avvelenati, la pesante eredità di Chernobyl in tutta Europa, le scorie radioattive disperse da decenni nel Garigliano, ecc. E anche tutto quello che non ci hanno mai detto.
Questa è la verità, il resto è bieca propaganda di persone interessate a fare soldi sulla nostra pelle.