mercoledì 31 dicembre 2008

Riflessioni nella Bat-caverna

Finalmente ho dato una sistemata alla mia zona di lavoro. A cinque anni da quella che frugalmente potremmo definire Grande Resurrezione Ciclistica, ho disposto in ordine una serie di strumenti per la riparazione del mezzo a pedali. È un interno beckettiano in cui è difficile persino muoversi. A prevalere sono la stasi e la meditazione.



Come in quelle grotte in cui i monaci buddisti si facevano rinchiudere per 15-20 anni. Buon anno, comunque. C'è un'accozzaglia di oggetti, soprattutto di liquidi e paste: acetone, diesel, grappa, alcool, veleno per topi, concime, acquaragia, cera per il legno, svitol, soluzioni saline per lo sport, stucco, deodorante, grasso. Sarà mica pericoloso?

martedì 30 dicembre 2008

La crisi, la crisi...

Dicevo proprio ieri delle solite solfe tirate in ballo dall'industria dell'automobile quando arriva la crisi. "Un'azienda in ginocchio, famiglie sul lastrico, ecc." Sono cose vere, drammatiche, non dico che non lo siano; ma c'è anche molta retorica e molto immobilismo: si ripete lo stesso copione a distanza di anni. Intanto il mondo cambia, sta sempre peggio, per colpa dell'inquinamento prodotto dalla combustione del petrolio. Eppure, qualcuno si muove. Oggi leggo a pagina 30 de La Stampa, giornale di Torino che di industrie automobilistiche se ne intende: "Un boom verde. L'energia del vento fa ricca la Spagna". Dal settore 3 miliardi di euro all'anno e 38 mila posti di lavoro. La produzione di energia elettrica eolica ha superato quella delle 8 centrali nucleari spagnole. Lo scrive la Asociación Empresarial Eólica. L'eolico copre ormai l'11% del fabbisogno elettrico nazionale. Il totale prodotto in Spagna è di 15.576 MW; in Italia siamo soltanto a 2.726 MW.

lunedì 29 dicembre 2008

Scampoli di fine d'anno

Pigrizia molta, arguzia scarsa e fatica tanta a rimettere in sesto la Bat-caverna (di cui avrete presto delle foto).
La pioggia dei giorni scorsi ha fermato le mie pedalate, riprese qualche giorno fa con una Roma-Trevignano di cui la foto sotto è anonima testimonianza, fatta eccezione per lo splendido manto d'alluminio della mia bici. In aggiunta, qualche souvenir reperito sul percorso.



"La crisi è un'occasione straordinaria, ci libererà dal pensiero unico", sostiene il sociologo francese Edgar Morin. Ha ragione. Se la vendita di automobili non cresce in Italia non è un dramma: il dramma è non riconvertire l'industria a una produzione non inquinante e più utile all'umanità. Basta con le aziende inquinanti "in ginocchio". Bisognerebbe anche stabilire qualche priorità personale, tipo usare l'automobile con parsimonia. A me l'uso dell'auto sembra paragonabile all'alimentazione a base di carne: se la mangi tutti i giorni ti fa male; se la usi ogni tanto, quando hai male alle gambe o devi trasportare pesi notevoli, capisci la sua utilità; se ne fai a meno del tutto, campi lo stesso e c'è un sacco di gente al mondo che lo fa. Carne e automobile bruciano un sacco di energia che potrebbe essere usata per soddisfare i bisogni primari delle popolazioni in altre parti del mondo. Non è in questione l'uso, ma l'abuso. Personalmente, ormai preferisco prendere la pioggia che stare incolonnato nel traffico. Questione di gusti. Però a volte vado in macchina al lavoro, ancora più spesso pratico un auto+bici, e comunque mi porto appresso la bici, se posso, e al minimo accenno di traffico, parcheggio e proseguo a pedali, tra gli sguardi di chi rimane in fila.
Comunque ho pensato di stilare una lista di cose che mi piacerebbe che tutti facessero, molto soggettiva.

1) Farsi crescere la barba (per le donne, i peli sulle gambe, molto caldi in questa stagione) e non usare più penne usa e getta.
2) Non usare più batterie usa e getta ma quelle ricaricabili.
3) Fare il compostaggio.
4) Non usare più sacchetti di plastica.
5) Usare un aspirapolvere a bidone, che non ha i sacchetti, che costano un sacco e sono tutti diversi da marca a marca.
6) Usare la bici in città, con tutti i climi, se ne hai una e non la usi portala in una ciclofficina, se non ne hai una vai alla ciclofficina più vicina, prendila e aggiustala. Se ti trovi fuori mano, fonda una ciclofficina.
7) Bere latte crudo. Se hai paura delle notizie sul giornale, fallo bollire. Il latte crudo dà molto fastidio ai grandi produttori industriali di latte ed è una bella risorsa "dal basso" (e costa meno).
8) Usare meno il computer (pare che consumi un sacco di energia e inquini, sto pensando a un pannello solare, non ho mai tempo per fare qualche prova).
9) Consumare il meno possibile (questo, devo dire, mi riesce spontaneo).
10) Continuare la raccolta di materiali interessanti ai cassonetti, secondo il sistema "as is". Cioè, te lo prendi e te lo porti a casa; poi se non ti piace, lo riporti al cassonetto.
Insomma, ho scritto il mio decalogo di fine d'anno, buoni propositi per la Befana.

giovedì 18 dicembre 2008

Detersivo alla spina

Ieri sono andato da Auchan, a Porta di Roma, con una tanica, deciso ad acquistare il tanto sbandierato detersivo alla spina. L'iniziativa è stata promossa da alcune aziende e dalla Regione Lazio. In altre parti d'Italia è già diffusissima (devo specificare quali?). La Regione Lazio ha giustamente pubblicizzato l'evento, che si sta progressivamente ampliando. La postazione del detersivo era deserta, né nel giro di diversi minuti qualcuno ha acquistato il prodotto. Chiedo se posso riempire la tanica a un addetto del supermercato che si trova nei pressi. mi dice: «No, bisogna usare l'apposito contenitore». Gli chiedo: «Quanto costa?». Mi risponde: «70 centesimi». Cioè la metà-unterzo del costo del detersivo liquido al prezzo più basso in tanica (recipiente da 4 litri, si badi). Mi sembra una cifra eccessiva, è assurdo promuovere il detersivo alla spina e vendere altri contenitori. Come mai? Qualcuno si dispiace se si consuma meno plastica? La mia tanica, con chiara indicazione della sua capacità, 5 litri, non andava bene? Se voglio comprare 5 litri di detersivo, devo comprare cinque contenitori? Anche la macchina erogatrice aveva sagomati sotto ai rubinetti del prodotto i lineamenti circolari della bottiglia della Regione Lazio per la vendita di detersivo alla spina. È un caso di masochismo per evitare di venderne troppo? Ci sono problemi dettati dalle sofisticate tecnologie messe in atto per la vendita di questo prodotto che impediscono di usare normali contenitori?

martedì 16 dicembre 2008

Nubifragi, parkour e incontri

Ieri sono andato a lavorare in bici, mi sono bagnato poco, nonostante il nubifragio che grava su Roma da qualche giorno. Il maggiore disagio sapete qual è stato? Che la ciclabile fino a Castel Giubileo era chiusa, è chiusa dal 24 novembre, perché stanno potando le piante! Al ritorno, nel buio, dopo Ponte Milvio, ho visto un enorme topo che attraversava la ciclabile; poco dopo ho redarguito un tizio che faceva retromarcia sulla stessa, scendendo da un marciapiede. M'ha detto con calma: «Non t'ho visto», come a dire, "'sti cazzi, pazienza se ti do una botta e ti faccio cadere". La ciclabile bagnata e piena di foglie mi ha fatto stare molto attento, con quelle sottili ruote slick. Però, nel complesso, mi sono divertito a pedalare nel buio umido della notte.
Voglio ricordare anche la bella giornata di lunedì 8/12. Sono andato a Monte Verde allo spettacolo organizzato da varie associazioni al Teatro Vascello, per la salvezza dello stesso, minacciato da un supermercato. E mi sono visto uno spettacolo di parkour, molto interessante, di cui offro un assaggio.

video

Ero con l'inquinante. Tornando verso casa, mi imbatto di un ciclista a bordo di una splendida Alan, una bici che mi piace molto e che non posseggo. Gli chiedo conferma dal finestrino: «Scusa, è una Alan?». Mi risponde: «Sì, l'ho trovata». La salivazione aumenta; possibile che io trovo solo bici Gorilla Lilla e tricicli Puzzottella, e gli altri scoprono bici da corsa intere e magnifici telai? Gli chiedo conferma: «Cioè, l'hai trovata per strada?». «Sì, ho trovato il telaio, questa l'ho fatta tutta io, ci ho messo i pezzi da solo», scandisce fieramente. «Bravo, lo sai che anch'io metto i pezzi, ho fatto delle bici, ne ho 9». E lui: «Io ne ho 12». Ma lo dice non in tono "pappappero", ma con spirito di complicità ciclistica. Ci salutiamo, il semaforo è diventato verde e lui svolta per via Boccea: i riflessi di alluminio si disperdono all'orizzonte.

lunedì 8 dicembre 2008

Batterie ricaricabili

Sapete quante batterie usa e getta si consumano annualmente in Europa? Siamo intorno ai 5 miliardi di unità (dati EPBA). Vanno a finire nelle discariche; infatti, solo un terzo viene smaltito regolarmente. Oltre che ai suoi figli e nipoti, in termini ambientali, costano molti più soldi al consumatore, che ogni volta deve comprare le batterie nuove. Sapete perché non decolla la vendita di batterie ricaricabili, e i supermercati e negozi espongono sempre grandi quantità di batterie usa e getta? Perché siamo dei coglioni. Ormai non è difficile trovare batterie ricaricabili – che costano quasi come quelle usa e getta e si ricaricano centinaia e centinaia di volte – e anche caricabatterie (al prezzo di 15-20 euro, anche meno se ci si impegna un minimo. A Natale fai un regalo intelligente: passa alle batterie ricaricabili.

venerdì 5 dicembre 2008

Poche idee ma chiare

Perché la bicicletta è un mezzo di trasporto democratico?
Perché per farla camminare devi faticare.

Non sarà mai completamente preda della pubblicità,
perché la fatica non è adatta a quel tipo di messaggio.

giovedì 4 dicembre 2008

Sacrilegio!

Traffico completamente bloccato, ieri sera. A bordo della graziella, m’infilo tra due auto. Un piccolo passo della fila e l’auto al mio fianco scatta in avanti, sognando verdi praterie completamente sgombre, ma sempre un metro è. Sorpreso dallo scatto, appoggio la mia lurida mano sacrilega da ciclista sul cofano della strabiliante Ford scolorita anni ’80, un’entità soprannaturale, una divinità, considerando la reazione scatenata nei due secondi seguenti. Evidentemente, ho invaso la zona proibita del sacerdote del dio cofano, situato all’interno del mezzo e alla guida dello stesso. Sacrilegio! L’empio ciclista deve morire, ha osato profanare lo spazio sacro. Tabù! Giù di clacson, con lunghe suonate punitive. Ancora sta suonando.

mercoledì 3 dicembre 2008